Vidocq - La maschera senza volto

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Vidocq - La maschera senza volto
Titolo originale Vidocq
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 2001
Durata 100
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller
Regia Pitof
Sceneggiatura Pitof, Jean-Christophe Grangé
Produttore Dominique Farrugia
Produttore esecutivo Olivier Granier
Fotografia Jean-Pierre Sauvaire, Jean-Claude Thibaut
Montaggio Thierry Hoss
Musiche Bruno Coulais
Scenografia Jean Rabasse
Costumi Carine Sarfati
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Vidocq - La maschera senza volto è un film del 2001 diretto da Pitof, ispirato alla figura storica di Eugène-François Vidocq (1775 – 1857).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo a Parigi è in atto la rivoluzione dei popolani e Carlo X è in fuga. Vidocq: un ex detenuto divenuto un famoso detective, si reca alla soffieria dell'arsenale: una fabbrica dove viene prodotto il vetro. Qui mentre indaga dentro la fabbrica viene attaccato da un misterioso individuo vestito con un mantello nero e una misteriosa maschera di vetro, il quale non si riesce a capire se sia uomo oh una donna. Lo scontro fra i due si fa brutale poiché il misterioso individuo mascherato possiede grande agilità fisica in grado di tenere testa alla forza bruta di Vidocq. L'individuo mascherato riesce a mettere con le spalle al muro l'investigatore e a farlo scivolare in un pozzo di fiamme. Vidocq prima di morire, come ultima cosa, chiede di vedere il suo volto. L'individuo mascherato lo accontenta e subito dopo Vidocq precipita nel pozzo. In quel momento qualcuno ha visto la scena, per poi darsi alla fuga. In tutta la città viene subito data la notizia del decesso del famoso detective. Nimier amico e socio di Vidocq fa ritorno al suo ufficio, distrutto per la morte dell'amico. In quel momento qualcuno bussa alla porta, rivelandosi infine Etienne Boisset: biografo ufficiale di Vidocq. Entrando nell'ufficio, osserva una mappa della città su cui sono segnalati le morti di varie persone uccise in modo non identificato. Etienne chiede a Nimier cosa sà della sua ultima indagine prima di morire per poter scrivere il suo libro per poter vendicare così anche Vidocq. Nemier inizia a raccontare che tutto iniziò col decesso di due persone molto ricche e famose: Belmont e Veraldi. I due intenti a passeggiare con numerose guardie del corpo, vengono colpiti da un fulmine che gli da fuoco, facendoli infine morire carbonizzati. La polizia inizia subito ad indagare, mentre il prefetto si rivolge direttamente a Vidocq e Nimier, convinto che due persone morte contemporaneamente da un fulmine non è un caso, ma che potrebbe trattarsi di un complotto. Il perfetto spiega anche che Belmond era il più importante fabbricante d'armi di francia e con la sua morte causera un duro colpo per le truppe francesi che stanno perdendo sempre più terreno. Veraldi invece si trattava di un chimico. Con la monarchia prossima a sgretolarsi, il prefetto chiede a Vidocq di occuparsi personalmente dell'indagine in quanto egli è con le mani legate. avendo soprattutto il presentimento che ci sarà un'altra vittima al prossimo temporale. Consegnando del denaro a Vidocq, l'investigatore insieme al suo socio si mettono ad indagare. Il primo posto che viene visitato è una delle fabbriche d'armi gestita dal direttore Leviner: che stava sotto il comando di Belmond. Vidocq sostiene che Belmond doveva avere paura di qualcosa di molto particolare, in quanto si muoveva sempre con una pesante scorta di guardie del corpo. Leviner afferma che da un pò di tempo Belmond si stava comportando in mostro strano, e che era ossessionato dal fatto di non volere invecchiare. In quel momento, un'operaio prende fuoco, in quanto nella fabbrica, gli abiti dei lavoratori sono impregnati di polvere da sparo. Vidocq, rammentando come Belmond prese fuoco, domanda se per caso i suoi abiti fossero impregnati di polvere da sparo. Leviner nega tale cosa poiché venivano lavati e spazzolati tutti i giorni dalle sue personali lavandaie. I due investigatori decidono infine di andare dalle lavandaie ad indagare, e una informa che a pulire gli abiti di Belmond era l'africano Gandin. Gandin terrorizzato si da alla fuga ma viene preso subito dai due investigatori. L'africano spiega infine di avere ricevuto una lettera anonima con del