Sant'Eusanio del Sangro

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Sant'Eusanio del Sangro
comune
Sant'Eusanio del Sangro – Stemma Sant'Eusanio del Sangro – Bandiera
Sant'Eusanio del Sangro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoRaffaele Verratti (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate42°10′N 14°20′E / 42.166667°N 14.333333°E42.166667; 14.333333 (Sant'Eusanio del Sangro)Coordinate: 42°10′N 14°20′E / 42.166667°N 14.333333°E42.166667; 14.333333 (Sant'Eusanio del Sangro)
Altitudine200 m s.l.m.
Superficie23,83 km²
Abitanti2 423[1] (31-5-2019)
Densità101,68 ab./km²
FrazioniBrecciaio, Candeloro, Castellata Forestieri, Castellata Tori, Castello, Cotti, Fonte Paduli, Passoterrato, Piana delle Mele, Santa Lucia, Saponelli, Villa Rosato
Comuni confinantiAltino, Atessa, Casoli, Castel Frentano, Guardiagrele, Lanciano
Altre informazioni
Cod. postale66037
Prefisso0872
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069085
Cod. catastaleI335
TargaCH
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisanteusaniesi
Patronosan Filippo Neri
Giorno festivo26 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Eusanio del Sangro
Sant'Eusanio del Sangro
Sant'Eusanio del Sangro – Mappa
Posizione del comune di Sant'Eusanio del Sangro all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Sant'Eusanio del Sangro (Sànde Sàgne in dialetto abruzzese) è un comune italiano di 2 423 abitanti[1] della provincia di Chieti in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Eusanio del Sangro si estende su una superficie di 23,83 km², ed è compreso tra i comuni di Castel Frentano, Casoli, Guardiagrele e Lanciano, mentre a sud il confine è rappresentato dal corso del fiume Sangro, da cui la denominazione, che lo separa dai territori di Altino ed Atessa. Ha un'altitudine media di 200 metri s.l.m..

Il territorio è prevalentemente collinare, con una modesta parte pianeggiante nei pressi del fiume Sangro. In località Brecciaio si può riscontrare la presenza di calanchi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è localizzato nell'entroterra della provincia di Chieti, equidistante dal mare Adriatico e dalle falde della Majella. Queste condizioni, unitamente alla presenza del fiume Sangro, rendono il clima particolarmente mite durante l'anno, anche se in pieno inverno le temperature possono scendere fino a pochi gradi sopra lo zero, soprattutto di notte. Secondo la Classificazione climatica[2] Sant'Eusanio del Sangro appartiene alla Zona climatica D, con un valore di Gradi giorno pari a 1507.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese risultano incerte, ma la conformazione stessa dell'agglomerato urbano, raccolto nelle vicinanze di una chiesa di costruzione relativamente recente, esclude la presenza di tradizioni storiche rilevanti, tuttavia i Cronisti Lancianesi riferiscono che già nell'anno 165 d.C., nella località ove sorge ora Sant'Eusanio del Sangro, vi era un "conciliabolo" di nome Euxanum che aveva un posto assegnato nel campo delle fiere di Lanciano. Il nome più antico del paese, storicamente accertato, è certamente Monteclo. Tale denominazione viene riportata nella Relazione dello scoprimento del corpo e degli atti antichi del glorioso sacerdote e martire S. Eusanio, una dettagliata relazione composta nel 1748 dall'allora vescovo dell'Aquila Giuseppe Coppola, che racconta il ritrovamento del corpo del Santo Eusanio, e di un antico codice posto vicino alle reliquie, che Giuseppe Coppola ritiene anteriore al 1198. In tale codice si narra la vita e la passione del santo, e vi si trova un riferimento al luogo chiamato Monteclo[3], identificato con l'attuale Sant'Eusanio del Sangro. Secondo questo antico testo il Santo Eusanio, Vescovo di Siponto (l'attuale Manfredonia), di passaggio a Sant'Eusanio del Sangro donò la vista alla cieca Teoconia. L'episodio della guarigione di Teoconia è narrato anche in un brano della Historia della città di Chieti metropoli della provincie d'Abbruzzo del 1657, redatta dallo storico e giurista Girolamo Nicolino, dove si descrive il miracolo compiuto dal Santo Eusanio per guarire Teoconia, cieca da dodici anni[4]. In questo testo il luogo viene chiamato Montecchio. In seguito a questa vicenda fu eretta una chiesa in memoria dell'evento, e a poco a poco il nome del santuario di Sant'Eusanio si estese al piccolo nucleo abitato circostante.

