Star Wars: The Clone Wars (film)

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Star Wars: The Clone Wars
Star Wars The Clone Wars.png
Il logo originale del film
Titolo originaleStar Wars: The Clone Wars
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno2008
Durata98 min[1]
Rapporto2,35:1
Genereanimazione, azione, fantascienza, avventura
RegiaDave Filoni
SoggettoGeorge Lucas
SceneggiaturaHenry Gilroy, Steven Melching, Scott Murphy
ProduttoreCatherine Winder
Produttore esecutivoGeorge Lucas
Casa di produzioneLucasfilm Animation, Cartoon Network
Distribuzione (Italia)Warner Bros.
MontaggioJason W.A Tucker
MusicheKevin Kiner, John Williams (temi musicali)
Art directorJesse Yeh e Kevin Jong
AnimatoriLucasfilm Animation
SfondiRussell G. Chong
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Star Wars: The Clone Wars è un film d'animazione del 2008, diretto da Dave Filoni. Il film fa parte dell'universo narrativo della serie di Guerre stellari, ed è ambientato tra Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni e Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith,[2] nel periodo inizialmente descritto dalla serie animata quasi omonima Star Wars: Clone Wars, trasmessa dal 2003 al 2005. Pur essendo stato pensato per la distribuzione cinematografica, costituisce di fatto anche l'episodio pilota dell'omonima serie televisiva Star Wars: The Clone Wars (andata in onda dal 3 ottobre 2008 fino all' 8 marzo 2014).

Come la serie, anche il film si concentra sugli eventi delle Guerre dei Cloni, e sui conflitti tra la Repubblica Galattica e la Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Durante la battaglia di Christophsis il Maestro Yoda assegna ad Anakin Skywalker, che si trovava sul pianeta insieme ad Obi-Wan Kenobi, la sua nuova Padawan Ahsoka Tano. Anakin e la sua nuova apprendista, vengono incaricati di ritrovare e riportare su Tatooine il figlio di Jabba the Hutt, ma dovranno confrontarsi con le minacce del Conte Dooku e della sua sicaria Asajj Ventress.

È il primo film della saga ad essere realizzato in animazione, il primo di cui John Williams non cura la colonna sonora,[3] e il primo la cui distribuzione è stata affidata alla Warner Bros e non alla 20th Century Fox. La Warner, inoltre, co-produce il film insieme a Cartoon Network. Il film introduce anche due personaggi nuovi: l'apprendista Padawan Ahsoka Tano e Asajj Ventress (già apparsa nella serie dell'universo espanso Clone Wars).

Distribuito dalla Warner Bros. Pictures, che deteneva anche i diritti di distribuzione home media sia del film che delle prime cinque stagioni della serie TV, il film è stato presentato il 10 agosto 2008 presso Grauman's Egyptian Theatre, mentre il rilascio sul grande schermo è avvenuto il 14 agosto 2008 in tutta l'Australia, e il 15 agosto negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito.[4] In Italia la pellicola è uscita il 19 settembre dello stesso anno.[5] Il film ha incassato $ 68,3 milioni di dollari in tutto il mondo contro un budget di 8,5 milioni di dollari.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le Guerre dei Cloni dilagano per tutta la galassia a causa dei continui attacchi del temibile Conte Dooku. Sul pianeta Tatooine la Confederazione dei Sistemi Indipendenti tende un'imboscata al galeone a vela del potente Jabba the Hutt rapendone il figlio, Rotta the Hutt. Jabba disperato contatta la Repubblica per averne il soccorso. Intanto Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi conducono una difficile battaglia sul pianeta Christophsis aiutati dalla nuova giovane padawan Ahsoka Tano, assegnata ad Anakin per ordine di Yoda. Conclusa la battaglia a favore della Repubblica, da Coruscant arriva l'importante incarico per Anakin e Obi-Wan di recarsi sul pianeta Teth, dove sarebbe stato portato il figlio di Jabba. Una volta arrivati a destinazione, Anakin e Ahsoka trovano Rotta e si imbattono in dei pericolosi droidi separatisti guidati dalla malvagia assassina Asajj Ventress, mentre Obi-Wan, insieme al Capitano Rex e alla sua squadra di cloni, tenta di negoziare con Jabba. Intanto Dooku, giunto su Tatooine, fa credere a Jabba che siano stati i Jedi a rapire suo figlio, e che abbiano intenzione di ucciderlo per impadronirsi dell'impero Hutt, spingendolo ad allearsi con i separatisti. Nel frattempo Anakin e Ahsoka riescono a fuggire con R2-D2 dal pianeta Teth e a portare il figlio di Jabba su Tatooine per riportarlo al padre, ma vengono ostacolati da Dooku e dai suoi droidi IG-101. Su Coruscant, la senatrice Padmé Amidala, cerca di cooperare con lo zio di Jabba, Ziro the Hutt, per salvare Rotta, ma lui rifiuta. Poco dopo Padmé scopre che era stato lo stesso Ziro a collaborare con i separatisti per il rapimento. Scoperta e imprigionata dall'Hutt, riesce però ad avvertire C-3PO. Su Tatooine, Anakin si scontra con Dooku, mentre Ahsoka porta il figlio a Jabba. Dopo una lotta tra la sabbia, Anakin si dirige verso il palazzo di Jabba per aiutare la Padawan, che riesce a consegnare a Jabba suo figlio, guadagnandosi la sua fiducia e cooperazione.

