Il vaso di Pandora (film 1929)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il vaso di Pandora
Vaso di Pandora Pabst.JPG
Louise Brooks e Fritz Kortner in una scena
Titolo originale Die Büchse der Pandora
Lingua originale tedesco
Paese di produzione Germania
Anno 1929
Durata 133 min.
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,33:1
film muto
Genere drammatico, sentimentale
Regia Georg Wilhelm Pabst
Soggetto Frank Wedekind
Sceneggiatura Ladislaus Vajda,
Joseph Fleisler,
Georg Wilhelm Pabst
Produttore Heinz Landsmann,
Seymour Nebenzal
Casa di produzione Nero-Film AG
Fotografia Günther Krampf
Montaggio Joseph Fleisler
Musiche Stuart Oderman,
William P. Perry
Scenografia Andrej Andrejew,
Gottlieb Hesch,
Ernö Metzner
Costumi Gottlieb Hesch
Interpreti e personaggi

Il vaso di Pandora (Die Büchse der Pandora), anche conosciuto con il titolo Lulu - Il vaso di Pandora, è un film tedesco del 1929 diretto da Georg Wilhelm Pabst ed interpretato da Louise Brooks. Il ritratto dato dalla Brooks di una giovane donna seducente e disinibita, dalla sfrenata sessualità e dall'irresistibile malizia, che inesorabilmente portano alla rovina gli uomini che di lei si innamorano, rese l'attrice una vera star.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1888. Lulù, ex fioraia, vuole fare carriera nel mondo del varietà, e per questo è l'amante del dott. Schön. Tuttavia questi, a conoscenza delle sue numerose relazioni, decide di lasciarla per sposare Charlotte Marie Adelaide. Alwa, figlio di Schön e innamorato di Lulù, la scrittura per uno spettacolo. Durante la prima, il dott. Schön viene sorpreso da Charlotte tra le braccia di Lulù e, per questo, decide di sposare quest'ultima; tuttavia, durante la festa di matrimonio, Schön, ingelosito dalla presenza del vecchio Schigolch (che Lulù indica come padre) nella camera da letto nuziale, afferra la pistola e, nella disputa che ne segue con Lulù, viene da lei accidentalmente ucciso. Processata, Lulù viene giudicata colpevole, ma Alwa - in combutta con la contessa Anna Geschwitz, anche lei attratta da Lulù - crea un diversivo e fugge con lei.
In treno i due vengono però riconosciuti e ricattati dal marchese Casti-Piani, che li conduce in una bisca clandestina a bordo d'un battello in Francia, tenendoli in ostaggio minacciando di consegnarli alla polizia. Casti-Piani vuole vendere Lulù a un egiziano, fatto che spinge Alwa, Schilgoch e Lulù a fuggire nuovamente, rifugiandosi a Londra.
Ridottisi in miseria, Lulù decide di prostituirsi per sfamare se stessa e gli amici, finendo vittima di Jack lo Squartatore.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, sceneggiato da Laszlo Wajda, è ispirato alle due tragedie di Frank Wedekind Lo spirito e la terra e Il vaso di Pandora.

Per il ruolo di Lulù Pabst preferì, contro il parere di tutti, l'americana Louise Brooks alla tedesca Marlene Dietrich.

« Mr. Pabst mi disse che la storia di Lulù era la mia storia. Ed io me ne stavo lì seduta a guardarlo. Ed era così vicino alla verità che ora, ripensandoci, rabbrividisco un po'. »

(Louise Brooks)

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il vaso di Pandora di Pabst rappresenta sullo schermo, probabilmente per la prima volta, l'attrazione lesbica del personaggio della contessa Geschwitz nei confronti di Lulù. Il film mostra in varie scene infatti esplicitamente questa attrazione, sia durante il ballo del matrimonio che nella gelosia espressa dallo sguardo dell'attrice Alice Roberts[1]. La contessa è una delle "vittime" del fascino di Lulù, e per lei si rovina, così come si distruggeranno tutti gli uomini attratti dal suo fascino. Tuttavia l'attrazione della contessa rimarrà "sterile", irrealizzata[1].

La Roberts era anche consapevole del rischio di identificazione in cui sarebbero cadute lei e Louise Brooks nell'interpretare due personaggi lesbici: era convinta che impersonando una lesbica, molti spettatori si sarebbero convinti che lei lo fosse veramente, e per questo motivo era inizialmente contraria ad interpretare un personaggio omosessuale. Louise Brooks invece dichiarò di averne preso coscienza soltanto molto più tardi.[1]

Versione francese[modifica | modifica wikitesto]

In Francia il film venne significativamente modificato al montaggio, rendendo la contessa Geschwitz un'amica d'infanzia di Lulù, così da smorzare la morbosità del rapporto ambiguo tra le due donne. Inoltre Lulù viene dichiarata innocente al processo per l'omicidio del marito, e manca del tutto la scena di Jack lo Squartatore, poiché il film termina con Lulù che si unisce all'esercito della Salvezza.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Per il ruolo della protagonista in un primo momento era stata presa in considerazione anche Marlene Dietrich, che però venne scartata in quanto ritenuta "troppo vecchia" per il personaggio di Lulù (la Dietrich aveva all'epoca ventisette anni) e "meno fresca" rispetto alla Brooks.[3]
  • Ai due drammi di Wedekind sono ispirati anche un film del 1921 di Arzén von Cserépy, Lulù del 1962 di Rolf Thiele con Nadja Tiller, e Lulu di Borowczyk del 1980; Alban Berg ne trasse invece un'opera lirica teatrale incompiuta, che fu di ispirazione a Lou Reed e ai Metallica per l'album Lulu del 2011.
  • Nel 1991 il gruppo musicale inglese OMD ha dedicato a Louise Brooks e a questo film la canzone intitolata Pandora's Box; nel videoclip del brano sono mostrati alcuni spezzoni del film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vito Russo, Lo schermo velato, Milano, Baldini & Castoldi, 1999
  2. ^ Pandora's Box (booklet). Pabst, G. W. New York, New York: The Criterion Collection. 2006 [1929]. CC1656D.
  3. ^ Contenuti extra del film in versione DVD, Ermitage Cinema, 2004

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vito Russo, Lo schermo velato, Milano, Baldini & Castoldi, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE7526999-5