Primo contatto (film)

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Primo contatto
Star Trek 8.png
Da sinistra a destra: Riker (Jonathan Frakes), Cochrane (James Cromwell), La Forge (LeVar Burton) e Troi (Marina Sirtis) in una scena del film
Titolo originaleStar Trek: First Contact
Paese di produzioneUSA
Anno1996
Durata106 min
Generefantascienza, avventura
RegiaJonathan Frakes
SoggettoRick Berman, Brannon Braga, Ronald D. Moore, basato su Star Trek di Gene Roddenberry
SceneggiaturaBrannon Braga, Ronald D. Moore
ProduttoreRick Berman
Produttore esecutivoMarty Hornstein
FotografiaMatthew F. Leonetti
MontaggioAnastasia Emmons, John W. Wheeler
MusicheJerry Goldsmith
ScenografiaHerman Zimmerman
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Primo contatto (Star Trek: First Contact) è un film di fantascienza del 1996 diretto da Jonathan Frakes. È l'ottavo episodio della serie cinematografica basata sulla serie tv Star Trek e il secondo dei quattro che ha come protagonista il cast della serie tv Star Trek: The Next Generation.

L'home video è stata distribuita con il titolo Star Trek - Primo contatto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la distruzione della nave stellare Enterprise D (narrata nel precedente film Generazioni), la maggior parte dell'equipaggio viene trasferito sulla nuova astronave di classe Sovereign Enterprise E.[1] Poco prima dell'inizio del film, un cubo Borg entra nello spazio federale e si dirige verso la Terra nel settore 001.

L'Enterprise, quale astronave più avanzata della Federazione, avrebbe dovuto guidare la difesa del pianeta, ma la Flotta Stellare ordina al capitano Jean-Luc Picard di recarsi nella zona neutrale romulana e di rimanervi di pattuglia. Picard sa che dai Romulani non proviene alcuna minaccia e che quell'ordine è solo un pretesto per tenerlo lontano dalla battaglia a causa dei suoi trascorsi come membro dei temibili Borg. È viceversa consapevole che la sua passata esperienza sarebbe utile nel combattere la terribile minaccia: decide pertanto di disobbedire agli ordini e di recarsi alla difesa della Terra.

L'Enterprise E giunge nel settore 001 mentre la battaglia infuria. La nave ammiraglia è stata distrutta e il cubo Borg ha subito gravi danni, ma non tali da bloccarne l'avanzata. L'Enterprise riesce a salvare l'equipaggio della USS Defiant sotto attacco, teletrasportandolo a bordo; il capitano della Defiant, il comandante Worf, si unisce a Picard nella battaglia.

Il capitano Picard assume il comando della flotta superstite e dietro suo ordine la grande difesa concentra il fuoco su un punto critico del cubo Borg provocandone la distruzione, ma non prima che da esso venga espulsa una Sfera che si dirige verso la Terra, attivando un tunnel temporale nel quale scompare. L'Enterprise si trova nella scia del tunnel temporale; tramite i sensori scopre che nel XXIV secolo la Terra è stata assimilata totalmente dai nemici, quindi Picard ordina di inseguire la sfera entro il tunnel temporale. L'Enterprise si trova proiettata nel giorno 4 aprile 2063; mentre sta bombardando la Terra, la sfera Borg viene distrutta dall'Enterprise con una salva di siluri quantici. L'equipaggio dell'Enterprise individua l'obiettivo dei Borg in una base missilistica presso una cittadina del Montana (Bozeman) dove è previsto che il dottor Zefram Cochrane, il giorno successivo, compia lo storico viaggio inaugurale dell'astronave Phoenix, il primo vascello spaziale terrestre dotato di un motore a curvatura e da lui progettato, effettuando così il primo contatto con una civiltà aliena. Picard capisce che i temibili Borg vogliono impedire il primo contatto distruggendo la Phoenix. Si scoprirà dopo che, poco prima della distruzione della grande sfera Borg, la malvagia Regina Borg e un certo numero di droni sfuggono teletrasportandosi nei tubi di Jefferies della sezione ingegneria dell'Enterprise, senza essere individuati.

Picard, La Forge, Data e alcuni ingegneri si trasportano a terra per riparare la nave danneggiata, mentre il comandante Riker e il consigliere Troi cercano di convincere il dott. Cochrane ad effettuare comunque il volo inaugurale come stabilito. Il volo della Phoenix è d'importanza capitale dato che porterà al primo contatto tra una civiltà aliena e quella terrestre e quindi alla nascita della Federazione dei Pianeti Uniti.

Picard, Data e il dottor Crusher tornano sull'astronave per curare alcuni feriti e affrontare i problemi che affliggono l'astronave: nel frattempo, infatti, i Borg hanno cominciato in segreto ad assimilare i membri dell'equipaggio e ad adattare alcuni compartimenti della nave alle loro necessità. Picard organizza quindi una difesa, ma in una delle scaramucce il comandante Data viene catturato dai Borg. Frattanto Picard incontra Lily Sloane, una terrestre portata dalla Crusher sull'Enterprise per curarla. Assieme a Lily il capitano riesce ad evitare alcuni Borg e a impossessarsi di un chip che memorizza i piani del Collettivo. L'obiettivo dei Borg è quello di modificare il deflettore di navigazione dell'astronave per utilizzarlo come un'antenna per richiedere rinforzi. Picard, con l'aiuto di Worf e del tenente Sean Hawk, che viene assimilato, riesce a scollegare e a distruggere il deflettore, vanificando il piano nemico.

La Phoenix viene nel frattempo riparata e Cochrane viene convinto a effettuare il volo accompagnato dal comandante Riker e da LaForge. Alle 11 del 5 aprile, così come scritto nei libri di storia della Federazione, la Phoenix si stacca da terra sulle note di Magic Carpet Ride ed entra in orbita senza incidenti.

Sull'Enterprise intanto lo scontro con i Borg si inasprisce; Worf consiglia di attivare l'autodistruzione e di abbandonare la nave con le navette di salvataggio. Picard al momento si rifiuta, non volendo cedere un'altra nave ai Borg, ma si sente paragonare da Lily al capitano Achab di Moby Dick, talmente ossessionato dal desiderio di vendetta da distruggere, oltre se stesso, anche la nave e l'equipaggio. Picard decide allora di seguire il consiglio ordinando l'autodistruzione. L'equipaggio abbandona la nave, con l'eccezione del capitano che rimane a bordo nel tentativo di salvare Data.

La regina sta cercando di convincere l'androide ad unirsi al collettivo: per invogliarlo gli fa installare sull'avambraccio dei frammenti di pelle organica al fine di renderlo più umano, l'aspirazione fondamentale di Data. Picard irrompe nella sezione ingegneria e si consegna alla regina Borg, promettendole di lasciarsi assimilare volontariamente e di essere la sua controparte in cambio della libertà di Data. La regina rifiuta, affermando di avere già una controparte adeguata in Data. Ordina quindi all'androide di disattivare l'autodistruzione e di fornirle il controllo del computer dell'astronave. Data esegue l'ordine. La regina gli ordina quindi di distruggere la Phoenix con i siluri. Data manca volontariamente l'astronave (pochi istanti prima che questa entri in curvatura), facendo esplodere al contempo un condotto di refrigerante, corrosivo per i tessuti organici. Il corpo della regina Borg viene dissolto mentre Picard riesce a salvarsi. I droni, privati della loro regina e liquefatti nei loro componenti organici, collassano.

Il primo volo della Phoenix si dimostra un successo ("di nuovo"). Al ritorno di Cochrane sulla Terra, un'astronave vulcaniana (che aveva individuato la traccia di curvatura dell'astronave terrestre) atterra la sera stessa nella base del Montana. Cochrane effettua così il primo contatto con un civiltà aliena.[2] In risposta al tipico saluto vulcaniano del comandante vulcaniano, con la mano aperta a V e la frase "Lunga vita e prosperità", Cochrane offre agli imbarazzati emissari vulcaniani la musica rock e le bevande alcooliche terrestri, mentre l'Enterprise intraprende il ritorno nel XXIV secolo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il film segna l'ennesimo ritorno di Jerry Goldsmith (Star Trek: Il film e Star Trek V: L'ultima frontiera) nelle vesti di compositore. Si occuperà della colonna sonora anche nei due film successivi.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana del film è stata diretta da Manlio De Angelis (già direttore del quarto e settimo capitolo).

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film, prodotto ad un costo stimato di circa 45 milioni di dollari (10 più del precedente), ne guadagnò al botteghino 150 (di cui oltre 30 solo nel fine settimana di apertura negli USA), a cui si sono aggiunti nel tempo altri 115 milioni di dollari per i noleggi nel circuito dell'home video.[3]

Fantafilm lo definisce "meno dispersivo del precedente" e scrive che "anche se non privo di qualche momento di debolezza, il film si rivela spettacolare e coinvolgente specie per i fans, che vi ritrovano i tormenti di Picard [...] ed una regina Borg che svela insospettate arti di seduzione."[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'USS Enterprise NCC-1701-E appartiene alla classe Sovereign, l'astronave precedente l'USS Enterprise (NCC-1701-D) apparteneva alla Classe Galaxy.
  2. ^ La scena in cui il capitano vulcaniano Solkar saluta Cochrane, senza che quest'ultimo riesca a riprodurre il saluto vulcaniano, è stata riutilizzata anche nell'episodio della serie Star Trek: Enterprise ambientato nell'Universo dello specchio. In questo universo alternativo però, Cochrane estrae subito dopo un fucile e uccide Solkar. E un momento dopo i terrestri assalgono la nave aliena.
  3. ^ Primo contatto (1996) - Box office / incassi
  4. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Primo contatto, in Fantafilm. URL consultato il 2 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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