Montenerodomo

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Montenerodomo
comune
Montenerodomo – Stemma
Montenerodomo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Antonio Tamburrino[1] (Lista Civica Insieme per...) dall'08/06/2009 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 41°59′N 14°15′E / 41.983333°N 14.25°E41.983333; 14.25 (Montenerodomo)Coordinate: 41°59′N 14°15′E / 41.983333°N 14.25°E41.983333; 14.25 (Montenerodomo)
Altitudine 1 165 m s.l.m.
Superficie 30 km²
Abitanti 709[2] (30-11-2014)
Densità 23,63 ab./km²
Frazioni Casale, Fonticelle, Marangola, Schiera, Selvoni, Verlinghiera
Comuni confinanti Civitaluparella, Colledimacine, Gamberale, Lettopalena, Palena, Pennadomo, Pizzoferrato, Torricella Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069054
Cod. catastale F578
Targa CH
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti monteneresi
Patrono san Fedele da Sigmaringa
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montenerodomo
Montenerodomo
Posizione del comune di Montenerodomo all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Montenerodomo all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Montenerodomo è un comune italiano di 709 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Ha fatto parte della Comunità montana Medio Sangro. Nel 2008 è stata accorpata alla comunità montana "Montagna Sangro Vastese", successivamente soppressa nel 2013.[3]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Uno scudo di foggia sannita di colore azzurro con un leone d'oro, linguato, armato e illuminato di rosso, che tiene tra le branche anteriori un bisante d'oro e poggiante con la branca posteriore sinistra sulla campagna d'argento, sormontato da una corona turrita d'argento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca romana di Juvanum[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Juvanum.
Teatro romano di Juvanum

Fu antica città frentana-carecina che, verso il IV-III secolo venne spostata a valle ove divenne municipio romano, mentre dell'epoca protostorica rimangono delle mura megalitiche.[4] Le origini di Juvanum sono da ascrivere al Liber Coloniarum dove viene elencato come Jobanos e forse Plinio afferma che Juvanenses è una derivazione di Lanuenses, tuttavia il nucleo originario si trova lungo l'odierna strada che da Montenerodomo porta a Torricella Peligna (verosimilmente il primo nucleo si trovava su una sorgente ove i pastori dediti alla transumanza facevano abbeverare le loro greggi [5]. Nell'età repubbicana è da ricercare l'oppido preromano che si è sviluppato sulle colline limitrofe tutt'intorno. Già prima della guerra sociale risulta essere municipio romano.

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

Con la decadenza delle città romane, si costruirono nuovi centri fortificati presso colli rocciosi. Fu così anche per Montenerodomo, sorta sulla cresta montuosa sopra la piana di Juvanum. Inoltre la città, nel X secolo circa, fu riutilizzata per la costruzione dell'abbazia di Santa Maria in Palazzo.

Il primo documento in cui viene citato il comune di Montenerodomo è del XII secolo. Fra il XV secolo ed il XVII secolo fu feudo di varie famiglie, tra le quali: i Caldora, i Di Capua e i D'Aquino.[6] Il borgo constava di un castello, oggi la parte rimanente del settecentesco Palazzo De Thomasis, e di tre chiese: San Martino, Santa Giusta e San Vito. Era inoltre provvisto di un sistema di torri difensive. Nel frattempo l'abbazia era decaduta, a partire dal XV secolo, e due secoli più tardi scomparve del tutto, meno la pianta planimetrica.

Il Novecento e la Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Linea Gustav e Battaglia del Sangro.

Il borgo è stato noto nel primo '900 perché Benedetto Croce, affermatosi in Italia come critico, dichiarò di avere origini familiari proprio nel centro Chietino. Nel 1933 un terremoto della Majella danneggiò Montenerodomo e i paesi circostanti, fino a Lama dei Peligni. La chiesa parrocchiale rimanente (oltre a San Vito, cappella privata), rimase molto lesionata, e nella ricostruzione, furono impiegate colonne romane provenienti da Juvanum.

