Taxi Driver

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Taxi Driver
Taxi Driver.JPG
Travis Bickle (Robert De Niro) durante la celebre scena dello specchio
Titolo originale Taxi Driver
Paese di produzione USA
Anno 1976
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, thriller, psicologico
Regia Martin Scorsese
Soggetto Paul Schrader
Sceneggiatura Paul Schrader
Produttore Julia Phillips
Michael Phillips
Distribuzione (Italia) C.E.I.A.D.
Fotografia Michael Chapman
Montaggio Marcia Lucas
Tom Rolf
Melvin Shapiro
Effetti speciali Tony Parmelee
Musiche Bernard Herrmann
Scenografia Charles Rosen
Trucco Dick Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)

« You talkin' to me? You talkin' to me? »

(IT)

« Ma dici a me? Ma dici a me? »

(Travis Bickle / Robert De Niro nel monologo di fronte allo specchio)

Taxi Driver è un film del 1976 che tratta di un giustiziere[1][2] con elementi neo-noir[3][4][5] e da giallo psicologico[6][7][8], diretto da Martin Scorsese e scritto da Paul Schrader. Ambientato dopo la guerra del Vietnam a New York ha come protagonista Robert De Niro, insieme a Jodie Foster, Harvey Keitel, Cybill Shepherd, Peter Boyle e Albert Brooks.

Considerato dalla critica e del pubblico uno dei capolavori del regista[9] e del cinema contemporaneo[10][11]. Lo sceneggiatore Paul Schrader ha affermato di essersi ispirato per le tematiche del film all'esistenzialismo europeo[1][12] e in particolare a La nausea di Jean-Paul Sartre[13][14] e Lo straniero di Albert Camus[15][16][17], oltre che a Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij[18] e alla storia[19] del criminale Arthur Bremer che tentò nel 1972 di assassinare il candidato democratico alle Presidenziali USA George Wallace[20][21][22]. Magistrale l'interpretazione del protagonista da parte dell'attore italo-americano Robert De Niro[10][9] definito dal giornalista americano Robert Kolker «l'ultimo degli eroi del noir nel mondo più noir che si possa immaginare»[23][24]. La giovanissima Jodie Foster vincerà due BAFTA nel 1977 come Miglior attrice esordiente e Migliore attrice non protagonista (anche per Piccoli Gangster)[25].

Il film è stato vincitore nel 1976 della Palma d'oro al 29º Festival di Cannes[26] e candidato a quattro Premi Oscar, incluso quello di Miglior Film nel 1977[23]. L'American Film Institute l'ha posto al 52esimo posto tra i 100 migliori film del cinema americano[27]. Si trova al trentunesimo posto, ex aequo con Il padrino - Parte II, nella classifica dei migliori film di sempre redatta dai critici e pubblicata dalla rivista inglese Sight and Sound nel 2012, mentre in quella redatta dai registi si trova al quinto posto[28][29]. Nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[30]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York: Travis Bickle è un ventiseienne alienato, isolato, depresso, ex marine reduce del Vietnam congedato nel 1973; egli soffre di una insonnia cronica che lo porta a lavorare come tassista notturno. Di giorno spende il suo tempo libero in solitudine, scrivendo un diario e guardando la televisione, e, quando esce, il suo unico svago è la visione di film pornografici in squallidi cinema a luci rosse, mentre di notte guida il suo taxi per tutti i quartieri di New York e le sue uniche frequentazioni sono alcuni colleghi che incontra in un bar durante la pausa.

Travis è affascinato da Betsy, un'impiegata dello staff elettorale del senatore di New York Charles Palantine, candidato alle elezioni presidenziali, il quale promette grandi cambiamenti sociali. La donna è inizialmente colpita da Travis e, dopo un breve corteggiamento, accetta un appuntamento con lui ma l'incontro, a causa della sprovvedutezza di lui, che non riesce ad uscire dalla sua routine e la porta in un cinema a luci rosse, si risolve in un fallimento e la donna si allontana con l'intenzione di non rivederlo più.