L'attuale nome del paese compare per la prima volta in un diploma del 1176, riferito dall'Ughelio, dove si parla dei diritti dei vescovi teatini e si nomina non solo Monteclo, ma anche Sante'Eusanio cum Castello suo; invece nel Catalogus Baronum del 1204 la località figura con il nome Sanctum Eusanium come feudo di due militi posseduto dall'Abbazia di San Giovanni in Venere. È questo sicuramente il primo periodo storico ben documentato; durante la fase della colonizzazione monastica benedettina l'attuale territorio era suddiviso in tre feudi: Santa Colomba, Villa Sant'Eusanio e Lentesco o Buontalento, unificati tra il 1607 e il 1654, cioè dopo il 1606, anno in cui passarono in commenda alla Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri di Roma. I padri filippini ne tennero il possesso fino al 1793, data del sequestro della loro temporalità; nel 1798 la Congregazione ottenne a titolo di enfiteusi il recupero dei beni dell'Abbazia dietro compenso di un canone di 2.200 ducati e li conservò fino al 1873, quando essi furono dichiarati di pubblico demanio. A questo punto le sorti di questo Comune si fusero con quelle più generali del nuovo Regno d'Italia. Infatti il paese di Sant'Eusanio del Sangro conobbe nel corso degli anni la dominazione francese, quella borbonica, il fenomeno del brigantaggio. Durante la seconda guerra mondiale fu occupato dai tedeschi, e il suo territorio fu attraversato dalla linea Gustav. Molto laborioso fu il processo di popolamento di questo paese, all'inizio del Seicento collocato nel Libretto della situazione dei fiscali sotto la rubrica dei fondi rustici et disabitati; il popolamento avvenne per immigrazione, in virtù della fertilità delle terre e della salubrità del clima. Nel 1805, infatti, gli abitanti erano già 1.250.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi al Comune di Sant'Eusanio del Sangro con decreto del Presidente della Repubblica del 12 settembre 2005 su proposta del Presidente del Consiglio[5].

Sant'Eusanio del Sangro-Stemma.jpg

Descrizione araldica dello stemma:

«di azzurro, al Santo Vescovo Eusanio, in maestà, il viso e le mani di carnagione, la mano destra posta sul petto, capelluto e barbuto di nero, aureolato d'oro, vestito con il camice d'argento e con la pianeta d'oro, ricamata di rosso, il Santo sostenuto dalla pianura diminuita di verde, accompagnato a destra dalla mitria d'oro, caricata dalla crocetta di rosso, sostenuta dalla pianura, la testa del Santo addestrata e sinistrata dalle lettere maiuscole S ed E, d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. 12 settembre 2005)
Sant'Eusanio del Sangro-Gonfalone.png

Blasonatura del Gonfalone:

«drappo troncato di bianco e di rosso.»

(D.P.R. 12 settembre 2005)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Casa "Fiorinvalle di Terra d'Oro", con a fianco la piccola casa di Cesare De Titta
Piazza Cesare De Titta in notturna
Palazzo Rosati

È sita al termine di Corso margherita ove è un panorama sul lato orientale ove era il paese originario. Consta di due livelli sulla facciata principale. Tre al livello posteriore. È stato realizzato con ciottoli di fiume e arenaria lavorata in stile neorinascimentale. Attualmente è parzialmente in stato di degrado[6]

Palazzo Finamore
Palazzo Finamore

È sito in Piazza Monteclo. È stato realizzato nel XIX secolo. È stato restaurato nel 1997. La facciata principale è suddivisa su due piani ed è suddivisa in cinque campate sfalsate l'una dall'altra. Il seminterrato presenta una facciata a bugnato. Nel retro vi sono un giardino all'italiana ed un orto.[7]

Palazzo Auriti

È sito in corso Margherita. È in stile neoclassico. Il portale è semplice. Le aperture al II piano sono sovrastate da timpano alternativamente triangolare e curvilineo. È realizzato con ciottoli lavorati ed arenaria.[8]

