Fara San Martino

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Fara San Martino
comune
Fara San Martino – Stemma Fara San Martino – Bandiera
Fara San Martino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Di Rocco[1] (Lista civica L'Aquilone) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°05′27.6″N 14°12′22.32″E / 42.091°N 14.2062°E42.091; 14.2062 (Fara San Martino)Coordinate: 42°05′27.6″N 14°12′22.32″E / 42.091°N 14.2062°E42.091; 14.2062 (Fara San Martino)
Altitudine 440 m s.l.m.
Superficie 44,69 km²
Abitanti 1 447[2] (30-11-2014)
Densità 32,38 ab./km²
Frazioni Fonte l'Abate
Comuni confinanti Caramanico Terme (PE), Civitella Messer Raimondo, Lama dei Peligni, Pacentro (AQ), Palombaro, Pennapiedimonte, Sant'Eufemia a Maiella (PE)
Altre informazioni
Cod. postale 66015
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069031
Cod. catastale D495
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 856 GG[3]
Nome abitanti faresi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fara San Martino
Fara San Martino
Posizione del comune di Fara San Martino all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Fara San Martino all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Fara San Martino (La Fàre in dialetto locale, e Fara dei Peligni fino al 1945), è un comune italiano di 1.453 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana della Maielletta. Il paese è conosciuto soprattutto per essere una delle capitali mondiali della pasta[4], prodotta nel Pastificio De Cecco dal 1886; inoltre è meta turistica per la collocazione alle porte del Parco Nazionale della Majella, con il borgo medievale situato proprio sotto la montagna, da cui si può accedere anche attraverso le gole di Fara, altro elemento di interesse per gli escursionisti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorgenti del fiume Verde[5] (Sorgenti del Verde[6])

Fara San Martino è situata allo sbocco del vallone di Santo Spirito, attraversato dal fiume Verde, alle falde del versante orientale del massiccio della Majella, dalle cui vette si aprono profonde gole rocciose che scendono fino al paese. Parte del territorio comunale ricade nel parco nazionale della Majella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia del nome

Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per fare, veri e propri organismi politici-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Vi è inoltre la devozione longobarda a Santa Fara. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome.

Dalle origini al Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie relative all'abitato di Fara San Martino sono rintracciabili nel IX e nel X secolo, periodo in cui il territorio fu colonizzato dai monaci benedettini. Venne infatti documentata l'esistenza dell'abbazia di San Martino in Valle, eretta per atto di liberazione dal conte di Chieti Credindeo. La stessa abbazia fu poi confermata da papa Onorio III nel 1044. Nelle Rationes Decimarum Italiane, risalente al XIV secolo, si prese in considerazione la chiesa di S. Remidii in Fara per le decime del periodo fra il 1324 e il 1325.

Dopo vari secoli in cui il dominio della città fu in mano agli abati, in seguito al suo decadimento l'abbazia fu soppressa e unita al Capitolo Vaticano per opera di papa Niccolò V, nel XV secolo. Il paese divenne quindi feudo dei Valignani di Chieti, che lo vendettero a Melchiorre Reviglione nel 1584 in cambio di 4.000 ducati. Le principali testimonianze del passato sono rappresentate dai vari frammenti architettonici e scultorei del portale duecentesco e degli affreschi trecenteschi rinvenuti nell'abbazia di San Martino, oltre che da una tela del XVII secolo realizzata da Tanzio da Varallo, conservata nella chiesa parrocchiale.

Il borgo è risultato inagibile con il terremoto della Maiella del 1706, e l'impianto medievale fu modificato per la costruzione di nuove case. Completamente rifatta fu la chiesa dell'Annunziata, mentre la chiesa di San Remigio venne ampliata. Il centro, dunque, nella fine del secolo si andò espandendo fuori le mura, inglobando l'area della parrocchia di Santa Maria della Vittoria.

Lo sviluppo industriale[modifica | modifica wikitesto]

Uno stabilimento della De Cecco

L'antica tradizione ottocentesca nella produzione della pasta fu all'origine dello sviluppo industriale che ha interessato il piccolo centro pedemontano. Questo fenomeno, in stretto collegamento con la morfologia del territorio farese, risulta determinato dallo spirito imprenditoriale, dalla forza energetica del fiume Verde e dalla ricchezza idrica dello stesso. Si è così affermato un modello di sviluppo industriale in sintonia con l'ambiente, da cui trae le sue risorse. I principali marchi che qui hanno avuto origine sono la Bioalimenta, il Pastificio Cav. Giuseppe Cocco, il Pastificio F.lli De Cecco e il Pastificio Delverde, aziende leader nel settore.

