Hugo Cabret

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Hugo Cabret
Hugo Cabret.png
Chloë Grace Moretz e Asa Butterfield in una scena del film
Titolo originaleHugo
Paese di produzioneFrancia, Regno Unito, Stati Uniti
Anno2011
Durata127 minuti
Generestorico, avventura, fantastico, drammatico
RegiaMartin Scorsese
SoggettoBrian Selznick
SceneggiaturaJohn Logan
ProduttoreMartin Scorsese, Johnny Depp, Tim Headington, Graham King
Produttore esecutivoDavid Crockett, Barbara De Fina, Christi Dembrowski, Georgia Kacandes, Charles Newirth, Emma Tillinger Koskoff
Casa di produzioneGK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione (Italia)01 Distribution
FotografiaRobert Richardson
MontaggioThelma Schoonmaker
Effetti specialiSimon Cockren
MusicheHoward Shore
ScenografiaDante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
CostumiSandy Powell, Fola Solanke
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Hugo Cabret (Hugo) è un film del 2011 in 3D diretto da Martin Scorsese e con protagonisti Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ben Kingsley, Christopher Lee, Sacha Baron Cohen e Jude Law, tratto dal romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick del 2007. È il primo film in 3D girato da Scorsese, utilizzato di sua scelta per dare un'ulteriore impronta stilistica al film, facendo uscire anche in Home Video il film in 3D.[1]

Ai Golden Globe 2012 il film ha fatto guadagnare a Martin Scorsese il premio come miglior regista, mentre ai Premi Oscar 2012 si è aggiudicato 5 statuette su 11 nomination.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Hugo Cabret è un orfano dodicenne che vive nascosto in una stazione ferroviaria a Parigi degli anni trenta. Hugo viveva con il padre, morto a causa di un incendio avvenuto al museo dove lavorava. Sotto la tutela dello zio, manutentore degli orologi della stazione, il ragazzo per sopravvivere è costretto a mettere in atto continui sotterfugi e a diventare egli stesso riparatore di ogni sorta di congegni e meccanismi. Di suo padre gli è rimasta la passione per il cinematografo ed un automa meccanico trovato nel museo, lì dimenticato chissà da quanto e miracolosamente sfuggito all'incendio. Per sua sfortuna, alla stazione ferroviaria, vive anche Gustave, reduce di guerra ed ispettore ferroviario, il cui scopo principale è quello di acciuffare monelli ed orfani che, vivendo di espedienti, cercano di sottrarsi all'orfanotrofio.

Hugo instaura così un rapporto speciale con l'automa da riparare, una relazione dai risvolti misteriosi, e con Isabelle, una ragazzina adottata dal proprietario del chiosco di giocattoli Georges Méliès. In realtà l'automa fu costruito proprio da “papà Georges”, che grazie alle ricerche effettuate dai due ragazzi si rivelerà essere stato il più famoso cineasta dell'anteguerra ed inventore di alcune delle più strabilianti tecniche cinematografiche dell'epoca, al confine tra il sogno e la magia. Méliès ha abbandonato l'attività cinematografica proprio a seguito dello scoppio del conflitto e del conseguente mutare delle esigenze del pubblico, finendo dimenticato da tutti ed in rovina. Il film racconta, attraverso la storia romanzata di Hugo Cabret e del suo automa, la riscoperta ed il riconoscimento dell'opera di Georges Méliès.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sono poi citati ed omaggiati:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trivia su imdb, su imdb.com. URL consultato il 20 febbraio 2014.

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