Opi (Italia)

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Opi
comune
Opi – Stemma Opi – Bandiera
Foto panoramica di Opi
Foto panoramica di Opi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Berardino Antonio Paglia (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°46′40″N 13°49′48″E / 41.777778°N 13.83°E41.777778; 13.83 (Opi)Coordinate: 41°46′40″N 13°49′48″E / 41.777778°N 13.83°E41.777778; 13.83 (Opi)
Altitudine 1.250 m s.l.m.
Superficie 49,91 km²
Abitanti 427[1] (30-11-2014)
Densità 8,56 ab./km²
Frazioni "Casette"
Comuni confinanti Civitella Alfedena, Pescasseroli, San Donato Val di Comino (FR), Scanno, Settefrati (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 67030
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066061
Cod. catastale G079
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 526 GG[2]
Nome abitanti opiani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Opi
Opi
Posizione del comune di Opi all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Opi all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Opi (IPA: [ˈopjə], in dialetto opiano) è un comune italiano di 427 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia. Borgo medievale immerso nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è un attivo centro turistico, situato a 7 km dalle piste del Centro Sci di Fondo di Macchiarvana e a 3 km dalla Val Fondillo. Fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorge in mezzo a un anfiteatro montuoso costituito a nord-est dal Monte Marsicano (2.245 m) e a sud-est dai monti Amaro (1.862 m) e Petroso (2.249 m). Il principale corso d'acqua che attraversa il territorio comunale è costituito dal fiume Sangro che nasce alle pendici del Monte Morrone del Diavolo (1.602 m), nel comune di Gioia Vecchio. Il Sangro, dopo aver attraversato una zona pianeggiante detta Le Prata, entra in una gola tra il colle di Opi (1.250 m) e il Monte Marrone (1.354 m) da dove prosegue il proprio percorso lungo l'Alta Valle del Sangro. Da una delle numerose sorgenti carsiche presenti nel territorio opiano nasce il torrente Fondillo, uno dei primi affluenti del Sangro che dà il nome alla omonima valle. La natura accidentata dei monti boscosi ha consentito la sopravvivenza di una fauna ricca e variegata. Opi dista 169 km da Roma, 161 km da Napoli, 116 km da L'Aquila, 61 da Avezzano, 135 km da Pescara e 69 km da Frosinone.

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

Opi è raggiungibile dall'alta Marsica (uscita di Pescina dell'A25) e dal Basso Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che attraversa il Parco Nazionale d'Abruzzo da nord a sud-est toccando anche altri centri turistici quali Pescasseroli, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d'Acero e l'omonima Strada Statale 509.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Gode di un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa della esposizione alle correnti umide occidentali, è uno dei centri abitati più piovosi d'Abruzzo con precipitazioni piovose e nevose che superano spesso i 2.000 mm annui. È inoltre uno dei luoghi a parità di quota con la temperatura media annuale più bassa d'Abruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'Alta Valle del Sangro fu abitato sin dal Paleolitico superiore come attestato dai ritrovamenti archeologici effettuati nella "grotta Graziani". È probabile che i primi abitatori di questo territorio fossero gruppi di cacciatori provenienti da quote più basse, i quali raggiungevano periodicamente queste montagne alla ricerca di selce e di grosse prede. Alcune antiche necropoli testimoniano la presenza, almeno dal primo millennio a.C., di popolazioni stanziali che praticavano sia l' agricoltura che l' allevamento. Infatti, sono numerosi i luoghi di sepoltura rinvenuti nella Val Fondillo, tutti riconducibili ad un periodo compreso tra il VI secolo a.C. e il V secolo a.C.. Dall'analisi dei reperti si è giunti alla conclusione che a popolare questa zona dell'Alto Sangro fossero gruppi sabellici con una forte connotazione guerriera. In seguito alle guerre sannitiche, la popolazione autoctona subì un lento processo di romanizzazione, che apportò profondi cambiamenti socio-economici. Fu in questo momento che a Opi si affermò la pastorizia transumante verso l'odierna Puglia settentrionale. 

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Già dal basso impero le zone montane del Sannio sprofondarono in una fase di grande decadenza, che in seguito alla devastazione portata dalla guerra greco-gotica culminò con la fine della transumanza orizzontale su lunga distanza. La diffusione del monachesimo benedettino contribuì a fermare il processo di spopolamento. Difatti, agli inizi dell’ XI secolo i monaci del monastero di San Vincenzo al Volturno edificarono il monastero di Sant'Elia sulle pendici di Monte Marsicano. Quando nel 1017 il monastero di Sant’ Elia venne affidato all'abbazia di Montecassino, l'abitato di Opi si trovava nel sito attuale sulla collina e per indicarlo comparirono le prime attestazioni del nome Oppidum. Lo sperone roccioso fu scelto come luogo di fondazione del borgo poiché costituiva una sede meglio munita e più facilmente difendibile. In epoca feudale, il controllo di Opi fu prima dei Borrello, poi dei Di Sangro, ai quali seguirono i D'Aquino, i D'Avalos e infine i D'Afflitto. A trainare l'economia di questa fase storica fu la ripresa dell'industria armentizia promossa da Alfonso I d'Aragona, il quale, istituendo nel 1447 la Regia Dogana della Mena delle pecore di Foggia, riaprì i tratturi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

