Civita d'Antino

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Civita d'Antino
comune
Civita d'Antino – Stemma Civita d'Antino – Bandiera
Civita d'Antino – Veduta
Piazzale Kristian Zahrtmann e, in fondo, la fontana del tritone
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoSara Cicchinelli (Coalizione civica Per Sara sindaco) dal 16-5-2011 (3º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate41°53′12″N 13°28′21″E / 41.886667°N 13.4725°E41.886667; 13.4725 (Civita d'Antino)
Altitudine904 m s.l.m.
Superficie28,35 km²
Abitanti945[1] (31-12-2020)
Densità33,33 ab./km²
FrazioniCivita stazione, Pero dei Santi
Comuni confinantiCivitella Roveto, Collelongo, Luco dei Marsi, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale67050
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066034
Cod. catastaleC766
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona E, 2 907 GG[3]
Nome abitanticivitani, antinati
Patronosanto Stefano
Giorno festivo19 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Civita d'Antino
Civita d'Antino
Civita d'Antino – Mappa
Posizione del comune di Civita d'Antino all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Civita d'Antino (pronuncia: Civita d'Antìno[4]) è un comune italiano di 945 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Nel territorio contemporaneo si trovava la città marsa di Antinum che in epoca romana divenne un importante municipio. Tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del Novecento ospitò la scuola estiva dei pittori scandinavi fondata da Kristian Zahrtmann[5].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Posta sul versante occidentale della valle Roveto, Civita d'Antino è collocata in una posizione dominante del Colle Castagno sull'alta valle del fiume Liri[6]. A fondovalle si trovano le frazioni di Civita stazione e Pero dei Santi che si sono sviluppate dopo il terremoto della Marsica del 1915 nelle vicinanze della stazione ferroviaria e della strada statale 82 della Valle del Liri. Il borgo è circondato da alcuni rilievi montuosi come quelli della Serra Lunga e i monti Brecciaro e Cappello appartenenti alla catena montuosa degli Ernici. Il suo territorio confina con i comuni marsicani di Civitella Roveto, Collelongo, Luco dei Marsi, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Trasacco.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del borgo contemporaneo si pone in continuità con quello della città antica di Antinum. Il termine latino "civitate(m)" richiama la città originaria, mentre il toponimo Antino deriverebbe dall'espressione latina "ante" ("anti") filtrata dalla radice indigena "ant-" ("avanti" o "prima"), oppure dall'estensione linguistica "ak't-" ("promontorio" o "collina") della radice marsa "ak'-" ("acuto")[7]. Una supposizione lega il toponimo ai termini di sostrato di provenienza etrusca "Ant" e "-i-no", rendendo il significato di "aquila"-"vento del nord", giustificato dalla posizione dell'abitato sull'altopiano roccioso dominante la valle rovetana. Analoga supposizione etimologica è relativa al nome di Antium, antica città volsca[8]. Gli abitanti di Antinum erano detti Marsi antinates (antinati). Nel corso del Medioevo il centro era noto come Civitas Antena, Civitate de Antena o semplicemente Antena[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Spunto del borgo
Torre dei Colonna

Nel contemporaneo nucleo urbano di Civita d'Antino era situata l'antica città di Antinum che fu in epoca romana un importante municipium posto nel territorio dei Marsi. La città antinate era ritenuta un punto geograficamente e militarmente strategico dell'area rovetana, non distante dal confine nord occidentale dei Volsci e degli Ernici[9].

Le ricerche, gli scavi e gli studi di carattere storico, archeologico e geologico hanno permesso di riportare alla luce alcuni reperti e antiche iscrizioni relative all'epoca preromana e romana[10].

Il borgo, denominato Antena nel corso dell'XI secolo, diede i natali al benedettino san Lidano, pioniere della bonifica delle paludi pontine. Documenti ecclesiastici attestano che le chiese controllate dall'originaria pieve di Santo Stefano furono donate all'abate Desiderio da Montecassino intorno all'anno 1063. La bolla pontificia del 1183 di Papa Lucio III confermò i possedimenti della chiesa madre di Antena che inclusero alcuni edifici sacri dei centri limitrofi di Meta, Morino e Rendinara[9].

