Opi (Italia)

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Opi
comune
Opi – Stemma Opi – Bandiera
Foto aerea di Opi
Foto aerea di Opi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Berardino Antonio Paglia (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°46′40″N 13°49′48″E / 41.777778°N 13.83°E41.777778; 13.83 (Opi)Coordinate: 41°46′40″N 13°49′48″E / 41.777778°N 13.83°E41.777778; 13.83 (Opi)
Altitudine 1.250 m s.l.m.
Superficie 49,91 km²
Abitanti 420[1] (31-07-2015)
Densità 8,42 ab./km²
Frazioni Casette
Comuni confinanti Civitella Alfedena, Pescasseroli, San Donato Val di Comino (FR), Scanno, Settefrati (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066061
Cod. catastale G079
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 526 GG[2]
Nome abitanti opiani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Opi
Opi
Posizione del comune di Opi all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Opi all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Opi (IPA: [ˈopjə], in dialetto opiano) è un comune italiano di 420 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Borgo medievale immerso nel cuore del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è un attivo centro turistico, situato a 7 km dalle piste del centro dello sci di fondo di Macchiarvana e a 3 km dalla Val Fondillo. Fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[3].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorge lungo la catena montuosa dei Monti Marsicani in mezzo ad un anfiteatro montuoso costituito a nord-est dal Monte Marsicano (2.245 m) e a sud-est dal Monte Amaro (1.862 m) e Monte Petroso (2.249 m).

Il monte Marsicano visto da Opi

Il principale corso d'acqua che attraversa il territorio comunale è costituito dal fiume Sangro che nasce alle pendici del Monte Morrone del Diavolo (1.602 m), in località Gioia Vecchio di Gioia dei Marsi. Il Sangro, dopo aver attraversato una zona pianeggiante detta Le Prata, entra in una gola tra il colle di Opi (1.250 m) e il Monte Marrone (1.354 m) da dove prosegue il proprio percorso lungo l'alta valle del Sangro.

Da una delle numerose sorgenti carsiche presenti nel territorio opiano nasce il torrente Fondillo, uno dei primi affluenti del fiume Sangro che dà il nome alla omonima valle. La natura accidentata dei monti boscosi ha consentito la sopravvivenza di una fauna ricca e variegata. Opi dista circa 160 km da Roma e da Napoli, 135 km da Pescara, 115 km da L'Aquila, 70 km da Frosinone e 60 da Avezzano[4].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Gode di un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa dell'esposizione alle correnti umide occidentali, è uno dei centri abitati più piovosi d'Abruzzo con precipitazioni piovose e nevose che superano spesso i 1.500 mm annui. È inoltre uno dei luoghi a parità di quota con la temperatura media annuale più bassa d'Abruzzo[5][6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'Alto Sangro fu abitato sin dal Paleolitico superiore come attestato dai ritrovamenti archeologici effettuati nella "grotta Graziani".

È probabile che i primi abitanti di questo territorio fossero gruppi di cacciatori provenienti da quote più basse, i quali raggiungevano periodicamente queste montagne alla ricerca di selce e di grosse prede. Alcune antiche necropoli testimoniano la presenza, almeno dal primo millennio a.C., di popolazioni stanziali che praticavano sia l'agricoltura che l'allevamento.

Infatti, sono numerosi i luoghi di sepoltura rinvenuti nella Val Fondillo, tutti riconducibili ad un periodo compreso tra il VI secolo a.C. e il V secolo a.C.. Con il processo di romanizzazione che seguì le guerre sannitiche ad Opi si affermò la pastorizia transumante verso l'odierna Puglia settentrionale.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Già dal periodo del basso impero le zone montane del Sannio sprofondarono in una fase di grande decadenza, che in seguito alla devastazione portata dalla guerra greco-gotica culminò con la fine della transumanza orizzontale su lunga distanza.

La diffusione del monachesimo benedettino contribuì a fermare il processo di spopolamento. Difatti, agli inizi dell'XI secolo i monaci del monastero di San Vincenzo al Volturno edificarono il monastero di Sant'Elia sulle pendici di Monte Marsicano. Quando nel 1017 il monastero di Sant'Elia venne affidato all'abbazia di Montecassino, l'abitato di Opi si trovava nel sito attuale sulla collina e per indicarlo comparirono le prime attestazioni del nome oppidum. Lo sperone roccioso fu scelto come luogo di fondazione del borgo poiché costituiva una sede meglio munita e più facilmente difendibile.

