Bois du Cazier

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Vista del sito del Bois du Cazier, con i caratteristici "castelletti" oltre gli edifici della miniera

Il Bois du Cazier era una miniera di carbone in quella che allora era la città di Marcinelle, vicino Charleroi, in Belgio, che oggi è conservata come sito del patrimonio industriale. È meglio conosciuto come il luogo di un grave disastro minerario avvenuto l'8 agosto 1956 in cui morirono 262 uomini, tra cui un gran numero di lavoratori italiani. Oltre ai memoriali del disastro, il sito dispone di un piccolo parco boschivo, preserva i "castelletti" e gli edifici, nonché un Museo Industriale e un Museo del Vetro. Il museo fa parte della European Route of Industrial Heritage[1] ed è uno dei quattro siti minerari valloni elencati dall'UNESCO nel 2012 come Patrimonio dell'Umanità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'estrazione del carbone nel sito del Bois du Cazier risale a una concessione assegnata con regio decreto il 30 settembre 1822; un errore di trascrizione ha causato la modifica del nome del sito da Bois de Cazier. Dopo il 1898, il sito era di proprietà della compagnia Charbonnages d'Amercœur e gestito dalla Société anonyme du Charbonnage du Bois du Cazier. Il sito aveva due pozzi minerari che raggiungevano la profondità di 765 metri (2 510 ft) e di 1 035 metri (3 396 ft). Un terzo pozzo, noto come pozzo di Foraky, venne aperto a metà degli anni '50. Nel 1955, la miniera produceva 170.557 tonnellate di carbone all'anno e impiegava un totale di 779 lavoratori, molti dei quali non erano belgi ma lavoratori migranti dall'Italia e da altri paesi. Erano ospitati dalle compagnie minerarie, il che in realtà significava che si muovevano nelle capanne Nissen negli ex campi di prigionieri di guerra della regione. L'8 agosto 1956 si verificò un grave incidente minerario e un incendio distrusse la miniera; morirono 262 lavoratori di 12 nazionalità diverse. All'indomani del disastro, l'immigrazione italiana fu interrotta, le norme sulla sicurezza mineraria furono riviste in tutta Europa e fu istituita una Commissione per la sicurezza delle miniere.[2] La piena produzione al Bois du Cazier riprese l'anno successivo.[3] La società fu liquidata nel gennaio 1961 e la miniera venne definitivamente chiusa nel dicembre 1967.[1] È stato classificato come monumento nazionale il 28 maggio 1990 e aperto come museo nel 2002.[3]

Disastro di Marcinelle del 1956[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disastro di Marcinelle.

 

Vista dei due castelli di estrazione al Bois du Cazier

L'8 agosto 1956 si verificò un grave disastro minerario al Bois du Cazier.[4] Si trattò d'un incendio, causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica.

Nonostante un tentativo di salvataggio dalla superficie, solo 13 dei minatori che erano stati sotterranei al momento dell'incidente riuscirono a sopravvivere. Morirono in 262, rendendo l'incidente minerario il peggiore nella storia belga. A causa dell'accordo per i lavoratori stranieri allora in vigore, solo 96 morti nell'incidente erano cittadini belgi; in totale tra i morti erano rappresentate 12 nazionalità, di cui 136 italiani.[2][4] I resti degli ultimi minatori, intrappolati sul fondo della miniera, furono ritrovati solo il 23 agosto 1956. Gli escavatori hanno riferito notoriamente che erano "tutti corpi" ( tutti cadaveri ) all'interno della miniera.[2]

Il disastro è considerato un momento importante nella storia dbelga e italiana del dopoguerra[4] ed è stato oggetto di un film nel 2003, Marcinelle, che ha vinto un premio al Festival International de Programs Audiovisuels.[5]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Dal marzo 2002 il Bois du Cazier è aperto al pubblico come complesso museale.[6] La maggior parte del sito originale della miniera è conservata ad eccezione del relitto Foraky, risalente agli anni '60, che è stato demolito nel 2004.[7] Gli edifici della miniera ospitano un piccolo Museo Industriale (Musée d'Industrie), che espone manufatti relativi alla storia industriale del Belgio. Anche il Museo del Vetro di Charleroi (Musée du Verre de Charleroi) ha riaperto nello stesso sito nel 2007, mostrando la sua collezione di vetri storici.[6] Ci sono diversi spazi di memoriali al disastro del 1956. I cumuli di scorie intorno alla miniera sono stati preservati e possono essere visitati anche dal pubblico.[1]

Il museo è uno dei quattro siti iscritti come patrimonio mondiale dell'UNESCO nell'elenco dei principali siti minerari della Vallonia. Si trova inoltre sulla European Route of Industrial Heritage. Nel 2006, il Bois du Cazier ha ricevuto 46.000 visitatori.[6]

Personalità legate alla miniera[modifica | modifica wikitesto]

  • Tiberio Murgia, attore italiano che ha lavorato in miniera a metà degli anni '50
  • Salvatore Adamo, cantante belga il cui padre è emigrato dall'Italia per lavorare a Marcinelle
  • Elio Di Rupo, presidente del Consiglio belga e figlio di un minatore italiano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Bois du Cazier, su erih.net (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2015).
  2. ^ a b c Fire traps 262 miners, su history.com (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2016).
  3. ^ a b Site du Bois du Cazier, su emporis.com.
  4. ^ a b c (FR) J.-C. M. et Valérie Dupont, Il y a 60 ans, au Bois du Cazier, "pas une seule famille n'a été épargnée", su La Libre.be. URL consultato il 26 settembre 2021.
  5. ^ Marcinelle - IMDb. URL consultato il 26 settembre 2021.
  6. ^ a b c (FR) Methode, Le Musée du Verre s'installe au Bois du Cazier, su La Libre.be. URL consultato il 26 settembre 2021.
  7. ^ (FR) DH Les Sports+, Le Cazier décapité, su DH Les Sports +, 16 aprile 2004. URL consultato il 26 settembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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