Il borgo è citato nel Catalogo dei Baroni, elenco di tutti i feudatari del Regno di Sicilia e dei loro possedimenti. Con il predominio dei Normanni, Civita fu un feudo della contea di Albe passata sotto il controllo dei Berardi conti dei Marsi e successivamente degli Svevi. Documenti ecclesiastici che si riferiscono al XIII secolo attestano il soggiorno in questi luoghi di Pietro da Morrone e forse anche di Francesco d'Assisi[11]. Dopo la battaglia di Tagliacozzo ci fu l'avvento degli Angioini ai quali successero gli Orsini; con la creazione del ducato di Tagliacozzo e della baronia di Civitella Roveto fu governata da aristocratici locali che per circa tre secoli restarono fedeli ai Colonna[9]. La famiglia Ferrante si stabilì tra il XVI e il XVII secolo a Civita costruendo il palazzo nobiliare e garantendo la crescita socio-economica del comune che nei primi anni del XIX secolo, in seguito all'abolizione del feudalesimo, fu incluso nel distretto di Avezzano. Prima e dopo l'Unità d'Italia il territorio fu interessato dal fenomeno del brigantaggio che imperversò fino alla presa di Roma[12][13].

Nel corso dell'Ottocento il paese fu visitato da alcuni viaggiatori inglesi del Grand Tour come Richard Colt Hoare, Keppel Richard Craven e Edward Lear[14].

Dal 1877 ai primi anni del Novecento noti pittori scandinavi come Kristian Zahrtmann, Peder Severin Krøyer e Peter Christian Skovgaard frequentarono il borgo abruzzese fondando successivamente la scuola estiva di pittura. Gli artisti realizzarono numerosi quadri ritraenti paesaggi, scene di vita quotidiana, tradizioni popolari e religiose e costumi locali, alcuni dei quali di elevato valore artistico[15].

Anche Civita d'Antino conobbe nel corso del XX secolo il fenomeno dell'emigrazione. Nel 1907 avvenne il grave incidente minerario degli Stati Uniti, il disastro di Monongah, in Virginia Occidentale. Numerosi minatori rovetani, emigrati per poter lavorare, persero la vita a causa di una tra le più gravi sciagure dell'emigrazione italiana[16].

Il paese rimase gravemente danneggiato a causa del terremoto della Marsica del 1915, così come ebbe modo di testimoniare lo scrittore e poeta danese Johannes Jørgensen[17]. Il sisma, tra i più distruttivi della storia italiana, fece registrare a Civita d'Antino 39 vittime[9]. I giovani sopravvissuti al terremoto dovettero partire per il fronte della prima guerra mondiale; 32 furono i soldati civitani che persero la vita[10].

Durante la seconda guerra mondiale subì danni, atti di violenza e rappresaglie nazi-fasciste così come avvenne a tanti altri centri posti a nord del fronte di Cassino; i bombardamenti causarono 18 vittime civili[10].

Grazie al recupero architettonico del borgo antico e alla valorizzazione culturale e ambientale Civita d'Antino è diventato uno dei luoghi di villeggiatura della regione abruzzese[18].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Civita d'Antino-Stemma.png

Stemma: "D'oro, alla corona dorica d'azzurro, cimata dalla fiamma al naturale"[19].

Gonfalone: "Drappo d'azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune"[19].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santo Stefano
Chiesa di San Lidano a Pero dei Santi
Eremo di Santa Maria della Ritornata

