Il pianeta selvaggio

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Il pianeta selvaggio
Il pianeta selvaggio.png
Una scena del film
Titolo originaleLa planète sauvage
Paese di produzioneFrancia, Cecoslovacchia
Anno1973
Durata72 min
Genereanimazione, fantascienza
RegiaRené Laloux
SoggettoStefan Wul (romanzo)
SceneggiaturaRoland Topor, René Laloux
FotografiaBoris Baromykin, Lubomir Rejthar
MontaggioHélène Arnal, Marta Látalová
MusicheAlain Goraguer, Claude Pascal
ScenografiaRoland Topor
Interpreti e personaggi
Premi

Il pianeta selvaggio (La planète sauvage) è un film d'animazione del 1973 disegnato da Roland Topor che l'ha sceneggiato assieme al regista René Laloux. Fu prodotto nel 1963, tra gli altri, da Roger Corman. Tratto dal romanzo breve di fantascienza Homo Domesticus (Oms en série, 1957) di Stefan Wul, il film è noto per le immagini surreali di ambientazioni e creature.

Viene considerato uno dei primi esempi di film in cui viene introdotto il tema dell'antispecismo, rovesciando la classica prospettiva secondo la quale la specie umana sarebbe la più evoluta, e quindi la più importante, di tutte le specie.

Fu presentato in concorso al 26º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Terr è un Om domestico (umano domestico), adottato da Tiwa, una Draag, dopo che dei piccoli Draag per giocare hanno ucciso sua madre. I Draag sono alieni dalla pelle blu e alti decine di metri che abitano un pianeta di nome Ygam che ha, come unico satellite quello che viene chiamato il pianeta selvaggio. Da cui sono stati prelevati gli stessi umani.

I Draag trattano gli Oms come animali domestici e li donano ai loro bambini per giocarci tenendoli sotto controllo con dei collari. I Draag a differenza degli umani hanno una vita molto più longeva poiché una loro settimana equivale a un anno degli umani. Maestro Simon, padre di Tiwa non che attuale sovrano dei Draag, alle riunioni dei grandi capi della civiltà mostra delle immagini di ruderi sul pianeta selvaggio di quella che sembra essere stata una antica civiltà. Molto probabilmente umana, spiegando tempi addietro che la loro civiltà giunse lì poiché delle enormi esplosioni attirarono l'attenzione dei Draag. Molto probabilmente, una grande guerra sconvolse la civiltà umana riportandola all'età della pietra, dimenticando che una volta erano una civiltà molto proggredita. Nessun umano infatti sembra ricordare il passato dei propri antenati. Poiché i Draag non comprendono appieno quanto un umano cresca rapidamente e sia intelligente, Terr impara in fretta a come sopravivvere nel mondo dei Draag mantenendo le apparenze di essere un animale ingenuo. Tiwa tiene molto a Terr e non se ne separa quasi mai, tenendolo anche mentre apprende con il suo induttore della conoscenza. Un giorno Terr a causa di un malfunzionamento del suo collare scopre di riuscire a collegarsi e ad imparare attraverso il macchinario che fornisce una istruzione alla sua padrona. Passato ormai abbastanza tempo Terr decide quindi di scappare durante una sessione di "meditazione" (in cui le menti dei Draag si staccano dal loro corpo) e si unisce ad un gruppo di umani selvatici che trovò rifugio in un campo giochi di bambini Draag abbandonato. Odiato inizialmente per la sua istruzione, presto le sue conoscenze si rivelano essenziali alla sopravvivenza della sua specie. Tramite l'induttore rubato, gli umani iniziano rapidamente ad imparare la cultura dei Draag risvegliando le capacità cognitive perse nei secoli addietro. Ciò gli permette di rubare più facilmente ciò che serve per sopravviere. Un giorno tuttavia, sul muro del parco dove essi abitano; trovano una scritta Draag che riuscendo a decifrarla scoprono che i Draag intendono fare una deumanizzazzione. I Draag vogliono infatti fare piazza pulita degli Oms selvaggi che rovinano i campi e rubano le merci, ma che soprattutto si riproducono molto velocemente rispetto agli alieni. Il mattino prima della partenza, i Draag entrano nel parco e tramite delle macchine iniziano a spargere dischi che spargono del fumo velenoso che uccide decine umani. Terr e il suo gruppo riescono a portare via l'induttore e uscire dal parco prima che sia troppo tardi. In quel momento arrivano due Draag che infastiditi dagli umani nel marciapiede e uno di loro decide di calpestarli per ridurne il numero. Gli umoni, stanchi e furiosi per quello che gli è stato fatto, attaccano il Draag e riescono infine a buttarlo a terra e ad ucciderlo. Il Draag rimasto sconvolto e terrorizzato per quanto successo riesce infine a scappare. Benché gli umani vorrebbero dare una sepultura ai loro cari morti, l'anziana del gruppo li convince a proseguire poiché presto sarebbero arrivati altri Draag, affermando di conoscere un posto dove potersi nascondere. Guidati dall'anziana Terr e il suo gruppo riescono a fuggire e durante il tragitto anche degli umani selvatici si uniscono al gruppo arrivando infine in un cimitero di razzi dei Draag. Intanto nella civiltà dei Dragg, maestro Simon e gli altri capi delle città discutono stupiti e sconvolti per quanto accaduto, poiché un Draag è stato ucciso con estrema facilità dagli umani, comprendono che nonostante le loro dimensioni sono fisicamente più deboli rispetto agli umani. I capi propongono di fare apportare una grande deumanizzazzione considerando anche l'idea di uccidere gli umani domestici ritenuti pericolosi poiché anche molti di questi scappano unendosi agli umani selvaggi. Maestro Simon già da tempo presume che gli umani non sono semplici animali domsetici, facendo osservazione anche del il rufugio che gli umani del parco avevano creato, percependo che il progetto di deumanizzazione che vogliono apportare porterà terribili conseguenze.

