Carpineto Sinello

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Carpineto Sinello
comune
Carpineto Sinello – Stemma
Carpineto Sinello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoAntonio Colonna[1] (lista civica Riformisti e Democratici) dall'8-6-2009 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°01′N 14°30′E / 42.016667°N 14.5°E42.016667; 14.5 (Carpineto Sinello)Coordinate: 42°01′N 14°30′E / 42.016667°N 14.5°E42.016667; 14.5 (Carpineto Sinello)
Altitudine381 m s.l.m.
Superficie29,85 km²
Abitanti592[2] (31-3-2017)
Densità19,83 ab./km²
FrazioniMontagnola, Policorvo
Comuni confinantiAtessa, Carunchio, Casalanguida, Gissi, Guilmi, Liscia, Roccaspinalveti, San Buono, Tornareccio
Altre informazioni
Cod. postale66030
Prefisso0872
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069011
Cod. catastaleB826
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticarpinetani
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carpineto Sinello
Carpineto Sinello
Carpineto Sinello – Mappa
Posizione del comune di Carpineto Sinello all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Carpineto Sinello è un comune italiano di 592 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.

Deve il suo nome al vicino fiume Sinello ed al bosco di carpini neri.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è sito su di un colle posto alle pendici del Monte Sorbo. Il centro domina le valli del fiume Sinello e del torrente Ferrato. Tra i vari centri che dominano la valle del fiume Sinello, Carpineto Sinello è quello che conserva la maggiore dipendenza fisica dalla vicinanza del corso d'acqua: il territorio era molto provvisto di mulini (la terra offriva abbondante frumento, così come olio d'oliva e vino da rivendere anche al di fuori del paese) e la pesca era molto attiva.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima citazione del comune è nel 1156 quando viene citata nel Catalogus Baronum quando fu feudo di Roberto di Monteferrante per favori di Symon conte di Sangro. Nel XX secolo sono stati trovati dei reperti archeologici presso la chiesa di Santa Maria ad Sinellum che risulta ancora nel 1568 mentre risulta rudere nel XVIII secolo. In seguito risulta di vari feudatari successori dei di Sangro dopo il XV secolo (secondo alcuni studiosi dal 1576) tra cui gli Acclozzamora, i Pignatelli, Giulio Gesualdo, Girolamo Diaz ed i Bassi, poi imparentati con i D'Alanno.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Borgo fortificato di Policorvo

Si trova nella frazione omonima. Si tratta di un piccolo villaggio di case-mura risalente al XVI secolo. Le case sono in pietra montuosa e laterizio e si conservano tracce di mura di fortificazione.

Castello Ducale

È il monumento simbolo del borgo medievale. Si trova sulla cima del colle, e fu costruito dai Normanni Nell'XI secolo. Nel XV secolo fu acquistato dal Barone Michele Bassi e trasformato in palazzo ducale, residenza gentilizia. Oggi però si evincono ancora gli elementi di fortificazione nella muratura a scarpa e nei bastioni laterali. Il palazzo ha pianta quadrata irregolare, molto massiccia. L'interno conserva affreschi barocchi, e possiede un chiostro e le stalle dei cavalli.

Museo del maiale

Si trova presso il vecchio mattatoio, nella salita del castello. Il museo offre una storia sul comportamento del maiale, e sulla lavorazione del salame locale della ventricina.

Chiesa di San Michele Arcangelo

È la chiesa parrocchiale, posta accanto al Castello. La chiesa risale al XIV secolo con trasformazioni durante il XVIII secolo, tuttavia le prime notizie risalgono nel 1324 per via di alcune decime, le decorazioni interne risalgono al 1728 come prova un'iscrizione posta sullo stipite del portale. I restauri sono stati realizzati secondo le mode dell'epoca ricoprendo le murature interne originali. Il campanile è stato ricostruito nel 1838 dall'ingegnere Carlo Luigi Dau, mentre le pavimentazioni sono realizzate nel 1853 da Luigi Felice.[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto tipico è la ventricina, ossia un salame della zona vastese molto noto in Abruzzo, ottenuto dal lavoro paziente di mescolanza del salame lasciato a essiccare con dei peperoni piccanti in polvere. Il risultato è un salame rossastro di gusto piccante e aromatico. Inoltre il paese, essendo molto prolifico di cinghiali, ha istituito una sagra a tema ogni 6 agosto.

Eventi[6][modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Carlo Lizzi Lista Civica di Centro-destra Sindaco [7]
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Giustino Bologna Lista Civica di Centro-destra (1999-2004)
Lista Civica (2004-2009)
Sindaco [8][9]
8 giugno 2009 in carica Antonio Colonna lista civica Riformisti e democratici Sindaco [1][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ a b Cenni storici[collegamento interrotto]
  4. ^ Info[collegamento interrotto]
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ info sulle manifestazioni ed eventi[collegamento interrotto]
  7. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, su elezionistorico.interno.it.

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