Palazzo De Titta

È sito in piazza De Titta. È destinato a "Casa Museo Cesare De Titta". È in stile liberty. Fu costruito su volontà del sacerdote ed umanista Cesare De Titta, il quale vi ospitò Gabriele D'Annunzio, Giovanni Gentile e Luigi Pirandello. È composto di tre piani di cui uno seminterrato. Al pianterreno vi è un portale tra due finestre. Sopra la cornice marcapiano vi è un loggiato con tre archi a tutto sesto. La trabeazione è composta da un architrave e da un fregio a motivi floreali e una cornice a motivi circolari. Una targa commemorativa posta sotto la finestra del II piano ricorda i natali di Cesare De Titta.[9]

Chiesa dell'Assunta

È stata costruita nel XX secolo su progetto di Nicola Villani di Lanciano, è la parrocchia del paese, affacciata su Piazza Cesare De Titta. È in stile neogotico.[10] La chiesa ha pianta rettangolare, con abside semicircolare, e facciata monumentale con portale ad arco a sesto acuto. La facciata è inoltre decorata da due ordini di finestre monofore che attorniato il rosone centrale a raggi. L'interno a navata unica ha decorazioni presso l'altare.

Ex chiesa di Santa Maria Assunta
prima chiesa di sant'Eusanio, si trova accanto la chiesa parrocchiale, è a pianta rettangolare, in laterizio e mattoni a vista, con abside semicircolare e facciata piana, decorata negli anni '20 con la lapide marmorea del Monumento ai caduti.
Chiesa della Madonna di Fatima
chiesa parrocchiale di Contrada Brecciaio, è stata realizzata negli anni 90, con impianto classico a capanna, allungamento rettangolare, tetto a spuoventi, e campanile laterale a torretta. Si accede da un grande portale in vetro lavorato.
Chiesa di Cotti
in questa contrada, si affaccia sul piazzale. Risale agli anni 50, realizzata in stile falso neoclassico, con impianto a capanna, la facciata è decorata da timpano triangolare, paraste intonacate e portale architravato.
Riserva naturale di Serranella

Si trova alle porte di contrada Castellata-Tori, lungo il percorso da contrada Brecciaio verso Casoli. Consta di un laghetto e un piccolo bosco con museo zoologico annesso della fauna locale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri regolarmente residenti nel comune di Sant'Eusanio del Sangro erano 184.[12] I principali gruppi etnici presenti sono:

  1. India, 82
  2. Romania, 51
  3. Marocco, 5
  4. Polonia, 5
  5. Ungheria, 5
  6. Albania, 4

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio si svolge la festa patronale in onore di San Filippo Neri ed il 9 luglio la festa in onore del Santo Eusanio. La sera della vigilia della festa dell'Immacolata Concezione è tradizione, accendere degli alti falò (i Fuochi della Concezione). Nel periodo natalizio si svolge il Presepe vivente e vengono allestiti per tutta la durata delle festività due presepi artistici, uno all'interno della parrocchia ed uno in contrada Fontepaduli.

Il mercato settimanale si svolge il martedì.

Cenacolo culturale Fiorinvalle Terra d'Oro[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del Corso Regina Margherita, da piazza De Titta, si trova il palazzo "Fiorinvalle Terra d'Oro", fatto erigere in stile liberty dal canonico, insegnante e poeta Cesare De Titta(1862-1933), proprio accanto la sua modesta casa natale.

Il circolo culturale ospitò personalità quali Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Michetti, Giovanni Gentile e Gennaro Finamore, lingiista e dialettologp, specializzato in quello del territorio chietino.

De Titta è famoso soprattutto per aver composto la raccolta poetica dialettale del "Canzoniere". Egli esordì come poeta dialettale, ma si cimentò nel classicismo oraziano e carducciano. Come il poeta romano Quinto Ennio, dichiarò: "Ho tre cuori perché posseggo tre lingue", ossia l'italiano, il latino e il dialetto frentano. Prima della composizione dei Carmina, il De Titta studiò ampiamente la cultura e la lingua classica con rigore filologico, componendo saggi di Orazio e Catullo, traducendo dal greco anche Saffo, analizzò la Ode alle Valchirie di Carducci, il quale il 27 novembre 1898 gli spedì una lettera di congratulazioni. Poi studiò anche i componimenti degli abruzzesi Gabriele Rossetti, G. Mazzoni, C. De Azeredo, e nel 1900 "tradusse" nella lingua dialettale le Elegie romane di D'Annunzio (1886), di cui nel 1923 riscriverà anche la versione in dialetto de La figlia di Iorio (1904).

