Arcidiocesi di Chieti-Vasto

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Arcidiocesi di Chieti-Vasto
Archidioecesis Theatina-Vastensis
Chiesa latina
Chieti-City 2011-by-RaBoe-045.jpg
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
Mappa della diocesi
Diocesi suffraganee
Lanciano-Ortona
Arcivescovo metropolita Bruno Forte
Vicario generale Cassio Menna
Sacerdoti 247 di cui 145 secolari e 102 regolari
1.202 battezzati per sacerdote
Religiosi 115 uomini, 314 donne
Diaconi 20 permanenti
Abitanti 316.300
Battezzati 297.000 (93,9% del totale)
Superficie 2.539 km² in Italia
Parrocchie 147 (10 vicariati)
Erezione VI secolo (Chieti)
23 luglio 1853 (Vasto)[1]
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale San Giustino
Concattedrali San Giuseppe
Santi patroni San Giustino
San Michele arcangelo
Indirizzo Piazza G.G. Valignani, 4 - 66100 Chieti
Sito web www.chieti.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Italia
La basilica santuario del Volto Santo di Manoppello.

L'arcidiocesi di Chieti-Vasto (in latino: Archidioecesis Theatina-Vastensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2013 contava 297.000 battezzati su 316.300 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Bruno Forte.

Ne sono patroni san Giustino (per Chieti) e san Michele arcangelo (per Vasto): la Beata Vergine dei Miracoli, venerata nel santuario di Casalbordino, ne è la compatrona.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'arcidiocesi è formato da 147 parrocchie che comprendono 92 comuni abruzzesi, 79 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Pescara.

Sede arcivescovile è la città di Chieti, dove si trova la cattedrale, in origine dedicata a San Tommaso. Venne riconsacrata e intitolata a San Giustino dal vescovo Attone I, il 5 novembre 1069, e si trova in piazza San Giustino, già piazza Vittorio Emanuele II. A Vasto ha sede la concattedrale di San Giuseppe.

Le parrocchie sono raggruppate in dieci zone pastorali o foranie: Atessa, Casoli, Chieti, Chieti Scalo, Fossacesia-Casalbordino, Francavilla al Mare, Gissi, Guardiagrele, Scafa e Vasto.

Istituti religiosi maschili[modifica | modifica wikitesto]

Istituti religiosi femminili[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo giunse in queste terre molto presto, probabilmente fin dall'età apostolica, ma l'esistenza nel territorio di una struttura ecclesiale ben definita è attestata dai documenti solo a partire dal pontificato di papa Gelasio I (492 - 496): la tradizione che attribuisce al santo vescovo Giustino (III-IV secolo) la fondazione della diocesi, pur suffragata dal fatto che egli titolare della chiesa cattedrale almeno sin dal IX secolo, è attestata solo da documenti piuttosto tardi (XV secolo).[2]

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Tra i vescovi più antichi, quelli di cui ci giungono testimonianze sono Quinto, che intervenne ad un sinodo celebrato a Roma nel 499, e Barbato, menzionato in un'epistola di papa Gregorio I del 594[3]: nessun altro fino al IX secolo, quando sono documentati Teodorico I, che nell'840 celebrò un sinodo per richiamare i canonici all'osservanza della vita comune e fece edificare per loro un capitolo (intitolato a San Tommaso) presso la cattedrale, e Lupo I, che nell'844 presenziò all'incoronazione di Ludovico II fatta da papa Sergio II.

Nel IX secolo il vescovo di Chieti iniziò ad estendere la sua autorità anche alle altre grandi città del territorio (Ortona, Vasto) e a tutto l'Abruzzo sud-orientale, ma dovette scontrarsi con il potere delle grandi abbazie dell'Italia centro-meridionale (innanzitutto Montecassino) che possedevano in zona diversi feudi esenti dalla giurisdizione episcopale. Tra il XII e il XIV secolo, attraverso le donazioni di vari terreni e feudi, all'ufficio di vescovo di Chieti si legarono anche i titoli di barone di Villamagna, Orni, Forcabobolina e Astignano e, più tardi, anche quello di conte di Chieti.

A partire dal XIII secolo fiorirono nella diocesi i grandi ordini mendicanti e, parallelamente, si sviluppò un notevole movimento eremitico il cui più celebre esponente fu Pietro dal Morrone (il futuro papa Celestino V) che a Roccamorice nel 1254 fondò l'Eremo di Santo Spirito a Majella, primo nucleo della congregazione dei monaci Celestini.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli successivi la sede episcopale di Chieti raggiunse un certo prestigio e cominciò ad essere contesa dalle maggiori famiglie del Regno di Napoli. Nel 1505 Giampietro Carafa (poi papa con il nome di Paolo IV) ottenne grazie allo zio Oliviero il governo della diocesi: quando fondò con Gaetano di Thiene l'ordine dei Chierici Regolari, diede loro il nome di Teatini dal nome latino della sua diocesi; anche i fondatori di altri due dei nuovi Ordini della Controriforma, Francesco Caracciolo dei Chierici Regolari Minori e Camillo de Lellis dei Ministri degli Infermi, erano originari della diocesi (rispettivamente di Villa Santa Maria e Bucchianico).

Agli inizi del XVI secolo Chieti perse il territorio della neo-costituita diocesi di Lanciano (27 aprile 1515), ma con la bolla Super universas (1º giugno 1526) di papa Clemente VII fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana e le furono assegnate come suffraganee Penne, Atri e la stessa Lanciano. Chieti perse presto tutte le diocesi suffraganee: prima Penne e Atri, restituite alla soggezione immediata da papa Paolo III con la bolla Inter cetera (18 luglio 1539), quindi Lanciano, elevata ad arcidiocesi da Pio IV nel 1562; Pio V ripristinò allora la diocesi di Ortona (20 ottobre 1570) e la dichiarò soggetta a Chieti, come anche, in seguito, quella di Campli (12 maggio 1600).

Nel 1624 gli oratoriani di Santa Maria in Vallicella, che avevano in commenda l'abbazia di San Giovanni in Venere, cedettero all'arcivescovo di Chieti la giurisdizione ecclesiastica su alcune parrocchie di questa Chiesa nullius: Fossacesia, Francavilla al Mare, Paglieta, Rocca San Giovanni, Sant'Eusanio del Sangro, San Vito Chietino e Vasto.

Gli ultimi secoli[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma delle circoscrizioni ecclesiastiche operata da papa Pio VII con la bolla De utiliori (27 giugno 1818), alcune Chiese nullius dioecesis del territorio furono soppresse e riunite alla sede arcivescovile di Chieti (la prelatura di San Martino in Valle di Fara San Martino, la prepositura di San Leucio e le tre abbazie di Santa Maria in Monteplanizio a Lettopalena, di San Clemente a Casauria e dei Santi Vito e Salvo), la diocesi di Ortona venne unita a quella di Lanciano, quella di Campli venne soppressa.

Chieti tornò a rimanere priva di suffraganee e, per porre rimedio alla questione, ad istanza di Ferdinando II e del marchese del Vasto Alfonso d'Avalos, papa Pio IX con la bolla In apostolica omnium ecclesiarum (23 luglio 1853) dismembrò dall'arcidiocesi di Chieti la città di Vasto e il suo distretto, l'eresse in vescovato ed eresse la collegiata di San Giuseppe in cattedrale: la nuova diocesi venne affidata in regime di amministrazione perpetua all'arcivescovo di Chieti. Per gli uffici della curia ed il seminario, venne recuperato l'antico collegio dei Chierici Regolari della Madre di Dio.

Dal 17 febbraio 1940 al 26 giugno 1948 la sede di Vasto, che aveva cambiato nome in Istonio, assunse il nome latino di dioecesis Histoniensis.

Con l'erezione dell'arcidiocesi di Pescara-Penne (1º luglio 1949), la diocesi perse il territorio di alcune parrocchie situate sulla riva destra del fiume Aterno, che segnava l'antico confine con la vecchia diocesi di Penne.

Con la bolla Fructuosae ecclesiae del 2 marzo 1982, papa Giovanni Paolo II tornò ad assegnare alla Chiesa metropolitana di Chieti come suffraganee Lanciano (che mantenne comunque la dignità arcivescovile) e Ortona (unita però a Lanciano). Il 24 agosto 1982, con decreto del cardinale Sebastiano Baggio, prefetto della Congregazione per i Vescovi, la circoscrizione ecclesiastica di Vasto cessava di essere in regime di amministrazione perpetua e fu unita aeque principaliter a Chieti; come primo vescovo fu nominato Vincenzo Fagiolo, che assunse così il titolo di arcivescovo di Chieti e vescovo di Vasto.[4]

Infine, il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la piena unione delle due diocesi di Chieti e di Vasto e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto l'attuale denominazione: Arcidiocesi di Chieti-Vasto.

Il 7 ottobre 1989 l'arcivescovo Antonio Valentini, rendendo esecutivo il decreto che stabiliva, insieme alla piena unione delle due diocesi di Chieti e Vasto, la costituzione nella chiesa cattedrale di Chieti dell'unico capitolo cattedrale, stabilì che il capitolo metropolitano fosse composto da 12 sacerdoti e presieduto da un canonico con il titolo di presidente: nelle celebrazioni corali, i canonici indossano l'abito talare nero, il rocchetto e la mozzetta color cremisi.

Il 31 maggio 2010 la parrocchia di Maria Santissima Madre di Dio, in frazione Pretaro (comune di Francavilla al Mare), è stata staccata dall'arcidiocesi di Pescara-Penne e aggregata all'arcidiocesi di Chieti-Vasto.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Chieti[modifica | modifica wikitesto]

Sedi di Chieti e Vasto[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Chieti-Vasto[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovo attuale[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 giugno 2004 papa Giovanni Paolo II ha eletto arcivescovo di Chieti-Vasto il teologo napoletano Bruno Forte come successore di Edoardo Menichelli, trasferito alla sede di Ancona-Osimo: monsignor Forte è stato consacrato vescovo nel Duomo di Napoli l'8 settembre 2004 dall'allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger (che l'anno seguente sarebbe stato eletto papa) e ha preso possesso della diocesi il 25 settembre dello stesso anno.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 316.300 persone contava 297.000 battezzati, corrispondenti al 93,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 350.000 350.000 100 297 207 90 1.178 120 425 133
1958 333.468 335.468 99,4 284 190 94 1.174 1 142 491 133
1970 292.000 294.030 99,3 282 180 102 1.035 127 578 141
1980 290.029 296.029 98,2 270 171 99 1.076 6 122 420 156
1990 311.500 316.500 98,4 245 158 87 1.271 6 113 391 158
1999 316.000 321.162 98,4 235 159 76 1.344 6 87 364 158
2000 313.935 315.865 99,4 248 167 81 1.265 5 96 370 158
2001 313.855 315.865 99,4 251 166 85 1.250 15 107 373 158
2002 313.855 315.875 99,4 235 155 80 1.335 14 93 401 158
2003 310.350 314.800 98,6 230 151 79 1.349 14 92 401 158
2004 308.600 313.500 98,4 226 146 80 1.365 14 96 400 158
2006 305.882 312.982 97,7 223 148 75 1.371 17 93 370 157
2013 297.000 316.300 93,9 247 145 102 1.202 20 115 314 147

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo l'Annuario Pontificio la sede di Vasto fu eretta nel V secolo e restaurata nel XIX secolo.
  2. ^ Secondo Lanzoni nessuno dei vescovi dei primi sei secoli (fino a Eleuterio), attribuiti dalla tradizione a Chieti, furono mai vescovi di questa sede.
  3. ^ Secondo Lanzoni Quinto fu vescovo di Teano, mentre Barbato è un nome inventato, che non appare nel Registrum delle epistole di papa Gregorio I.
  4. ^ AAS 74 (1982), p. 1301.
  5. ^ Secondo Cappelletti vi fu anche un vescovo Roberto, vissuto tra il 1140 ed il 1150; gli succedette, secondo il medesimo autore, Alanno, la cui ultima menzione risale al 1157.
  6. ^ Eubel riporta come data di conferma papale il 24 agosto 1254. Anche secondo Cappelletti Landolfo Caracciolo resse la sua chiesa per due anni.
  7. ^ Gams menziona un vescovo Guglielmo, nel 1292 e nel 1293.

Fonti e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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