Alfedena

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Alfedena
comune
Alfedena – Stemma Alfedena – Bandiera
Alfedena – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoMassimo Scura[1] (Lista Civica Libera scelta) dal 16-5-2011 (2° mandato)
Territorio
Coordinate41°44′07.62″N 14°02′06″E / 41.73545°N 14.035°E41.73545; 14.035 (Alfedena)Coordinate: 41°44′07.62″N 14°02′06″E / 41.73545°N 14.035°E41.73545; 14.035 (Alfedena)
Altitudine914 m s.l.m.
Superficie39,96 km²
Abitanti880[2] (30-4-2017)
Densità22,02 ab./km²
Comuni confinantiBarrea, Montenero Val Cocchiara (IS), Picinisco (FR), Pizzone (IS), Scontrone
Altre informazioni
Cod. postale67030
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066003
Cod. catastaleA187
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 924 GG[3]
Nome abitantialfedenesi
Patronosan Pietro Martire
Giorno festivo29 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alfedena
Alfedena
Alfedena – Mappa
Posizione del comune di Alfedena all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Alfedena (Fëdéna in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 880 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Faceva parte della Comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia. Inoltre, parte del suo territorio comunale è compreso all'interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

È il comune situato più a sud della provincia dell'Aquila nonché della regione Abruzzo. Si trova al confine con la provincia laziale di Frosinone e con quella molisana di Isernia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Alfedena è una stazione climatica estiva situata sulle due sponde del Rio Torto. Si trova nella punta estrema sud-occidentale dell'Alto Sangro, ai piedi dei massicci della Meta e del Monte Greco. Alfedena è attraversata dalla strada statale 83 Marsicana che allo stesso tempo costituisce anche il suo corso principale. Dista 120 km dall'Aquila. Il centro abitato si trova ad un'altitudine di 914 metri sul livello del mare mentre per il resto del territorio comunale si va dagli 850 metri dell’area confinante con Scontrone ai 2.242 metri della vetta di Monte Meta. Inoltre, insieme a Valle Castellana, è uno dei due comuni abruzzesi il cui territorio è confinante con due regioni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è tipicamente appenninico con estati miti ed inverni freddi. Risente dell'influenza delle correnti fredde da nord est che possono portare anche fenomeni nevosi intensi, come quello del 2012 che portò ben 180 cm di neve in paese. Risente anche dello scirocco da sud ovest che può portare assenza di neve anche nei mesi più freddi. La temperatura media di gennaio è di circa 2.5 gradi e quella di agosto è di 20 gradi. Nelle giornate più calde sono state registrate temperature leggermente superiori ai 30 gradi mentre nelle notti più fredde la coloninna di mercurio è scesa più volte sotto i -10 gradi. Grazie alla sua posizione, la sua altitudine è minore rispetto a quella degli altri comuni alto sangrini. Di conseguenza costituisce una delle località della zona con il clima più gradevole.

La temperatura scende sensibilmente all'aumentare della quota e sui monti della Meta si verificano nevicate anche in primavera o in autunno. Le temperature estive sono piuttosto fresche mentre le precipitazioni sono pressappoco quantificabili in 1.000 mm l'anno, ben distribuiti durante tutti i mesi con un minimo a luglio ed un picco a novembre.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aufidena.

Forse identificabile con l'antico centro di Aufidena, il paese sorge in un'area che ospita una vasta necropoli italica, esplorata dagli archeologi a partire dal 1882. Questa necropoli presenta notevoli somiglianze con altri due siti alto sangrini, quello di Opi e quello di Barrea. Tali analogie hanno permesso agli esperti di parlare di una vera e propria facies culturale dell'Alto Sangro.

Le circa 1.500 sepolture rinvenute, databili tra il VII secolo a.C. e l'inizio del III secolo a.C., hanno restituito numerosi reperti, alcuni dei quali sono conservati presso il Museo civico aufidenate Antonio De Nino.

Il sito fortificato del Curino, posto a monte della necropoli, faceva probabilmente parte di un vasto sistema funzionale di roccaforti e costituiva un punto di controllo sul fondovalle.

Molti reperti provenienti dalla necropoli furono trafugati o distrutti dalle truppe di occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.

