Asfalto

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Asfalto
Scala di grandezza degli inerti in un asfalto per pavimentazione stradale
Scala di grandezza degli inerti in un asfalto per pavimentazione stradale
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,1[1]
Conduttività termica (W/m·K) 0,756[1]

L'asfalto è un conglomerato composto da una componente calcarea porosa e naturalmente impregnata di bitume. La presenza di quest'ultimo componente nel conglomerato è dovuto al residuo lasciato dall'evaporazione del petrolio che precedentemente la impregnava. Assieme al catrame, il bitume e la pece di catrame, fa parte della categoria dei materiali bituminosi.

Attualmente per la realizzazione degli strati superficiali della pavimentazione stradale, viene impropriamente indicato come "asfalto" il conglomerato bituminoso artificiale.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

.Impianto per l'estrazione di asfalto

In un asfalto il contenuto di carbonato di calcio in genere varia tra il 50% e il 90%, mentre quello di bitume naturale si attesta tra il 7% e il 15%; la restante parte è costituita da altri materiali minerali e sostanze volatili.

Giacimenti di asfalto[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

I maggiori giacimenti di asfalto in Italia si trovano in Abruzzo e in Sicilia. Dai primi si ricava un asfalto costituito da rocce dolomitiche impregnate da alte percentuali di un bitume molto duro; gli asfalti siciliani hanno, invece, un supporto roccioso molto più tenero impregnato da un bitume molle. Dal 1920 al 1943 una società mineraria italiana valorizzò i giacimenti di asfalto di Selenizza in Albania.

Utilizzi dell'asfalto[modifica | modifica wikitesto]

Conglomerato bituminoso per la realizzazione di una pavimentazione stradale

Fin dall'antichità se ne estraeva per distillazione un olio utilizzato principalmente per impermeabilizzare e proteggere da parassiti il legno, come lubrificante e perfino come medicamento umano e animale.

Solo dal XVIII secolo si cominciò a impiegare l'asfalto come materiale da costruzione. La roccia veniva frantumata e macinata per ricavarne un mastice che, eventualmente addizionato con materiale inerte fino, veniva colato a caldo per pavimentare marciapiedi e strade.

Data la scarsa presenza del materiale e gli alti costi di estrazione, questo materiale è stato sostituito, e spesso ancora confuso, con il conglomerato bituminoso artificiale ottenuto miscelando opportune quantità di inerti grossi (ghiaia), fini (sabbia e filler) e bitume.

L'asfaltatura[modifica | modifica wikitesto]

Asfaltatura di una strada

Per poter utilizzare l'asfalto, i pani d'asfalto (insieme di bitume purificato e farina d'asfalto) dovevano essere fusi in caldaie con l'aggiunta di altro bitume; poi si aggiungevano sabbia e ghiaia di grossezza e quantità variabile secondo i lavori che si dovevano svolgere. Quando la massa era bollente e semifluida, veniva versata sulla zona da coprire, distesa e poi compressa. Talvolta si dice che il marciapiede o la strada vengono incatramati ma ciò non è esatto: il catrame è un liquido denso che si ottiene dalla distillazione del legno, lignite, ossa, carbon fossile, ecc., ed è usato a volte in sostituzione dell'asfalto ma non ne ha i requisiti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Tabelle proprietà fisiche di materiali solidi vari


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