Su Coruscant, Padmé viene liberata e Ziro viene arrestato per la sua collaborazione con i Separatisti ai danni della Repubblica, ponendo così fine alla battaglia, ma non alla guerra.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Creazione[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas, creatore e produttore esecutivo del film e della serie

Il film è un prequel diretto all'omonima serie televisiva.[6] L'idea di creare un lungometraggio è data dall'autore e regista della saga, George Lucas che, guardando alcuni episodi della serie sul grande schermo ha affermato: "Questo è bellissimo, perché non usiamo lo stesso team di lavoro e facciamo un film?"[7][8] Il lungometraggio, in realtà, è costituito dai primi episodi della serie che sarebbero dovuti essere trasmessi, integrati con delle scene create ex novo per legarli assieme.[9][10] I titoli dei quattro episodi sarebbero dovuti essere The New Padawan, Castle of Deception, Castle of Doom e Castle of Salvation. La storia del rapimento dell'Hutt è stata ispirata dal film di Sonny Chiba, Shogun's Shadow.[11]

Howard Roffman, presidente della Lucas Licensing, ha detto sulla decisione di realizzare il film che "A volte George lavora in modo strano".[12] Il produttore Catherine Winder ha detto che questa decisione improvvisa di produrre un film animato, è stata una sfida ma è comunque un buon modo per iniziare la serie, e che i vincoli di bilancio, hanno costretto il team di produzione a pensare fuori dagli schemi.[13]

La Lucasfilm Animation ha usato il software Autodesk per animare sia il film che la serie. Gli animatori hanno reso omaggio alle immagini stilizzate dell'animazione giapponese e della serie inglese Thunderbirds. Lucas ha affermato di aver voluto creare un film con uno stile più essenziale, non fotorealistico come La leggenda di Beowulf o credibile come Gli Incredibili, in quanto voleva un look particolare, uno stile nuovo, teso più all'estremizzazione che al realismo.[14] Lucas ha inoltre impostato la pellicola come un film dal vivo, che fa quindi massiccio uso di movimenti di camera, luci marcate, e si basa più sul montaggio che sugli storyboard.[14]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni degli attori che hanno partecipato alla trilogia dei prequel, come Anthony Daniels, Samuel L. Jackson e Christopher Lee, sono tornati ad impersonare i rispettivi personaggi.[15][16] Molti siti accreditati, come TheForce.com e la stessa LucasFilm, hanno fatto intendere che Ewan McGregor e Hayden Christensen (gli interpreti "umani" di Anakin e di Obi-Wan) avrebbero preso parte al film. Nei trailer, infatti, le voci dei personaggi sono particolarmente aderenti a quelle dei due attori.[17][18]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

« Kevin Kiner ha la pesante eredità di John Williams, ma riesce comunque a fare un buon lavoro. »

(Blake Matthews[3])

La colonna sonora del film è stata composta dal musicista Kevin Kiner, attivo soprattutto in ambito televisivo, ed eseguita dall'orchestra sinfonica di Praga. Kiner si è basato sui temi creati da John Williams.