Travis è disgustato da quello che considera il degrado morale che lo circonda e quando una prostituta di 13 anni di nome Iris (come il personaggio dell'opera di Pietro Mascagni, dove la protagonista viene rapita con l'inganno e indotta alla prostituzione), entra una notte nel suo taxi cercando di fuggire dal suo protettore, Travis cerca in tutti i modi di salvarla dal suo destino; la ragazza però non sembra affatto intenzionata a farsi aiutare, spiegando che probabilmente era "fatta" quando aveva cercato di scappare e che il suo protettore e amante Matthew "Sport" si prende molta cura di lei.

Travis, inascoltato anche quando ritiene di compiere una buona azione e sempre più solo, comincia a soffrire di gravi disturbi psichici e decide di comprare delle pistole e con queste di uccidere il senatore Palantine durante un comizio poiché, a suo pensare, egli rappresenta tutta l'ipocrisia della società statunitense, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare, ma, al momento di compiere l'attentato, viene individuato tra la folla dalle sue guardie del corpo, riuscendo con molta fortuna a sfuggire alla cattura.

La sera stessa si reca nella zona dove lavora Iris, provoca il suo protettore, Matthew, e finisce con lo sparargli all'addome; quindi, dopo essersi fermato qualche istante sulle scale dell'edificio dove si prostituisce la tredicenne, sale verso la stanza della giovane e, ormai fuori controllo, spara anche all'affittacamere, ferendolo. Viene però a sua volta ferito di striscio al collo da Sport, nel frattempo sopraggiunto alle sue spalle, sanguinante ma ancora vivo, e subito freddato da Travis; identica sorte subisce un mafioso che si trovava nella stanza con Iris, dopo che questi lo aveva ferito al braccio, e infine l'affittacamere, finito con un colpo alla testa nonostante la supplica disperata della ragazza di non sparare. Terminata la sua "missione" Travis cerca di suicidarsi ma tutte le pistole a sua disposizione non hanno più munizioni e sfinito si adagia sul divano dove osserva gli agenti di polizia accorsi a causa della sparatoria.

I frammenti dei quotidiani, ritagliati ed appesi al muro, uniti alla lettera spedita dai genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la loro figlia, dimostrano che la città si è accorta di lui, considerandolo un eroe metropolitano, non sapendo che nei piani di Travis vi era anche di uccidere un senatore, cosa che se portata a termine avrebbe fatto apparire il protagonista come un assassino agli occhi dei mass media invece che un eroe. Anche Betsy sembra voler tornare sui suoi passi salendo sul suo taxi, ma Travis considera quella vicenda chiusa e si allontana dopo avere offerto la corsa alla donna e l'ultimo sguardo del tassista, riflesso sullo specchietto retrovisore, non chiarisce se egli sia veramente cambiato o se potrà essere soggetto a nuovi scatti di violenza.

Particolarità e interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La climax della sparatoria finale era, per l'epoca, molto intensa, e mantiene tutta la sua potenza visiva ancora oggi. Nel tentativo di evitare il massimo divieto della censura, Scorsese desaturò i colori della pellicola, rendendo il rosso del sangue meno appariscente. In alcune interviste rilasciate in seguito, Scorsese commentò che col tempo aveva apprezzato il cambiamento dei colori, considerandolo un miglioramento rispetto al girato originale (che non è possibile vedere perché andato perduto).

Suscitò molto scalpore, inoltre, la presenza della giovane Jodie Foster nella scena della sparatoria, considerata troppo forte per una ragazza così giovane. In diverse interviste l'attrice ha però rassicurato che tutto il processo di realizzazione fu eseguito con un occhio di riguardo per lei, che non ne rimase traumatizzata e che il backstage di preparazione degli effetti speciali suscitò in lei molto interesse. Nonostante nella versione originale del film l'età di Iris sia di 12 anni e mezzo, nel doppiaggio italiano l'età è stata arrotondata a 13 anni.

Con gli anni si sono sviluppate diverse teorie sull'epilogo del film, secondo cui le scene finali dopo la sparatoria sono il risultato dell'immaginazione di Travis in fin di vita. Inoltre, non appena Betsy lascia il taxi a pochi fotogrammi dai crediti finali, si può sentire uno strano suono e subito dopo Travis che aggiusta nervosamente lo specchietto retrovisore. Scorsese ha commentato i momenti finali del film dicendo che il rapido sguardo quasi nevrotico di Travis allo specchietto potrebbe rappresentare la possibilità che Travis possa soffrire di nuovo di depressione e scatti d'ira in futuro. Questo finale quasi aperto è stato paragonato a quello di Arancia meccanica di Stanley Kubrick, in cui Malcolm McDowell nei panni di Alex DeLarge sembra riconquistare il suo lato sociopatico nella sua battuta finale: «Ero guarito, eccome!».

Secondo altri punti di vista il finale viene invece considerato come un epilogo letterale che appone la perfetta conclusione a Taxi Driver: «Pregni di ironia, i cinque minuti finali sottolineano la volubilità del destino. I media trasformano Travis in un eroe, mentre se egli fosse riuscito nella sua intenzione di sparare al senatore Palantine, lo avrebbero descritto come un assassino. Quando il film si chiude, il misantropo è stato trasformato in un cittadino modello – qualcuno che affronta papponi, spacciatori e gangster per salvare una giovane ragazza».[31].

La scena più famosa del film è probabilmente quella in cui Travis fa pratica con la pistola davanti allo specchio ed inizia un monologo in cui si rivolge alla sua immagine riflessa: «Ma dici a me? Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui». Questa scena è stata completamente improvvisata da De Niro; il copione infatti diceva unicamente «Travis parla a se stesso allo specchio».[32] A Scorsese piacque così tanto che decise di tenerla nel montaggio finale. De Niro ha inoltre lavorato come tassista nei sei mesi antecedenti alle riprese, e ha studiato le malattie mentali.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

L'autore della colonna sonora è il celebre Bernard Herrmann (1911-1975), noto per la sua collaborazione con Alfred Hitchcock (in particolare per Psyco). Fu la sua ultima composizione, Herrmann morì prima che il film uscisse nelle sale. Taxi Driver è dedicato alla sua memoria.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese si sono svolte tra il giugno e il settembre 1975.[33] La data di uscita nelle sale statunitensi fu l'8 febbraio 1976, mentre in Italia arrivò il 27 agosto 1976.[33]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Responso della critica[modifica | modifica wikitesto]

La famosa scena del film, riproposta per un volantino pubblicitario

Taxi Driver fu un successo commerciale, ricevette quattro nomination al Premio Oscar e fu premiato al Festival di Cannes con la Palma d'oro. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quarantasettesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[34] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al cinquantaduesimo posto.[35] Nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[36]

La critica ha indicato Taxi Driver come il primo film che, seppure indirettamente, ha raccontato l'impatto della guerra del Vietnam sui soldati che hanno combattuto nel conflitto. Lo stile di vita rude e la scelta di un impiego poco pagato e senza sbocchi evocano le esperienze di molti veterani che hanno sofferto del disturbo da stress post traumatico[37], persone che hanno subito disordini mentali e fisici e che non sono state ricompensate dalla società e dal governo per quello che hanno dato durante le guerre. Una più larga interpretazione potrebbe focalizzarsi sulle ripercussioni di una forte solitudine e dell'alienazione, che inducono a incolpare dei propri demoni chi rappresenta più visibilmente le cose che si considerano sbagliate della società, fino ai percorsi che possono produrre una volontà omicida verso qualcuno.

