Jango Fett

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Jango Fett
Jango Fett.png
Jango Fett nel film L'attacco dei cloni
Universo Guerre stellari
Autore George Lucas
Studio Lucasfilm
1ª app. in L'attacco dei cloni
Interpretato da Temuera Morrison
Voci italiane
Specie Umana, cultura Mandaloriana
Sesso Maschio
Luogo di nascita Concord Dawn
Affiliazione Mandaloriani, Darth Tyranus, Confederazione dei Sistemi Indipendenti

Jango Fett è un personaggio dell'universo fantascientifico di Guerre stellari, apparso per la prima volta nel film de la trilogia prequel L'attacco dei cloni interpretato dall'attore Temuera Morrison e doppiato in italiano da Roberto Pedicini.

È il padre di Boba Fett, il cacciatore di taglie antagonista di Ian Solo apparso nella trilogia originale. Considerato il miglior cacciatore di taglie della galassia, durante gli ultimi anni della Repubblica è stato scelto dal misterioso Darth Tyranus per servire come modello genetico per la creazione di un esercito di cloni della Repubblica Galattica. Jango è anche il "padre" del clone Boba Fett, che cercherà vendetta dopo la morte del padre da parte del Jedi Mace Windu.

Il sito IGN ha inserito il personaggio al 30º posto nella Top 100 dei migliori personaggi di Guerre stellari, elogiando la sua calma, il comportamento e abilità efficaci in combattimento, pur non essendo in connessione con la Forza.[1]

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco dei cloni[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio compare per la prima volta nel film L'attacco dei cloni. Darth Tyranus offrì a Jango una gran somma di denaro per un incarico insolito: avrebbe dovuto rendersi disponibile agli scienziati del pianeta Kamino affinché realizzassero una armata di suoi cloni, futuri soldati della Repubblica. Jango accettò, a condizione che i clonatori gli dessero un clone su cui non avrebbero applicato i processi di crescita rapida e di alterazione della personalità, così che Jango avrebbe potuto crescerlo come un figlio e tramandargli gli insegnamenti che aveva ricevuto. Gli fu concesso e chiamò il clone Boba Fett. Jango non si ritirò dal lavoro di cacciatore di taglie ma cominciò ad accettare meno lavori e, mentre cresceva Boba su Kamino, collaborava con i Kaminoniani nella realizzazione di programmi di addestramento per i cloni. Anche le loro armature furono basate su quella usata da Jango. Qualche tempo dopo Jango ebbe l'incarico di assassinare la senatrice Padmé Amidala. Jango incaricò dell'omicidio Zam Wesell che però fallì e fu uccisa da Jango stesso dopo che era caduta nelle mani di Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker, così che non potesse rivelare loro nulla. Tuttavia Obi-Wan usò il dardo usato da Jango per rintracciarlo su Kamino. Qui il Jedi venne a sapere dell'esistenza dell'esercito di cloni, di cui i Jedi non sapevano niente. Poi il Jedi incontrò Jango che, con molta disinvoltura nella conversazione, disse di essere stato ingaggiato da un certo Tyranus (Obi-Wan ancora non sapeva che si trattava del conte Dooku, ex-Maestro Jedi e leader dei Separatisti). Quando tuttavia poco dopo Obi-Wan tentò di interrogare di nuovo Jango questi tentò di ucciderlo ma poi scappò senza riuscirci, ignorando che il Jedi aveva piazzato un segnalatore sulla sua nave, lo Slave I. Tuttavia quando Obi-Wan tentò di fermare Jango nello spazio questi lo attaccò e credette di ucciderlo, ma il Jedi si era salvato e lo seguì su Geonosis, dove era in corso un incontro dei separatisti. Il Jedi fu poi catturato e condannato a morte insieme ad Anakin Skywalker e Padmé Amidala, anch'essi catturati sul pianeta, ma intanto il Consiglio Jedi era stato informato.

Infatti l'esecuzione fu interrotta dall'arrivo di tutti i Jedi dell'Ordine guidati dal Maestro Mace Windu e seguì un grande scontro tra Jedi e le armate di droidi dei separatisti. Durante lo scontro Jango si mise a protezione del conte Dooku, uccidendo il Maestro Jedi Coleman Trebor, e quando Dooku se ne andò scese nell'arena dove si teneva l'esecuzione per combattere. Ingaggiò uno scontro con Windu ma l'intervento di un Reek gli guastò i razzi propulsori e il lanciafiamme con cui era prima riuscito a tenere a bada il Maestro Jedi. Rimase con solo le sue pistole laser Westar-34, i cui colpi furono deviati facilmente dal Jedi che lo disarmò e lo decapitò con un secondo colpo di spada laser, uccidendolo davanti agli occhi del figlio Boba.

