Il gabinetto del dottor Caligari

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Il gabinetto del dottor Caligari
CABINETOFDRCALIGARI-poster.jpg
Titolo originale Das Cabinet des Dr. Caligari
Paese di produzione Germania
Anno 1920
Durata 71 min
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33 : 1
Genere drammatico, orrore
Regia Robert Wiene
Soggetto Hans Janowitz, Carl Mayer
Sceneggiatura Hans Janowitz, Carl Mayer
Produttore Rudolf Meinert, Erich Pommer
Casa di produzione Decla-Bioscop AG di Erich Pommer
Fotografia Willy Hameister
Musiche Giuseppe Becce
Scenografia Walter Roehrig, Walter Reimann, Hermann Warm
Costumi Walter Reimann
Interpreti e personaggi

Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari) è un film muto del 1920 diretto da Robert Wiene.

L'opera è considerata il simbolo del cinema espressionista tedesco. Gioca moltissimo con il tema del doppio e della difficile distinzione tra allucinazione e realtà, aiutato da una scenografia allucinante caratterizzata da forme zigzaganti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Caligari ( Werner Krauss)

Il film inizia con uno dei personaggi, Francis, che racconta in flashback una storia sinistra a un interlocutore, un vecchio seduto di fianco a lui: il flashback ritorna al 1830, nel piccolo paese di Holstenwall in Germania, in cui un signore poco raccomandabile, di nome Caligari[1], giunge alla fiera del paese per presentare il suo sonnambulo, Cesare, che tiene sotto ipnosi in una cassa da morto. Il dottor Caligari sostiene che il sonnambulo, una volta svegliato, sia in grado di predire il futuro. Con il suo arrivo nel paese, cominciano a verificarsi delle morti sospette.

Il primo a chiedere una predizione è l'amico del narratore, Alan, con il quale condivide l'amore per Jane. Cesare predice ad Alan che morirà entro il mattino seguente, cosa che si avvera. Successivamente il dottor Caligari ordina a Cesare di uccidere Jane; Cesare è sul punto di farlo, ma rimane estasiato dalla bellezza eterea della giovane. Quindi la rapisce, venendo inseguito dalla folla. Sfinito, è costretto ad abbandonarla e, dopo aver percorso un ulteriore tratto, non visto, cade a terra morto. Una volta in salvo, Jane rivela che il rapitore è Cesare.

Francis si precipita verso l'abitazione del dottor Caligari, ma, osservando di nascosto dalla finestra, rimane sconcertato nel vedere che Cesare continua a essere addormentato nella sua bara con il dottore accanto a lui. Francis chiede aiuto alla polizia, che si reca presso l'abitazione del dottor Caligari, dove scopre che il Cesare che vedono dalla finestra è in realtà solo un manichino che il dottor Caligari utilizza per coprire i suoi movimenti sonnambulistici. Smascherato e inseguito dalle forze dell'ordine, il Dott. Caligari si rifugia presso un manicomio di cui è lui stesso il direttore.

Qui Francis svela il mistero, grazie al ritrovamento del diario segreto del dottore: in preda all'insaziabile desiderio di ricerca nel campo del sonnambulismo, il dottore aveva scoperto come nel XVIII secolo era vissuto uno psicologo, di nome Caligari, che, girando di città in città nel nord Italia, aveva usato un paziente affetto da sonnambulismo come assassino, contro la sua stessa volontà. Volendo imitarlo, e approfittando dell'arrivo al manicomio di Cesare, affetto da sonnambulismo, il dottore aveva iniziato con lui i suoi esperimenti, riuscendo a comandarlo a proprio piacimento e convincendosi sempre di più di essere lui stesso il dottor Caligari.

Mentre il racconto termina con la detenzione forzata del dottore nel suo stesso manicomio, lo spettatore è ricondotto fuori dal lungo flashback, alla panchina dove sono seduti Francis e il suo ascoltatore. Ma un finale a sorpresa fa capire che forse il racconto di Francis non è stato altro che il frutto della sua fantasia. Francis, Jane e Cesare sono infatti pazienti del manicomio menzionato nel racconto e la persona che Francis sostiene essere il dottor Caligari altri non è che l'attuale direttore dello stesso istituto correttivo. Francis dà in escandescenze e gli viene messa la camicia di forza.

