Capestrano

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Capestrano
comune
Capestrano – Stemma Capestrano – Bandiera
Capestrano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Antonio D'Alfonso[1] (Lista Civica Tre Spighe) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 42°16′10″N 13°46′00″E / 42.269444°N 13.766667°E42.269444; 13.766667 (Capestrano)Coordinate: 42°16′10″N 13°46′00″E / 42.269444°N 13.766667°E42.269444; 13.766667 (Capestrano)
Altitudine 465 m s.l.m.
Superficie 43,66 km²
Abitanti 888[2] (31-12-14)
Densità 20,34 ab./km²
Frazioni Capodacqua, Forca di Penne, Santa Pelagia, Scarafano.
Comuni confinanti Brittoli (PE), Bussi sul Tirino (PE), Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Corvara (PE), Navelli, Ofena, Pescosansonesco (PE), Villa Santa Lucia degli Abruzzi
Altre informazioni
Cod. postale 67022
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066019
Cod. catastale B651
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti capestranesi
Patrono san Giovanni da Capestrano
Giorno festivo 23 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capestrano
Capestrano
Posizione del comune di Capestrano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Capestrano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Capestrano è un comune italiano di 892 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Centro agricolo a 43 km a ESE del capoluogo, a 465 m nell'alta Valle del Tirino, situato al margine sud-occidentale di un vasto piano di origine carsica compreso tra l'altopiano di Navelli e le estreme propaggini sud-orientali del gruppo del Gran Sasso d'Italia: fa anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Parte del territorio del comune rientra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è di origine altomedievale, derivante probabilmente da un primordiale insediamento detto Caput Tritanum, in riferimento allo spostamento in sito elevato (Caput) del precedente insediamento di epoca romana chiamato Trite o Trita, quando l'intera vallata del fiume Tirino (lat. Tritanum) venne invasa dai Saraceni tra IX e X secolo.[senza fonte]

In epoca medievale le prime notizie documentate risalgono al secolo IX, quando il territorio è sotto la giurisdizione del Monastero benedettino di San Pietro in Trite o Trita, detto poi ad Oratorium, operante a sua volta sotto la giurisdizione del Monastero di S. Vincenzo al Volturno, da cui dipendeva. Feudo di Tolomeo di Raiano nel 1240, passò agli Acquaviva nel 1284 per concessione di Carlo I d'Angiò. Agli inizi del secolo XIV fu compreso, da Carlo III di Durazzo, nella Contea di Celano e attraverso le signorie di Leonello Acclozamora e dei Piccolomini, pervenne nel 1566 ai De Medici.

Veduta della statua del Guerriero di Capestrano, ora conservata al Museo archeologico nazionale d'Abruzzo a Chieti

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nella necropoli di Capestrano si rinvenne la celebre statua di arte italica detta Guerriero di Capestrano (Chieti, Museo Archeologico Nazionale) del sec. VI a.C. Raffigura un guerriero armato rigidamente eretto e sostenuto da due pilastri, uno dei quali con un'iscrizione picena. Sul volto ha una maschera, forse funeraria. Il largo copricapo è interpretato da alcuni come uno scudo posto sul capo del guerriero defunto; altri studiosi lo indicano, invece, come un elmo dalla larga tesa e sormontato da un lungo cimiero, oggi scomparso, ma di cui restano ampie porzioni della base. La statua era, probabilmente, il segnacolo di una monumentale tomba a tumulo in cui venne sepolto un personaggio importante, probabilmente il capo della comunità.[senza fonte]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagra della Trota 11 e 12 agosto
  • Bettola 31 ottobre e 1º novembre
  • Burgus Lupuli primo fine settimana di luglio

Persone legate a Capestrano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Produzione di zafferano, uva, mandorle, olive, ortaggi, cereali; allevamento ovino; piccole industrie di trasformazione (sgusciatura meccanica delle mandorle, pastifici, molini).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Nemo Di Fiore Lista Civica di Centro-destra (1995-1999)
Lista Civica (1999-2004)
Sindaco [4][5]
13 giugno 2004 28 marzo 2010 Antonio D'Alfonso Lista Civica Sindaco [6]
29 marzo 2010 31 maggio 2015 Giuseppe Marulli Lista Civica Uniti per Capestrano Sindaco [7]
1º giugno 2015 in carica Antonio D'Alfonso Lista Civica Tre spighe Sindaco [1]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ http://demo.istat.it/bilmens2014gen/index.html
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Archivio Storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, elezionistorico.interno.it.
  5. ^ Archivio Storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio Storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio Storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrichetta Santilli, La chiesa di Desiderio, "Culturabruzzo", 2005, 1, 3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN123347261 · GND: (DE4689361-1