Monteodorisio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monteodorisio
comune
Monteodorisio – Stemma Monteodorisio – Bandiera
Monteodorisio – Veduta
Castello di Monteodorisio in notturna
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoSaverio Di Giacomo[1] (Lista Civica Monteodorisio Ripartiamo) dal 13-6-2014
Territorio
Coordinate42°05′N 14°39′E / 42.083333°N 14.65°E42.083333; 14.65 (Monteodorisio)Coordinate: 42°05′N 14°39′E / 42.083333°N 14.65°E42.083333; 14.65 (Monteodorisio)
Altitudine315 m s.l.m.
Superficie25,21 km²
Abitanti2 519[2] (30-11-2014)
Densità99,92 ab./km²
Comuni confinantiCupello, Furci, Gissi, Pollutri, Scerni, Vasto
Altre informazioni
Cod. postale66050
Prefisso0873
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069055
Cod. catastaleF582
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 708 GG[3]
Nome abitantimonteodorisiani
Patronosan Marcellino
Giorno festivoseconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteodorisio
Monteodorisio
Monteodorisio – Mappa
Posizione del comune di Monteodorisio all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Monteodorisio (Mundrìsce o Mundrèisce in dialetto abruzzese[4]) è un comune italiano di 2.519 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Caposaldo storico del territorio costiero del Vastese, Monteodorisio ha ereditato nel medioevo la funzione di controllo svolta nell'antichità da Histonium, l'odierna Vasto, che invece non sopravvisse alla crisi dell'impero romano. Le prime testimonianze della Contea di Monteodorisio, che vantava ben 13 castelli, risalgono al 993 quando il feudo passò nelle mani di Oderisio, conte dei Marsi, dal quale prende il nome il paese.

Nel Catalogus Baronum, al periodo di Guglielmo II d'Altavilla, risulta però citato con il nome di Mons Odorisius o Monterisi.[5] Nel 1348 fu concessa ai Camponeschi dell'Aquila che ne ebbero il titolo di contea. In seguito seguì le vicende del Regno di Napoli, quindi, nel XV secolo, passò ai marchesi D'Avalos.[5]

Chiunque arrivi a Monteodorisio è accolto dal Santuario della Madonna delle Grazie, edificato in seguito ad una serie di eventi miracolosi iniziati nel 1886, quando, durante i lavori di restauro della vecchia chiesa, zampillò una sorgente d'acqua che guariva i malati. Si susseguono da allora i pellegrinaggi e l'acqua della Madonna viene raccolta in un pozzo. Il centro storico di Monteodorisio con le sue mura, le torri di avvistamento e le porte di accesso al borgo rievoca ad ogni angolo la sua storia medievale.

La chiesa di San Giovanni Battista conserva dell'originario impianto trecentesco i muri di fondazione e la possente torre campanaria che, come in altri centri del Vastese, faceva parte del sistema difensivo del borgo fortificato. La parte più alta della rocca è occupata dal maestoso e panoramico Castello, che oggi ospita il Museo per l'Economia tra l'Antichità ed il Rinascimento ed il Centro di Documentazione dell'Ordine Francescano in Abruzzo e Molise.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa di San Giovanni Battista

Sita in Via Duca degli Abruzzi. È in stile neoclassico.

Ruderi del Convento di San Francesco d'Assisi

Sono siti in Via Vittorio Emanuele III. L'impianto originario è precedente il 1334. La chiesa fu distrutta per erigere il Municipio mentre il monastero fu distrutto dopo la soppressione dell'ordine dei Frati Regolari Conventuali.[6]

Ruderi del Convento di San Bernardino

Sono siti in località San Bernardino. Risale al 1442, L'impianto del convento è scomparso, rimane solamente una cappella a navata unica. L'abside è a volta mentre nella navata è a capriate.[7]

Santuario della Madonna delle Grazie

Il santuario è sito in Via Madonna delle Grazie e risale al XIX secolo.[8]

Castello D'Avalos[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del Castello
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Monteodorisio.

La struttura fu costruita dai Normanni come fortino difensivo, successivamente passò alla famiglia dei conti dei Marsi, per poi nel XV secolo essere ceduta ai D'Avalos. Si conservano di originale le cortine e tre delle quattro torri. La torre occidentale è impreziosita da beccatelli, con un fregio in rilievo. Il castello oggi ha un aspetto di palazzo gentilizio fortificato, dove è ospitata la sede del Museo del Costume Locale.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo fortificato con il castello e l'annesso Museo per l'economia tra l'antichità ed il Rinascimento.

Palazzo Suriani

Il palazzo Suriani si eleva di tre piani fuori terra conclusi dal sottotetto con copertura a falde inclinate. Il disegno, redatto nel 1840 dall'architetto Michelangelo Romano, è l'espressione tipica della casa signorile realizzata su impianto rettangolare con rigida distribuzione degli ambienti intorno ad un asse di simmetria che, perpendicolare alla facciata principale, attraversa l'androne, il cortile e la scala. Il fulcro dell'organismo è costituito dal cortile, nella funzione appunto di elemento centrale del palazzo che esprime le regole architettoniche diffuse nell'età industriale, basate su parametri di convenienza e di solidità. L'organismo deve essere infatti solido nelle strutture, salubre per l'esposizione dei vani e comodo per le forme degli ambienti regolari e simmetrici. All'ampio androne d'ingresso segue il cortile con porticato, scandito da pilastri, antistante alla scala tre rampe su pilastri, da cui si accede agli appartamenti dei piani superiori composti da vani distribuiti sulle quattro facciate. Soltanto alcuni ambienti di servizio hanno l'affaccio sul cortile. Costruito in muratura di mattoni a vista, presnete la fronte dell'ingresso esaltata da due registri, che si dipartono dalla parete basamentale listata a fasce orizzontali, scanditi da sei paraste che inquadrano le finestre del primo livello ed i balconi del piano secondo. Il portale archivolato, a lieve aggetto rispetto alla parete, è coperto da balcone su mensole con apertura corrispondente al salone di rappresentanza, ambiente questo che, come alcuni altri dell'edificio, è finemente decorato, sulle pareti e sulle volte a padiglione, da affreschi eseguiti dal pittore campano Nicola Biondi.[9]