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1819 una frana seppellì i resti del monastero di San Martino in Valle, decretando il suo oblio fino a un ritrovamento casuale nel 2006. Il centro, in forte crescita economica, nell'inverno del 1943 si trovò in mano ai tedeschi, durante la ritirata presso la linea Gustav. Il borgo non subì danni particolari durante la seconda guerra mondiale, e negli anni '70 ci fu un massiccio calo demografico per l'emigrazione, nonostante la ricostruzione e modernizzazione del pastificio Del Verde. Attualmente l'attività della produzione di pasta è la fonte principale economica del centro, assieme alla promozione delle bellezze naturali del Parco Nazionale della Majella, di cui Fara fa parte. Nel 2006 è stato riportato alla luce il monastero di San Martino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Entrata al borgo di Terravecchia
Scorcio del campanile di San Remigio
Mosaico nell'abside della chiesa di San Remigio
Retro della chiesa della Santissima Annunziata
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Torre civica di Fara San Martino
Gole di Fara San Martino e di Palombaro
  • Borgo di Terravecchia: parte più antica del centro storico, con il palazzo Di Cecco e la chiesa di Santa Maria Annunziata. Posto in posizione elevata, risale al XIII secolo, come si presenta oggi, ed è delimitato da un impianto circolare attorno uno sperone roccioso che volge verso la gola. L'accesso è inquadrato nella Porta del Sole, rielaborata nel XVII secolo con la costruzione della chiesa dell'Annunziata. La porta ha una lunetta con raffigurazioni della Vergine tra Sant'Antonio e Sant'Emidio. Emergenze dell'impianto ortogonale sono archi e porte urbiche ancora conservate, oltre la porta del Sole. Le altre porte sono Porta da Piedi, Porta del Re, dall'accesso dal fiume. Il palazzo Di Cecco era il palazzo badiale della chiesa del Gesù, oggi scomparsa.
  • Palazzo Di Cecco. Edificio risalente al XV secolo, suddiviso in due piani, posto nella piazza. Ha tre fasce separate da cornici marcapiano, con finestre a mostre lavorate. Il portale a tutto sesto vi è un balcone con mensole.
  • Chiesa di San Remigio. Secondo fonti bibliografiche, la fondazione della chiesa risalirebbe al XIII secolo.

La facciata dell'edificio è tripartita da ordini di paraste, con un corpo centrale più alto e aggettante degli altri. Essa inoltre è interamente intonacata, fatta eccezione per le paraste e i cantonali in pietra a vista.

  • Abbazia medievale di San Martino in Valle: oggi, sebbene restaurato, è un rudere, vittima delle alluvioni ricorrenti. La chiesa, monastero benedettino, fu fondata nel 900 d.C. circa, nelle gole di Fara. Oggi è monumento visitabile e che ospita, in estate interessanti serate musicali. Restano tracce di un eremo unito alla montagna, delle fondamenta, di colonne, e di un portale che collegava all'altare. Il portale, perfettamente conservato, è in pietra montana, ad arco a tutto sesto.
  • Chiesa di San Pietro Apostolo. Chiesetta posta appena fuori la Terravecchia, in direzione delle gole. Risale al IX secolo, come la bolla descrive Sancti Petri in fluvio Viride. Nel XVI secolo è stata modificata con aspetti rinascimentali. Vi è all'interno una Madonna Incoronata con Bambino. La facciata rettangolare ha un portale a tutto sesto con lunetta affrescata.
  • Chiesa di San Nicola. Chiesa costruita dopo il terremoto del 1706, a pianta irregolare, con facciata decorata dal monumento ai caduti. L'ingresso è sul lato destro, coronato da piccolo campanile a vela.
  • Cappella della Santissima Trinità. Situata ai margini della zona industriale, e risale al XVIII secolo. Tra il 1839 e il 1847 vi fu costruito un convento. La chiesa ha aspetto neoclassico, con facciata solenne decorata da rosone. L'interno custodisce la campana della vecchia chiesa del Gesù, oggi scomparsa.
  • Chiesa dell'Annunziata. Sorta nel XIII secolo, era la chiesa della Terravecchia, ossia Rocca Sancti Martini, fino al XVII secolo. La chiesa, gravemente danneggiata dal terremoto del 1706, fu riadattata, inglobando la costruzione della porta del Sole. La facciata è molto curiosa, composta da un edificio di pietra con monumento dell'Unità d'Italia, e il campanile annesso che troneggia sopra la porta. La lunetta del portale rappresenta la Vergine con Sant'Antonio. L'ingresso vero e proprio si trova oltre la porta, e l'interno a cappella è barocco.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La chiesa è del XVI secolo, con restauro nel 1700, leggendo il portale. Ha facciata con portale finemente lavorato, in stile barocco. Il campanile è una ricostruzione neogotica del precedente. L'interno ha una statua di San Rocco.
  • Chiesa della Madonna del Suffragio. È una cappella annessa alla chiesa di San Remigio. Era una chiesa indipendente, poi fusa con la parrocchia dopo il terremoto del 1706. Il campanile settecentesco ricalca lo stile medievale, ed è composto in bugnato. La facciata è molto semplice, anch'essa in bugnato, color grigio napoletano. Nel 2015 è stata restaurata, dopo essere stata chiusa per una decina d'anni.
  • Riserva naturale Fara San Martino Palombaro. La riserva è sita nelle Gole di San Martino. Gole suddivise in tre parti:
    • la 1ª, detta Vallone di Santo Spirito, nome dall'omonima grotta;
    • la 2ª zona, detta Macchia Lunga;
    • la 3ª, detta Valle Cannella, terminante in un circo di formazione glaciale pieno di doline e inghiottitoi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In questo paese della provincia di Chieti ci sono diversi pastifici, qualcuno artigianale (Cocco e Farabella), ma anche i pastifici industriali De Cecco e Delverde che esportano i loro prodotti in tutta Italia. La tradizione della produzione della pasta ebbe inizio dalla grande ricchezza idrica rappresentata dal fiume Verde che nasce dalla Majella. Quell'acqua ha permesso sia di azionare le macine per produrre la semola di grano, sia di essere utilizzata come materia prima nella produzione. I pastai locali vantano un primato assoluto: aver creato il primo sistema automatico di essiccazione della pasta.

