Olio di colza

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Un campo coltivato a colza

L'olio di colza è un olio vegetale alimentare prodotto dai semi della colza (Brassica napus, Brassica rapa, Brassica juncea) e da cultivar o varietà mutanti sviluppate appositamente per modificarne la distribuzione di acidi grassi.

L'olio trovava uso intorno al 1200 per l'illuminazione delle strade nei paesi del nord Europa, mentre il suo uso alimentare si sviluppò nella metà del XIX secolo quando però non trovò molti consensi a causa degli studi sugli effetti per la salute umana che non lo ritennero migliore di altri oli vegetali e lo relegarono a prodotto di qualità inferiore.

Tra gli utilizzi non alimentari non è secondario l'utilizzo come combustibile per autotrazione. Il motore di Rudolph Diesel (il motore Diesel) venne originariamente pensato alla fine dell'800 dal suo inventore per funzionare con olio vegetale. Solo in seguito fu sostituito dall'olio minerale detto gasolio diesel. Si è successivamente dimostrato che l'olio di colza, opportunamente trattato, può essere trasformato in biodiesel e utilizzato come biocarburante per i motori Diesel. Durante la seconda guerra mondiale fu usato come carburante per veicoli nautici a causa delle difficoltà di reperire carburanti di origine minerale.

La coltivazione della colza è preferita in ambienti collinari. I principali produttori mondiali di olio di colza sono: Canada, Cina, USA, Francia, India, Pakistan, Germania.

La produzione di olio di colza e altri biocombustibili è legata alla coltura estensiva. Nel 2007 è stata individuata un'alternativa, l'olio di Jatropha. La Jatropha curcas cresce nel deserto e dunque non determina un calo della superficie coltivata e delle disponibilità alimentari.

Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1960-70 i primi studi su animali hanno evidenziato potenziali rischi per la salute (lipidosi del miocardio e lesioni cardiache) utilizzando nell'alimentazione olio di colza[1][2][3][4][5]. La componente individuata come potenzialmente tossica è l'acido erucico presente in concentrazioni comprese tra il 30% ed il 60% in funzione della cultivar, della raccolta ed altri fattori. Il rischio specifico connesso alla presenza di acido erucico è considerato molto superiore a quello collegato alla alimentazione ricca di altri acidi grassi monoinsaturi.

In USA e nella UE ed in Australia e Nuova Zelanda a scopo precauzionale sono state introdotte limitazioni nel contenuto di acido erucico degli alimenti.[6][7][8][9]

Per consentire un utilizzo alimentare ed industriale dell'olio di colza sono state sviluppate diverse mutazioni della pianta originale. Il consumo di oli di colza ottenuti da varietà mutanti della colza, specie se ricchi di acidi grassi polinsaturi è considerato potenzialmente benefico per la salute[10][6].

Varietà mutanti[modifica | modifica wikitesto]

La prima e più importante varietà di brassica in grado di produrre un olio a basso tenore di acido erucico è stata sviluppata in Canada.[11]

Nelle prime varietà mutanti il miglioramento genetico è stato ottenuto con tecniche agricole tradizionali; sfruttando incroci, stress ambientale e selezioni. Nel 1968 è stata prodotta la prima varietà, chiamata Oro, di brassica napus a basso tenore di acido erucico. Nel 1971 la prima varietà, chiamata Span di brassica rapa . Già con queste varietà la produzione di olio di colza poteva garantire tenori di acido erucico inferiori al 5%.

Solo nel 1974, nell'università di Manitoba, fu poi sviluppata la prima varietà, chiamata 00, a basso acido erucico e basso glucosinolato, l'agente che da sapore amaro ed un effetto goitrogeno alla pasta residua dopo l'estrazione dell'olio e che ne limitava l'utilizzo nella alimentazione animale.

Da questa varietà nasce lo standard CANOLA, da Canadian Oil, riferito ad un olio con meno del 2% di acido erucico e meno di 30 micromoli di glucosinolati per grammo di pasta disoleata e seccata.[12][13]

La prima varietà mutante ottenuta non con tecniche tradizionali è stata ottenuta in Svezia nel 1958 con raggi-X a 350Gy.[11] Le varietà tolleranti gli erbicidi hanno cominciato a comparire nel 1984 con varietà resistenti alla triazina e nel 1995 con varietà resistenti all'imidazolinone.

Nel 1995 la Monsanto ha presentato la prima varietà di brassica napus tollerante il glifosato (Roundup) ottenuta con tecniche transgeniche.

Come Monsanto altri gruppi industriali (Aventis, Basf, ecc...) hanno sviluppato varietà resistenti a specifici erbicidi. Con nuove tecniche di ibridazione biotecnologica sono state sviluppate molte altre varietà.

Nel 1998 la varietà Stellar[11] è stata la prima in grado di fornire un olio che, oltre ad avere un basso tenore di acido erucico e un alto tenore di acido oleico, contenesse anche pochi acidi polinsaturi ( acido linolenico < 3% ) in modo da essere meno soggetto all'inrancidimento e idoneo alla frittura. Dopo la continua ricerca di varietà a basso tenore di acido erucico sono state sviluppate anche varietà ad alto tenore, per l'industria dei lubrificanti, ma con pochi glucosinolati, in modo da poter utilizzare i residuo della lavorazione olearia per l'alimentazione animale. L'industria cosmetica può apprezzare l'olio di colza come emolliente in grado di ammorbidire e lisciare la pelle, sia nelle varietà ad alto acido erucico, comparabili come spandibilità e scorrevolezza ad altri oli cosmetici a catena lunga: CRAMBE ABYSSINICA SEED OIL e LIMNANTHES ALBA SEED OIL, sia le varietà ad alto oleico, sostituto inodore ed incolore dell'olio di oliva[14].

