Cansano

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Cansano
comune
Cansano – Stemma Cansano – Bandiera
Cansano – Veduta
Uno scorcio di Cansano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoLuca Malvestuto (Lista civica Tutti per Cansano) dal 20-09-2020
Data di istituzione04-10-2020
Territorio
Coordinate42°00′19″N 14°00′46″E / 42.005278°N 14.012778°E42.005278; 14.012778 (Cansano)
Altitudine835 m s.l.m.
Superficie37,7 km²
Abitanti205[1] (31-12-2021)
Densità5,44 ab./km²
Comuni confinantiCampo di Giove, Pacentro, Palena (CH), Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Sulmona
Altre informazioni
Cod. postale67030
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066018
Cod. catastaleB624
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona E, 2 783 GG[3]
Nome abitanticansanesi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cansano
Cansano
Cansano – Mappa
Posizione del comune di Cansano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Cansano è un comune italiano di 205 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo[4], facente parte del parco nazionale della Maiella[5] e della comunità montana Peligna[6]. Sorto come feudo e torre d'avvistamento nell'Alto Medioevo, si è esteso prevalentemente tra il XIX e il XX secolo, a seguito del sisma del 1706. È noto per la scoperta archeologica del villaggio romano di Ocriticum, divenuto parco archeologico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Maiella e le campagne circostanti Cansano nei pressi del colle della stazione ferroviaria

Il pittoresco paesino di Cansano è situato a 12 km da Sulmona, su un colle in prossimità della Valle Peligna, a 835 m s.l.m.

Il paese si inserisce in un paesaggio naturale pressoché intatto: da Cansano si può raggiungere il parco nazionale della Maiella e, in particolar modo, il Bosco di Sant'Antonio e il passo San Leonardo. La posizione inoltre favorisce gli spostamenti anche verso i centri turistici più attivi della zona: Campo di Giove, Pacentro, Pescocostanzo e Sulmona.

Il paese presenta un clima montano, con estati calde ed asciutte ed inverni rigidi e ricchi di precipitazioni. Tuttavia nel corso del tempo ci sono state variazioni nel clima, che ora è poco più umido in estate e meno nevoso d'inverno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio venne popolato durante gli Italici da parte dei Peligni, che in località Zeppe-Pandaro, fondarono la città di Ocriticum, di cui permangono i resti. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, che aveva conquistato anche il villaggio, mettendolo sotto la municipalità di Sulmona, nel Basso Medioevo, a causa delle invasioni saracene ed ungare, Ocriticum si spopolò e gli abitanti fondarono intorno al IX secolo una rocca presso un promontorio montuoso più ad est. Si sviluppò così il nuovo feudo, che fu oggetto di varie contese nel XIV secolo da parte della famiglia Cantelmo, che governava Popoli, e di Giacomo Caldora, che ambiva a governare anche Campo di Giove e Pacentro. Nel 1421 il capitano di ventura Braccio da Montone occupò il paese per ridurlo all'obbedienza verso la regina del Regno di Napoli Giovanna II d'Angiò-Durazzo e successivamente il re Alfonso V d'Aragona la riassegnò ai Cantelmo.

Nel XV-XVI secolo Cansano fu feudo degli Acquaviva di Atri, che lo ebbero fino al XVIII secolo, quando passò ad altre famiglie, sino ai rivolgimenti politici di fine secolo. Anche Cansano, come i borghi circostanti e in particolare Sulmona, a fine 1706 fu sconquassata dal terremoto della Maiella, che provocò distruzione e morti. Nel 1904 fu creato comune autonomo, dipendendo da Campo di Giove dal 1855[7][8][9]. Nel 1933 fu colpito da un altro terremoto, che fece sparire ciò che rimaneva dell'antico castello (alcune mura e qualche torre) e franare a valle la parte più alta del cocuzzolo montuoso, ragion per cui l'abitato si è spostato più a valle, intorno a Piazza XX Settembre.

Il terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cansano è stato sempre interessato da un'intensa attività sismica, come è possibile rilevare dalle testimonianze d'archivio e dall'analisi delle architetture. I principali sismi che hanno colpito l'area in età storica sono databili II secolo, 1349, 1456, 1706 (questo l'evento sismico di maggiore intensità, 6.6 di magnitudo momento) e 1933.