Montenerodomo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Il centro si trovò, infatti, lungo il percorso tedesco della linea Gustav, da Ortona a Montecassino, e venne attaccata nel dicembre 1943. Fu distrutta la metà del paese che si arrampicava dalla cresta opposta del massiccio montuoso, giungendo a danneggiare anche la parte superiore del Palazzo Croce, e del campanile della chiesa di San Martino. Il borgo successivamente fu ricostruito, ma con molta fatica, a causa delle dure condizioni di vita presso l'altura rocciosa in cui Montenerodomo poggia le fondamenta. Attualmente vive di turismo, essendo inserito nel Parco Nazionale della Majella, e grazie alla scoperta del sito di Juvanum.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Martino.
  • I ruderi di Juvanum. Si trova in piana del Casale, prima di giungere al borgo di Montenerodomo. Città dei Sanniti, successivamente romana, a partire dal II secolo a.C. Città fiorente, composta da case pastorali, terme, templi, basilica e un foro italico. Si conserva perfettamente un teatro romano, scavato nella terra del colle montuoso. Affianco la città vi è un museo che spiega la storia del sito archeologico.
  • L'Abbazia di Santa Maria in Palazzo. Monastero risalente all'XI secolo circa, fondata nei pressi di Juvanum. Rimane attiva fino al XV secolo, quando divenne chiesa pastorale, e poi andò distrutta. Rimane la planimetria.
  • Le mura megalitiche. Site presso un colle roccioso nelle vicinanze del borgo vecchio della città vi sono delle mura poligonali con pietre a secco di epoca sannitica Nei secoli IV III secolo a.C. l'abitato venne spostato più a valle, ove sorse Juvanum. Quando venne fondato il borgo medievale di Montenerodomo: forse le mura magalitiche vennero usate come mura difensive dell'abitato.[7]
  • Palazzo Croce. È la residenza della famiglia di Benedetto Croce. È posto nella parte nord ovest dell'abitato. Parte delle mura sono in paramento murario in pietra, mentre all'interno gli ambienti sono a volta.[8]
  • Chiesa di San Vito. La chiesa è stata costruita nel Settecento. La chiesa ha un prospetto in pietra con timpano triangolare. Il portale ai lati ha due piedritti ed un architrave in pietra. La facciata ha una finestra circolare. L'interno è ad aula.[9] Il campanile è a vela.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino e Santa Giusta.
  • Chiesa di San Martino. La costruzione della chiesa risale al XIV secolo. La facciata è realizzata con bozze di calcare con pezzi di laterizio cementati con molta malta. Il portale, in pietra, sopra presenta un arco a tutto sesto. Ai lati cantonali vi sono delle aperture simili alle finestrelle devotionis delle chiese rurali. Il cornicione è a "romanelle" realizzato con tre file di tegole sfalsate l'una con l'altra. Il campanile è a vela. L'interno è a vela.[10]
  • Pagliare. Sono un gruppo di edifici posti in località Serra Montitti, anticamente abitazioni rurali, fienili e stalle. Gli edifici sono molto scarne e realizzate in bozze di pietra molte volte senza intonaco. Molti di questi edifici sono su due piani, con il pian terreno in parte scavato nella roccia.[11]
  • Borgo Medievale. La prima citazione del borgo è del XII secolo. Nel Quattrocento fu possedimento dei Caldora indi dei Capua, i quali tennero il feudo fino alla metà del Seicento, quando fu venduto ai D'Aquino. Ancora sono visibili i segni della seconda guerra mondiale, quando furono distrutti il palazzo degli avi di Benedetto Croce e gran parte del palazzo della famiglia De Thomasis, quest'ultimo sorto forse sui ruderi dell'antico castello.[12] Le mura originarie del borgo sono in muratura a secco con pezzi di pietra calcarea smussata e con riempimento degli interstizi con scaglie di pietra e cottoli cementati con malta di calce.[12]

Persone legate a Montenerodomo[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Antonio Tamburrino Lista Civica di Centro-destra (1995-1999)
Lista Civica (1999-2004)
Sindaco [15][16]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Arnaldo Rossi Lista Civica Insieme Sindaco [17]
8 giugno 2009 in carica Antonio Tamburrino Lista Civica Sempre insieme (2009-2014)
Lista Civica Insieme per... (dal 2014)
sindaco [18][1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 giugno 2014, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  3. ^ Atto
  4. ^ Autori Vari, Montenerodomo e la sua storia (1ª parte), Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  5. ^ pbase by Giancarlo Guzzardi
  6. ^ Autori Vari, Montenerodomo e la sua storia (2ª parte), Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  7. ^ Autori Vari, Mura Megalitiche, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  8. ^ Autori Vari, Palazzo Croce, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  9. ^ Autori Vari, Chiesa di San Vito, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  10. ^ Autori Vari, Chiesa di San Martino, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  11. ^ Autori Vari, Pagliare, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  12. ^ a b Autori Vari, Pagliare, Portale Sangroaventino, 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  13. ^ Il filosofo, nel 1919, dedica al paese natale degli avi paterni una monografia. Cfr. B. Croce, Montenerodomo: storia di un comune e due famiglie, Laterza, Bari 1919, poi collocata, unitamente a quella su Pescasseroli, in appendice alla Storia del Regno di Napoli (Laterza, Bari 1925 e ss.).
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, elezionistorico.interno.it.
  16. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Juvanum 2.JPG
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Veduta del sito archeologico di Juvanum
Controllo di autorità VIAF: (EN304911456
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