Museo archeologico nazionale d'Abruzzo

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Museo archeologico nazionale d'Abruzzo
Museo archeologico nazionale d'Abruzzo 01.jpg
Villa Frigerj sede del Museo archeologico nazionale d'Abruzzo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Chieti
Indirizzo Via Villa Comunale, 3
Caratteristiche
Tipo Archeologico
Apertura 1959
Visitatori 15 280[1] (2015)
Sito web
Villa Frigerj del Museo archeologico nazionale d'Abruzzo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Chieti
Indirizzo Villa comunale 3
Coordinate 42°20′34.71″N 14°09′52.33″E / 42.342975°N 14.164536°E42.342975; 14.164536Coordinate: 42°20′34.71″N 14°09′52.33″E / 42.342975°N 14.164536°E42.342975; 14.164536
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1830
Stile stile liberty
Realizzazione
Architetto Enrico Riccio
Proprietario storico Ferrante Frigerj

Il Museo archeologico nazionale d'Abruzzo (in acronimo MANDA) è allestito all'interno della Villa Comunale, a Chieti, detta Villa Frigerj.

Ospita la più importante raccolta archeologica abruzzese che documenta la cultura dell'Abruzzo antico dalla protostoria alla tarda età imperiale, ed una raccolta numismatica di monete dal IV al XIX secolo. Dal dicembre 2014 il museo è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è ospitato in una villa in stile neoclassico fatta costruire intorno al 1830 dal barone Ferrante Frigerj su progetto di Enrico Riccio.

L'edificio venne poi ceduto al Comune di Chieti, che intorno ai primi anni del Novecento ne fece la sede dell'istituto tecnico Ferdinando Galiani.

Dopo la seconda guerra mondiale la villa fu ceduta dal Comune al Demanio, e, nel 1959, per volere dell'allora Soprintendente Valerio Cianfarani, venne inaugurato il museo, alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Nel 1984 il museo ha subìto una ristrutturazione - dovuta all'acquisizione di nuovi reperti e alle numerose donazioni da privati - che ha portato all'allestimento attuale.

La Villa Comunale del museo innevata
Aquila romana conservata nel museo
Busto femminile

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo si divide in sette sezioni:

  • Collezione Pansa
  • Collezione Numismatica
  • iconografia romana in A.
  • culti funerari nell'Abruzzo preromano
  • scultura Italica
  • ritrovamenti antropologici
  • mostra "Ecco...Ercole appare"

Piano terra[modifica | modifica wikitesto]

Il piano terra ospita la Collezione Pansa, che comprende bronzi, gioielli, vetri, avori, steli funerarie e oggetti di uso quotidiano, la Collezione Numismatica con circa 15.000 monete tra cui l'aureo dell'imperatore Galba e il salone d'ingresso dove sono raccolte varie statue romane tra cui la colossale statua di Ercole Epitrapezios, del I sec. a.C., rinvenuta in Alba Fucens.

Vi sono esposte inoltre opere scultoree dall'epoca tardo repubblicana al primo impero come un letto funerario in osso proveniente da Collelongo, il sepolcro a tempietto del magistrato Lusius Storax, materiale musivo da Alba Fucens, ritratti e il lapidario romano.

Primo piano[modifica | modifica wikitesto]

La statua del famoso Guerriero di Capestrano, conservata nel museo

Al piano superiore sono ospitati corredi tombali dal X al IV secolo a.C., derivati dalle tombe delle necropoli di Loreto Aprutino, Civitella Casanova, Nocciano, Campovalano, Penna Sant'Andrea, Capestrano, Alfedena, Le Castagne, Scurcola Marsicana e Pennapiedimonte, oltre a vasellame da mensa, armi, un paio di pendenti fenici in pasta di vetro, un calice a corolla, dei calzari con decorazioni a sbalzo e dischi-corazza.

La scultura italica comprende interessanti reperti come il Torsetto femminile di Capestrano (AQ) del VI secolo a.C., le tre steli funerarie con iscrizione in lingua picena meridionale da Penna Sant'Andrea e la famosa statua funeraria italica del re Nevio Pompuledio conosciuta internazionalmente come Guerriero di Capestrano, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C. e proveniente dalla necropoli di Capestrano (AQ).

I ritrovamenti antropologici comprendono anche resti biologici, come quelli provenienti dalla Necropoli di Alfedena (V secolo a.C.) che permettono di mostrare le caratteristiche somatiche degli uomini e delle donne abruzzesi, sesso ed età alla morte, regime alimentare, stato di salute, tasso di fecondità ecc.

La mostra "Ecco...Ercole appare" presenta la statuetta in bronzo di Ercole in riposo rinvenuta nel santuario di Ercole Curino sul monte Morrone (sopra Sulmona), la ricostruzione in scala reale del sacello che la conteneva, e materiali archeologici dal santuario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari, Museo Archeologico d'Abruzzo, in Musei e siti archeologici d'Abruzzo e Molise, Pescara, Carsa Edizioni, 2001, p. 30-35, ISBN 88-501-0004-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134560823 · LCCN: (ENno97014707 · ISNI: (EN0000 0001 2289 1252