Nel corso dello sciame sismico aquilano del 2009, un certo numero di scosse si è registrato pure nel distretto sismico di Sulmona e in particolar modo con epicentro a pochi chilometri da Cansano, in località Malepiana: le prime due si sono verificate il 17 marzo, alle 2:12 e alle 2:26 (ora italiana), rispettivamente di 3.6 Ml e 2.5 Ml di intensità; la terza, la più forte, pari a 3.8 Ml, è stata avvertita dalla popolazione dell'area peligna alle 10:43 (ora italiana) del 29 marzo; l'ultima scossa della sequenza è avvenuta il 22 aprile, alle 00:32 (ora italiana), ed è stata di intensità pari a 3.2 Ml. Pleonastico è aggiungere che l'evento principale e le numerose scosse collaterali dello sciame sismico aquilano sono stati avvertiti anche a Cansano, arrecando non pochi danni alle strutture.

La microsequenza sismica di Cansano non pare correlata a quella aquilana, il che lascia supporre l'attivarsi di faglie in zona che prima non avevano rilasciato energia; ad ogni modo, non sono sorte poche questioni a livello burocratico nella classificazione dei danni (e dunque nell'elargizione dei fondi per la messa in sicurezza) arrecati dai vari sismi al paese poiché quello di Cansano risulta, a suo modo, «un terremoto a sé stante». Salvo alcuni edifici nel centro storico (alcuni dei quali abitati), risultati inagibili e talora immediatamente puntellati, non si registrano ad ogni modo danni di grande rilevanza né crolli. Forte, tuttavia, è stato il disagio e cospicuo il numero di sfollati a seguito delle scosse della primavera del 2009.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre di San Salvatore

Nei pressi del castello si trova la chiesa madre di San Salvatore, la più importante del paese fino a pochi anni fa, oltre che la più antica: edificata subito dopo il castello, subì gravi danni per il terremoto del 1706 e fu dunque ricostruita – come recita un'iscrizione sulla facciata – "a planta", ossia "di sana pianta", nel 1739; recentemente sottoposta ad un restauro, della chiesa preesistente non resta nulla salvo il battistero quattrocentesco.

Chiesa di San Nicola di Bari

Un'altra chiesa particolarmente importante per gli abitanti è quella di San Nicola di Bari, in cui la messa si celebra due volte l'anno: il 6 dicembre, in occasione della festività di San Nicola stesso, ed il 26 giugno, quando la statua del santo viene portata in processione. In entrambe le occasioni c'è la consegna del pane benedetto, rito molto diffuso in Abruzzo.

Altre chiese

Allo stesso modo, la settecentesca chiesa rurale di San Donato, situata vicino al cimitero del paese, sulla strada per Pescocostanzo, viene aperta solo il giorno della processione del santo, a metà agosto. Numerose le chiese ormai scomparse o sconsacrate: ad esempio in Via Umberto I si trova la vecchia chiesa di San Rocco, ora ristrutturata ed adibita a museo. Sono ancora visibili, poi, i resti della tardo-cinquecentesca chiesa della Madonna della Neve, situata nella parte vecchia del paese. La chiesa, di piccole dimensioni, ora quasi completamente crollata (restano solo i muri perimetrali) ed invasa dalla vegetazione, accoglieva un'interessante statua quattrocentesca della Madonna col Bambino, conservata presso la chiesa di San Rocco, che veniva portata in processione il 5 agosto.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello
Piazza XX Settembre

Da Piazza XX Settembre, in cui è possibile osservare il monumento ai caduti e la recentissima chiesa di San Rocco, si può scendere lungo Via Umberto I fino al cortile interno del Castrum Cansani, il castello medievale, a cui si accedeva tramite Porta da Capo (non più presente) e di cui è possibile ancora osservare la struttura del mastio. Le ali del castello nel corso del tempo hanno subito numerosi rimaneggiamenti poiché, non più funzionali dal Settecento, sono divenute abitazioni di alcuni abitanti del paese. Tra costoro si ricorda Chiara Villani, autrice di raffinate decorazioni pittoriche che ricoprono le pareti interne della sua abitazione, realizzati con la tecnica del punto croce. Del castello rimaneva il torrione, crollato poi col sisma del 1933.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Si è perso questo culto con il graduale abbandono delle abitazioni della parte vecchia del paese, costituita da una lunga gradinata, che, dalla chiesa madre, attraversa un quartiere definito Partajova dai cansanesi. Il termine probabilmente deriva dal nome latino della Porta di Giove (Porta JovisPartajova), una volta presente, ma demolita perché pericolante dopo il terremoto del 1933. Il paese era ricco di fontane con abbeveratoi, delle quali si conservano ancora, più o meno interamente, la fonte La Mandra, posta nell'omonima piazza, e quella detta de gliu Vuntnare, situata in Via Intera. A tal proposito, nelle canzoni di Cansano è possibile trovare citazioni e riferimenti ad un'altra fontana, forse la più importante, ma non più presente: la Canala, fino agli anni cinquanta provvista di un mascherone in pietra, poi distrutto perché cementificato. Era situata alla base del colle su cui sorge Cansano, nei pressi dell'omonima grotta, spunto di miti e leggende popolari, e del corso d'acqua, chiamato anch'esso Canala, ove le donne si recavano a lavare i panni e a lucidare pentole e conche.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Ocriticum
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ocriticum.
Il tempio romano dedicato a Giove di Ocriticum

