Olio di lino

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L'olio di lino è un olio che si ottiene dalla spremitura di semi di lino precedentemente essiccati o tostati. Viene usato nell'alimentazione umana e animale se spremuto dal seme crudo per non alterare il contenuto di omega3 e omega6. Deve essere mantenuto al riparo dalla luce diretta e in luogo fresco al fine di diminuire il normale processo di ossidazione a cui può andare incontro. Oltre ad essere usato come condimento (in nord Europa condisce il formaggio quark), è un eccellente integratore; già gli antichi greci utilizzavano anche i semi direttamente come aggiunta alimentare per mantenere una buona salute. Nella pittura a olio costituisce uno degli elementi atti a legare i pigmenti di colore e tra tutti gli olii si distingue per una spiccata siccatività. Trova impiego negli stucchi. L'olio di lino è il principale componente del linoleum a cui da il nome.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In tutti gli oli vegetali la composizione può variare in funzione del cultivar, delle condizioni ambientali, della raccolta e della lavorazione. L'olio di lino è composto prevalentemente da trigliceridi con la seguente distribuzione tipica di acidi grassi[1]:

acido grasso concentrazione (%)
acido palmitico 5,1
acido stearico 4,8
acido oleico 22,3
acido linoleico 14,0
acido α-linolenico 53,5
acido arachico 0,2
acido gadoleico 0,2

Si tratta di uno degli oli vegetali con la più alta concentrazione di acido α-linolenico, 18:3ω3. L'alta concentrazione di acidi grassi polinsaturi comporta che l'olio di semi di lino sia particolarmente suscettibile all'ossidazione e ad inrancidirsi.

Effetti sulla salute[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Come fonte vegetale di grassi omega-3 si è ipotizzato l'utilizzo dell'olio di lino come integratore alimentare o come alimento funzionale. [2]. In particolare si è ipotizzato che la sua somministrazione alimentare avrebbe comportato un aumento sistemico dei metaboliti a lunga catena EPA e DHA. L'ipotesi è oggetto di controversia scientifica e varie ricerche l'hanno supportata mentre altre l'hanno confutata [3] [4]. Ricerche di eventuali effetti sulla salute della integrazione alimentare con olio di lino, in particolare verso i rischi cardiovascolari, l'osteoporosi ed il diabete tipo 2 non hanno dato esiti significativi[5]. [6] Anche il potenziale contributo a processi antiinfiammatori è oggetto di controversia scientifica.[7]

Lavorazione dell'olio di lino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la spremitura dei semi l'olio "grezzo" subisce alcuni procedimenti di chiarificazione e di filtraggio, tra cui il più comune è la semplice esposizione ai raggi solari, in vasi di cristallo ermeticamente chiusi.

Nell'antichità si dedicavano particolari cure alla chiarificazione e al filtraggio di quest'olio (pulendolo ad esempio con l'azione di polvere di silice) per limitarne il principale difetto, l'ingiallimento. Un manuale professionale svizzero del 1943 descrive un procedimento di filtraggio con il passaggio attraverso l'argilla a cui faceva seguito una fase di scoloritura mediante esposizione al sole. Nella fase successiva lo si faceva passare attraverso un filtro a pressione per ottenere così l'olio di lino crudo.

D'altra parte, va ricordato che fino al XVIII secolo gli artisti, all'olio di lino, preferirono generalmente l'olio di noci o di papavero, che all'uso pittorico presentano minori difetti; spesso l'olio di lino veniva utilizzato, in miscela con altri elementi, per la sola imprimitura. Solo successivamente, e in relazione a una sostanziale semplificazione delle tecniche pittoriche, l'olio di lino è divenuto il più comunemente utilizzato nella pratica artistica.

Olio di lino cotto[modifica | modifica wikitesto]

Pannello in legno verniciato nella parte sinistra con una mano di olio di lino cotto.
Semi di lino

L'olio di lino cotto è utilizzato come legante per vernici o, da solo, per la finitura di superfici in legno. Col riscaldamento e l'aggiunta di essiccanti metallici , l'olio di lino subisce una polimerizzazione e una ossidazione, diventando più viscoso e con un tempo di essiccazione minore.

L'uso di essiccanti metallici rende questo tipo di olio inadatto per la finitura di oggetti destinati all'uso durante le preparazioni alimentari (come taglieri, piani di lavoro, recipienti, mestoli) e inutilizzabile per la finitura di superfici di oggetti che possono essere portati a contatto della bocca da parte di bambini molto piccoli.

Sono disponibili alcuni prodotti che contengono esclusivamente olio di lino mediante trattamento termico senza aggiunta di essicanti metallici , questi vengono chiamati standoli . L'olio di lino col solo trattamento termico è più viscoso e secca molto lentamente. Questi olii sono di solito commercializzati con la definizione "polimerizzato", "standolio", o "stand-oil".

Avvertenze speciali[modifica | modifica wikitesto]

Stracci di cotone imbevuti d'olio di lino ed esposti ai raggi solari possono provocare autocombustione con i conseguenti pericoli d'incendio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Fatty Acid Compositions of Linseed (Linum Usitatissimum L.) Genotypes of Different Origin Cultivated in Turkey
  2. ^ US National Library of Medicine National Institutes of Health: pubblicazioni sull'olio di lino
  3. ^ [http://ajcn.nutrition.org/content/77/1/226.full?sid=01b61991-4387-4510-805a-265aeaf565a1 Supplementing lactating women with flaxseed oil does not increase docosahexaenoic acid in their milk
  4. ^ Nutritional attributes of dietary flaxseed oil
  5. ^ Health benefits of plant-derived α-linolenic acid
  6. ^ Lack of effect of foods enriched with plant- or marine-derived n−3 fatty acids on human immune function
  7. ^ n−3 Polyunsaturated fatty acids, inflammation, and inflammatory diseases