Nella seconda metà del VI secolo, Alfedena entrò a far parte del Ducato longobardo di Benevento[5] e, tra i secoli V e VIII, fu anche sede vescovile. Successivamente, però, la diocesi di Alfedena fu soppressa ed il suo territorio fu ereditato dalla diocesi di Trivento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono i luoghi che conservano traccia della lunga storia di Alfedena:

Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Castello e porta[modifica | modifica wikitesto]

  • Testimonianza della storia medievale del paese, la torre ottagonale del castello di Alfedena (XII secolo) domina l'intero centro storico. Dai lati della torre si estendono alcuni tratti delle antiche cortine. Una scalinata, recentemente restaurata e provvista di illuminazione, consente la visita ai turisti.
  • La porta di Alfedena, delimitante piazza Umberto I, consente l’accesso al nucleo antico del paese. La porta è decorata con lo stemma aufidenate.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XIII secolo), caratterizzata da una facciata di ispirazione romanica, è stata restaurata a seguito dei danni della secondo conflitto mondiale. L'interno della chiesa è frutto della ricostruzione del 1954. I grandi mosaici sulla facciata e all'interno vennero realizzati da Fausto Conti negli anni Cinquanta del XX secolo.

Monumenti commemorativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai Caduti di Alfedena, opera dell'artista locale Di Palma, fu installato nel 1924 nella piazza Umberto I per commemorare il contributo della popolazione di Alfedena alla prima guerra mondiale.
  • Monumento al Selciatore, realizzato nel 1966. Si tratta di un'opera commemorativa degli alfedenesi che per secoli emigrarono a Roma per svolgere l'attività di selciatori.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alfedena lo sci di fondo è molto praticato data la presenza di uno delle piste più impegnative dell'Italia centro-meridionale. Difatti, dal 16 al 18 febbraio 2018, in località Pianoro Campitelli, si sono svolti i Campionati Italiani allievi Under 16 di sci di fondo[6].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fuochi per la festa di S. Antonio
  • Fuochi di Sant'Antonio (17 gennaio).
  • Festa di Santa Maria Salome e San Pietro (seconda domenica di luglio).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Alfedena è raggiungibile dalla Marsica orientale (uscita di Pescina dell'A25) e dal Basso Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che attraversa il Parco Nazionale d'abruzzo da nord a sud-est toccando a sud anche altri centri turistici come Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d'Acero e l'omonima Strada Statale 509.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 marzo 1996 Vittorio Amorosi Lista Civica di Centro-destra Sindaco [8]
14 marzo 1996 17 novembre 1996 Gabriella Patrizi Commissario Prefettizio [9]
18 novembre 1996 28 maggio 2006 Vittorio Amorosi Lista Civica Sindaco [10][11]
29 maggio 2006 15 maggio 2011 Secondo Di Giulio Lista Civica Sindaco [12]
16 maggio 2011 in carica Massimo Scura Lista Civica Libera scelta Sindaco [13][1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, su elezionistorico.interno.gov.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 19.
  5. ^ A.L. Antinori, Annali degli Abruzzi, Vol. IV, Bologna, Forni Editore, 1971, p. sub anno 568.
  6. ^ Sci di fondo, al via campionati under 16 - Abruzzo, in ANSA.it, 16 febbraio 2018. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Anagrafe degli Amministratori regionali e locali del Ministero dell'Interno, Scheda di Gabriella Patrizi, su amministratori.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 17 novembre 1996, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 maggio 2006, su elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, su elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Balzano Vincenzo, Dove fu Aufidena, Castel di Sangro 1899, Tip. Oriente Putaturo.
  • Balzano Vincenzo, Aufidena Caracenorum, ai confini settentrionali del Sannio: memorie storiche intorno all'antichita di Castel di Sangro, Roma 1923, Arti graf. e fotomeccaniche P. Sansaini.
  • Balzano Vincenzo, La diocesi di Aufidena, Casalbordino 1933, Tip. Nicola De Arcangelis.
  • Iasiello Italo, Samnium. Assetti e trasformazioni di una provincia tardoantica, Bari 2007, Edipuglia.
  • Salmon Edward Togo, Il Sannio e i Sanniti, Torino 1985, Einaudi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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