In epoca feudale, il controllo di Opi fu prima dei Borrello, poi dei Di Sangro, ai quali seguirono i D'Aquino, i D'Avalos e infine i D'Afflitto[7]. A trainare l'economia di questa fase storica fu la ripresa dell'industria armentizia promossa da Alfonso I di Napoli, il quale, istituendo nel 1447 la Regia Dogana della Mena delle pecore di Foggia, riaprì i tratturi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del XVII secolo l'attività della pastorizia costituiva ancora l'asse portante del tessuto economico della zona. Opi, nel luglio del 1654, venne colpito da uno dei terremoti più distruttivi della sua storia che provocò insieme ad un alto numero di morti anche il crollo della maggior parte delle abitazioni. Questo evento catastrofico arrestò bruscamente quella crescita demografica in atto da quasi un secolo e di conseguenza il paese impiegò alcuni decenni per ritornare ai livelli precedenti il sisma.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Opi visto da Monte Marrone
Notturno di Opi

Opi, avendo una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, fu accorpato al comune di Pescasseroli dal 1813 al 1854. Nel suo territorio, anche dopo l'unità d'Italia, continuò ad essere presente l'endemico fenomeno del brigantaggio. Inoltre, la generale crisi di fine secolo, aggravata sia dalla crisi della pastorizia transumante che dall'incremento demografico, contribuì ad accrescere il fenomeno dell'emigrazione, che ebbe il suo apice tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La principale meta degli abitanti di Opi furono gli Stati Uniti d'America. Il terremoto della Marsica del 1915 arrecò danni anche al patrimonio architettonico opiano e con il decreto legge del 25 gennaio 1917 venne stabilito che ad Opi dovesse sorgere un nuovo nucleo abitativo, edificato con criteri antisismici. Furono così costruite, in località Prato Francone, le "Casette antisismiche"[8].

Durante la seconda guerra mondiale, a soli 16 km da Opi, si assestò il fronte della linea Gustav. Successivamente, il 19 novembre del 1943, il paese subì un bombardamento ad opera dell'aviazione britannica che causò la morte di 38 sfollati di paesi limitrofi e di 11 opiani, per un totale di 49 morti. Alla fine della guerra, gli abitanti si ritrovarono in una condizione di miseria assoluta e con il declino dell'economia tradizionale l'emigrazione riprese, non soltanto verso gli Stati Uniti, ma anche verso la Svizzera, la Germania, la Francia e l'Australia. Vi fu poi un'emigrazione interna al territorio italiano, in particolar modo verso le città di Roma, di Chieti e di Avezzano. Ai danni provocati dal terremoto del 1984 la popolazione di Opi reagì mediante la ristrutturazione degli antichi edifici e la creazione di nuove strutture che migliorarono ulteriormente le capacità recettive del settore turistico.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Tra le ipotesi etimologiche, la più suggestiva accosta il nome di Opi a Ope, antica divinità sabina che i romani assimilavano alla dea dell'abbondanza. L'ipotesi più attendibile, però, fa derivare il nome del paese dal termine latino "oppidum", ovvero "castello fortificato". Poco probabile l'ipotesi che lega il nome del paese a quello di "Opice", sacerdotessa del tempio romano di Vesta[9].

Opi, panorama invernale

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre di Santa Maria Assunta, risalente alla metà del XII secolo;
  • Chiesa di San Giovanni Battista, ex cappella privata della famiglia Rossi che la fece edificare poco dopo la metà del XVII secolo a fianco al proprio palazzo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella piazza della fontana sorge l'acquedotto inaugurato il 4 ottobre 1903 e progettato dall'ingegnere Inverardi. È alimentato dalla distante Fonte di Mecca.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

I rinvenimenti archeologici effettuati nella "grotta Graziani" fanno risalire al Paleolitico superiore la presenza continuativa dell'uomo in questi luoghi. Invece, per quanto riguarda gli scavi archeologici condotti all'imbocco di Val Fondillo, questi hanno riportato alla luce una necropoli composta da più di 153 tombe a inumazione, per la maggior parte disposte a circolo e quindi riproducenti i clan familiari di appartenenza. L'intero sito è stato datato intorno al VI-V sec a.C. e comprende sepolture di individui di sesso e di età differenti, morti in epoche diverse e portatori di ruoli sociali e status economici distinti. Questa necropoli presenta delle analogie con le necropoli di Colle Ciglio (Barrea) e di Alfedena. La necropoli della Val Fondillo dovette essere connessa con un centro abitato sorto nelle sue vicinanze ma non ancora collocato da parte degli esperti. Inoltre, alcune iscrizioni funerarie di età romana sono state scoperte nei pressi della località La Masseria[10].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Opi, uno dei principali centri del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è noto come luogo di villeggiatura sia estiva che invernale. Sono numerosi i sentieri che attraversano Val Fondillo, l'altopiano di Macchiarvana e la zona di Forca d'Acero, posta al confine fra Abruzzo e Lazio. A 7 km da Opi si trova la Camosciara, uno dei luoghi più frequentati dal turismo del Parco[11]. Ad Opi sono presenti due punti panoramici: il Belvedere

La foce, posto in cima al paese e il Belvedere di Piazza dei Caduti. Da questi due punti è possibile godere di suggestivi scorci panoramici su diversi versanti dell'Alta Valle del Sangro.