L'album, composto da trentadue tracce (per un totale di 67 minuti e 39 secondi), è stato distribuito dall'etichetta Sony Classical, a partire dal 12 agosto 2008. Nella confezione, oltre al CD, è presente un poster del film.[19]

Essendo Star Wars: The Clone Wars destinato ad un pubblico giovane, la colonna sonora è stata alleggerita nei toni. La partitura utilizza infatti diversi strumenti musicali mai sentiti prima nei film della saga, come sintetizzatori, chitarre elettriche, o strumenti etnici come il duduk, l'oud e il daiko.[3]

Blake Matthews, sul sito Blogcritics.com, recensisce positivamente la partitura di Kiner e le sue scelte di nuovi strumenti, in quanto è riuscito a creare una nuova atmosfera musicale, che rimane al contempo familiare allo spettatore,[3] mentre Jorn Tillnes, sul sito SoundtrackGeek.com, boccia in parte il lavoro di Kiner, definendolo "Non nello stile di Guerre stellari":[20]

« La musica non è così male, ma non è Guerre stellari. Se volete averlo nella vostra collezione solo perché è Guerre stellari mi sta bene, ma se davvero amate la saga, allora andate ad ascoltare gli eccellenti lavori di John Williams[20] »

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Star Wars Main Title & A Galaxy Divided - 1:13
  2. Admiral Yularen - 0:56
  3. Battle Of Christophsis - 3:19
  4. Meet Ahsoka - 2:44
  5. Obi-Wan To The Rescue - 1:24
  6. Sneaking Under The Shield - 4:24
  7. Jabba's Palace - 0:45
  8. Anakin vs. Dooku - 2:18
  9. Landing On Teth - 1:43
  10. Destroying The Shield - 3:08
  11. B'omarr Monastery - 3:10
  12. General Loathsom/Battle Strategy - 3:07
  13. The Shield - 1:36
  14. Battle Of Teth - 2:45
  15. Jedi Don't Run! - 1:22
  16. Obi-Wan's Negotiation - 2:07
  17. The Jedi Council - 2:04
  18. General Loathsom/Ahsoka - 3:39
  19. Jabba's Chamber Dance - 0:42
  20. Ziro Surrounded - 2:20
  21. Scaling The Cliff - 0:45
  22. Ziro's Nightclub Band - 0:53
  23. Seedy City Swing - 0:34
  24. Escape From The Monastery - 3:12
  25. Infiltrating Ziro's Lair - 2:21
  26. Courtyard Fight - 2:41
  27. Dunes Of Tatooine - 2:00
  28. Rough Landing - 3:03
  29. Padmé Imprisoned - 0:50
  30. Dooku Speaks With Jabba - 1:28
  31. Fight To The End - 3:59
  32. End Credits - 0:51

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Botteghino[modifica | modifica wikitesto]

Star Wars: The Clone Wars ha debuttato in America su 3.590 schermi, incassando nel primo giorno di programmazione 6.250.000 $ e 15.505.000 $ alla fine il primo fine settimana.[21][22] Nei soli Stati Uniti la pellicola ha chiuso con un totale di 35 milioni di dollari.[23][24] Nel mondo, The Clone Wars ha guadagnato un totale di 67.500.000 $.[24]

Paragonato agli altri film della saga, e alle altre nuove uscite, la pellicola è stata un insuccesso. Dan Fellman, a capo del settore distribuzione della Warner Bros., ha affermato che i numeri del botteghino hanno incontrato le aspettative, perché il pubblico era composto in maggioranza da famiglie, e perché il film aveva il compito di introdurre la serie animata.[25]

In Italia, The Clone Wars ha esordito incassando 30.000 durante il primo giorno di programmazione, e 200.000 € nel primo fine settimana.[26][27] Nei primi dieci giorni, la pellicola ha incassato 300.000 €,[28] per poi assestarsi su un totale di 323.114 €.[24]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La critica americana è stata unanime nel bocciare il film, che ha ottenuto soltanto il 19% di freschezza sul sito Rotten Tomatoes (la percentuale più bassa tra tutti i prodotti cinematografici e televisivi legati a Guerre stellari).[29]