All’ inizio del XVII secolo l'attività della pastorizia costituiva ancora l'asse portante  del tessuto economico della zona. Opi, nel luglio del 1654, venne colpito da uno dei terremoti più distruttivi della sua storia che provocò insieme ad un alto numero di morti anche il crollo della maggior parte delle abitazioni. Questo evento catastrofico arrestò bruscamente quella crescita demografica in atto da quasi un secolo e di conseguenza il paese impiegò alcuni decenni per ritornare ai livelli precedenti il sisma. 

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Opi, avendo una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, fu accorpato al Comune di Pescasseroli dal 1813 al 1854. Nel suo territorio, anche dopo l'unità d'Italia, continuò ad essere presente l'endemico fenomeno del brigantaggio. Inoltre, la generale crisi di fine secolo, aggravata sia dalla crisi della pastorizia transumante che dall'incremento demografico, contribuì ad accrescere il fenomeno dell'emigrazione, che ebbe il suo apice tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi anni del XX secolo. La principale meta degli abitanti di Opi furono gli Stati Uniti d' America. Durante la seconda guerra mondiale, a soli 16 km da Opi, si assestò il fronte della linea Gustav. Successivamente, il 19 novembre del 1943, il paese subì un bombardamento ad opera dell' aviazione britannica che causò la morte di 38 sfollati di paesi limitrofi e di 11 opiani, per un totale di 49 morti. Alla fine della guerra, gli opiani si ritrovarono in una condizione di miseria assoluta e con il declino dell' economia tradizionale l'emigrazione opiana riprese, non soltanto verso gli Stati Uniti, ma anche verso la Svizzera, la Germania, la Francia e l'Australia. Vi fu poi un'emigrazione interna al territorio italiano, in particolar modo verso le città di Roma, di Chieti e di Avezzano. Ai danni provocati dal terremoto del 1984 la popolazione di Opi reagì mediante la ristrutturazione degli antichi edifici e la creazione di nuove strutture che migliorarono ulteriormente le capacità recettive del settore turistico.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Opi, panorama invernale.

Opi è noto come luogo di villeggiatura sia estiva che invernale e come uno dei principali centri del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Nella parte alta del paese si trova il museo del camoscio appenninico con annessa area faunistica. Inoltre, nel centro storico si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, costruita intorno alla metà del XII secolo. Degna di rilievo è anche la chiesa di San Giovanni Battista, ex cappella privata della famiglia Rossi che la fece edificare poco dopo la metà del XVII secolo a fianco al proprio palazzo.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • 17 gennaio, Sant'Antonio Abate.
  • Venerdì Santo, Via crucis per le strade del paese.
  • Seconda domenica di giugno, Festa del Corpus Domini. Il paese viene ornato con tappeti e immagini realizzati con petali di fiore.
  • 24-25 giugno, San Giovanni Battista e San Vincenzo Ferreri, patroni e protettori di Opi. 
  • 15 agosto, Madonna dell'Assunta e San Gabriele.
  • Terzo sabato di agosto, Sagra degli Gnocchi.
  • Seconda domenica di settembre, Madonna delle Grazie e Sant'Emidio. 
  • Prima domenica di ottobre, Santa Teresa e la Madonna del Rosario.
  • 24 dicembre i catozzə, falò davanti la chiesa parrocchiale.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Opi dal 1985 ad oggi[4].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
31 maggio 2015 in carica Berardino Paglia lista civica "Partecipazione democratica" Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Di Marino, Storia di Opi (raccolta un po’ qua un po’ là), Salerno 2002, Cronache italiane.
  • Cinzia Morelli, La Memoria Ritrovata, “D'Abruzzo”, n.33, 1996.
  • Gianluca Tarquinio, Pescasseroli. Lineamenti di storia dalle origini all'Unità d'Italia, in G. RI. T. PO. Gruppo ricerca delle Tradizioni Popolari (a cura di), L'Aquila 1988, Arti Grafiche Aquilane s.n.c.
  • Nicola Vincenzo Cimini, Genesi, Vita e Storia delle Terre dell'Orso. Con uno sguardo alla terra di Opi, Opi 2010.
  • Uberto D’Andrea, Memorie storiche di Villetta Barrea, 1987, Tipografia Abbazia di Casamari.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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