Il film si conclude con la scena in cui il direttore del manicomio afferma che saprà come trattare Francis ora che è emersa la ragione del suo stato demenziale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Caligari e Cesare e la scenografia espressionista del film

Il film fu girato a Berlino, nel Lixie-Atelier, nel quartiere Weißensee, dalla Decla-Bioscop AG di Erich Pommer.

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Autori del soggetto furono Hans Janowitz e Carl Mayer.

Scenografia[modifica | modifica wikitesto]

La scenografia fu affidata a Hermann Warm che assieme a due amici pittori e scenografi espressionisti Walter Reimann e Walter Röhrig studiò il copione. Concordarono che esso richiedeva scenografie inconsuete e irreali e così eseguirono fondali su tela dipinta, ispirati dai modelli pittorici di Kirchner.

« In Caligari, l'interpretazione espressionistica è riuscita con raro successo a evocare la "fisionomia latente" di una piccola città medievale dai vicoli tortuosi e oscuri, budelli stretti rinserrati tra case sgretolate le cui facciate sbilenche non lasciano mai entrare le luce del giorno. Porte cuneiformi dalle ombre pesanti e finestre oblique dai vani deformi sembrano rodere i muri. »
(Lotte H. Eisner, Lo schermo demoniaco, p. 32.)

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 Robert Wiene aveva scelto come accompagnamento musicale del film il sestetto per archi Verklärte Nacht di Arnold Schönberg.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il gabinetto del dottor Caligari fu il film simbolo dell'espressionismo. Quando venne girato, nel 1919, l'espressionismo era già un movimento artistico noto e conosciuto, per cui il film ne segnò l'apoteosi, aprendo una nuova strada anche nella cinematografia.

La storia di accuse reciproche tra i personaggi è già di per sé delirante, ma quello che scuote lo spettatore è la caratterizzazione delle inquadrature, girate in scenografie allucinate dalla geometria non euclidea, con spigoli appuntiti, ombre minacciose, strade serpentine che diventano vicoli ciechi. I personaggi recitano col volto pesantemente truccato, in particolare il sonnambulo, che ha gli occhi cerchiati di nero. Il mondo distorto è quello della mente malata di Francis e riecheggia le opere di Ernst Ludwig Kirchner, ma anche le scenografie futuriste di Enrico Prampolini in Thaïs.

Il film è girato tramite lunghe inquadrature fisse, con poco montaggio, che crea una sorta di bidimensionalità, oltre all'impressione asfissiante che l'inquadratura sia chiusa su sé stessa, come se fosse un mondo a parte, al di fuori della quale non esiste niente.[2]

Sul ritmo del film scrive Louis Delluc:

« ...Prima lento, deliberatamente laborioso, vuole snervare l’attenzione. Poi quando iniziano a girare le onde dentate della "Kermesse", la cadenza balza, accelera, scorre e non ci lascia che con la parola “fine”, secca come uno schiaffo. »
(Louis Delluc, Cinéa, 1922 (citato da Eisner H. Lotte, Lo schermo demoniaco, p. 27))

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì in prima a Berlino il 26 febbraio 1920 e fu poi distribuito in tutto il mondo. La lunghezza del film varia nelle diverse versioni.[3] Fu restaurato dal Bundesarchiv-Filmarchiv Koblenz.

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Versioni DVD SilentEra

  • Polonia 1920
  • Germania 26 febbraio 1920 (Berlino)
  • Germania 27 febbraio 1920
  • Svezia 21 febbraio 1921
  • USA 19 marzo 1921
  • Giappone 14 maggio 1921
  • Messico 8 dicembre 1921
  • Finlandia 30 gennaio 1922
  • Francia 15 marzo 1922
  • Francia 27 aprile 1994 (riedizione)
  • USA 1º maggio 1996 (anteprima video)
  • Francia 4 aprile 2001 (riedizione)
  • Grecia 16 novembre 2002 (Thessaloniki International Film Festival)
  • USA 14 giugno 2003 (Los Angeles Film Festival)
  • Hong Kong 20 marzo 2004 (Early European Cinema)
  • Germania 29 marzo 2004 (uscita DVD)
  • Repubblica Ceca 10 gennaio 2008
  • Giappone 1º novembre 2008 (Deutsche Filmfestival in Tokyo)
  • Polonia 10 luglio 2009 (riedizione)
  • Finlandia 6 novembre 2010 (Iik!! Horror Film Festival)
  • Italia 21 gennaio 2012 (live soundtrack by Edison Studio. SpazioNovecento, ROME)