Poco dopo la sua morte, l'armata dei suoi stessi cloni, guidata da Yoda, arrivò a salvare i Jedi che lo avevano ucciso.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

The Clone Wars[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie Star Wars: The Clone Wars il personaggio non compare ma viene citato più volte. Viene menzionato per la prima volta nell'episodio Il nemico invisibile. Appare in ologramma nell'episodio Clone 99, della terza stagione.

Nel corso della serie, si viene a sapere che Jango non godeva di una buona reputazione sul pianeta Mandalore, tanto da venir definito dal primo ministro dello stesso pianeta, Almec, un volgare cacciatore di taglie, chiedendosi anche come avesse fatto ad ottenere un'armatura Mandaloriana.

Star Wars Legends[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù durante la Prima Guerra Civile Mandaloriana[modifica | modifica wikitesto]

Jango nacque sul pianeta di Concord Dawn nel 66 BBY e rimase orfano quando la sua famiglia fu massacrata da una fazione Mandaloriana chiamata Ronda della Morte. Jango era un ragazzo quando iniziò la guerra tra i veri Mandaloriani, guidati da Jaster Mereel, e la Ronda della Morte, guidata da Thor Vizsla. Jango fu adottato dal capo Jaster Mereel dopo che Jango aveva aiutato i veri Mandaloriani a fuggire dalla fattoria della sua famiglia, dopo che la Ronda della Morte aveva dato fuoco ai campi. Jaster addestrò Jango per diventare un guerriero, prima di essere ucciso da Vizsla. Jango divenne il nuovo Mandalore e vendicò la morte del suo maestro. Qualche tempo dopo, mentre combattevano per reprimere una rivolta nel sistema Galidraan (42 BBY), i Mandaloriani si imbatterono nei Cavalieri Jedi guidati dal Maestro Dooku che ne uccisero la maggior parte e consegnarono i sopravvissuti al governatore di Galidraan. Jango divenne uno schiavo ma usò i due anni in prigione per riguadagnare le forze e pianificare una fuga. Fuggito si vendicò di coloro che lo avevano imprigionato, riprese possesso della sua armatura Mandaloriana, distrusse la Ronda della Morte e si scontrò a duello con Vizsla che finì mangiato vivo da alcuni animali. Poi Jango partì per intraprendere una carriera di cacciatore di taglie.

Gli anni da cacciatore di taglie[modifica | modifica wikitesto]

Jango divenne presto famoso in tutta la galassia per i suoi successi, specialmente per i Jedi che uccise durante l'ultima guerra Mandaloriana. Nonostante ciò si considerava un uomo semplice che cercava di guadagnarsi da vivere. Negli anni intorno alla Battaglia di Naboo (32 BBY) fu contattato da un uomo chiamato Darth Tyranus che gli chiese di uccidere la sua ex-Padawan, Komari Vosa, leader del Bando Gora, un gruppo di creature velenosissime che controllava alcuni pianeti sull'Orlo Esterno. Jango dovette scontrarsi con Montross, un traditore Mandaloriano che uccise Rozatta, la compagna Toydariana di Jango e, di fatto, sua assistente. Fett tuttavia ebbe la meglio sul rivale e completò il suo incarico, anche grazie all'aiuto di un nuovo alleato, una giovane cacciatrice di taglie chiamata Zam Wesell.

L'alleanza con Darth Tyranus[modifica | modifica wikitesto]

Jango fu sorpreso quando vide Darth Tyranus arrivare sulla luna di Bogden, il pianeta dove aveva tra mille difficoltà rintracciato e ucciso Komari Vosa, perché dimostrava che Tyranus sapeva già dove si trovasse la sua ex-Padawan e infatti Jango scoprì che la missione di assassinio era stata in realtà solo un test per stabilire se fosse effettivamente il miglior cacciatore di taglie della galassia.

Poco prima dell'inizio delle Guerre dei Cloni Jango accettò l'incarico di entrare in possesso di una statuetta per un cliente sconosciuto. Poco dopo aver completato il lavoro Jango scoprì che la statuetta poteva causare una reazione a catena nella Forza e che sarebbe stata usata dal suo cliente per distruggere Coruscant. Jango lasciò Kamino e su Coruscant lavorò insieme a Zam Wesell, ormai suo partner lavorativo, e Yarael Poof, membro del Consiglio Jedi, per fermare il suo cliente che si rivelò essere Ashaar Khorda, un ex generale. Poof rimase ucciso ma il piano di Khorda fu fermato. Ironicamente al funerale di Poof Mace Windu affermò che l'alleato misterioso di Poof, chiunque lui o lei fosse, era un eroe.

Quando Boba Fett tornò a bordo dello Slave I, ritrovò una registrazione olografica di Jango che, prevedendo la sua fine, gli aveva preparato una nuova tuta da battaglia dal colore verde.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jango Fett - #30 Star Wars Character,, web.archive.org, 25 giugno 2013. URL consultato il 31 dicembre 2016.

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