Napalm

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Impiego del napalm in un attacco americano a posizioni viet cong a sud di Saigon nel 1965.
Una simulazione di attacco con il napalm durante un air show (3 maggio 2003).

Il napalm è un derivato dell'acido naftenico e dell'acido palmitico utilizzato per costruire bombe e mine incendiarie, oltre che come combustibile per lanciafiamme. I sali più usati sono il naftenato di alluminio e il palmitato di sodio. Si tratta di una emulsione altamente infiammabile; viene preparata poco prima dell'uso bellico e non può in alcun modo essere conservata.

Il nome napalm è un acronimo che deriva da naftenico e palmitico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua invenzione risale alla seconda guerra mondiale, precisamente nel 1943, da parte di un team di scienziati guidati dal chimico statunitense Louis Fieser. Il primo agente gelificante[1] utilizzato per la benzina fu il palmitato di sodio. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi usavano il naftenato di alluminio per gelificare la benzina, composto che veniva usato nei lanciafiamme per diminuire i vapori infiammabili che si formavano nel serbatoio, evitando che quest'ultimo potesse esplodere. Inoltre la presenza del sale d'alluminio ne aumentava il potere calorifico durante la combustione, cosa che non faceva il palmitato. Rispetto alla semplice benzina il napalm presenta inoltre il vantaggio di essere impermeabile all'acqua.

Durante la seconda guerra mondiale fu sperimentato dagli Stati Uniti in Italia in più occasioni: nello sbarco a Salerno del 9 settembre 1943 i lanciafiamme erano a napalm.

Nell'inverno 1944, in dieci giorni di bombardamento aereo presso il fiume Senio, in Emilia-Romagna, durante l'Operazione Pancake, furono colpiti 74 obiettivi con oltre 1.100 tonnellate di bombe al napalm.

Il 12 ottobre 1944 i dintorni di Bologna furono bombardati al napalm con un'incursione di 60 aeroplani; ne seguì la cattura di alcuni soldati tedeschi sopravvissuti, per verificare sia l'efficacia dell'arma, sia il suo effetto psicologico terrorizzante sul nemico.

Durante l'offensiva delle Ardenne fu bombardata con il napalm una cittadina tedesca al confine con il Belgio, ma un uso ben più intenso si vide nell'agosto 1944 in Bretagna, quando — durante l'assedio di Saint-Malo — il centro storico della città (Intra Muros) fu quasi totalmente distrutto da bombardamenti e incendi, causati da bombe al napalm e al fosforo. Le spaventose foto scattate dalla fotografa di guerra Elizabeth Lee Miller, che documentarono quanto avvenuto, furono pubblicate solo molti decenni dopo.

Durante la guerra del Vietnam fu messa a punto una variante detta Napalm-B. Al posto della benzina vi è una miscela di polistirene in soluzione di benzene e benzina, cui si aggiunge fosforo bianco, che facilita l'accensione durante la dispersione del gel nell'aria, aumentandone gli effetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli «agenti gelificanti» sono sostanze che danno consistenza ad un composto tramite la formazione di un gel.

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