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santo Stefano
Antico edificio di culto distrutto e più volte riedificato nel corso dei secoli. La chiesa primigenia è forse risalente al VI secolo, quando venne probabilmente indicata come sede di una diocesi che sarebbe dovuta sorgere in valle Roveto. Attestazioni certe sono relative ai documenti ecclesiastici dell'XI e del XII secolo che la indicavano come importante pieve rovetana. Nel 1762 crollò in seguito ai danni strutturali subiti a causa di precedenti terremoti. Ricostruita nel 1767 ospitò due anni dopo l'antico quadro dell'eremo di Santa Maria della Ritornata. Nel 1915 subì gravissimi danni con il terremoto di Avezzano e venne riedificata nel rispetto del disegno settecentesco dopo la fine della seconda guerra mondiale, per essere consacrata il 25 agosto 1951. Le decorazioni pittoriche interne sono opera di Pasquale Di Fabio[20].
Eremo di Santa Maria della Ritornata
Il nucleo originario dell'edificio di culto è risalente con ogni probabilità al XII secolo. Il quadro originale della Madonna in stile bizantino risalirebbe allo stesso periodo. La copia fedele fu realizzata dal pittore danese Daniel Hvidt[21]. Chiesetta e romitorio sono situati a mezza costa su una parete rocciosa della Serra Lunga a circa 1200 m s.l.m.[22]
Chiesa scomparsa di Santa Maria Maddalena
L'edificio originario, situato in posizione extra moenia a circa un chilometro e mezzo dall'abitato, venne affiancato dal convento dedicato a san Francesco che fu gestito dalle monache di Santa Maria Maddalena e successivamente dai frati minori conventuali. Soppresso nel 1651 cadde in rovina e risultò quasi del tutto distrutto già agli inizi del Settecento, mentre la chiesa risultò abbandonata e gravemente danneggiata pochi decenni dopo. Il titolo, dopo la completa distruzione dell'edificio di culto, fu trasferito a un altare della chiesa parrocchiale[23].
  • Chiesa di San Lidano, situata nella frazione di Pero dei Santi.
  • Cappella della Santissima Concezione, situata accanto al palazzo storico della famiglia Ferrante.
  • Chiesa di Sant'Antonio, piccola chiesa della contrada Capone.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Ferrante in Retur fra jagten (Joakim Skovgaard)
Young women transporting lime (Kristian Zahrtmann)
Cimitero napoleonico
Casa natale di san Lidano
Palazzo Ferrante
Con l'arrivo a Civita della famiglia Ferrante da Valmontone ebbe inizio negli ultimi anni del XVII secolo la costruzione della residenza nobiliare. Il palazzo venne edificato nella località in cui si trovavano le tracce del foro romano di Antinum. Ampliato e completato nella seconda metà del Settecento fu dotato di una biblioteca e arricchito del giardino romantico diventando un punto di riferimento socio-culturale e artistico del territorio. Ospitò nel corso del XIX secolo alcuni viaggiatori inglesi come Keppel Richard Craven, Edward Lear e Richard Colt Hoare oltre al sovrano del Regno delle Due Sicilie Ferdinando II che nel 1832 concesse il privilegio della catena di ferro all'ingresso del palazzo[14]. Tra l'Ottocento e il Novecento fu uno dei punti di riferimento dei pittori scandinavi della scuola estiva. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1915 fu parzialmente recuperato dopo la seconda guerra mondiale[24].
Cimitero napoleonico
Esempio dell'architettura cimiteriale del periodo napoleonico, fu realizzato durante la prima metà dell'Ottocento grazie alla volontà della famiglia Ferrante con la probabile partecipazione dell'intellettuale Domenico Morichini. Si trova lungo un sentiero di epoca preromana, su un terrazzo distante dal centro urbano. La struttura poggia sulla cinta muraria in opera poligonale della città antica di Antinum. Fu utilizzata nel rispetto dell'editto di Saint Cloud esteso anche nel territorio italiano per evitare il diffondersi di epidemie e problemi di natura sanitaria. Presenta due porte per i morti e un ingresso sovrastante per i vivi; nel seminterrato è collocata l'urna comune. La parte acattolica è suddivisa in due settori, quello riservato ai non cattolici e quello dei bambini non battezzati. Tra le tombe, molte delle quali anonime, si trovano quelle dei coniugi John Heugh e Mary Ann Symons Heugh e quella del pittore svedese Anders Trulson (1874-1911), la cui lapide bronzea venne realizzata dall'artista Louis Nillson. Nel 1914 l'archeologo inglese Thomas Ashby visitò il cimitero effettuando rilievi e fotografie. La chiusura avvenne intorno al 1940, oltre trent'anni dopo Marcella Rufi Di Rocco fece effettuare alcuni lavori di restauro. Nel 2004 fu avviata la procedura per sottoporre il luogo al vincolo storico-architettonico[25][26].
  • Resti della supposta casa natale in pietra di san Lidano[27].
  • Casa Cerroni, la locanda, situata accanto a Porta Flora, ospitò dalla seconda metà dell'Ottocento al 1915 i pittori scandinavi della scuola estiva. In una stanza sono stati dipinti dagli artisti del Nord Europa 89 stemmi[11].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre dei Colonna
Torre medievale a base quadrata risalente all'XI secolo. Edificata dai conti dei Marsi, acquisì, in seguito al predominio in zona della famiglia Colonna, il nome della nobile casata romana. Gravemente danneggiata dal sisma del 1915, perse una parte dell'altezza originaria, fu in seguito parzialmente recuperata[28].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Fontana del tritone
Casa Cerroni a Porta Flora
Fontana del tritone
Edificata nel 1903 e detta anche Fonte Vecchia[11], è situata all'ingresso del paese. La facciata, delimitata da due lesene, si caratterizza per i conci in pietra squadrati. Presenta una nicchia in cui è ospitata la scultura del tritone poggiato sulle rocce e in basso la piccola vasca. In alto si trova lo stemma scolpito di Civita d'Antino dominato dalla corona e impreziosito dall'iscrizione che riporta il motto dei Marsi Nec sine nec contra. Posteriormente e lateralmente si trovano rispettivamente il lavatoio e l'abbeveratoio[29].
Porta Flora
Porta d'accesso medievale si apriva nella cinta muraria del borgo. È situata accanto a Casa Cerroni ed è stata più volte ritratta nelle opere degli artisti scandinavi. La sottostante scalinata panoramica di via Scandinavia conduce alla fontana del tritone[30].
  • Monumento ai caduti di tutte le guerre, realizzato nel 1923 è situato vicino alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano[31].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Resti dell'ocre di Antinum di epoca preromana e romana e del castello-recinto medievale di Civitas Antena risalente tra il X e il XII secolo si trovano nei pressi del contemporaneo nucleo urbano; quelli della fortificazione di Castelluccio sono posizionati in altura presso la grotta Ferretti a circa 1725 m s.l.m. Tracce di piccoli santuari dedicati alle dee Angizia, divinità ctonia associata al culto dei serpenti, e Vesuna, divinità della fertilità, sono attestati tra l'estremità del nucleo antico e la località di colle d'Angelo[32]. Resti dei muri di cinta in opera poligonale come quelli di Porta Campanile (detta anche Porta Campana) e tracce di antichi edifici pubblici caratterizzano il nucleo abitato contemporaneo e alcune aree limitrofe[33]. Diverse epigrafi come il bronzo di Antino sono state descritte da alcuni storici e studiosi come Richard Colt Hoare, Pietro Antonio Corsignani, Muzio Febonio e Theodor Mommsen[9].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[34]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