Roger Ebert definisce il film come un trailer da novanta minuti per il lancio della serie televisiva.[30] Ebert critica inoltre la trama e le animazione discontinue, che rendono Clone Wars simile ai cartoni del sabato mattina: «La trama ci fa sentire come se avessimo visto prima queste cose, e ci fa desiderare che non le avessimo mai viste. Inoltre, invece di essere un precursore al livello tecnico, come gli altri film della saga, la pellicola risulta retrò. I personaggi sembrano modellati con il pongo e le labbra si muovono su un volto che sembra congelato. Tutti segni che dimostrano quante scorciatoie siano state prese durante il processo di animazione. Insomma, non dev'essere un granché come film, se il personaggio più interessante è lo zio di Jabba the Hutt».[30]

Eric D. Snider, sul sito Film.com, critica aspramente la pellicola, affermando che Clone Wars è il peggior prodotto legato a Guerre stellari, dietro anche a The Star Wars Holiday Special: «Vi ricordate di come la gente parlava dei prequel, come se fossero i peggior film mai prodotti, quando invece, ammettiamolo, non è erano così brutti? Be', The Clone Wars è veramente brutto».[31]

David Edwards, sul Daily Mirror, critica il film per la trama inconsistente e il basso profilo dell'animazione, affermando come «I personaggi sembrano dei pezzi di legno, ma presumo sia un segno di continuità con la saga, che non è mai stata famosa per la brillante recitazione degli attori».[32]

Pochi sono stati i pareri positivi americani. Il critico James Dyer, sulla rivista Empire, dà al film tre stelle (su cinque), definendolo «Una divertente gita fuori porta e una grande introduzione alla serie televisiva».[33] Chris Hewitt, sul quotidiano St. Paul Pioneer Press dà il suo consenso al film, dicendo che «Clone Wars è divertente, spiritoso ed allegro»,[34] David Germain, dell'Associated Press riconosce che «Clone Wars è divertente, ma dimenticabile» e trova ingiusto il paragone con gli altri sei film;[35] John Scott Lewinski sul sito Wired.com recensisce positivamente il film, sebbene abbia qualche riserva sui siparietti comici dei droidi da battaglia:[36] «La gente era delusa dal fatto che un film di Guerre stellari non fosse Il lungo viaggio verso la notte. Erano arrabbiati perché non si aspettavano che questo film avesse più cose in comune con Gli Incredibili piuttosto che con qualche pretenziosa pellicola come Il pianeta selvaggio. Credo che molta gente si sia dimenticata cosa sia Guerre stellari».[37]

Kenny Lengel, su The Arizona Republic, afferma che l'assenza di alte aspettative sul film, gli ha permesso di godersi la pellicola. Aggiunge inoltre che «Se si è disposti a regredire all'età mentale di un dodicenne, Clone Wars è puro divertimento».[38] Mentre altri recensori hanno criticato il fatto che il film pubblicizzi soltanto la serie televisiva, Langel lo vede più come un pregio: «Non cerca di essere niente di più, per questo funziona bene».[38]

La Warner aveva posto l'embargo, ovvero il divieto di pubblicare recensioni prima dell'uscita nei cinema, sul film. Nonostante tutto, diverse riviste e siti web americani hanno pubblicato recensione del film. Sia The Hollywood Reporter che Variety hanno bocciato la pellicola, mentre Harry Knowles, creatore del sito Ain't It Cool News, ha pubblicato una recensione in cui afferma di aver odiato il film dal profondo.[39] Queste recensioni hanno provocato delle polemiche da parte della Warner, che ha obbligato Knowles e gli altri siti a togliere la loro opinione dal web. Ma mentre Ain't It Cool News ha rimosso il parere sul film, The Hollywood Reporter e Variety non l'hanno fatto. Dal sito di Knowles sono allora partite diverse critiche alla Warner e al modo in cui è stata gestita la questione.[40]

Anche in Italia, la stampa ha bocciato il film, criticandone la trama esile, la sceneggiatura senza originalità e l'intento puramente lucrativo della pellicola.[41][42] Il sito MoviePlayer.it recensisce negativamente la pellicola, non riuscendo a trovare particolari pregi e sottolineando l'animazione a tratti meccanica:

« In fondo, chi ricorda la recitazione di Hayden Christensen (specie nell'ultimo film) potrà dire di non trovare grosse differenze con l'Anakin Skywalker rappresentato qui. Ma questo non può certo essere considerato un pregio per il film.[41] »

Marzia Gandolfi, sul sito MyMovies.it descrive il film come una manovra per sfruttare il merchandising: «Alla fine il limite di The Clone Wars non è più soltanto la pura e semplice normativa merceologica dei rilanci, quanto quei cavalieri, saggi, robot e droidi senza più un'anima e senza più una cultura. E se non hai un'anima nel cinema, come nella vita, non sei credibile. Il tecnico-autore ha smesso di trattarli con rispetto cedendo al lato oscuro del marketing».[42] Il sito Badtaste.it, che lo aveva inserito tra i più attesi dell'autunno 2008,[43] boccia la pellicola, definendola «Una pura operazione commerciale, peraltro non riuscita».[44]

Il film ha ricevuto durante l'edizione dei Razzie Awards 2008 una nomination come peggior prequel, remake, rip-off o sequel.

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Dal film sono stati tratti due videogiochi. Il primo, dal titolo Star Wars: The Clone Wars - Jedi Alliance è disponibile per Nintendo DS, mentre il secondo, intitolato Star Wars: The Clone Wars - L'era dei duelli,[45] per Wii. Entrambi i giochi sono in esclusiva per le console Nintendo e sono stati distribuiti l'11 novembre 2008 negli Stati Uniti, mentre finora solo L'era dei duelli è stato distribuito in Italia, il 14 novembre dello stesso anno.[46][47]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

DVD / Blu-Ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

L'11 novembre sono uscite negli Stati Uniti d'America le edizioni in DVD a disco singolo, in due dischi e in Blu-ray del film.[48] In Italia le due edizioni sono uscite il 20 gennaio 2009.[49]

Le tre edizioni hanno inoltre una copertina alternativa, acquistabile al sito BestBuy.com.[48]

Caratteristiche specifiche[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1
  • Commento audio dei realizzatori del film.[48]
Disco 2
  • The Clone Wars: The Untold Stories: anticipazione sui nuovi personaggi, pianeti, veicoli e battaglie della serie televisiva.
  • The Voices of The Clone Wars: uno speciale sul doppiaggio del film.
  • Galleria di immagini, disegni, bozzetti preparatori e modellini.
  • Documentari sul web: sei featurette riguardanti i vari aspetti produttivi della pellicola.
  • Scene eliminate: Cargo Bay, Platform Droid Fight, Rancor Pit, Through the Tanks.
  • The New Score: speciale sulla nuova partitura del film, composta da Kevin Kiner.[48]