denaro che gli diceva di non pulire più gli abiti di Belmond e di Veraldi. In preda al terrore Gandin rivela di essersi sentito con le spalle al muro, in quanto la lettera che aveva ricevuto era stata scritta con sangue umano, lasciando stupefatti i due investigatori. Fatto ritorno al proprio ufficio, Vidocq ricostruisce ciò che accadde ai due uomini, spiegando infine che i due sono stati preparati a esplodere, e che il fulmine che li ha colpiti non era che la miccia per accenderli. Indagando sui resti dei due uomini, Vidocq sostiene che perché il fulmine potesse colpirli, dovevano avere del metallo addosso, trovando infine un pettine di ferro da donna cinese, nascosto nel cappello con la rappresentazione di una scimmia demoniaca. Ritornando al presente Nimier rivela che dopo quei fatti Vidocq continuò l'indagine da solo, per poi crollare per la sbronza. Etienne decide infine di continuare la sua ricerca. Nella soffieria del vetro Tazuel: capo della polizia spiega al prefetto che tutti quelli della fabbrica hanno paura rifiutandosi di parlare. Il prefetto chiede di poter vedere il corpo di Vidocq, il quale gli viene infine mostrata solo una scatola piena di cenere. Alla stessa ora Nimier si allontana dal suo ufficio e nello stesso momento vi si infiltra Etienne per cercare indizi. Trovando infine i pettini la sua strada lo porta da una donna danzatrice di Khmer: Prèah, segreta amante di Vidocq. Prèah chiede i pettini in cambio della sua storia. Etienne consegnandoglieli accetta: Poco dopo avere lasciato Nimier il suo socio da parte, Vidocq si dirige direttamente da Prèah, in quanto riconosce che i pettini che hanno ucciso Belmond e Veraldi sono suoi e che è stata probabilmente incastrata poiché essi erano anche suoi clienti in questo era lei a truccarli per cancellare le rughe dal loro viso. Prèah confessa che due settimane fa ricevette una lettera con del denaro che diceva solo di far scivolare i suoi pettini nei cappelli dei due uomini, ammettendo che non pensava sarebbe accaduto tutto questo. La lettera che ricevette Prèah era profumata con la scrittura elegante di una donna. Prèah rivela infine che il terzo a cui ha messo il pettine è: Ernest Lafitte: direttore dell'hotel Invalides. Vidocq col prossimo temporale ormai prossimo insieme a Prèah raggiunge in tempo Ernest, riuscendo toglierli il capello prima che il fulmine lo colpisca, ma lo shock delle evento fanno venire un'infarto ad Ernest che muore sul colpo, cadendo in ginocchio. Vidocq osserva in quel momento una figura misteriosa spostarsi per i tetti di una cappella buttandosi all'inseguimento. Raggiunto il misterioso individuo, esso si rivela un misterioso individuo vestito con un pesante mantello nero con una maschera di vetro che copre il volto. L'individuo mascherato mostra capacità inspiegabile come far comparire dei piccioni per coprire la sua visuale a Vidocq per poi buttarsi da venti metri di altezza rimanendone illeso per poi scappare. Vidocq recupera dal corpo di Ernest il pettine di Prèah per tenerla al sicuro dalla autorità. Fatto ritorno alla carrozza, comprende che non si tratta di un complotto politico: in quanto Belmond e Veraldi potevano essere un bersaglio ma non Ernest e che è stata solo una coincidenza che due del trio fossero fabbricanti di armi. Ernest, Belmond e Veraldi sono morti per una vendetta meditata e il modo in cui sono morti col fulmine è stato fatto sembrare simbolicamente come una giustizia del cielo. Tutto architettato dal misterioso individuo con la maschera senza volto. Prèah considera ciò che ha fatto l'assassino qualcosa di sovrannaturale, ma Vidocq spiega che ha solo utilizzato banali trucchi di prestigio. Prèah, in quanto Ernest, Belmond e Veraldi erano suoi clienti, li conosceva bene, ed erano totalmente innocui. Torando al presente; Prèah spiega a Etienne che Vidocq credeva che i tre uomini fossero dei depravati decidendo di andare ad indagare Al Quartiere del Tempio; luogo principale dei bordelli della città. Entrando in un bordello Etienne conosce la proprietaria Sylvia grande amica di Vidocq. Questa rivela che Ernest, Belmond e Veraldi non erano suoi clienti, poiché essi cercavano una mercanzia molto rara: le giovninette vergini, definite da alcuni: esseri puri. I tre uomini le andavano a comprare dai poveri, poichè il numero di gente nella miseria era la quanto elevato. Sylvia consiglia ad Etienne di