Alias

  • Das Cabinet des Dr. Caligari Germania (titolo originale)
  • El gabinete del Dr. Caligari Argentina / Spagna
  • O Gabinete do Dr. Caligari Brasile / Portogallo
  • The Cabinet of Dr. Caligari Internazionale (titolo Inglese) / USA
  • Das Kabinett des Doktor Caligari Germania (spelling alternativo)
  • Dr. Caligari Ungheria
  • Dr. Caligaris kabinet Danimarca
  • El gabinet del doctor Caligari Spagna (titolo in Catalano)
  • El gabinete del doctor Caligari Spagna (spelling alternativo)
  • Gabinet doktora Caligari Polonia
  • Il gabinetto del dottor Caligari Italia
  • Kabinet doktora Caligariho Repubblica Ceca
  • Le cabinet du docteur Caligari Francia
  • To ergastiri tou Dr. Caligari Grecia (titolo festival)
  • Tohtori Caligarin kabinetti Finlandia (spelling alternativo)
  • Tri Caligarin kabinetti Finlandia

Restauri[modifica | modifica wikitesto]

Precedenti al 2014[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata più volte restaurata negli anni: Filmmuseum München (1980), Bundesarchiv-Filmarchiv di Coblenza (1984), Progetto Lumière, 1995. Una versione restaurata e colorata dalla Film Preservation Associates per il mercato DVD è presentata sul mercato nel 1996, con la colonna sonora del compositore Timothy Brock. Negli anni sono state realizzate diverse colonne sonore alternative per il film.

Restauro del 2014 della Cineteca di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Un bando internazionale, lanciato nell'aprile 2012 dalla Murnau Stiftung, è stato vinto dal laboratorio L'Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, che ha presentato la nuova versione restaurata del film (durata 75') al 64° Festival di Berlino del 2014. Il film restaurato è stato distribuito nelle sale italiane nel febbraio 2016. La partitura musicale è stata affidata di a Timothy Brock. Esiste anche la versione in DVD.[4] [5]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 il regista statunitense Roger Kay ha girato un film dal fuorviante titolo di Il gabinetto del dr. Caligari[6], che nulla ha a che vedere con l'originale, tranne il nome del protagonista.

Un remake con fotografia estremamente fedele all'originale è stato girato nel 2005 dal regista indipendente David Lee Fisher[7] e presentato allo ScreamFest Film Festival dello stesso anno, dove si è aggiudicato 3 premi.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo inglese dei Suede ha omaggiato il film proponendone una sorta di remake come videoclip del brano Heroine proiettato anche durante i loro concerti.

Il gruppo Das Kabinette dedica a questo film il brano The Cabinet, in cui sia il testo che il videoclip si rifanno esplicitamente alla trama del film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A pag. 77 di "Cinema tedesco. Dal Gabinetto del dottor Caligari a Hitler", Arnoldo Mondadori editore, Milano, 1954, l'autore Siegfried Kracauer scrive che i due autori del soggetto, Hans Janowitz e Carl Mayer, battezzarono così il dottore Caligari avendone trovato il nome in Stendhal, che raccontava di aver conosciuto alla Scala di Milano un ufficiale chiamato in tal modo
  2. ^ Lotte H. Eisner, Lo schermo demoniaco, pp. 27-39.
  3. ^ 71 min | Francia: 78 min | Spagna: 50 min | USA: 67 min | USA: 51 min (video).
  4. ^ Cineteca di Bologna
  5. ^ Restauro e accompagnamento musicale/
  6. ^ Locandina italiana, ivid.it.
  7. ^ (EN) The Cabinet of Dr. Caligari, imdb.com. URL consultato il 9 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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