Pappa reale

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Larve di ape regina nella pappa reale

La pappa reale è una secrezione prodotta dalle ghiandole ipofaringee e ghiandole mascellari delle api operaie e viene utilizzata dalle api come nutrimento per le larve (fino a tre giorni di età) e per l'ape regina (per tutta la vita).

Il nome pappa reale deriva dal fatto che le larve alimentate con la pappa reale diventano regine ed è per questo che viene ritenuta un alimento nobile. Costituisce, nell'ambito dell'apicoltura, uno dei prodotti più pregiati delle arnie.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Viene prodotta stimolando le famiglie di Apis mellifera in arnie a favi mobili a produrre celle reali, dove viene poi raccolta da ogni cella quando la larva ha all'incirca tre/quattro giorni di età.

Un alveare ben condotto può produrre, nei cinque/sei mesi della stagione estiva, circa 500 g di prodotto che, essendo facilmente deperibile, deve immediatamente essere ricoverato in un contenitore freddo.

Proprietà nutritive[modifica | modifica wikitesto]

È un alimento con caratteristiche nutrizionali molto particolari fra i prodotti naturali, e viene commercializzato come variante particolarmente nutriente e benefica del miele.

È importante consumarla fresca per conservare le sue proprietà. Perché sia consumata fresca bisogna che sia rispettata la catena del freddo altrimenti viene commercializzata anche in forma liofilizzata.

Composizione della pappa reale[modifica | modifica wikitesto]

La pappa reale contiene in media:

Contiene anche vitamine (la pappa reale è il prodotto più ricco di vitamina B5 che si conosca in natura), oligoelementi, acetilcolina (fino a 1 mg/g), fattori antibiotici particolarmente attivi contro l'Amoeba proteus e l'escherichia coli B (più nota sotto il nome di colibacillo).

Rispetto a 500 mg di pappa reale, 30 gr di una comune confezioni di Corn flakes contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico (Guardian, 09.04.1991): sebbene si tratti di aggiunti in confronto ad un alimento naturale, con una probabile minore biodisponibilità, le proporzioni sono tali che la dose ingerita è comunque maggiore.

Antibiotici e sulfamidici[modifica | modifica wikitesto]

In Europa, ai sensi del regolamento 2377/90, non sono previsti limiti residuali di antibiotici nei mieli e nella pappa reale che pertanto devono considerarsi vietati negli alveari in produzione. Sono invece ammessi in alcuni paesi (Italia esclusa) per la cura di alcune patologie quali la peste americana e la peste europea. In molti stati extraeuropei ne è consentito l'uso sistematico per la prevenzione delle medesime patologie. In particolare negli Stati Uniti è frequente l'uso di tetracicline e dei sulfamidici (sulfatiazolo). In altri stati, quali la Cina sono frequenti le contaminazioni con il cloramfenicolo, classificato tossico per l'uomo.[1] La globalizzazione sta inoltre portando a frequenti episodi di contaminazione con cloramfenicolo dei mieli europei dovuti alle triangolazioni del mercato.[2] A queste sostanze si aggiunge la possibile contaminazione con insetticidi tossici per l'uomo quali cipermetrina, deltametrina, dieldrin, fenvalerato e pirimifosmetil, che non sono usati direttamente negli alveari, ma nei fiori in cui avviene l'impollinazione e da cui le api ingeriscono il nettare, e tramite le api possono finire nei prodotti di consumo dell'alveare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ <Carlo Erba Reagenti>
  2. ^ Controllo CE alimenti apistici - Unaapi - Mieli d'Italia

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