Il film include un sottile riferimento alle operazioni militari statunitensi in Vietnam. Quando Travis decide di assassinare il senatore Palantine, si taglia i capelli in stile Mohawk. Il particolare fu suggerito dall'attore Victor Magnotta, un amico di Scorsese che ha combattuto in Vietnam e che ha una piccola parte nel film come agente dei servizi segreti. Scorsese affermò che l'attore aveva «… raccontato di alcuni tipi di soldato che penetravano nella giungla. Si tagliavano i capelli in un certo modo; sembravano dei Mohawk… era una situazione speciale, una specie di situazione da commando, e lo facevano in molti… pensammo che fosse una buona idea».[38]

Taxi Driver 2[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua intervista in Inside the Actor's Studio del 1999, Robert De Niro racconta di aver discusso con Scorsese la possibilità di fare un seguito di Taxi Driver. Secondo De Niro, entrambi erano d'accordo che sarebbe stato interessante vedere come Travis Bickle sarebbe finito 30 anni dopo. Durante l'intervista a Scorsese per lo stesso programma nel 2002, il regista ha dichiarato che non ha intenzione di realizzare seguito di nessuno dei suoi film.

Concept[modifica | modifica wikitesto]

Greil Marcus, in una intervista al The Believer (giugno/luglio 2006, p. 78), dice che Scorsese gli raccontò che la prima metà di Taxi Driver è basata sul disco Astral Weeks di Van Morrison. Paul Schrader (sceneggiatore del film) ha raccontato che fonte di ispirazione per Taxi Driver furono i diari dell'aspirante omicida di George Wallace, Arthur Bremer. Gli scritti di Bremer, pubblicati negli USA con il titolo An Assassin's Diary, affascinarono Schrader nel periodo in cui divorziò dalla moglie e andò a vivere nella propria macchina; lo stesso libro ispirerà anche Peter Gabriel per la composizione, nel 1980, del brano Family Snapshot, presente nel terzo album (altrimenti conosciuto come Melt) dell'autore britannico.

Un'altra influenza riconosciuta da Schrader è il film Sentieri selvaggi con John Wayne. In quel film, un veterano di guerra torna a casa e scopre che sua nipote è stata rapita da una banda di indiani Comanche. Ethan (John Wayne) ne intraprende una ricerca ossessiva, ignorando completamente la volontà della nipote di tornare o meno. Questa influenza è evidente nella parte finale del film quando Travis cerca di salvare Iris da Sport. Inoltre, in una scena Sport chiama Travis "cowboy" e durante il loro confronto nel finale ha sembianze che rimandano allo stereotipo del nativo americano.

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

In Pulp Fiction, nell'episodio L'orologio d'oro, durante il viaggio in taxi di Butch (interpretato da Bruce Willis), alcune inquadrature riprendono quelle di Taxi Driver (Tarantino ha così voluto omaggiare uno dei suoi film preferiti).

Cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

La celebre scena del monologo di Robert De Niro davanti allo specchio è stata spesso citata e parodiata in numerose pellicole tra cui:

Inoltre, nel film Iron Man 2 (USA, 2010), la scena della presentazione delle armi fatta da Justin Hammer (Sam Rockwell) al colonnello James Rhodes (Don Cheadle) ricorda quella dell'incontro tra Travis e il venditore di armi Easy Andy, in particolare per le inquadrature fatte alle pistole posate sulla valigia.

Televisive[modifica | modifica wikitesto]

Nell'episodio de I Simpson, L'erede di Burns, il barista Boe viene ripreso da una delle telecamere spia fatte nascondere dal Signor Burns nelle case dei cittadini di Springfield; egli sta recitando la scena del film in cui Travis parla con lo specchio, purtroppo la pistola gli schizza fuori dalla manica della giacca andando a finire contro lo specchio in questione e mandandolo in mille pezzi, la gag si conclude con un Boe arrabbiatissimo visto che a suo dire esso era un pezzo di antiquariato.

Nell'episodio di American Dad!, La migliore storia di Natale, il protagonista della serie, Stan Smith, per rimediare al suo errore di aver convinto Martin Scorsese a lasciare il mondo del cinema, decide di dirigere una sua versione western di Taxi Driver con John Wayne come protagonista. In modo tale che John Hinckley Jr. si innamori, lo stesso, di Jodie Foster e attenti alla vita del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Episodio chiave, secondo Stan, della presidenza di quest'ultimo.