andare a chidere a Furer: la gazzetta del giornale chiedendo informazioni a Froissard il giornalista. Giunto sul posto Froissard rivela che anche lui come Vidocq stava indagando, seguendo infine la carrozza di Ernest, Belmond e Veraldi alla loro abitazione dove con dell'oppio e delle bevande, drogavano le ragazze. Froissard chiese informazioni soprattutto a Marine Lafitte: moglie di Ernest, ma ormai diventata dipendente dell'oppio, dopo la morte del marito, ed è rimasta rinchiusa nella sua fumeria. Mentre Etienne si dirige alla fumeria, l'individuo mascherato assassina Froissard, recuperando infine i documenti che il giornalista aveva raccolto. Alla soffieria il prefetto e Tazuel avendo interrogato i lavoratori, benché questi molto spaventati, accennano che di un essere misterioso con una maschera di vetro senza volto, si aggirava per la soffieria. Etienne intanto, raggiunge la fumeria di Marine Lafitte. Questa racconta che tutto iniziò quando suo marito Ernest fù preso dall'ossessione e dalla paura di invecchiare, perdendo disinteresse per la moglie. Una notte, mentre Ernest, usciva per andare ad incontrare Belmond e Veraldi, Marine lo segui di nascosto. Il trio degli uomini riunitosi in una stanza buia stavano cercando ingredienti ed esperimenti per poter ringiovanire. In quello stesso momento, compare l'individuo dalla maschera di vetro che si presenta come L'Alchimista: egli parlando con un timbro di voce maschile e femminile, sbeffeggia i tre uomini per i loro tentativi di evitare la vecchiaia. L'Alchimista propone infine uno scambio ad Ernest Belmond e Veraldi dicendogli di possedere quello che loro cercano: l'elisir dell'eterna giovinezza, offrendogliela se essi in cambio gli consegneranno delle giovinette vergini. Belmond e Veraldi rimangono ammaliati dalla possibilità di ottenere l'elisir, mentre Ernest si dimostra scettico a tale cosa, percependo già che L'Alchimista è un essere malvagio. Il trio degli uomini decidi comunque di accettare lo scambio e nelle settimane seguenti andò nei quartieri poveri comprando delle ragazze vergini e dopo averle drogate, le consegnavano all'alchimista. Marine sosteneva che L'Alchimista si serviva delle vergini per preparare l'elisir. Dopo otto consegne di vergini, senza ancora ricevere in cambio l'elisir, Ernest distrutto dai rimorsi, poiché già presumeva quello che accadeva alle ragazze, si convince infine che L'Alchimista li ha ingannati decidendo insieme Belmond e Veraldi di troncare l'accordo. L'Alchimista uccise così i tre uomini per vendicarsi. Vidocq prese i cavalli di Ernest convinto che i cavalli ricordavano la strada per raggiungere il laboratorio dell'Alchimista. Mentre Etienne si allontana, Marine viene uccisa dall'Alchimista. Tazuel intanto raggiunto gli archivi, indaga sulle leggende popolari trovando la storia dell'Alchimista un'essere misterioso e indefinito, i quali i popolani credono che tutti gli assassini irrisolti sono stati commessi da lui. L'alchimista possiede una maschera-specchio al posto del volto e che chiunque vi si rifletta, la sua anima gli viene sottratta. Etienne fatto ritorno al laboratorio di Vidocq, trova dei documenti sulle sue ultime indagini, venendo raggiunto poco dopo da il prefetto e Tazuel, i quali tentano di arrestarlo per interrogarlo. Etienne riesce a darsi alla fuga, trovando rifugio sotto un ponte leggendo gli ultimi fatti di Vidocq: L'investigatore raggiunto il luogo, trova nascosta una ragazza nuda e lercia in stato di shock il quale gli è stata tagliata la lingua, rivelandosi una fuggitiva scappata dall'alchimista. La ragazza prima di scappare gli indica il portone dove si nasconde L'alchimista. Entrnado, Vidocq torva decine di celle, dove sono state incatenate e seviziate le ragazze comprate da Ernest, Belmond e Veraldi. uscito dal corridoio, Vidocq si trova davanti ad un enorme sala, trovandovi enormi distillatori ed alambicchi appesi con delle catene. Salendo al piano superiore Vidocq, trova con orrore delle ragazze appese a testa in giù legate a delle corde con dei tagli dai quali gli viene lasciato colare il sangue raggruppandosi in dei tubi che si riversano in una piccola scatola di vetro. In quel momento compare L'alchimista che attacca Vidocq. I due iniziano a combattere ferocemente. L'alchimista dimostra di possedere enormi capacità di combattimento nelle arti marziali riuscendo a mettere alle strette