San Lidano fest i Civita d'Antino (Kristian Zahrtmann)

Nella seconda metà di agosto si svolgono la festa del patrono santo Stefano e quella in onore di san Lidano[35]. Nella penultima domenica di agosto si tiene la processione che conduce all'eremo di Santa Maria della Ritornata[6]. Tra ottobre e novembre viene organizzata la corsa della botte, una competizione a squadre che riscopre l'antica attività dei cantinieri di far rotolare le botti lungo un percorso cittadino[36].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Are funerarie esposte nel museo antinate

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Antinum
Inaugurato nel 2015 il museo archeologico è intitolato all'antica città marsa di Antinum e dedicato a Domenico Ferrante (1752-1820) e Francesco Ferrante (1755-1815) che furono tra i primi ricercatori e conservatori dei reperti antinati[14]. Ospita, nella sede restaurata dell'ex chiesa di Santa Maria, numerosi reperti archeologici rinvenuti nella valle Roveto a seguito di decennali attività di studio, ricerca e scavo[37]. Cippi epigrafi, monete, vasellame e materiale votivo, databili tra il III secolo a.C. e il III secolo d.C., sono tornati alla luce dal sito del santuario marso di Terravecchia e dall'area dell'antica Porta Campanile. Una stampa riproduce il bronzo di Antino, lamina in lingua marsa con dedica alla divinità Vesuna, esposta al museo del Louvre di Parigi[38].
Museo della civiltà contadina e pastorale
Situato nel borgo antico di Civita d'Antino espone gli attrezzi da lavoro e gli oggetti utilizzati dai contadini e dai pastori della valle Roveto[39].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede a Civita d'Antino presso l'Antica Osteria Zahrtmann il network culturale indipendente Civitadantino.com[40].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scuola dei pittori danesi di Civita d'Antino.