In un episodio de I Griffin, John Hinckley è colui che fa partire le barche della regata di Newport. Dopo aver dato il via con la pistola da starter, appare Jodie Foster, che incomincia a rivalutare la sua sessualità, arrivando ad innamorarsi di lui e del suo modo di adoperare la pistola e i due vanno via insieme.

Sempre ne I Griffin, in un altro episodio dove Stewie aveva costruito un congegno per viaggiare per i multi-universi, si scopre che se non fosse esistito il cristianesimo, la Cappella Sistina sarebbe stata tappezzata di fotografie della giovane attrice, ad opera dello stesso Hinckley.

Musicali[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha stimolato l'espressione artistica di molti gruppi musicali.

  • La canzone Travis Bickle dei Rancid è dedicata a Taxi Driver.
  • I Clash hanno esplicitamente dedicato una canzone al film di Scorsese. La traccia si intitola Red Angel Dragnet dell'album Combat Rock e, oltre a contenere intere citazioni di Bickle, termina con un lamento del cantante Joe Strummer: «… one of these days I'm gonna get myself organized…». La frase è tratta da un quadretto all'interno della casa di Travis raffigurante un uomo che riposa su una sedia a dondolo.
  • Il gruppo punk Poison Idea ha composto il brano The Badge, inserendo tracce audio tratte da Taxi Driver all'inizio e alla fine del pezzo.
  • I Pantera hanno eseguito una reinterpretazione dello stesso brano The Badge per la colonna sonora del film Il corvo, mantenendo le stesse tracce audio di Taxi Driver inserite dai Poison Idea.
  • Il personaggio di Travis Bickle è inoltre citato nella canzone Botanic Mistress del gruppo punk svedese MillencolinI felt like Travis Bickle, tyrannical, lonely and blue»).
  • La canzone Just another victim degli Helmet cita Taxi Driver e i suoi protagonisti («I'm a surviver, feeling like De Niro in Taxi Driver, with Jodie Foster and Harvey Keitel»).

Impatto mediatico[modifica | modifica wikitesto]