L'edizione in Blu-ray, oltre ai bonus dell'edizione in due dischi, presenta un commento visivo attraverso il film con il regista Dave Filoni, la produttrice Catherine Winder, lo sceneggiatore Henry Gilroy e il montatore Jason W.A. Tucker, mentre discutono dello sviluppo del film, con filmati, materiale eliminato e bozzetti preparativi.[48]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio italiano è stato curato da Carlo Cosolo. Il film mantiene gran parte delle voci presenti nei prequel cinematografici, salvo casi alcuni come Mace Windu (dove Alberto Angrisano sostituisce Paolo Buglioni) e Dooku (dove Rodolfo Bianchi sostituisce Omero Antonutti). Nel caso del Cancelliere Palpatine viene ripristinata la voce di Carlo Reali (già doppiatore del personaggio nei film La minaccia fantasma, L'attacco dei cloni e nella serie animata Clone Wars del 2005) sostituita per La vendetta dei Sith da Francesco Vairano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ STAR WARS – THE CLONE WARS (PG), su British Board of Film Classification, 18 luglio 2008. URL consultato il 9 novembre 2015.
  2. ^ Associated Press, I fan attendono il ritorno di Guerre stellari, CNN.com. URL consultato il 12 maggio 2008.
  3. ^ a b c d (EN) Blake Matthews, Music Review: 'Star Wars: The Clone Wars' Soundtrack, in Blogcritics.com, 21 agosto 2008. URL consultato il 25 agosto 2008.
  4. ^ Date di uscita per Star Wars: The Clone Wars, su Internet Movie Database. URL consultato l'11-05-2008.
  5. ^ Due poster di Star Wars: The Clone Wars, in Badtaste.it, 16 luglio 2008. URL consultato il 23 ottobre 2008.
  6. ^ The Official Star Wars Blog >> Report from Wonder-Con: Lucasfilm Presentation (Part 3), Starwarsblog.starwars.com, 23 febbraio 2008. URL consultato il 17 giugno 2010.
  7. ^ (EN) Joshua Rich, George Lucas on 'Star Wars,' Indiana Jones, in Entertainment Weekly, 17 maggio 2008. URL consultato il 22 ottobre 2008.
  8. ^ Emanuele Manco, The Clone Wars, ovvero il ritorno di Guerre stellari al cinema, in Fantascienza.com, 07 settembre 2008, p. 5. URL consultato il 7 agosto 2008.
  9. ^ (EN) George Lucas Talks Star Wars: The Clone Wars, in StarWars.com, 17 marzo 2008. URL consultato il 9 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2011).
  10. ^ (EN) Force-Cast: Clone Wars Roundtable, in TheForce.net, 03 ottobre 2008. URL consultato il 9 novembre 2008.
  11. ^ (EN) An Interview with Star Wars: The Clone Wars Screenwriter and TV Series Writer Henry Gilroy, in GalacticBinder.com, 15 ottobre 2008. URL consultato il 21 novembre 2008.
  12. ^ Quenqua, Douglas. "The Force lives on, as do the toys." The New York Times, July 1, 2008. Retrieved on September 3, 2008.
  13. ^ Lupick, Travis. "Clone Wars proved a galactic task for production team." The Georgia Straight, August 21, 2008. Retrieved on August 21, 2008.
  14. ^ a b (EN) Alex Weprin, George Lucas Talks 'Clone Wars', in Broadcasting & Cable, 03 aprile 2008. URL consultato il 19 settembre 2008.
  15. ^ (EN) Geoff Boucher, George Lucas: Star Wars won't go beyond Darth Vader, in Los Angeles Times, 07 maggio 2008. URL consultato il 21 maggio 2008.
  16. ^ Star Wars: The Clone Wars - Anteprima: Tutto ciò che sappiamo sull'imminente film in CG, in StarWarsDatabank.it. URL consultato il 4 luglio 2008.
  17. ^ Clone Wars Rumors: Ewan e Hayden doppiatori?, in StarWarsDatabank.it, 16 giugno 2008. URL consultato il 4 luglio 2008.
  18. ^ Star Wars: The Clone Wars doppiaggio... forse... forse sì, in StarWarsDatabank.it, 25 giugno 2008. URL consultato il 4 luglio 2008.
  19. ^ (EN) The Clone Wars Soundtrack, in Starwars.com, 09 luglio 2008. URL consultato l'11 agosto 2008.
  20. ^ a b (EN) Jorn Tillnes, Soundtrack Review: Star Wars: The Clone Wars (2008), in SoundtrackGeek.com, 27 agosto 2008. URL consultato il 18 ottobre 2008.
  21. ^ (EN) Daily Box Office for Friday, August 15, 2008, su Box Office Mojo. URL consultato il 18 agosto 2008.
  22. ^ (EN) Weekend Box Office Results for August 15-17, 2008, su Box Office Mojo. URL consultato il 18 agosto 2008.
  23. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars, su Box Office Mojo. URL consultato il 17 settembre 2008.