Tra la fine del XIX secolo e i primi anni del secolo successivo alcuni pittori scandinavi come Kristian Zahrtmann, Peder Severin Krøyer e Peter Christian Skovgaard fondarono nel borgo rovetano la scuola estiva di pittura, realizzando quadri e altre opere. Alcuni artisti parteciparono nel 1895 alla I Esposizione internazionale d'arte di Venezia ricevendo le lodi, tra gli altri, dell'intellettuale e patriota Gabriele D'Annunzio[41]. Perdura la corrispondenza artistica, in particolare tra la Danimarca e la comunità di Civita d'Antino[15]. Dal 2021 le opere degli impressionisti scandinavi sono collocate, in esposizione permanente, nel museo di arte moderna e contemporanea Imago Museum di Pescara[42].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta la televisione di stato danese DR realizzò il film documentario intitolato Civita d'Antino: danske kumstnere i Italien. Alcune scene mute girate nel 1913 a Frederiksberg presso Copenaghen, nella casa museo chiamata Casa d'Antino, vedono protagonista Kristian Zahrtmann mentre dipinge circondato da alcuni quadri realizzati in Abruzzo[43]. Nel 2017, in occasione del centenario della morte di Zahrtmann, il regista Leonardo Araneo ha girato il documentario La lunga strada dal Nord. Kristian Zahrtmann ed i pittori scandinavi di Civita d'Antino tra il borgo marsicano, Roma e la Danimarca[44].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina marsicana.
Ved frokostborder i Civita d'Antino (Peder Severin Krøyer)

Inclusa tra i prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi la castagna Roscetta della valle Roveto è una varietà autoctona di castagna[45]. Di essa si hanno antiche testimonianze come attestato da alcune iscrizioni della città antica di Antinum. Gli utilizzi del seme in cucina sono variegati. Le ricette locali sono quelle tipiche della cucina rurale e povera rinascimentale. I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzese come gli gnocchi, i ravioli e le fettuccine generalmente serviti al sugo di carne, mentre la tradizione transumante predilige le salse miste di pomodoro e vegetali con l'aggiunta della ricotta di pecora. Tra i prodotti locali spiccano i formaggi, i salumi, l'olio extravergine rovetano e il tartufo; tra i dolci, quelli alle castagne, il parrozzo rovetano, i biscotti al farro e gli amaretti alle mandorle[5][46].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Inquadrando paesaggi è una manifestazione culturale nata per valorizzare il borgo antico e i luoghi in cui hanno vissuto e lavorato diversi pittori scandinavi, come il maestro danese Kristian Zahrtmann, tra il 1877 e il 1915, anno del terremoto della Marsica[47].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Civita d'Antino fa parte dell'associazione nazionale Borghi autentici d'Italia[48].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo antico è tradizionalmente suddiviso in sette rioni: Banco (Piazza), Fonte, Fucina, Giardino, Santa Maria, Terravecchia e Torrone[11].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Pero dei Santi[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Viglio sullo sfondo di Pero dei Santi

Il paese di Pero dei Santi si è sviluppato dopo il terremoto della Marsica del 1915 lungo la strada statale 82 della Valle del Liri a 450 m s.l.m. Nella popolosa frazione si trovano la chiesa dedicata a san Lidano e i resti di un mulino elettrico[49].