Il parco archeologico naturalistico Ocriticum è il luogo di maggior interesse storico di Cansano. Collocato appena fuori dal paese, in zona Tavuto-Pantano, il parco è stato inaugurato insieme all'omonimo centro di documentazione, che si trova invece in paese, il 10 gennaio 2004. I primi scavi, effettuati nel 1992, hanno portato alla luce i resti di un antico centro romano, abbastanza importante soprattutto in ambito religioso.

L'area archeologica comprende due templi, consacrati l'uno a Giove e l'altro ad Ercole, il primo romano ed il secondo italico, ed un sacello delle divinità femminili Cerere e Venere. Inoltre nell'area sono presenti anche le rimanenze di un centro abitato e di un impianto per la produzione della calce. Si è risaliti al nome Ocriticum mediante una stele funeraria ritrovata nei pressi della zona templare, su cui leggiamo "sex(to) paccio argynno cultores jovis ocriticani p(osuerunt)" ("i sacerdoti ocriticani di Giove posero a Sesto Paccio Arginno").

Numerosi gli ex voto rinvenuti, conservati presso il museo archeologico di Chieti e presso il centro di documentazione Ocriticum. Quest'ultimo, collocato in Piazza XX Settembre, accoglie inoltre un'importante mostra permanente sull'emigrazione ed è stato sede di diverse mostre temporanee, tra cui quelle fotografiche Il Volo (2005), Anima (2007), A gnè nu spierchie di Giovanni Guadagnoli (2009), quella pittorica di Marco Di Paolo (2006) e l'installazione di Antonio Marchetti sul tema dell'emigrazione (2009). La sala convegni del centro di documentazione ospita, inoltre, conferenze, proiezioni, corsi di formazione e presentazioni di vario tema e genere.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Il calo demografico[modifica | modifica wikitesto]

Dal secondo dopoguerra ai giorni contemporanei: le ragioni del calo[modifica | modifica wikitesto]

Nel grafico è possibile notare quanto la popolazione di Cansano, considerata dall'inizio del XX secolo ai giorni contemporanei, sia diminuita, arrivando dalle circa 2 000 a poco più di 250 unità censite nel 2001. Fra le ragioni del calo, l'azione mortifera delle due guerre mondiali e il generale processo di svuotamento delle campagne in favore delle città, avvenuto fra la fine del XIX secolo e la seconda metà del Novecento, mediante movimenti migratori nazionali ed internazionali e frutto del passaggio da un'economia rurale ad una di stampo capitalistico. L'emigrazione costituisce pertanto la principale causa del brusco calo demografico. Vi sono poi il divario tra il ridotto tasso di natalità e quello ben più alto di mortalità, nonché la mancanza di iniziative o strutture capaci di avviare e mantenere un processo di sviluppo economico stabile ed equo in tutti i mesi dell'anno. Le attività ricettive presenti e le strutture turistiche (il centro di documentazione Ocriticum, l'ufficio informazioni del parco nazionale della Maiella) stentano a dare avvio ad un costante afflusso turistico, di per sé poco avviato in tutta l'area peligna in favore del vicino Alto Sangro. Le attività pubbliche si concentrano esclusivamente nei mesi estivi, in coincidenza col picco dell'afflusso turistico. Le politiche urbanistiche della seconda metà del Novecento, inoltre, hanno contribuito a privare il paese della forma estetica originale, per quanto l'atmosfera del centro storico abbandonato e della natura integra del territorio mantengano ugualmente il proprio carattere suggestivo. Cansano, in definitiva, non pare godere, almeno al momento, delle premesse necessarie per un nuovo processo di incremento demografico e anzi è ancora vessato dalle conseguenze del forte svuotamento degli ultimi decenni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Cansano dal 1908 al 1985[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1908 1912 Salvatore Di Gregorio Lista civica Sindaco [11]
1912 1914 Panfilo D'Orazio Lista civica Sindaco [11]
1914 1920 Giacomantonio Di Giallonardo Lista civica Sindaco [11]
1920 1922 Lorenzo Colecchia Lista civica Sindaco [11]
1922 1924 Giambattista Di Giallonardo Lista civica Sindaco [11]
1924 1925 Gregorio Ruscitti Lista civica Sindaco [11]
1926 1943 Francesco Trasmondi
Domenico De Santis
Ettore Santelli
Panfilo D'Orazio
Mario Maiello
Silvano Battistella
Beniamino Colecchia
Partito Nazionale Fascista Podestà [11]
1943 1946 Sante Di Giannantonio
Leonardo Tarulli
Commissari prefettizi [11]
1946 1951 Filippo Di Gregorio Lista civica Sindaco [11]
1951 1952 Edoardo Mariani Lista civica Sindaco [11]
1952 1956 Rocco Chioda Lista civica Sindaco [11]
1956 1964 Eduardo Genitti Lista civica Sindaco [11]
1964 1980 Sante Di Giannantonio Lista civica Sindaco [11]
1980 1985 Sandro Cercone Lista civica Sindaco [11]