In lingua latina, De Titta compose i tre libri dei Carmina, pubblicati nel 1922 dall'editrice "Rocco Carabba" di Lanciano, ristampato poi in altre edizioni nel 1952, 1986 e nel 1998. I componimenti nel costrutto semplice e vivo, senza imitazioni troppo vistose del lessico e della forma del gusto classico, dimostrano un'originale adesione alla lingua latina, che conferì al De Titta il riconoscimento di "maestro della classicità" nel marzo 1933 dall'Accademia dei Lincei.

Canti latini


Altri componimenti sparsi sono stati raccolti in 2 volumi curati sempre dall'editrice Carabba, nel 1988. Il primo volume s'intitola Elegie lontane, poi gli Juvenilia, in riferimento alla raccolta carducciana, pubblicata presso la tipografia "Artistica" di Venosa nel 1883, i Frammenti di un canzoniere, tutti inediti, poi l'Appendice. Poesie eterogenee, tra le quali figurano anche quelle di Nella vita oltre la vita, pubblicate dall'editore De Arcangelis a Casalbordino nel 1900. Il secondo volume comprende: In monte e in valle, gruppo di i liriche inedite in gran parte, poi I canti di ritorno, i Sonetti, arricchiti di nuove composizioni rispetto alla prima edizione del 1922 presso De Arcangelis di Atri, l’Appendice. Stornelli scritti per occasioni varie

Il primo libro delle Cartoline, stampato da Bonanni editore di Ortona (1914), presenta un De Titta conviviale, pieno di garbata ironia che usa il sonetto come "cartolina postale", per salutare gli amici. I testi seguenti di un florilegio Così...come parlava il cuore, presso Palmerio, Guardiagrele, 1933, curato da Luigi Illuminati, sono compresi nel secondo volume di Poesie

Illustrazione de La diglia di Iorio di D'Annunzio (1904), il De Titta nel 1923 ne realizzò una versione dialettale

Nel 1923 per la Vallecchi di Firenze, De Titta pubblicò i poemetti di Gente d'Abruzzo, poi ripubblicati da Carabba nel 1997, mentre nel 1924 sempre per l'editrice lancianesi, vennero pubblicati 2 volumi di Opere teatrali. Già nel 1920 De Titta aveva fatto rappresentare il dramma A la fonte, e poi La Scuncòrdie, commedia in un solo atto. Di recente, nel 2000, l'editrice Carabba ha ripubblicato l'Opera omnia teatrale in 4 volumi. Nel 1925 sempre mediante la Carabba, De Tutta pubblicò il volume Terra d'Oro', universalmente indicato come il vertice dell'arte dialettale dell'autore, mentre nel 1930 usciva il volume Cantus et Flores in occasione del bimillenario di Virgilio. Nel 1929 era stato pubblicato anche Acqua, Foco e Vento, ristampato nel 1996, dedicato al ministro Giovanni Gentile. Il poemetto appare a prima vista di tematiche diverse dallo stile detittiano, segue un filo ideale che chiude una teoria poeticamente vissuta nell'ambito del monismo panteistico del De Titta. Ossia si tratta dell'estetismo, del vitalismo, della sensibilità bucolica e dell'amore per il classicismo e del folclore abruzzese, che collegano il De Titta sia a Pascoli e Carducci per il classicismo, e a d'Annunzio per la ripresa dei temi abruzzesi.

