Lettomanoppello

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Lettomanoppello
comune
Lettomanoppello – Stemma Lettomanoppello – Bandiera
Lettomanoppello – Veduta
il Santuario del Volto Santo, nei pressi di Lettomanoppello e Manoppello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Esposito[1] (Lista Civica Democrazia e solidarietà) dall'08/06/2009 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°14′N 14°02′E / 42.233333°N 14.033333°E42.233333; 14.033333 (Lettomanoppello)Coordinate: 42°14′N 14°02′E / 42.233333°N 14.033333°E42.233333; 14.033333 (Lettomanoppello)
Altitudine 375 m s.l.m.
Superficie 15,07 km²
Abitanti 2 933[2] (30-11-2016)
Densità 194,63 ab./km²
Frazioni Canale Calvario, Lavino Chiuse
Comuni confinanti Abbateggio, Manoppello, Pretoro (CH), Roccamorice, Scafa, Serramonacesca, Turrivalignani
Altre informazioni
Cod. postale 65020
Prefisso 085
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 068020
Cod. catastale E558
Targa PE
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti lettesi
Patrono San Nicola di Bari
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lettomanoppello
Lettomanoppello
Lettomanoppello – Mappa
Posizione del comune di Lettomanoppello all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Lettomanoppello (Lu L'lètt in abruzzese[3]) è un comune italiano di 2.933 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Montagna Pescarese e dell'omonimo Parco Nazionale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lettomanoppello si distende ai piedi della Maiella, a destra del fiume Lavino; comune della provincia di Pescara, il suo territorio fa parte del Parco nazionale della Majella, che, istituito nel 1992 insieme a quello del Gran Sasso e della Laga, si estende per circa 75.000 ettari nelle provincie di Pescara, Chieti e L'Aquila. Il paese si estende da 126 a 1375 metri di altitudine, confina a nord con il comune di Turrivalignani, ad est con quelli di Manoppello e Serramonacesca, a sud-est con il comune di Pretoro (CH), a sud con il comune di Roccamorice, a sud-ovest con il comune di Abbateggio ed infine ad ovest con il comune di Scafa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Citata in documenti del Medioevo come "Terra Lecti Prope Manoppellum", sorse intorno al luogo di culto di Sant'Angelo (San Michele Arcangelo). Il paese è di origine medievale e per lungo tempo fu subordinato alle vicende storiche della contea di Manopello. Nel VII secolo venne inglobato nella Diocesi di Chieti. Nel 1279 risultò essere la quarta parte di un feudo posseduto da Abamonte Di Letto, finché, nel 1338 passò alla proprietà della famiglia Orsini, conti di Manoppello, che la tennero fino al 1405. La sua popolazione, in continuo aumento, raggiunse nel 1795 le 1336 unità; a quei tempi il paese risultava essere proprietà dei baroni Dario.

Il rinvenimento di un panetto di bitume con bollo lineare del I secolo d.C., recuperato presso contrada Pignatara, attesta l'estrazione mineraria nei giacimenti di bitume fin dall'antichità, quando sarebbe attestato l'uso di schiavi di origine asiatica e africana per l'estrazione dalle cave. La stessa Repubblica di Amalfi, tra il XII e il XIII secolo si riforniva a Lettomanoppello del bitume necessario per le proprie navi; a testimonianza, sono state ritrovate monete della Repubblica di Amalfi nella, ormai, diruta chiesa di Santa Liberata. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, la ditta tedesca RHE&C iniziò uno sfruttamento industriale delle miniere d'asfalto, annoverate tra le meglio attrezzate del Regno d'Italia, tanto da competere con quelle del nord Europa. L'estrazione venne interrotta negli anni trenta del secolo scorso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Grotta Sant'Angelo
  • Santuario del Volto Santo: il santuario si trova al confine con Manoppello. Fu eretto nel XVII sopra un vecchio convento, dove giunse la reliquia di Cristo. Ha struttura rettangolare con facciata a capanna, decorata con dei mattoncini rossi e bianchi del restauro dell '800, ispirato alla Basilica di Collemaggio di L'Aquila. Il santuario è meta frequente di pellegrinaggio.
  • Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari: la chiesa risale al XIII secolo, ma ha subito rimaneggiamenti barocchi. Rimane la classica struttura medievale con facciata a capanna tripartita. Il campanile è una torre con cuspide a cipolla. L'interno prettamente barocco è a navata unica, con cappelle laterali.
  • Santuario dell'Iconicella: si trova su un piccolo colle presso il fiume Lavino. La chiesa è del XVII secolo ed ha questo nome per una piccola icona della Madonna di Costantinopoli. La struttura è barocca e semplice, di gusto campestre, con un decorato portale in stile classico romanico. L'interno è a navata unica.
  • Grotta Sant'Angelo: si trova in località Vallone, e risale al XII secolo. Probabilmente fu abitata dal famoso Pietro da Morrone, e vi fu fondata una chiesa, caduta in rovina nel XVIII secolo. Oggi è meta di pellegrinaggio.
  • Eremo di San Bartolomeo in Legio: si trova nella montagna, al confine con Roccamorice, ed è uno dei romitori più famosi della Majella. Fondato da Pietro da Morrone nel XIII secolo da un precedente eremo, ha una particolare formazione che si adegua con le scanalature del fianco montuoso. Il 25 agosto si tiene una processione pellegrinaggio in onore del santo.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Fonte del Garzillo
  • Grotta delle Praie

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nei dintorni si pratica la lavorazione della pietra, un'arte antica tramandata da padre in figlio, che caratterizza la tipica figura degli "scalpellini". Con le pietre, in passato, soprattutto ad uso dei pastori, si costruivano i cosiddetti "tholos", costruzioni a pianta circolare, senza malta e disposte in modo che l'acqua piovana non penetri all'interno e che per aspetto sono simili ai nuraghi sardi o ai trulli pugliesi. Rimane tuttora praticata la pastorizia che, al contrario del passato, non è più esercitata a conduzione associata che permetteva di impegnarsi solo un giorno a settimana o anche meno a seconda del numero dei componenti la squadra.

Altra attività poco conosciuta è quella della produzione di polvere da sparo usata prevalentemente per fuochi pirotecnici. Un'attività che si sta incrementando ultimamente è quella legata alla presenza di numerosi punti di ristoro che propongono prelibatezze dimenticate che richiamano clientela da città vicine.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Giuseppe Costantino Dionisio Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Osvaldo Trovarelli Lista Civica Democrazia e solidarietà Sindaco [6][7]
8 giugno 2009 in carica Giuseppe Esposito Lista Civica Democrazia e solidarietà Sindaco [1][8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 25 maggio 2014, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 352.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 23 aprile 1995, elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 13 giugno 1999, elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 12 giugno 2004, elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative italiane del 7 giugno 2009, elezionistorico.interno.it.

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