Dopo questi fatti, passano quindici anni e gli Oms, grazie al macchinario per l'istruzione, diventano istruiti e particolarmente intelligenti. Riuscendo ad adattare la tecnologia Draag ai loro bisogni, costruiscono così due astronavi per migrare sul Pianeta selvaggio, proprio prima che una nuova campagna di sterminio potesse annientarli del tutto. Ricevuta soprattutto dagli umani domestici che sono diventati spie dentro la civiltà Draag. Una volta giunti sul Pianeta proibito scoprono delle grandi statue maschili e femminili senza testa. Rivelando infine che che li le menti dei Draag in meditazione incontrano altre menti di alieni di altre lontane galassie che eseguono una strana unione da cui essi traevano gli influssi energetici necessari alla generazione della prole Draag e alla sopravvivenza della propria specie.

Sconfortati da questa visione e impauriti per il rischio che le statue potessero calpestare le loro astronavi, gli umani sparano con le navi e con grande sorpresa scoprono che questi corpi alieni sono fragili come il cristallo e riescono così infine a distruggere la minaccia. Tale evento percuote anche la popolazione Draag i quali molti in meditazione perdono la propria mente che era appunto fissata ai corpi ora distrutti sul pianeta proibito. Il pianeta Draag cade nel più totale caos, poiché gli umani avevano scoperto il loro punto più vulnerabile. La grande deumanizzazzione infine si interrompe. I Draag sconvolti si riuniscono consapevoli che la loro civiltà sta per essere distrutta poiché gli umani intendono vendicarsi per quello che gli è stato fatto. Maestro Simon riesce a calmare il suo popolo e gli umani con Terr in ascolto, convincedo i due popoli che si può vivere insieme reciprocamente. In questo modo viene costruito un satellite artificiale dagli Oms, che chiamano Terra, su cui questi si trasferiscono per vivere in pace.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto nel 1963 ma rimase non distribuito per un decennio.[2]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Fantafilm lo definisce uno "splendido lungometraggio di animazione che costituisce un fenomeno più unico che raro nel panorama del cinema di fantascienza. Poco apprezzato oltreoceano [...] si è invece guadagnato in Europa una folta schiera di estimatori che lo hanno considerato un piccolo classico."[2]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film The Cell - La cellula vengono mostrate diverse immagini tratte da questo film.
  • Immagini tratte dal film sono utilizzate dalla band irlandese Solar Bears nel videoclip della canzone Dolls.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1973, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 giugno 2011.
  2. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il pianeta selvaggio, in Fantafilm. URL consultato il 3 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]