  • John Hinckley Jr., un fan maniacale di Jodie Foster, nutrì una forte ossessione per l'attrice dopo averla vista più e più volte nel film. Il 30 marzo 1981 Hinckley sparò all'allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan,[39] ferendo gravemente quattro persone, tra cui il Presidente. John Hinckley, motivò il suo gesto sostenendo che voleva attirare l'attenzione della Foster su di sé.
  • La World Wrestling Entertainment, la più importante federazione americana di wrestling, in occasione di Wrestlemania 21, girò alcuni promo ispirati ai film più famosi della storia del cinema, e uno di questi promo fu proprio quello della famosa scena dello specchio, interpretata da diversi wrestlers che, puntualmente, sbagliano la scena.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Inizialmente Martin Scorsese scelse Al Pacino per la parte di Travis Bickle, ma l'attore rifiutò e la parte andò a De Niro.
  • Jodie Foster, allora dodicenne, dovette tenere un colloquio di quattro ore presso uno psichiatra prima che ottenesse la parte – dapprima offerta a Melanie Griffith, che rifiutò – cosicché ne attestasse l'idoneità ad un ruolo assai inconsueto per una minore. Difatti la scena forte dove Iris si accinge a slacciare i pantaloni ad un Travis riluttante, è interpretata dalla sorella maggiore della Foster, Connie, allora diciannovenne, sua perfetta controfigura, onde esonerarla da situazioni inadatte ad un'interprete minorenne. La Foster tra l'altro non ha potuto assistere ad alcuna proiezione in una sala pubblica a causa del divieto del film ai minori.[40]
  • La MPAA impose al film di sfumare il colore della pellicola per evitare tonalità troppo accese che mettessero in risalto la violenza. Scorsese, inizialmente contrariato, fu positivamente sorpreso dell'effetto finale della correzione, che a suo parere rendeva ancora più scioccante la pellicola.[40]
  • Furono utilizzate dal regista modalità di ripresa alquanto innovative per l'epoca come quando Travis telefona e la macchina da presa si sposta al corridoio, o quando De Niro è nel deposito dei taxi e l'inquadratura smette di seguirlo per soffermarsi su altri particolari. Infatti il raccordo di sguardo a semi-soggettiva, non segue tradizionalmente il protagonista nel deposito, ma la macchina da presa compie un giro panoramico, per poi ritrovare il protagonista più avanti, seguendo la teoria dello sguardo libero dell'autore introdotta da Orson Welles con Quarto potere.
  • De Niro recitava parallelamente sia nel film di Scorsese sia in Novecento di Bertolucci, girato in Italia proprio nello stesso periodo.
  • Per immedesimarsi nel ruolo, Robert De Niro conseguì veramente la patente per il taxi, guidandolo per le vie di New York.[41]
  • È proprio Martin Scorsese ad interpretare la parte del marito nevrotico che osserva sua moglie dal taxi di Travis. L'attore che doveva recitare la parte di Scorsese fu costretto a rifiutare a causa di un infortunio e il regista si improvvisò attore seguendo vari consigli di De Niro.[33][42]
  • La scena più famosa del film, in cui Travis parla allo specchio, venne improvvisata dallo stesso Robert De Niro basandosi su una riga di sceneggiatura che indicava semplicemente: "Travis parla da solo allo specchio".[33] A Scorsese la scena piacque talmente tanto che decise di inserirla nel film.
  • La capigliatura mohawk di Robert De Niro non era vera: portava una protesi che lo faceva sembrare rasato, sulla quale erano applicati crini di cavallo.[33]
  • In una scena in cui De Niro guida il taxi, si può notare per qualche istante l'insegna di un cinema su cui è scritto The Texas Chainsaw Massacre, film di Tobe Hooper del 1974, uscito in Italia come Non aprite quella porta.
  • Nel doppiaggio italiano, diretto da Renato Izzo, è possibile riscontrare un errore: nella scena iniziale in cui Travis va a presentarsi alla stazione dei taxi per essere assunto, alla domanda in cui gli viene chiesto se ha prestato il servizio militare, risponde di esserne stato congedato nel 1963, mentre nell'originale è il 1973.
  • C'è un breve cameo di Joe Spinell, che aveva già lavorato con De Niro ne Il padrino - Parte II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elio Lucantonio, Martin Scorsese, Dino Audino Editore, 1° gennaio 2003, ISBN 9788886350761. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  2. ^ Enrico Lancia, Dizionario Larousse del cinema americano, Gremese Editore, 1° gennaio 1998, ISBN 9788877421845. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  3. ^ Tim Dirks, Taxi Driver (1976), su www.filmsite.org. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  4. ^ Alberto Guerri, Il film noir: storie americane, Gremese Editore, 1° gennaio 1998, ISBN 9788877422224. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  5. ^ (EN) Ronald Schwartz, Neo-noir: The New Film Noir Style from Psycho to Collateral, Scarecrow Press, 1° gennaio 2005, ISBN 9780810856769. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  6. ^ (EN) Michael Newton, Famous Assassinations in World History: An Encyclopedia [2 volumes], ABC-CLIO, 17 aprile 2014, ISBN 9781610692861. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  7. ^ (EN) Amy Taubin e British Film Institute, Taxi driver, BFI Publishing, 28 marzo 2000, ISBN 9780851703930. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  8. ^ (EN) Lester J. Keyser, Martin Scorsese, Twayne, 1° gennaio 1992, ISBN 9780805793154. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  9. ^ a b Aa.Vv, TUTTO Cinema, Novara, De Agostini, 2009, ISBN 9788841869345. URL consultato il 07 febbraio 2016.
