Toys "R" Us

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Toys Я Us
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StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariaAzienda privata
Fondazione1948 a Rockville (Maryland)
Fondata daCharles Lazarus
Chiusura29 giugno 2018 in liquidazione
Sede principaleWayne (New Jersey)
GruppoKohlberg Kravis Roberts
Bain Capital Partners LLC
Vornado Realty Trust
Persone chiaveDave Branson
SettoreGrande distribuzione
Prodottigiocattoli
Fatturato11,5 miliardi di dollari[1] (2016)
Dipendenti64.000[2] (2017)
Sito web e

Toys "R" Us[3], scritto Toys "Я" Us, è stata una catena di negozi specializzati nella vendita di giocattoli e prodotti per l'infanzia con sede a Wayne nel New Jersey. In liquidazione nel 2018 per i troppi debiti (400 milioni di dollari).[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda è stata fondata da Charles Lazarus, originariamente con il nome Children's Supermart, a Washington nel 1948 nel pieno del boom economico del dopo-guerra, ed era specializzato nella vendita di mobili per bambini. Il nome "Toys "R" Us" ed il cambio di specializzazione arrivarono nel 1957. Al fianco dei negozi Toys "R" Us, sono stati aggiunti nel 1983 Kids “R” Us (negozi per l'abbigliamento per bambini), dal 1996 Babies “R” Us (negozi per la prima infanzia), dal 1999 Imaginarium (negozi di prodotti educativi) e dal 2002 Geoffrey.

Un negozio del marchio.

L'azienda gestisce approssimativamente 875 negozi "Toys “R” Us" e "Babies “R” Us" negli Stati Uniti, più di 600 negozi internazionali ed oltre 140 negozi in franchising in 35 paesi e giurisdizioni. Controlla il marchio FAO Schwarz e gestisce il proprio negozio principale sulla Quinta Strada a New York inaugurato nel 2001. Al 2011, la filiale di New York di Toys "R" Us è il terzo negozio di giocattoli più grande del mondo[4]. Toys "R" Us inoltre gestisce un portafoglio di siti e-commerce tra cui Toysrus.com, Babiesrus.com, eToys.e and FAO.com.[5]

Il 19 settembre 2017 il colosso americano dei giocattoli ha depositato l'istanza di procedura fallimentare assistita, puntando a risanare, nel corso di un anno, il debito contratto di oltre 400 milioni di dollari.

Il 15 marzo 2018, infine, la società ha deciso di chiudere definitivamente, schiacciata dai debiti pressanti[6].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la catena americana arrivò nel 1996 e all'inizio l'intenzione era di aprire almeno 30 negozi in tutt'Italia[7]; successivamente le aziende distributrici concorrenti, temendo un'espansione eccessiva, pensarono a un'acquisizione della catena stessa. In particolare la GiG spese circa 70 miliardi di lire (circa 46.639.673 euro di oggi) per l'acquisizione di tutti i negozi della catena che la portò al fallimento; le attività furono poi rilevate dalla Giochi Preziosi nel 1999[8] che rinominò i negozi Toys Center.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.forbes.com/companies/toys-r-us/
  2. ^ (EN) Toys R Us seeks bankruptcy to survive retail upheaval, Reuters.com. URL consultato il 4 maggio 2018.
  3. ^ Toys "R" Us 2004 annual report Archiviato il 27 marzo 2009 in Internet Archive.
  4. ^ (EN) Toys "R" Us Times Square Archiviato l'11 dicembre 2008 in Internet Archive. - Toys "R" Us Fact Sheet
  5. ^ toysrusinc.com, http://www.toysrusinc.com/investor-relations/.
  6. ^ Toys R Us chiude i negozi negli Usa: licenziati 33mila dipendenti, in ilGiornale.it. URL consultato il 15 marzo 2018.
  7. ^ Toys'R'Us aprirà 30 punti vendita, 1º novembre 1996. URL consultato il 16 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2018).
  8. ^ Omicidio-suicidio a Pietrasanta Vittime il fondatore della Gig e la moglie, su repubblica.it, 5 luglio 2009. URL consultato il 16 marzo 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN167805814 · ISNI (EN0000 0001 2200 1555 · LCCN (ENnr94015146 · GND (DE10345320-9 · BNF (FRcb12500642w (data)
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