Panorama da Piazza dei Caduti

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Piazza centrale di Opi
  • 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate;
  • Venerdì Santo, celebrazione della Via Crucis per le strade del paese;
  • Seconda domenica di giugno, festa del Corpus Domini. L'infiorata abbellisce il paese con tappeti e immagini realizzati con petali di fiore;
  • 24-25 giugno, festa di San Giovanni Battista e di San Vincenzo Ferreri, patroni e protettori di Opi;
  • 15 agosto, festa della Madonna dell'Assunta e di San Gabriele;
  • Terzo sabato di agosto, si svolge la sagra degli gnocchi;
  • Seconda domenica di settembre, festa della Madonna delle Grazie e di Sant'Emidio;
  • Prima domenica di ottobre, festa di Santa Teresa e della Madonna del Rosario;
  • 24 dicembre, si realizza i catozzə, falò davanti la chiesa parrocchiale[13].
I catozzə di Natale
L'infiorata di Opi

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella parte alta del paese si trova il museo del camoscio appenninico con annessa area faunistica del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise[14].
  • Il museo dello Sci e della Montagna è ospitato nella sede del municipio, al centro del paese[15].
  • Nel 2014 è stato riaperto il museo della Foresta e dell'Uomo, ospitato nei locali dell'ex segheria della val Fondillo[16].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Opi è raggiungibile dalla Marsica fucense (uscita di Pescina dell'A25) e dal basso Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che attraversa il Parco nazionale d'Abruzzo da nord a sud-est toccando anche altri centri turistici quali Pescasseroli, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d'Acero e l'omonima Strada Statale 509.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Opi dal 1985 ad oggi[17].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
31 maggio 2015 in carica Berardino Paglia lista civica "Partecipazione democratica" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sci di fondo[modifica | modifica wikitesto]

Opi è un centro noto per la pratica dello sci di fondo. Qualificati maestri del centro dello sci di fondo di Macchiarvana[18] assicurano la continuazione della pratica di questo sport.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico Anno 2015 (dati provvisori) - Opi
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Opi: due file di case sulla schiena di un monte, Borghitalia.it.
  4. ^ Distanze fornite da Google Maps: percorsi più veloci
  5. ^ Precipitazioni nevose (pp.26-28) (PDF), Regione Abruzzo.
  6. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  7. ^ Elenco delle famiglie nobili d'Abruzzo, Casadalena.it.
  8. ^ Informazioni sul terremoto del 13 gennaio 1915, INGV.
  9. ^ Di Marino
  10. ^ Archeologia della zona Parco, TerreMarsicane (Andrea Di Marino).
  11. ^ Itinerari ed escursioni, TerreMarsicane.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Le tradizioni, le manifestazioni, OpiOnLine.it.
  14. ^ Centro Visita del Camoscio di Opi, ParcoAbruzzo.it.
  15. ^ Museo dello Sci e della Montagna, OpiOnLine.it.
  16. ^ Il Museo della Foresta e dell'Uomo, ParcoAbruzzo.it.
  17. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  18. ^ La Scuola Sci "Macchiarvana", Macchiarvana.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D'Andrea Uberto, Memorie storiche di Villetta Barrea, Tipografia Abbazia di Casamari, 1987.
  • Del Gusto Federico, Marsica, viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Tarquinio Gianluca, Pescasseroli - Lineamenti di storia dalle origini all'Unità d'Italia - Gruppo ricerca delle Tradizioni Popolari, Arti Grafiche Aquilane, L'Aquila, 1988.
  • Morelli Cinzia, La Memoria Ritrovata, D'Abruzzo n.33, Ortona (CH), 1996.
  • Di Marino Andrea, Storia di Opi (raccolta un po' qua un po' là), Cronache italiane, Salerno, 2002.
  • Cimini Nicola Vincenzo, Genesi, Vita e Storia delle Terre dell'Orso. Con uno sguardo alla terra di Opi, Opi, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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