  10. ^ a b Massimo Giraldi, Enrico Lancia e Fabio Melelli, The best of Hollywood: le stelle dei sogni : con le immagini più belle della prestigiosa raccolta dello studio Masi, Gremese Editore, 1° gennaio 2005, ISBN 9788884403803. URL consultato il 07 febbraio 2016.
  11. ^ Fellini Amarcord: rivista di studi felliniani, Capitani, 1° gennaio 2006. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  12. ^ Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: Dalla Seconda Guerra mondiale alle fine del secolo. Appendice sul cinema, Città Nuova, 1° gennaio 2002, ISBN 9788831192644. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  13. ^ Caterina Staccuneddu, La crisi dell'individuo in Taxi Driver: analisi comparativa con la nausea di Sartre, su www.tesionline.it. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  14. ^ La filosofia di Taxi Driver, su filosofiprecari.it. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  15. ^ Mario Bucci, Taxi driver - Recensione, su www.cinemah.com. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  16. ^ L'Espresso, 1-4ª ed., 1° gennaio 2000, p. 112. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  17. ^ Cineforum, Federazione italiana cineforum, 1° gennaio 2004. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  18. ^ Scorsese racconta come nacque Taxi Driver, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  19. ^ (EN) Jack Hunter, Robert De Niro: Movie Top Ten, Creation, 1° gennaio 1999, ISBN 9781871592887. URL consultato l'08 febbraio 2016.
    «La sceneggiatura di Taxi Driver fu scritta prima della pubblicazione dei diari di Bremer, ma Schrader ha ammesso di conoscere la storia di Bremer e volerne inserire alcuni elementi nel film.».
  20. ^ (EN) Paul Schrader, Taxi Driver, Faber & Faber, 1° gennaio 2000, ISBN 9780571203154. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  21. ^ (EN) Amy Taubin e British Film Institute, Taxi driver, BFI Publishing, 28 marzo 2000, ISBN 9780851703930. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  22. ^ (EN) Tim Huddleston, The Real Life Taxi Driver: A Biography of Arthur Herman Bremer (The Real Inspiration of Travis Bickle), Absolute Crime, 07 maggio 2013. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  23. ^ a b Giorgio Nisini, Robert De Niro, Gremese Editore, 1° gennaio 2004, ISBN 9788884403421. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  24. ^ (EN) Robert Phillip Kolker, A Cinema of Loneliness, Oxford University Press, USA, 07 luglio 2011, ISBN 9780199738885. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  25. ^ BAFTA Awards (1977), imdb.com. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  26. ^ (EN) Awards 1976, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 settembre 2014.
  27. ^ Taxi driver, su www.afi.com. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  28. ^ (EN) The 50 Greatest Films of All Time, bfi.org.uk, 18 agosto 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  29. ^ (EN) The 2012 Sight & Sound Directors' Top Ten, bfi.org.uk, 29 luglio 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  30. ^ Complete National Film Registry Listing - National Film Preservation Board, su The Library of Congress. URL consultato l'08 febbraio 2016.
  31. ^ (EN) Taxi Driver, reelviews.net. URL consultato il 14 settembre 2014.
  32. ^ (EN) 'There was a sense of exhilaration about what we had done', theguardian.com, 1º settembre 2004. URL consultato il 14 settembre 2014.
  33. ^ a b c d e Taxi Driver (1976) - Curiosità e citazioni, movieplayer.it. URL consultato il 14 settembre 2014.
  34. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  35. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  36. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  37. ^ (EN) Taxi Driver, lib.auburn.edu. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  38. ^ (EN) Victor Magnotta - Biography, imdb.com. URL consultato il 14 settembre 2014.
  39. ^ (EN) Jodie Foster - Biography, talktalk.co.uk. URL consultato il 14 settembre 2014.
  40. ^ a b Taxi Driver (1976) - Trivia, imdb.com. URL consultato il 14 settembre 2014.
  41. ^ Martedì 25 ottobre Taxi driver, per “Cinema alla Casa della Musica”, lacasadellamusica.it. URL consultato il 14 settembre 2014.
  42. ^ Conversations with Scorsese, Richard Schickel (2010), parte su Taxi Driver.

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