Elenco dei sindaci di Cansano dal 1985[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 giugno 1985 28 maggio 1990 Sandro Cercone Democrazia Cristiana Sindaco [12]
28 maggio 1990 24 aprile 1995 Geppino Madrigale Partito Repubblicano Italiano Sindaco [12]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Rocco Ciampaglione Lista civica Sindaco [13][12]
14 giugno 1999 15 giugno 2004 Rocco Ciampaglione Lista civica Sindaco [14][12]
15 giugno 2004 5 aprile 2005 Maura Perrotta Commissario prefettizio [12]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Mario Ciampaglione Lista civica Sindaco [15][12]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Mario Ciampaglione Lista civica Insieme per Cansano Sindaco [16][12]
31 maggio 2015 19 settembre 2020 Mario Ciampaglione Lista civica Sempre insieme per Cansano Sindaco [17][12]
20 settembre 2020 in carica Luca Malvestuto Lista civica Tutti per Cansano Sindaco [12]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'unica associazione sportiva presente è la squadra di calcio dell'A.S.D. Majella United, nata dalla fusione della precedente società A.S.D. Cansano con quella dell'A.S.D. Campo di Giove, dell'omonima cittadina alle pendici della Maiella confinante con il borgo cansanese. Attualmente il team milita in Terza Categoria (Girone B della provincia dell'Aquila), nono ed ultimo livello del campionato italiano di calcio[18][19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat – Popolazione residente al 31 dicembre 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Comune di Cansano (AQ), su comuni-italiani.it.
  5. ^ Cansano, su parcomajella.it.
  6. ^ Quando è stata istituita la comunità montana Peligna?, su comunitamontanapeligna.it.
  7. ^ Storia di Cansano, su comune.cansano.aq.it.
  8. ^ Camera dei deputati (1904), atto n. 489.
  9. ^ Geo-storia amministrativa d'Abruzzo: provincia di Abruzzo Ulteriore II o dell'Aquila, su asciatopo.xoom.it.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n Cronologia dei sindaci, podestà, commissari: Cansano (AQ), su portalestoria.net. URL consultato il 7 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2018).
  12. ^ a b c d e f g h i Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'Interno, Anagrafe degli amministratori locali e regionali: storia amministrativa dell'ente – Comune di Cansano (AQ), su amministratori.interno.gov.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.gov.it.
  14. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.gov.it.
  15. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 3 aprile 2005, su elezionistorico.interno.gov.it.
  16. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.gov.it.
  17. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.gov.it.
  18. ^ Aggiornato alla stagione calcistica 2018/2019.
  19. ^ Terza Categoria – Girone B della provincia dell'Aquila, su atuttocalcio.tv.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Camera dei deputati, Raccolta degli atti stampati per ordine della Camera, vol. 11, Roma, Tipografia della Camera dei deputati, 1904, ISBN non esistente.
  • Franco Cercone, Cansano. I 38 Paesi del Parco Nazionale della Majella, Pescara, Multimedia Edizioni, 1997, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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