La colza si è rivelata come la pianta più facilmente adattabile, con miglioramento genetico, alle diverse esigenze industriali per la produzione di oli con specifiche distribuzioni di acidi grassi[15].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Con tutte le possibili varietà e mutazioni della colza, sviluppate per modificarne la distribuzione di acidi grassi, si può parlare di composizione tipica considerando 6 categorie principali di olio[16].

  • LEAR olio di colza a basso tenore di acido erucico, analogo al canola, classificato nel Codex Alimentarius[17]
  • HEAR olio di colza ad alto tenore di acido erucico, classificato nel Codex Alimentarius[17].
  • HOLL olio di colza ad alto oleico e basso linolenico,
  • VHOA olio di colza a contenuto di oleico veramente alto,
  • LEHP olio di colza a basso erucico ed alto palmitico,
  • VGLN olio di colza a contenuto di γ-linolenico veramente alto,

Legenda: concentrazioni in % w/w, nd: non rilevabile o "<0,05%".

acido grasso n° atomi di C:
n° doppi legami e ω
LEAR HEAR HOLL VHOA LEHP VGLN
acido caprico 10:0 nd nd nd nd 0,1 nd
acido laurico 12:0 nd nd nd nd 38,8 nd
acido miristico 14:0 0,1 nd 0,1 0,1 4,1 0,1
acido palmitico 16:0 3,6 4,0 3,9 3,4 2,7 4,2
acido palmitoleico 16:1ω7 0,2 0,3 0,2 0,2 0,2 0,2
acido stearico 18:0 1,5 1,0 1,3 2,5 1,6 3,7
acido oleico 18:1ω9 61,6 14,8 61,4 77,8 32,8 24,4
acido linoleico 18:2ω6 21,7 14,1 28,1 9,8 11,3 26,1
acido α-linolenico 18:3ω3 9,6 9,1 2,1 2,6 6,3 1,3
acido γ-linolenico 18:3ω6 nd 1,0 nd nd nd 37,2
acido arachico 20:0 0,6 1,0 0,6 0,9 0,4 1,0
acido gadoleico 20:1ω9 1,4 10,0 1,5 1,6 0,8 0,8
acido beenico 22:0 0,3 0,8 0,4 0,5 0,2 0,5
acido erucico 22:1ω9 0,2 45,1 0,1 0,1 0,5 0,1
acido lignocerico 24:0 0,2 0,3 0,3 0,3 0,2 0,2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roine, T., Uksila, E., Teir, H. and Rapola, H. (1960). Histopathological changes in rats and pigs fed rapeseed oil. Z. Ernaehrungswiss 1: 118–124.
  2. ^ Abdellatif, A.M.M. and Vles, R.O. (1970). Physiopathological effects of rapeseed oil and canbra oil in rats. In: Marketing Rapeseed and Rapeseed Products, Proc. Intern. Conf. Sci.Technol., pp 423–434, Canada.
  3. ^ Beare–Rogers, J.L. , Nera, E.A. and Heggtveit, H.A. (1971). Cardiac lipid changes in rats fed oils containing long–chain fatty acids. Can. Inst. Food Technol. J. 4: 120–124.
  4. ^ Aherne, F.X., Bowland, J.P., Christian, R.G. and Hardin, R.T. (1976). Performance of myocardial and blood seral changes in pigs fed diets containing high or low erucic acid rapeseed oils. Can. J. Anim. Sci. 56: 275–284.
  5. ^ Badawy, I.H., Atta, B. and Ahmed, W.M. (1994). Biochemical and toxicological studies on the effect of high and low erucic acid rapeseed oil on rats. Die Nahrung 38: 402–411.
  6. ^ a b Food Standards Australia New Zealand (June 2003) [http://www.foodstandards.gov.au/publications/documents/Erucic%20acid%20monograph.pdf Erucic acid in food: A Toxicological Review and Risk Assessment
  7. ^ Council Directive (76/621/EEC) of 20 July 1976 relating to the fixing of the maximum level of erucic acid in oils and fats intended as such for human consumption and in foodstuffs containing added oils or fats
  8. ^ Commission Regulation (EU) No 696/2014 of 24 June 2014 amending Regulation (EC) No 1881/2006 as regards maximum levels of erucic acid in vegetable oils and fats and foods containing vegetable oils and fats
  9. ^ CFR - Code of Federal Regulations Title 21, 1 April 2010.
  10. ^ (EN) FDA: Letter of Enforcement Discretion - Unsaturated Fatty Acids from Canola Oil and Reduced Risk of Coronary Heart Disease
  11. ^ a b c FAO/IAEA : Mutant Variety Database
  12. ^ Canadian food acts, feed acts and the seeds act
  13. ^ United States Standards for Canola
  14. ^ Oli vegetali nella cosmesi: funzionalità degli acidi grassi
  15. ^ Global impact of mutation-derived varieties
  16. ^ F.D.GUNSTONE, VEGETABLE OILS IN FOOD TECHNOLOGY: Composition, Properties and Uses, Blackwell Publishing, 2002, p. 101.
  17. ^ a b CODEX STANDARD FOR NAMED VEGETABLE OILS.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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