l'investigatore. Bloccato con una catena L'alchimista tenta di uccidere Vidocq rubandogli infine l'anima. Ma egli riesce rompere un frammento della sua maschera facendogli battere il ritirata. Fatto ritorno al suo laboratorio, Vidocq analizzando il frammento di vetro, comprende che la maschera dell'alchimista è viva e rubando le anime alle sue vittime se ne nutre per non invecchiare, e il sangue delle vergini serve per fabbricarla. Vidocq comprende che non è l'alchimista a fabbricare la maschera, ma egli ne prepara solo i materiali per poi darli ad un suo complice che si rivela un'artigiano del vetro che lavora alla soffieria dell'arsenale. Etienne viene raggiunto da Nemier che ha ripreso le indagini insieme a Prèa, ed entrambi sono consapevoli del complice dell'Alchimista alla soffieria, dove si è tenuto il combattimento contro Vidocq. Tazuel spia il gruppo sentendo le indagini per poi raggiungere il prefetto che ritrova il corpo senza vita di Marine Lafitte, comprendendo che Etienne Boisset è seguito dall'Alchimista. Giunti alla soffieria trovano infine l'artigiano che racconta la storia: L'alchimista si era recato alla soffieria per avere una maschera nuova dopo che Vidocq gliela aveva infranta. L'artigiano rivela a Vidocq che L'Alchimista si trovava nella sala di raffreddamento. Benchè non avesse il permesso di andarci raggiunge il posto porprio quando Vidocq cadde nel pozzo dopo avere visto il volto dell'Alchimista. L'artigiano in quanto lo ha visto di spalle, non ha potuto vedere il suo volto. Il gruppo viene raggiunto dal prefetto e in quello stesso momento l'artigiano si alza togliendosi lo straccio che copriva il suo volto, che si rivela essere con stupore Vidocq miracolosamente vivo. Viene mostrato così un Flash Back nel momento in cui L'alchimista di toglie la machera davanti a Vidocq, rivelando il volto di Etienne Boisset. Vidocq rivela infine che quando si gettò nel pozzo lo fece per avere visto nel riflesso della maschera un buco sottostante, inscenando così la propria morte. Aiutato dagli operai ad uscire, viene infine curato e nascosto, dicendo di dire a tutti che era morto. Quella stessa sera quando Etienne si presentò a Nimier Vidocq chiamò il suo socio per informarlo della sua reale identità. Etienne Boisset non è stato altro che il travestimento dell'Alchimista per poter recuperare tutti i documenti a lui riguardanti per cancellare ogni traccia della sua esistenza, venendo però alla fine incastrato da Vidocq. Etienne in quel momento emette un urlo animalesco. Rimettendosi infine la maschera e il mantello tornando ad essere l'Alchimista. Nimier tenta di spararli ma il colpo viene assorbito dalla maschera per poi essergli riflesso contro uccidendolo. L'alchimista si da alla fuga, inseguito da Vidocq dicendo agli altri di non seguirli sostenendo che ormai è in trappola. L'alchimista nella corsa, trova tutti i corridoi sbarrati, ad eccezione di una stanza dove Vidocq ha messo decine di specchi. Entrnato nella stanza gli specchi emettono dei raggi che si riflettono nella maschera dell'alchimista, i quali lo accecano, facendogli emettere dei versi di dolore. Vidocq raggiunge in quel mento la stanza e i due iniziano a combattere. A causa del pavimento bagnato, l'alchimista non è in grado di muoversi agilmente, venendo infine sopraffatto da Vidocq, che riesce ad immobilizzarlo. Con un frammento di specchio, riflettendosi nella sua maschera, Vidocq apre una breccia per le anime intrappolate delle vittime dell'alchimista riuscendo infine a liberarle, rivelandosi a decine. Perse tutte la anime la maschera infine deperisce. Vidocq viene pugnalato al fianco dall'alchimista il quale crolla a terra apparentemente morto. L'Alchimista si rialza, e togliendosi la maschera mostra un'espressione di trionfo. Vidocq benché ferito si rialza e con un grosso frammento di vetro acuminato trafigge al ventre di Etienne, scaraventandolo dalla finestra per poi precipitare nel fiume. Vidocq insiste col prefetto tutta via, che vuole vedere il suo cadavere per assicurarsi che sia morto definitivamente. Alcuni giorni dopo, Vidocq insieme a Prèa e al prefetto sono al cimitero dove è stato sepolto il suo amico Nimier. La rivoluzione ormai è iniziata e Carlo X è in fuga. Tutto ciò implica che vi saranno grossi cambiamenti, sprenado in qualcosa di migliore per il futuro.

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