  24. ^ a b c Statische per Star Wars: The Clone Wars, in MoviePlayer.it. URL consultato il 15 novembre 2008.
  25. ^ (EN) David Germain, 'Thunder' rumbles past 'Dark Knight' with $26M, in Associated Press, 17 agosto 2008. URL consultato il 18 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2008).
  26. ^ Quattro vecchiette battono Clone Wars in Italia, in BadTaste.it, 20 settembre 2008. URL consultato il 20 settembre 2008.
  27. ^ Hancock ancora primo in Italia, in BadTaste.it, 21 settembre 2008. URL consultato il 21 settembre 2008.
  28. ^ La mummia 3 in testa in Italia, in BadTaste.it, 29 settembre 2008. URL consultato il 30 settembre 2008.
  29. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 16 agosto 2008.
  30. ^ a b (EN) Roger Ebert, The Force has left the building, in Rogerebert.com, 14 agosto 2008. URL consultato il 16 agosto 2008.
  31. ^ (EN) Eric D. Snider, Review: Clone Wars Is the Worst Star Wars Event Since the Christmas Special, in Film.com, 15 agosto 2008. URL consultato il 19 agosto 2008.
  32. ^ (EN) David Edwards, Video review: Star Wars: The Clone Wars, in Daily Mirror, 15 agosto 2008. URL consultato il 16 agosto 2008.
  33. ^ (EN) James Dyer, Star Wars: The Clone Wars (TBC), in Empire. URL consultato il 19 settembre 2008.
  34. ^ (EN) Chris Hewitt, 'Clone Wars' puts animation in Hutt pursuit, in St. Paul Pioneer Press, 14 agosto 2008. URL consultato il 16 agosto 2008.
  35. ^ (EN) David Germain, "Clone Wars" is fun but forgettable, in Associated Press, 12 agosto 2008. URL consultato il 17 agosto 2008.
  36. ^ (EN) John Scott Lewinski, Review: Clone Wars Returns Star Wars to Its Youthful Roots, in Wired.com, 14 agosto 2008. URL consultato il 25 novembre 2008.
  37. ^ (EN) John Scott Lewinski, Review: Clone Wars TV Series Packs Action, Kiddie Humor, in Wired.com, 03 ottobre 2008. URL consultato il 20 novembre 2008.
  38. ^ a b (EN) Kenny Lengel, MOVIES: 'Star Wars: The Clone Wars', in The Arizona Republic, 14 agosto 2008. URL consultato il 18 agosto 2008.
  39. ^ Prime recensioni di Star Wars: The Clone Wars, in Badtaste.it, 11 agosto 2008. URL consultato il 14 agosto 2008.
  40. ^ Polemiche su Star Wars: The Clone Wars, in Badtaste.it, 13 agosto 2008. URL consultato il 14 agosto 2008.
  41. ^ a b Marco Minniti, Un clone mal riuscito - Recensione del film Star Wars: The Clone Wars, in MoviePlayer.it, 18 settembre 2008. URL consultato il 15 novembre 2008.
  42. ^ a b Marzia Gandolfi, Star Wars: The Clone Wars, in Mymovies.it. URL consultato il 18 settembre 2008.
  43. ^ I poster dei film più attesi di fine anno!, in Badtaste.it, 15 agosto 2008. URL consultato il 15 agosto 2008.
  44. ^ Star Wars: The Clone Wars, in Badtaste.it, 14 settembre 2008. URL consultato il 17 settembre 2008.
  45. ^ (EN) Riccardo Anselmi, È arrivato il nuovo Star Wars, in Fantascienza.com, 16 novembre 2008. URL consultato il 16 novembre 2008.
  46. ^ (EN) The Clone Wars Video Games!, in TheForce.net, 30 agosto 2008. URL consultato il 16 novembre 2008.
  47. ^ Star Wars: The Clone Wars - il trailer del videogioco, in GuerreStellari.net. URL consultato il 4 luglio 2008.
  48. ^ a b c d e (EN) The Clone Wars Movie: On DVD & Blu-Ray November 11, in StarWars.com, 25 settembre 2008. URL consultato il 27 settembre 2008.
  49. ^ Star Wars - The Clone Wars (Blu-ray), su libreriauniversitaria.it. URL consultato il 04-12-2008.
  50. ^ (EN) "The Clone Wars" Episode Guide: Cat and Mouse, su starwars.com. URL consultato il 23 giugno 2016.
  51. ^ (EN) "The Clone Wars" Episode Guide: The Hidden Enemy, su StarWars.com. URL consultato il 24 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Consoli, Star Wars: guida definitiva alla saga di George Lucas, Ciak, 2005.
  • (EN) Ryder Windham, Star Wars: The Ultimate Visual Guide, Dorling Kindersley, 19 settembre 2005, ISBN 0-7566-1420-1.
  • AA. VV., Star Wars - Modellini per collezionisti, DeAgostini Editore, 2006.
  • (EN) Stephen Sansweet, Star Wars Encyclopedia, ISBN 0-345-40227-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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