Integratore alimentare

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Polline, pappa reale e propoli

Nella scienza dell'alimentazione si definiscono integratori alimentari quei prodotti specifici, assunti parallelamente alla regolare alimentazione, volti a favorire l'assunzione di determinati principi nutritivi. Gli integratori alimentari sono alimenti destinati a integrare la dieta. Non sono farmaci da prescrizione e non sono destinati al trattamento o alla diagnosi di malattie[1][2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Integratori alimentari
Radici di ginseng
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

In Europa, la normativa di riferimento è la Direttiva 2002/46/CE, attuata in Italia con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169. In questa normativa, gli integratori alimentari sono definiti precisamente come: "prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate"[3][4].

In un contesto di ampio dibattito sulla loro reale efficacia e utilità, buona parte dei nutrizionisti concordano sul fatto che gli integratori vengano a buon diritto consigliati nei casi in cui l'organismo abbia un'effettiva carenza di determinati elementi o sostanze: non sono dunque sostanze curative, ma servono a integrare una normale dieta, completandola nei casi di aumentato reale fabbisogno, ma in nessun caso sostitutive di una dieta alimentare variegata.

Per le loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro limiti di sicurezza (upper safe level: UL), tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances)[5][6][7][8].

Tipica è l'assunzione nello sport da parte degli atleti e in un contesto di convalescenza o di forte stress debilitante[9][10][11].

Tipologie di integratori[modifica | modifica wikitesto]

Esistono in commercio molti tipi di integratori alimentari che possono essere classificati a seconda del fabbisogno dell'organismo oppure per ingredienti.

Esempi di integratori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ orihiro.ru/chto-takoe-bad, su orihiro.ru.
  2. ^ ods.od.nih.gov.
  3. ^ eur-lex.europa.eu.
  4. ^ Direttiva 2002/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 giugno 2002, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari (Testo rilevante ai fini del SEE), OJ L, 32002L0046, 12 luglio 2002. URL consultato il 23 aprile 2022.
  5. ^ efsa.europa.eu (PDF).
  6. ^ ods.od.nih.gov (PDF).
  7. ^ (EN) National Research Council (US) Subcommittee on the Tenth Edition of the Recommended Dietary Allowances, Definition and Applications, National Academies Press (US), 1989. URL consultato il 23 aprile 2022.
  8. ^ (EN) Office of Dietary Supplements - Nutrient Recommendations : Dietary Reference Intakes (DRI), su ods.od.nih.gov. URL consultato il 23 aprile 2022.
  9. ^ (EN) Shane Bilsborough e Neil Mann, A Review of Issues of Dietary Protein Intake in Humans (XML), in International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, vol. 16, n. 2, 1º aprile 2006, pp. 129–152, DOI:10.1123/ijsnem.16.2.129. URL consultato il 23 aprile 2022.
  10. ^ Robert W Morton, Kevin T Murphy e Sean R McKellar, A systematic review, meta-analysis and meta-regression of the effect of protein supplementation on resistance training-induced gains in muscle mass and strength in healthy adults, in British Journal of Sports Medicine, vol. 52, n. 6, 2018-3, pp. 376–384, DOI:10.1136/bjsports-2017-097608. URL consultato il 23 aprile 2022.
  11. ^ (EN) Débora Finger, Fernanda Reistenbach Goltz e Daniel Umpierre, Effects of Protein Supplementation in Older Adults Undergoing Resistance Training: A Systematic Review and Meta-Analysis, in Sports Medicine, vol. 45, n. 2, 1º febbraio 2015, pp. 245–255, DOI:10.1007/s40279-014-0269-4. URL consultato il 23 aprile 2022.

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