Tuttavia De Titta si discosta fortemente dall'immaginario dannunziano dell'Abruzzo primitivo, aggressivo e vorace, rigettando l'interpretazione veristica del pescarese, ripreda da Giovanni Verga, concentrandosi si più sul cantare lo stile di vita pacato, allegro ma anche ordinario e mite della popolazione abruzzese. Il collegamento con Pascoli per De Titta si denota nel raccontare nella poesia esperienze realmente vissute, senza creazione di modelli e fantasie idilliache, la tendenza detittiana alla musicalità non viene mai adulterata da squisitezze e preziosismi, e si esprime con naturale schiettezza, cercando di rappresentare nel modo più lampante e trasparente possibile il carattere tipico abruzzese. E in ciò consiste appunto l'uso sapiente del dialetto locale, con i tocchi classicistici di sfondo ripresi da Pascoli e Carducci, nonché dalla poesia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Sant'Eusanio del Sangro si fonda principalmente sulle attività agricole, in particolare è molto sviluppata la produzione di olio di oliva e vino. Inoltre è presente l'industria della ceramica con la produzione di sanitari e pavimenti. Negli ultimi anni si è assistito anche a un graduale sviluppo delle strutture turistiche, con l'incremento di agriturismo e Bed and breakfast.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è in posizione intermedia tra il mar Adriatico e la Majella, proprio tali elementi segnano l'asse delle due vie di comunicazione principali su strada e su rotaia.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Sant'Eusanio del Sangro è attraversato dalla Strada statale 84 Frentana (Roccaraso-San Vito Chietino) dalla quale il capoluogo comunale dista pochi chilometri. A pochi chilometri di distanza vi sono i caselli autostradali di Lanciano e Val di Sangro dall'A14 Adriatica.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territorio comunale vi sono due scali ferroviari (Sant'Eusanio stazione e Bivio Tori) della Ferrovia Sangritana che collega San Vito Marina a Castel di Sangro. È possibile raggiungere dai suddetti scali Castel di Sangro, Lanciano, e San Vito Marina e quindi da essi Pescara, principale nodo ferroviario della regione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Raffaele Di Nardo Centro Sindaco
1999 2001 Raffaele Di Nardo Centro Sindaco
2001 2006 Consiglio Silvestri lista civica Sindaco
2006 2011 Domenico Carulli lista civica Sindaco
2001 2006 Domenico Carulli lista civica Sindaco
2011 in carica Raffaele Verratti lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A Sant'Eusanio del Sangro svolge attività calcistica l'A.S.D. S. Eusanio, nella stagione 2012-13 milita nel campionato provinciale di Terza Categoria.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Svolge attività di Calcio a 5 l'A.S.D. S. Eusanio. Nella stagione 2009-10 l'A.C. S. Eusanio milita nel campionato provinciale di serie D, inoltre svolge attività giovanile nel campionato regionale "Giovanissimi".
Nella stagione 2009-10 l'A.S.D. I.M.M. S. Eusanio partecipa al campionato provinciale di Serie D con la squadra maschile ed al campionato regionale di Serie D con la squadra femminile (vincitrice del campionato).
Nella stagione 2010-11 l'A.C. S. Eusanio milita nel campionato provinciale di serie D, inoltre svolge attività giovanile nel campionato regionale "Giovanissimi".
Nella stagione 2010-11 l'A.S.D. I.M.M. S. Eusanio partecipa al campionato regionale di Serie C con la squadra femminile. Nella stagione 2011-12 l'A.C. S. Eusanio milita nel campionato provinciale di serie D, inoltre svolge attività giovanile nel campionato regionale "Pulcini".
Nella stagione 2012-13 l'A.S.D: S. Eusanio milita nel campionato provinciale di serie D, inoltre svolge attività giovanile nel campionato regionale "Pulcini", "Esordienti" e "Allievi".

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo sportivo Comunale "Ettore Costantino"
  • Palestra Comunale polivalente in via Roma
  • Campi esterni polivalenti in via Roma

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  2. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani, su confedilizia.it. URL consultato il 23 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2010).
  3. ^ Relazione dello scoprimento del corpo e degli atti antichi del glorioso sacerdote e martire S. Eusanio, su books.google.it.
  4. ^ Historia della città di Chieti metropoli della provincie d'Abbruzzo, pag.69, su books.google.it..
  5. ^ Governo Italiano, Emblema del Comune di Sant'Eusanio del Sangro (Chieti), su governo.it, 2005. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  6. ^ Sangroaventino, Palazzo Rosati, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 25-10-09.
  7. ^ Sangroaventino, Palazzo Finamore, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 25-10-09.
  8. ^ Sangroaventino, Palazzo Auriti, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 25-10-09.
  9. ^ Sangroaventino, Palazzo De Titta, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 25-10-09.
  10. ^ Sangroaventino, Chiesa dell'Assunta, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 25-10-09.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ demo.istat.it, https://web.archive.org/web/20170806142909/http://www.demo.istat.it/bil2016/index.html. URL consultato il 10 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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