Teate

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Teate
(LA) Teate Marrucinorum
ChietiAnfiteatro.jpg
Anfiteatro romano di Chieti
Civiltà Marrucini
Romani
Utilizzo Città
Epoca II secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Chieti
Altitudine 360 m, ca, m s.l.m.
Scavi
Data scoperta anni Novanta
Amministrazione
Ente Soprintendenza dei beni culturali d'Abruzzo
Responsabile Ufficio Soprintendenza dei beni culturali di Chieti
Visitabile sì (Museo archeologico La Civitella con area archeologica annessa
Sito web www.archeoabruzzo.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 42°20′42″N 14°09′44″E / 42.345°N 14.162222°E42.345; 14.162222

Teate (latinizzazione dell'originario Theate o Tegheàte, in greco Θεάτη o Θηγεάτη) è un antico centro dei Marrucini che corrisponde all'odierna Chieti sito tra i fiumi Pescara ad ovest ed Alento ad est.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo risale al periodo preromano. Il centro è sito sulla parte più elevata del colle della Civitella, dove è sita l'acropoli della città. L'antica Teate si sviluppò a partire dal II secolo a.C. e s'intensifico quando divenne municipio. Dopo la guerra sociale fino alle guerre del periodo tardo-repubblicano ed imperiale il centro era noto come Teate Marrucinorum[1] ma dai Marrucini era chiamata Touta Marouca. Dopo la ripartizione territoriale fu inserita nella Regio IV Samnium in seguito all'adesione alla Lega italica di Corfinio. Secondo Girolamo Nicolino la nascita di Teate risalirebbe al 1181 a.C., verrebbe anche specificata la data dell'11 maggio quando gente emigrante di origine greca che la leggenda vuole collegata ad Achille. In onore della dea Teti la città avrebbe preso il nome di Teate.[2]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La Civitella: Anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo archeologico La Civitella.

Il ritrovamento principale è stato portato alla luce durante gli scavi archeologici degli anni sessanta. Ai piedi della collina della Civitella. Il ritrovamento ha restituito delle terrecotte architettoniche, frammenti di statue e di ornamenti in bronzo e di mosaici, alcuni depositi in una favissa, facenti parte di alcuni templi del II secolo a.C. e demoliti nel secolo successivo ed ora esposti nel Museo archeologico della Civitella. I reperti in terracotta hanno permesso d'ipotizzare la conformazione dei templi dell'acropoli. I templi sorgevano su un podio agibile mediante una scalinata posta frontalmente che faceva arrivare nel pronao con colonnato che a sua volta immetteva in una cella. Il luogo di culto era ornato frontalmente da statue e da placche di rivestimento. In seguito gli edifici di culto furono smantellati e le decorazioni furono portate più a valle quando in età cesariana fu edificata una porticus poi, le funzioni religiose pagane furono trasferite nel centro della città antica presso l'area sacra del pozzo ammodernato nella prima metà del I secolo d.C. ed inglobato nei tempietti. Recentemente sono stati riportati i ruderi dell'anfiteatro risalente al I secolo d.C. e rivolto ai combattimenti dei gladiatori. L'anfiteatro è di forma ellittica ed era collegato con il sistema viario a nord e le strade extraurbane a sud. Gli scavi hanno portato parte del muro che cinge l'arena e la tribuna d'onore con struttura ad opus reticolatum bicromatico con dei ricorsi in laterizio.[3]

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Resti del teatro romano dell'antica Teate

Fuori del quartiere della Civitella e dirigendosi verso il centro di Chieti si possono notare, all'incrocio di Via di Porta Napoli e di Via Generale Pianell, i ruderi del teatro risalente al I secolo d.C. I palazzi che circondano il teatro hanno nascosto del tutto l'orchestra ed il proscenio. Attualmente è visibile il lato nord-orientale del muro della cavea in opus mixtum. La cavea è posta in parte sulle pendici del colle della Civitella ed in parte è coperta da volte a botte. Il teatro era composto da due livelli come dimostra parte del corridoio semicircolare che sbarrava il piano sovrastante.[4] Gli spalti potevano contenere circa 5000 spettatori. Il teatro misurava circa 80 metri di diametro. L'ingresso principale immetteva in una salita a gradoni sostituita dal Vico II Porta Reale, così ci si immetteva in un corridoio che era posto sopra la cavea, verosimilmente concluso da dei giochi di archi.[2]

Le terme[modifica | modifica wikitesto]

Resti delle terme romane

Sono siti nella zona orientale della città. Risalgono al II secolo d.C. L'accesso era consentito mediante una scalinata che introduceva in un corridoio obliquo la cui pavimentazione ad opera musiva raffigurante delle crocette nere su sfondo bianco. Il corridoio immetteva in un atrio ad ingresso con colonne con pavimentazione musiva raffigurante Nettuno. In seguito si poteva raggiungere vari ambienti rappresentati da tre sale rialzate mediante un suspensurae che rappresentavano il calidarium. Di fronte all'atrio quadrato vi erano delle vasche semicircolari ricoperte di marmo e, sul fondo, ve ne era una più grande inerenti al frigidarium. La zona orientale è andata distrutta per l'instabilità del terreno, L'acqua era fornita da una cisterna sita presso le terme. La cisterna era sita in un ambiente sotterraneo composto di nove vani comunicanti tra di loro addossati alla collina. I vani erano strutturati in maniera di sopportare la pressione dell'acqua e del terreno mediante nicchie posti intorno ai nove ambienti.[5]

I templi romani[modifica | modifica wikitesto]

Templi Romani di Chieti.JPG
Chiesa di San Paolo, fusa con un tempio romano

Sono siti in piazza dei Templi romani.[6] Comunemente sono detti tempietti di San Paolo. Sono stati individuati con certezza da Desiderio Scerna con gli scavi iniziati negli anni '20 del XX secolo (Scheda Dott D. Mancini). Nel 1997, durante lavori di restauro del complesso templare, fu portato alla luce un ulteriore ambiente ipogeo. Trattasi del luogo di culto più antico di Chieti e composto di tre tempietti limitrofi. I primi due constano di cella con pronao e cripta, mentre l'ultimo è composto solamente di cella e cripta. Alcuni elementi fanno ipotizzare che siano stati costruiti nel periodo romano, tra cui: le mura in calcestruzzo del primo e secondo tempio e l'utilizzo dell'opus reticolatum. Il terzo tempio appare più tardo, nel III secolo quando a Teate fu istituita una colonia romana e si rese necessaria la costruzione di un capitolium con tre divinità tradizionali, cioè: Giove, Giunone e Minerva, tuttavia le fondamenta testimoniano un periodo antecedente risalente al V-IV secolo a.C. Nel vano del secondo tempio vi è un pozzo di 38 metri. Nei vani e nelle cripte si sono conservate delle monete, frammenti scultorei, busti, pietre sepolcrali, iscrizioni.[2] La fronte dei tre templi è rivolta verso sud-est verso l'antico foro. Anticamente vi era anche un quarto tempio ora sostituito dal palazzo della posta. L'edificio era a pianta rettangolare del quale si può ammirare solamente parte della cella in opus mixtum con i resti del pavimento in lastrine di marmo. Un'iscrizione attesta una operazione edilizia gestita da Marco Vezio Marcello e dalla Moglie Elvidia Priscilla.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Autori Vari, Teate, resti della città Romana in Musei e Siti archeologici d'Abruzzo e Molise, pag.40, Carsa Edizioni, Pescara (2001), ISBN 88-501-0004-3
  2. ^ a b c Info su spazioinwind
  3. ^ Autori Vari, La Civitella in Musei e Siti archeologici d'Abruzzo e Molise, pag.42, Carsa Edizioni, Pescara (2001), ISBN 88-501-0004-3
  4. ^ Autori Vari, Il Teatro in Musei e Siti archeologici d'Abruzzo e Molise, pag.44, Carsa Edizioni, Pescara (2001), ISBN 88-501-0004-3
  5. ^ Autori Vari, Le Terme in Musei e Siti archeologici d'Abruzzo e Molise, pag.44, Carsa Edizioni, Pescara (2001), ISBN 88-501-0004-3
  6. ^ a b Autori Vari, I Templi romani in Musei e Siti archeologici d'Abruzzo e Molise pag 43, Carsa Edizioni, Pescara (2001) ISBN 88-501-0004-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]