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

I caseggiati presenti nel territorio comunale sono Case Mattei, Civita stazione (detta anche Civita Scalo), Capone, Contrada Tenente e Triano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 690 Avezzano-Sora collega Civita d'Antino a nord con Avezzano e a sud con Sora, servendola con lo svincolo di Civita d'Antino-Morino posto lungo la strada statale 82 della Valle del Liri.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia Avezzano-Roccasecca serve i comuni di Civita d'Antino e Morino con l'omonima stazione situata in località Civita stazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Civita d'Antino dal 1985 ad oggi[50][51].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 26 aprile 1997 Antonio Cecchini DC Sindaco
27 aprile 1997 12 maggio 2001 Antonio Cecchini Coalizione di centro Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Paolo Fantauzzi Coalizione di centro Sindaco
29 maggio 2006 15 maggio 2011 Paolo Fantauzzi Lista civica Sindaco
16 maggio 2011 4 giugno 2016 Sara Cicchinelli Lista civica Uniti per costruire Sindaco
5 giugno 2016 3 ottobre 2021 Sara Cicchinelli Lista civica Liberi di scegliere Sindaco
4 ottobre 2021 in carica Sara Cicchinelli Coalizione civica Per Sara sindaco Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'escursionismo è una delle attività sportive più praticate. Percorsi naturalistici conducono, lungo la via dei Lupi o in altri sentieri dei monti circostanti della Serra Lunga e degli Ernici[52].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Lemma: antinàte, su dizionario-italiano.it. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  5. ^ a b Civita d'Antino, su abruzzoturismo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 18 febbraio 2021.
  6. ^ a b Touring Club Italiano, 2005, p. 227.
  7. ^ Antonio Sciarretta, Poleonimi d'Abruzzo, su asciatopo.altervista.org, Antonio Sciarretta's Toponymy. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  8. ^ a b Grossi, 2002, p. 128.
  9. ^ a b c d e f Cenni storici su Civita d'Antino, su civitadantino.com. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  10. ^ a b c Cenni storici, su comune.civitadantino.aq.it, Comune di Civita d'Antino. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  11. ^ a b c d e f Pro Loco di Civita d'Antino - Pro Antino dal 1910, Civita d'Antino. Città e municipio ne' Marsi. Storia, cultura, eventi e tradizioni, Comune di Civita d'Antino, 2017, pp. 2-19.
  12. ^ Il brigantaggio nella valle Roveto, su valleroveto.eu. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  13. ^ Il brigantaggio nella valle Roveto (seconda parte), su valleroveto.eu. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  14. ^ a b c Antonio Bini, Civita d'Antino, il Gran Tour e il cenacolo scandinavo, su Elio Torlontano (a cura di), touringclub.it, Touring Club Italiano, 4 ottobre 2015. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  15. ^ a b Bini, 2009, pp. 85-90.
  16. ^ Ricordare Monongah, su vivereonline.it (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).
  17. ^ Il terremoto del 1915 nel commovente libro di Johannes Jørgensen, su civitadantino.com, 5 novembre 2014. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  18. ^ Storia di Civita d'Antino, su civitadantino.terremarsicane.it, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2015).
  19. ^ a b Comune di Civita d'Antino, Regolamento sull'uso dello stemma, del gonfalone, delle bandiere, del distintivo del sindaco e del presidente del Consiglio. Delibera di Consiglio comunale n. 5 del 3 marzo 2017, artt. 2 e 4.
  20. ^ Chiesa di Santo Stefano di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  21. ^ Bini, 2009, p. 60.
  22. ^ Eremo di Santa Maria della Ritornata, su regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2015).
  23. ^ Santa Maria Maddalena, su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  24. ^ Palazzo Ferrante di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  25. ^ Bini, 2009, pp. 27-29.
  26. ^ Nicholas Babusci (a cura di), Cimitero napoleonico di Civita d'Antino, su valleroveto.it. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  27. ^ La casa di San Lidano, su civitadantino.com. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  28. ^ Torre Colonna di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  29. ^ Fontana del lavatoio di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 14 febbraio 2021.
  30. ^ Porta Flora di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 16 febbraio 2021.
  31. ^ Monumento ai caduti di Civita d'Antino, su webmarsica.it, Web Marsica. URL consultato il 16 febbraio 2021.
  32. ^ Grossi, 2002, pp. 146-150.
  33. ^ Grossi, 2002, pp. 128-134.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  35. ^ Civita d'Antino, su inabruzzo.it. URL consultato il 3 agosto 2018.
  36. ^ Kristin Santucci, Corsa della botte: a Civita D’Antino rivive il ricordo degli antichi mestieri, su infomedianews.it, Info Media News, 27 novembre 2016. URL consultato il 27 novembre 2016.
  37. ^ A Civita d'Antino il museo Antinum con i reperti archeologici della Valle Roveto, su marsicalive.it, Marsica Live. URL consultato il 16 maggio 2020.
  38. ^ Museo archeologico Antinum, su youcango.it. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  39. ^ Museo di civiltà contadina, su civitadantino.terremarsicane.it, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  40. ^ Story, su osteriazahrtmann.it. URL consultato il 16 febbraio 2021.
  41. ^ Civita d'Antino e gli impressionisti danesi in Abruzzo in onda su Rai Uno, su marsicalive.it, Marsica Live, 24 aprile 2014. URL consultato il 17 febbraio 2021.
  42. ^ Impressionisti scandinavi, il sogno nordico in Abruzzo, su imagomuseum.it. URL consultato il 20 febbraio 2021.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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