Capestrano

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Capestrano
comune
Capestrano – Stemma Capestrano – Bandiera
Capestrano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoAntonio D'Alfonso (Lista civica Tre Spighe) dall'11-06-2015
Territorio
Coordinate42°16′10″N 13°46′00″E / 42.269444°N 13.766667°E42.269444; 13.766667 (Capestrano)Coordinate: 42°16′10″N 13°46′00″E / 42.269444°N 13.766667°E42.269444; 13.766667 (Capestrano)
Altitudine465 m s.l.m.
Superficie43,66 km²
Abitanti877[1] (30-04-2017)
Densità20,09 ab./km²
FrazioniCapodacqua, Forca di Penne, Santa Pelagia, Scarafano.
Comuni confinantiBrittoli (PE), Bussi sul Tirino (PE), Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Corvara (PE), Navelli, Ofena, Pescosansonesco (PE), Villa Santa Lucia degli Abruzzi
Altre informazioni
Cod. postale67022
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066019
Cod. catastaleB651
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticapestranesi
Patronosan Giovanni da Capestrano
Giorno festivo23 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capestrano
Capestrano
Capestrano – Mappa
Posizione del comune di Capestrano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Capestrano (Capəstranə in abruzzese) è un comune italiano di 877 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Centro agricolo a 43 km a ESE del capoluogo, a 465 m nell'alta Valle del Tirino, situato al margine sud-occidentale di un vasto piano di origine carsica compreso tra l'altopiano di Navelli e le estreme propaggini sud-orientali del gruppo del Gran Sasso d'Italia: faceva anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Parte del territorio del comune rientra nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato secondo la tradizione dagli abitanti delle tre ville di Capo d'Acqua, Santa Pelagia e Colle Presciano, la prima notizia che cita il borgo detto Capistrano è datata 1210.

In epoca medievale le prime notizie del territorio risalgono al secolo IX[2], quando parte della Valle Tritana è sotto la giurisdizione del Monastero benedettino di San Pietro in Trite o Trita, detto poi ad Aratorium e infine ad Oratorium, operante a sua volta sotto l'egida del Monastero di San Vincenzo al Volturno, da cui dipendeva.

Feudo di Matteo di Raiano nel primo periodo angioino, passò insieme all'intera Valle Tritana agli Acquaviva nel 1283, quando Riccardo d'Acquaviva, fratello di Berardo e nuovo signore di Capestrano, di Ofena e di Castel del Monte subentrò a Berardo di Raiano.[3] Nel 1382 Pietro II conte di Celano ricevette in feudo Capestrano, Ofena e Santa Pelagia da re Carlo III di Durazzo. Nel 1422 alla morte del giovanissimo Pietro III conte di Celano passò alla celebre sorella Covella o Jacovella, moglie, nell'ordine, di Odoardo Colonna, di Jacopo Caldora e di Lionello Accrocciamuro. Nel 1463 la Terra di Capestrano passò unitamente a quelle di Ofena, Castel del Monte e Forca di Penne ad Antonio Todeschini Piccolomini, nipote di papa Pio II e nuovo conte di Celano. Nel 1478 diede il nome al marchesato di Capestrano (dal 1594 principato), che comprendeva anche Ofena, Castel del Monte e Villa S. Lucia. Nel 1569 Costanza Piccolomini vendette l'utile dominio del principato di Capestrano con patto di ricompera ad Ottavio Cattaneo e successivamente nel 1579 lo cedette al granduca Francesco I de' Medici. L'illustre famiglia fiorentina mantenne il feudo fino al 1743, quando i Borboni acquisirono l'insieme quale stato allodiale fino al 1806, anno di estinzione della feudalità.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso al Castello Piccolomini

