Rimasterizzazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per rimasterizzazione o remastering si intende una tecnica di manipolazione audio avente il compito di migliorare la resa sonora di un brano musicale già precedentemente masterizzato. Questa tecnica si può utilizzare indifferentemente su vecchie produzioni musicali, particolarmente deteriorate dal tempo, o su nuove incisioni, per migliorarne il suono.

Diversamente dall'operazione di mastering, la rimasterizzazione può essere mirata ad interventi di recupero delle qualità sonore di un brano particolarmente rovinato o scadente. In questo caso l'operazione viene chiamata restauro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con la nascita di supporti quali dischi in vinile e cassette audio, la produzione di grandi quantità di copie di un album ha reso necessaria la nascita di studi di registrazione particolarmente equipaggiati e costosi. Ciononostante le strumentazioni disponibili a partire dagli anni 1950 non consentivano il raggiungimento di una assoluta fedeltà del suono, complici le qualità sonore delle riprese, dei microfoni e dei nastri di registrazione disponibili all'epoca; molte sessioni musicali dell'immediato dopoguerra risultano oggi sonicamente scadenti, con medie frequenze accentuate, scarsa dinamica, fruscio, click ed altri rumori di fondo. Lo stesso processo di mastering, spesso, era assente, e lasciava questo importante compito al fonico di missaggio.

Il remastering nasce il 28/02/1988 per recuperare e far emergere la migliore qualità sonora di una sorgente rovinata, vecchia o di scarsa qualità.

Negli ultimi anni la rimasterizzazione si è estesa a produzioni più recenti, per migliorarne la già buona qualità sonora, grazie all'utilizzo di tecniche moderne, spesso digitali, non disponibili all'uscita dell'album.

Spesso il processo di remastering è stato utilizzato anche sulle tracce sonore di vecchie pellicole cinematografiche, migliorandone i dialoghi o la resa musicale, o trasformandole nello standard multicanale utilizzato in home-theater.

Tecniche di remastering[modifica | modifica wikitesto]

Le tecniche e le metodologie di lavoro informatico si differenziano molto in base alla sorgente che si viene a trattare. Nel caso di vecchie registrazioni, logorate dal tempo e di scarsa qualità alla fonte, si opera con:

  • eliminazione di click e glitches
  • soppressione del fruscio e/o del rumore di fondo (ad esempio un ronzio di rete a 50/60 Hz o il rumore del motore del registratore a bobine)
  • eliminazione delle sibilanti dai dialoghi o dal canto
  • equalizzazione del brano e ricerca di un'uniformità in tutti i brani dell'album
  • espansione o compressione dinamica
  • finalizzazione del prodotto per la stampa seguendo le linee guida del mastering

Nel caso di registrazioni moderne o di recente produzione, ma considerate "migliorabili" dal punto di vista sonoro, si opera con:

  • equalizzazione del brano e ricerca di un'uniformità in tutti i brani dell'album
  • espansione o compressione dinamica secondo metologie nuove e spesso molto costose
  • finalizzazione del prodotto per la stampa seguendo le linee guida del mastering

Nel recupero di vecchi nastri e vinili il lavoro di remastering ha creato dei veri capolavori, ringiovanendo registrazioni vecchie anche di mezzo secolo, grazie ad un vero e proprio processo artistico di restauro audio. Alcuni esempi sono le registrazioni (spesso radiofoniche) del pianista tedesco Walter Gieseking, recentemente rimasterizzate proprio dalla EMI Classics o le interpretazioni di metà secolo di Maria Callas.

Il remastering si occupa anche di trasformare il supporto originale in uno standard digitale a 24 bit, con frequenze di campionamento pari a quelle del compact disc o superiori, come nel caso dell'SACD o del DVD-Audio. La trasformazione può anche riguardare il passaggio dal monofonico allo (pseudo)stereofonico, o dallo stereo al multicanale. Un esempio su tutti è stata la rimasterizzazione in formato CD e SACD di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

Problemi del remastering[modifica | modifica wikitesto]

In campo audio non esiste uno standard che precisi "quanto forte deve suonare un brano" o "quale intensità sonora media" debba avere. Ne consegue che ogni processo di mastering e remastering arriva ad un risultato finale assolutamente individuale, dipendente da:

  • formato e qualità del prodotto originale
  • tecnologie utilizzate nel processo
  • esperienza e gusti personali del fonico
  • esperienza e gusti personali del produttore

Inoltre, nell'ultimo decennio il volume medio (o l'intensità sonora percepita) di un brano è aumentato spesso in modo sconsiderato, in quella che gli addetti hanno soprannominato "guerra dei volumi", dove ogni produttore e casa discografica tenta di far suonare il proprio disco il più forte possibile, per renderlo più evidente nel confronto con i concorrenti.

A volte il processo di remastering è stato accusato di aver semplicemente aumentato la potenza di un brano, diminuendone la gamma dinamica e la godibilità. Alcune riviste specializzate hanno dimostrato strumentalmente, riportando grafici e diagrammi, come il remastering di un brano fosse in realtà solo una compressione del materiale audio, senza alcun miglioramento delle proprietà sonore.

Rimane poi il grande dilemma della scelta del supporto: analogico o digitale? Si continuano a usare plugin che continuano a dare un suono piatto, mentre si usano sempre meno processori analogici. Questo è dovuto al costo dei materiali e alla perdita di orecchio per il suono analogico, che sta scomparendo con l'avvento dei personal computer.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fisica Portale Fisica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fisica