Un tempo la pasta veniva stesa all'aria aperta per seccarla. Ma questo sistema dipendeva molto dalle condizioni climatiche e stagionali. L'essiccatore ad aria calda consentì di pastificare in ogni stagione e in ogni condizione, dando impulso alla produzione su larga scala. Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la tessitura finalizzata alla realizzazione di rinomati tappeti, arazzi, coperte, caratterizzati da temi geometrici e vegetali.[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei e siti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro comunale[9].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 19 marzo: Fuochi di San Giuseppe.
  • 29 giugno: Fiera di San Pietro e Festa quartiere S.Pietro
  • Prima Domenica di Luglio: Giro escursionistico della Valserviera (Escursione Guidata all'interno del Parco Nazionale della Maiella a cura della Sezione C.A.I. di Fara San Martino)
  • agosto: Sagra della Pasta.
  • 23-24-25 agosto: Feste Patronali: Sant'Emidio, Sant'Antonio, San Rocco.
  • 11 novembre: Fiera di San Martino

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Buca delle lettere in pietra a Terravecchia

Abitanti censiti[10]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La città di Senglea (o Isla)
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 13 maggio 2001 Luigi Bucco Alleanza Democratica (1993-1997)
Lista civica (1997-2001)
Sindaco [11][12]
14 maggio 2001 28 maggio 2006 Antonio Tavani Lista civica L'Aquilone Sindaco [13]
29 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonio Tavani lista civica L'Aquilone Sindaco [14]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Giuseppe Di Rocco Lista civica L'Aquilone Sindaco [1]

Elezioni comunali 5 giugno 2016 - Sindaco in carica Ing. CARLO DE VITIS Lista civica Fara Con Noi

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Fara San Martino è gemellata con: Isla (Malta)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è ASD Fara San Martino 1968, che milita in Promozione Girone B da 2 anni, ormai fallita.[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultati delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 12 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Fara San Martino - capitale della pasta, sangroaventino.it. URL consultato il 25 luglio 2011.
  5. ^ Instagram : https://instagram.com/explore/locations/293853006/
  6. ^ Sorgenti del Verde - Fara San Martino - Recensioni su Sorgenti del Verde - TripAdvisor, Tripadvisor.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 16.
  8. ^ Centro di visita - Museo Parco Nazionale Maiella, halleyweb.com. URL consultato il 26 giugno 2016.
  9. ^ Teatro, comuni-italiani.it. URL consultato il 28 luglio 2011.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultati delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultati delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultati delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, elezionistorico.interno.it.
  14. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultati delle elezioni amministrative del 28 maggio 2006, elezionistorico.interno.it.
  15. ^ Gemellaggio (PDF), Sito istituzionale. URL consultato il 28 luglio 2011.
  16. ^ Fara San Martino 1968, figcabruzzo.it. URL consultato il 28 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Martelli, G. Pirone, Fara San Martino, Pescara, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN233950645
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