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria della Pace: è la parrocchiale del centro, costruita nel XVII secolo sopra la preesistente chiesa di Santa Maria del Rosario. I lavori iniziarono nel 1643 finanziati dalla famiglia Capponi, e si protrassero fino alla consacrazione nel 1768. Il campanile fu terminato nel 1857. La chiesa è un compendio del barocco abruzzese, con richiami rinascimentali. L'edificio è a pianta rettangolare con facciata monumentale a pannello, con tre portali e tre finestre. La cupola è a tiburio ottagonale. L'interno barocco ha tre navate con decorazioni di Carlo Antonio Santini, come il fonte battesimale del 1839.
Portale della chiesa di San Pietro ad Oratorium
  • Abbazia di San Pietro ad Oratorium: si trova fuori il centro. Il primo documento che ne attesta l'esistenza è di papa Stefano II e risale al 752, quando era cella di San Vincenzo al Volturno. Nel 1100 fu ricostruita, come testimonia l'iscrizione sulla facciata. La chiesa ha pianta rettangolare a capanna con triplice abside posteriore. La semplice facciata ha un portale romanico e un bassorilievo del "quadrato del Sator", con la scritta ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR. Le tre navate interne sono divise da sette arcate a tutto sesto su pilastri a sezione quadrata. Il ciborio monumentale appartiene alla scuola di Guardiagrele di Nicodemo, Roberto e Ruggero, che realizzarono gli amboni per le abbazie abruzzesi intorno alla Majella. Presso l'abside si trova un importante affresco romanico duecentesco con il Cristo Redentore tra gli Evangelisti.
Convento di San Giovanni (interno interno)
  • Convento francescano di San Giovanni: chiesa costruita fuori il centro nel 1447 per volere di San Giovanni da Capestrano, che ottenne un feudo dalla contea di Celano. Il convento fu ampliato dopo la morte di Giovanni, e dotato di biblioteca e casale di lanificio nel 1654. Nel 1742 fu completata l'attuale biblioteca. La facciata monumentale del convento è barocca, a capanna semplice, con portico ad arcate. L'intervento a navata unica è scandito da una volta a botte con affreschi della vita del santo. I pilastri e le pareti sono composte da marmo rosso pompeiano. Il chiostro possiede affreschi rinascimentali della vita di San Francesco d'Assisi.
  • Chiesa di San Biagio: nella contrada Capodacqua.
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto, presso il fiume Presciano.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Mediceo
  • Castello Piccolomini: architettura più importante del centro, forse esistente già dal XII secolo, fu ampliato da Antonio Todeschini Piccolomini nel XV. Successivamente il castello passò alla famiglia De Medici nel 1579 e divenne la sede del governatore. La pianta è irregolare, costituita dalla torre centrale normanna, a pianta poligonale. L'ampliamento irregolare della struttura è dovuto al dislivello del terreno, con l'edificio gentilizio a L, col lato maggiore rivolto verso la piazza. Sul lato opposto c'era l'ingresso originale col ponte levatoio. L'ingresso è protetto da fossato, feritoie e bertesche. L'esterno è decorato da torri angolari circolari con merlature cinquecentesche.
  • Torre Forca di Penne: si trova in località Scarafano, a confine tra la provincia dell'Aquila e di Pescara. La torre risale forse al XII secolo. Ha pianta quadrata con lati stretti e tozzi.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nella necropoli di Capestrano si rinvenne la celebre statua di arte italica detta Guerriero di Capestrano (Chieti, Museo Archeologico Nazionale) del VI secolo a.C.. Raffigura un guerriero armato rigidamente eretto e sostenuto da due pilastri, uno dei quali con un'iscrizione picena. Sul volto ha una maschera, forse funeraria. Il largo copricapo è interpretato da alcuni come uno scudo posto sul capo del guerriero defunto; altri studiosi lo indicano, invece, come un elmo dalla larga tesa e sormontato da un lungo cimiero, oggi scomparso, ma di cui restano ampie porzioni della base. La statua era, probabilmente, il segnacolo di una monumentale tomba a tumulo in cui venne sepolto un personaggio importante, probabilmente il capo della comunità.[senza fonte]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Persone legate a Capestrano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Produzione di zafferano, uva, mandorle, olive, ortaggi, cereali; allevamento ovino; piccole industrie di trasformazione (sgusciatura meccanica delle mandorle, pastifici, molini).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Capestrano dal 1985.[5]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 settembre 1985 16 giugno 1990 Giancarlo Iafolla Partito Socialista Italiano (PSI) Sindaco [5]
16 giugno 1990 24 aprile 1995 Giancarlo Iafolla Partito Socialista Italiano (PSI) Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Nemo Di Fiore Liste civiche di centro-destra Sindaco [6]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Nemo Di Fiore Lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 30 marzo 2010 Antonio D'Alfonso Lista civica Sindaco [8]
30 marzo 2010 11 giugno 2015 Giuseppe Marulli Lista civica Uniti per Capestrano Sindaco [9]
11 giugno 2015 in carica Antonio D'Alfonso Lista civica Tre spighe Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrichetta Santilli, La chiesa di Desiderio, "Culturabruzzo", 2005, 1, 3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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