Michael Corleone

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«Una cosa che ho imparato da mio padre è che devi cercare di pensare come chi ti sta intorno, se consideri questa prospettiva ogni ipotesi è probabile.»

(Michael Corleone a Tom Hagen in Il padrino - Parte II)
Michael Corleone
Michael corleone.png
Michael Corleone ne Il padrino - Parte II
UniversoIl padrino
Lingua orig.Inglese
SoprannomeMike, Michele
AutoreMario Puzo
1ª app. inIl padrino
Ultima app. inIl padrino - Parte III
Interpretato daAl Pacino
Voci italiane
SessoMaschio
Luogo di nascitaNew York
Data di nascita23 marzo 1920
ProfessioneBoss dell'omonima famiglia, imprenditore
AffiliazioneFamiglia Corleone

Michael Corleone (New York, 23 marzo 1920 - Bagheria, 1997) è un personaggio di finzione del romanzo Il padrino di Mario Puzo. Nell'omonima trilogia cinematografica di Francis Ford Coppola, della quale è protagonista, è interpretato da Al Pacino. Nella versione italiana classica è doppiato da Ferruccio Amendola, mentre nella riedizione del 2008 (primi due film) è doppiato da Massimo Rossi. Nel 2003 è stato inserito all'11ª posizione nella lista dei 100 più grandi cattivi della storia cinematografica, dall'American Film Institute.[1]

Quasi in ogni versione, il fine ultimo di Michael è riuscire a legittimizzare la famiglia di cui, negli anni, è diventato il boss, la famiglia Corleone, ma l'amore per il potere che ottiene, unito alla sua spietatezza, lo portano a fallire miseramente in questo proposito, perdendo nel frattempo tutti coloro a cui vuole bene.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Michael Corleone nasce a New York il 23 marzo 1920, figlio terzogenito di Vito e Carmela Corleone. È l'unico dei figli di don Corleone a non far parte del crimine organizzato della Grande Mela, e contro il parere del padre e dei fratelli abbandona l'Università e si arruola nei Marines quando gli Stati Uniti entrano in guerra contro il Giappone. Si guadagna l'ammirazione di tutti per il suo coraggio, viene decorato con la Navy Cross per l'eroico servizio prestato mentre il padre, contento che il figlio non si occupi di affari illegali, immagina per Michael un futuro da senatore o da governatore.

Il padrino[modifica | modifica wikitesto]

Ormai in congedo con il rango di Capitano, il giovane Michael, nel 1945, è fidanzato con Kay Adams; questo è motivo di grande delusione per la famiglia Corleone in quanto non italiana. Poche settimane dopo il matrimonio della sorella, difende il padre, caduto vittima di un attentato che per poco non l'uccide, e spara mortalmente al capitano di polizia Mark McCluskey e a Virgil Sollozzo, entrambi coinvolti nel traffico di droga per conto del clan mafioso dei Tattaglia.

Per nascondersi dai Tattaglia, Michael si rifugia in Sicilia, sotto la protezione di don Tommasino, capomafia e amico di vecchia data di don Vito. In Sicilia Michael conosce la giovane Apollonia Vitelli, che sposa nonostante le insistenze per la sicurezza del giovane clandestino. Infatti, dopo il matrimonio, il suo nome è noto in paese e sua moglie rimane uccisa in un attentato destinato a lui da uno dei suoi guardaspalle, Fabrizio, corrotto dal boss Emilio Barzini (chiamato Barrese nella prima edizione italiana del primo film). Il trauma della morte della moglie ha un profondissimo effetto sul giovane, che da questo momento in avanti sviluppa un istinto vendicativo che in futuro detterà gran parte delle sue decisioni.

Negli anni cinquanta, considerata la morte del fratello maggiore Santino, Michael assume il comando della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, e alla sua morte, nel 1955, elimina la maggior parte dei boss rivali, rendendolo di fatto il boss mafioso più influente degli Stati Uniti. Sposa Kay Adams, da cui ha due figli, Anthony Vito e Mary.

Il padrino - Parte II[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958, Michael si tuffa in un affare finanziario assai rischioso in cui è coinvolto il capitalista corrotto Hyman Roth, che, servendosi di Johnny Ola, tenta di assassinarlo. In seguito, entra in contrasto con Frankie Pentangeli, che vorrebbe uccidere i fratelli Rosato di New York contro il suo parere, e scopre che il fratello Fredo lo tradisce vendendo a Johnny Ola i segreti degli affari della famiglia.

Scampato a un'inchiesta per mafia dopo aver prima intimorito e poi indotto al suicidio Pentangeli, Michael fa uccidere Roth e perfino il fratello Fredo (di questo gesto gli resterà sempre il rimorso). Subito dopo divorzia dalla moglie Kay, e le porta via i bambini, Anthony e Mary.

Il padrino - Parte III[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979, ormai quasi sessantenne, si ammala di diabete e, preso dai rimorsi, intende ripulire definitivamente gli affari della sua famiglia, quotandosi in affari legali a Wall Street e, soprattutto, negli affari immobiliari della Santa Sede vaticana. Ma è proprio il suo immettersi negli intrighi poco puliti del Vaticano che gli assicura una guerra contro il potente politico italiano Licio Lucchesi, che si inasprisce durante un suo soggiorno in Sicilia. Ancora intenzionato ad uscirne in modo pulito, Michael, sotto il consiglio dell'amico ed ex-protettore Don Tommasino, ottiene udienza dal Cardinale Lamberto, famoso per la sua onestà e rettitudine, informandolo della frode in atto. Grazie al gentile incoraggiamento del cardinale, addirittura, Michael arriva a compiere la sua prima confessione dopo più di trent'anni, esternando tutto il proprio rimorso per la tremenda vita che ha scelto e, soprattutto, per l'omicidio di Fredo, ottenendo dal cardinale l'assoluzione ma anche l'avvertimento di meritare i rimorsi che prova.

Comunque, alla morte di Paolo VI, Lamberto viene eletto nuovo papa, col nome di Giovanni Paolo I, e dà inizio ad un'inchiesta investigativa che quindi, finalmente, sembra dare speranza a Michael sul permettere ai Corleone di lasciarsi il crimine organizzato alle spalle. Inoltre, essendo Kay giunta anche lei in Sicilia per il grande debutto di Anthony, il boss passa una giornata con lei e riesce, finalmente, a chiederle perdono per le proprie mancate promesse e per le cose terribili che le ha fatto vivere: Kay non può perdonare l'ex-marito, ma ammette anche che non smetterà mai di amarlo. Nel frattempo però la vita di Michael è in grave pericolo, perché Altobello, per liberarsi di lui, ha assoldato il sicario Mosca, che uccide Don Tommasino. La notizia della morte dell'amico, giunta peraltro proprio mentre la pace tra Michael e Kay sembrava imminente, conferma ancora una volta che l'uscita dei Corleone dal crimine organizzato non è altro che un sogno irrealizzabile.

Stanco e sempre più malato, Michael cede il comando al nipote Vincent Corleone, figlio illegittimo del fratello Santino, e si ritira a vita privata, riconciliandosi con l'ex-moglie e i figli. È proprio la sera del debutto di Anthony che avviene il regolamento dei conti, in cui il banchiere svizzero Frederick Keinszig, l'arcivescovo Gilday, Don Altobello e Lucchesi vengono uccisi, senza però riuscire a impedire che questi ultimi riescano ad assassinare il nuovo papa. In ogni caso, il contratto della famiglia Corleone con la Banca Vaticana è stato rattificato, quindi per Michael non resta altro che aspettare gli sviluppi, ma proprio mentre esce dal teatro con la famiglia, Mosca gli spara, ferendolo e uccidendo Mary, la sua adorata figlia, spezzando definitivamente lo spirito dell'ex-boss.

Oramai completamente distrutto dal dolore, Michael muore in solitudine nel 1997 nella villa a Bagheria in cui aveva vissuto con la prima moglie Apollonia.

Omicidi commessi da Michael Corleone[modifica | modifica wikitesto]

Come per il padre, a Michael bisogna anche attribuire vari omicidi commissionati durante il suo lungo periodo di boss;

  • Virgil Sollozzo, ucciso in un ristorante del Bronx per vendicare l'attentato a Don Vito;
  • Philip Tattaglia, fatto uccidere a letto assieme ad una prostituta da Rocco Lampone ed un altro uomo;
  • Carmine Cuneo, fatto uccidere da Willie Cicci dopo essere stato chiuso in una porta girevole;
  • Carlo Rizzi, fatto uccidere da Peter Clemenza, garrottato in macchina per vendicare la morte di Santino;
  • Moe Greene, fatto uccidere da un uomo, sparato in un occhio in un salone di bellezza;
  • Salvatore Tessio, fatto uccidere da Nick Geraci, dopo essere stato scortato da Willie Cicci e altri uomini;
  • Hyman Roth, fatto uccidere da Rocco Lampone, sparato allo stomaco all'aeroporto di Miami;
  • Frank Pentangeli, indotto al suicidio sotto promessa di lasciarne stare la famiglia dopo che questi aveva quasi testimoniato contro i Corleone;
  • Fredo Corleone, fatto uccidere da Al Neri, sparato dietro alla nuca in barca mentre pescava sul lago Tahoe;

Tale lista non comprende le vittime collaterali, uccise poiché assieme ai bersagli dei vari omicidi al momento del loro compimento.

Dopo il suo ritiro come boss, ha comunque tacitamente approvato la decisione del successore, Vincent, di fare uccidere Osvaldo "Ozzie" Altobello, Frederick Keinszig, l'arcivescovo Gilday e Licio Lucchesi.

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente a quanto accaduto con Marlon Brando, interprete di Don Vito Corleone, i responsabili della casa produttrice non volevano Al Pacino per il ruolo di Michael Corleone, preferendogli attori consolidati come Robert Redford, Jack Nicholson, Warren Beatty e James Caan. Quest'ultimo, inizialmente, fu ingaggiato dai produttori per interpretare Michael, ma Coppola insistette con ostinazione per affidare la parte a Pacino. I produttori opposero molte resistenze ad accettare la sostituzione di Caan con un collega quasi sconosciuto e a loro avviso troppo basso, ma alla fine furono costretti ad arrendersi perché Coppola minacciò di ritirarsi dal progetto. Caan, in seguito, finì per interpretare il ruolo del fratello di Michael, Sonny.[2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) American Film Institute, AFI's 100 GREATEST HEROES & VILLAINS, su Afi.com, 4 giugno 2003. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  2. ^ (EN) Nate Rawlings, The Anniversary You Can’t Refuse: 40 Things You Didn’t Know About The Godfather, in Time Inc, 14 marzo 2012. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  3. ^ (EN) Mark Seal, The Godfather Wars, Vanity Fair, marzo 2009. URL consultato il 25 febbraio 2016.