Palazzo Fanghella

Il palazzo Fanghella (ora Fanghella - De Cristofaro) fu costruito nel 1880; presenta la fronte principale a fondale di uno slargo dove si raccordano tre strade: via Roma, via dei Rinforzi e la salita di Palazzo. Gli altri prospetti sono orientati verso il vallone dove scorre il fiume Sinello. L'edificio, che si sviluppa su due piani oltre quello semi interrato, denota caratteristiche strutturali, distributive e formali aderenti ad un impianto di tipo rigorosamente geometrico rispetto ad un asse di simmetria che attraversa l'androne, il cortile ed il vano scala. La parete delle scale sul cortile è traforata da tre archi a pieno centro su pilastri che anticipano quelli strutturali della scala a tre rampe. La fabbrica si sviluppa quindi intorno al cortile con vani disposti intorno ad esso determinando all'esterno una sequenza ritmica di aperture scandite dalle paraste bugnate ricavate dall'uso sapiente del mattone a faccia vista, di cui è costituita peraltro la struttura dell'edificio. Gli ambienti sono tutti coperti da volte del tipo a padiglione, a vela o a botte. Il prospetto principale è spartito in tre corpi, dei quali i laterali sono avanzati lievemente rispetto alla parte centrale di più ampia estensione su cui è il portale archivoltato tra semicolonne con capitello pseudo-dorico e architrave da cui sporge un balcone con ringhiera in ghisa. I prospetti laterali dell'edificio, anch'essi nel rispetto del rigoroso disegno distributivo dei vani, sono esaltati da paraste bugnate ad intervalli eguali. Con il colore caldo reso dal mattone, lasciato a faccia vista, il palazzo acquista un carattere di calibrata sobrietà peraltro aderente alle espressioni compositive dell'epoca.[10]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il panorama che spazia fino alle Tremiti.[11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

  • Ventricina: insaccato preparato con carne di suino, peperoncino, sale e semi di finocchio.
  • Sagne a pezzate: pasta fatta in casa preparata con semola di grano duro, sale e acqua, condita generalmente con pomodoro fresco.
  • Ndernappe: pasta fatta in casa preparata con farina bianca, crusca, acqua e sale, condita con sugo di ventricina leggermente piccante.
  • Pallotte casce e ove: si tratta di polpette di formaggio, uova e pane raffermo, fritte e poi ripassate in un sugo di pomodoro.
  • Lu Purcellate (Il Porcellato): si tratta di una pagnotta rotonda di circa un chilo, di colore scuro, preparato con uova, zucchero, farina, olio, vino e lievito, che al centro si apre come un fiore, dove assume una tonalità più chiara. Il dolce venne per la prima volta introdotto nel 1935 in occasione della festività di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali. In quella circostanza c'era la tendenza ad ammazzare i maiali, da cui nacque il termine “Porcellato”. Da allora il dolce cominciò ad essere venduto alla comunità, in onore di San Marcellino, patrono di Monteodorisio, e della Madonna delle Grazie.
  • Scrippelle: è un dolce preparato con farina, lievito ed acqua fritto in olio di semi e ricoperto successivamente da zucchero semolato.
  • Celli ripieni: è un dolce preparato con farina, olio di oliva e zucchero, prodotto in due varianti: la prima con uova e la seconda con vino bianco. Il dolce viene modellato a ferro di cavallo, farcito con mostarda d'uva e successivamente cotto al forno.
  • Calzonetti (Caggìnette): è un dolce preparato con farina, uova, zucchero e olio. Il dolce può essere farcito in tre modi: con crema di ceci, con mandorle e miele oppure con mostarda d'uva. Successivamente i calzonetti vengono fritti in olio di semi.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste e manifestazioni:[13]

  • Seconda domenica di maggio: festa patronale di San Marcellino
  • Luglio: sagra delle "Ndernappe" e delle "Pallotte casce e ove"[14]
  • Primo sabato di settembre: festa di San Rocco
  • Prima domenica di settembre: festa della Madonna delle Grazie

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Saverio Di Giacomo Partito Popolare Italiano poi Cristiani Democratici Uniti Sindaco [15][16]
13 giugno 2004 25 maggio 2014 Ernesto Sciascia Lista Civica Monteodorisio Democratica Sindaco [17][18]
26 maggio 2014 in carica Saverio Di Giacomo Lista Civica Monteodorisio Ripartiamo Sindaco [1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Odorisiana Calcio che milita nel girone G abruzzese di 2ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  5. ^ a b Autori Vari, Monteodorisio (CH) (Il Castello) in Guida ai Castelli d'Abruzzo, pag. 140-141, Carsa Edizioni (2000), Pescara, ISBN 88-85854-87-7
  6. ^ Info sui ruderi della convento di San Francesco d'Assisi
  7. ^ Info sui ruderi del convento di San bernardino
  8. ^ Info sul Santuario della Madonna delle Grazie
  9. ^ Info
  10. ^ Info
  11. ^ Info
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Info sugli eventi e manifestazioni
  14. ^ Info
  15. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  16. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Monteodorisio, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 4, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 19-32, SBN IT\ICCU\TER\0031811.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo