Lecce nei Marsi

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Lecce nei Marsi
comune
Lecce nei Marsi – Stemma
Lecce nei Marsi – Veduta
Il campanile della chiesa scomparsa di San Martino in Agne
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoGianluca De Angelis (Lista civica Lecce futura) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate41°56′05″N 13°41′16″E / 41.934722°N 13.687778°E41.934722; 13.687778 (Lecce nei Marsi)Coordinate: 41°56′05″N 13°41′16″E / 41.934722°N 13.687778°E41.934722; 13.687778 (Lecce nei Marsi)
Altitudine740 m s.l.m.
Superficie66,4 km²
Abitanti1 694[1] (30-4-2017)
Densità25,51 ab./km²
FrazioniVallemora, Lecce Vecchio
Comuni confinantiCollelongo, Gioia dei Marsi, Ortucchio, Pescasseroli, Villavallelonga
Altre informazioni
Cod. postale67050
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066050
Cod. catastaleE505
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantileccesi
Patronosan Biagio
Giorno festivoultima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lecce nei Marsi
Lecce nei Marsi
Lecce nei Marsi – Mappa
Posizione del comune di Lecce nei Marsi all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Lecce nei Marsi è un comune italiano di 1 694 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il paese è incluso nell'area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato sul versante sud-sud est della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. L'area urbana è posta a 740 m s.l.m. mentre, in posizione dominante si trova la località di Lecce Vecchio (1270 m s.l.m.). Il paese, insieme a Gioia dei Marsi, rappresenta la porta fucense del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sul versante montano della valle del Giovenco. In altura si trovano, in piena area protetta, anche le località di La Guardia (circa 1420 m s.l.m.), Vallone di Lecce Vecchio, Coppo dei Lepre, Passo della Fontecchia e il Valico Monna Rapanella[2]. Il paese dista circa 30 chilometri da Avezzano[3], oltre 80 dall'Aquila e circa 130 da Roma[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Lecce nei Marsi

L'origine del nome sarebbe legata al fitonimo latino Quercus ilex, che significa "la pianta del leccio", di cui era piena la valle sottostante l'antico abitato originario. Ipotesi smentita però da alcuni studiosi e storici locali che legano il nome del paese marsicano alla presenza di diverse famiglie di origine asiatica che, al seguito delle crociate, deviarono il loro tragitto verso sud, stanziando intorno al lago del Fucino, sulle alture dell'abitato contemporaneo, nell'area montana dove insistono le rovine di Lecce Vecchio, ovvero il nucleo abitativo originario, posto a quota 1270 m s.l.m.. Il paese, quindi, sarebbe stato fondato intorno al X secolo dalla popolazione dei Lici, appartenenti alla storica regione dell'Asia Minore della Licia.

Questa ipotesi etimologica è stata supportata da questi studiosi attraverso alcuni fattori. Fra tutti la commemorazione del santo patrono di Lecce, ovvero san Biagio, venerato soprattutto in Asia Minore e il nome della località Maqrana che deriverebbe dal termine arabo "Macran", ovvero "terra lontana". Anche il nome stesso del paese che non è, come nel caso di molti altri centri della Marsica, seguito da "dei Marsi", bensì da "nei Marsi". Un elemento che testimonierebbe una certa estraneità rispetto ai luoghi da parte di queste popolazioni venute da lontano[4]. Tuttavia non ci sono certezze sull'origine del nome. Quest'ultima ipotesi è stata infatti giudicata perlomeno fantasiosa da altri storici[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ruderi di Sierri

Il nucleo originario fu certamente l'antica "Litium" situata nel territorio dei Marsi, popolo italico che abitò la regione posta tutt'intorno al lago del Fucino. Lecce sarebbe risorta in epoca longobarda, dopo la distruzione dell'antico castello marso durante la guerra sociale detta anche "guerra Marsica", combattuta dagli italici contro i romani. Era costituita, come molti altri centri marsicani, da vari casali che col tempo confluirono nel nucleo principale. Le prime tracce del nome delle sue località e delle sue chiese si trovano nella Bolla di Papa Clemente III (anno 1188)[6]. Nel prezioso documento figurano le chiese dedicate a Santa Maria e San Pietro, appartenenti all'antico castello Licio, e i tre castelli di Macrano, Agne ed Angre[7].

Dati più certi si riferiscono al XV secolo. Lecce, chiamata nel medioevo Licine (o Liciae), figurava tra i castelli del "comitatus Celani", ovvero la contea di Celano. Il paese, infatti, fu soggetto come quasi tutti gli altri centri del territorio fucense ad Odoardo Colonna e a sua moglie Covella. Nel XVI secolo anche Lecce passò sotto il controllo dei Piccolomini. La chiesa di San Pietro, abbandonata e quasi distrutta all'epoca della peste del 1656, negli anni immediatamente successivi "fu ricostruita per voto sotto il titolo di Sant'Elia", stando a quanto scritto dal famoso storico Pietro Antonio Corsignani. La chiesa di San Martino, invece, posta nell'antico borgo montano di Agne (corrispondente o alla località di Taroti o a quella di Castelluccio), surrogata all'antica chiesa parrocchiale di Santa Maria, ottenne da Urbano VIII il privilegio di indulgenze speciali per chi visitasse i suoi sette altari. In epoca moderna il paese è stato devastato dal terremoto della Marsica del 1915. Anch'esso, come tutti i centri marsicani colpiti dal sisma, è stato ricostruito[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torre di San Martino in Agne
Chiesa Santa Maria Assunta di Lecce nei Marsi

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta;
  • Chiesa di San Biagio a Vallemora;
  • Chiesetta di Sant'Antonio (denominata sulle carte Madonna delle Grazie) in località Macchia;
  • Torre campanaria dell'antica chiesa di San Martino in Agne;
  • Chiesa della Madonna del Pozzo, chiusa al culto;
  • Chiesa di Sant'Elia[8].

Sierri e Buccella[modifica | modifica wikitesto]

Il terremoto del 1915 che distrusse molti centri della Marsica causò l'abbandono dei paesi posti in altura e, al contempo, il quasi definitivo allontanamento dall'economia pastorale non più fiorente, favorirono la ricostruzione a valle. Questo avvenne anche a Lecce nei Marsi dove le vetuste località di Sierri, Ca' Marino, Ca' Buccella, Ca' Carlone, Ca' Scappone e Macchia già in parziale rovina furono quasi completamente distrutti dal sisma e abbandonati dai pochi superstiti[4][9].

Lecce Vecchio[modifica | modifica wikitesto]

I resti del castello, appartenuto ai marchesi Trasmondi, e della torre medievale di Litium sono situati nei pressi della località La Guardia a circa 1300 metri slm in posizione dominante rispetto ai casali abbandonati[10]. Altre testimonianze e rinvenimenti archeologici accreditano in quest'area la presenza di un oppidum risalente all'epoca romana. Nel XIV secolo l'area era anche nota con il nome di Castrum Litii[11].

Il borgo fortificato di Litium situato su due colli è circondato da una cerchia muraria dotata di tre porte. Il colle a nord ovest che guarda verso il Fucino è denominato Collemino dove, accanto alla chiesa di Sant'Elia, c'era Porta Caiòla. Posta a strapiombo sulla valle costituiva la porta principale poiché metteva il borgo in comunicazione con il piano tanto da essere chiamata "Pila" (ovvero "Porta" per antonomasia), tanto da dare il nome a tutto il quartiere. Il colle dominante a sud est, più vicino al monte Turchio, è denominato colle dell'Ospedale. Qui sono visibili i ruderi della chiesa parrocchiale e della porta del Campanile. La terza porta si trovava nel mezzo, situata fra i due colli. Il suo nome era "Porta di Metta" o "Porta della Corte" che vuol dire "Porta della Città"[4][A 1].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Litium
Il centro fortificato, riportato in alcuni documenti anche con i toponimi di Litum e Lice, era costituito da cita muraria e necropoli. Situato sul sentiero del monte Turchio nella località dove i marsi nel V secolo a.C. eressero uno degli oppida difensivi sulle alture del lago Fucino. Dell'antico castello è visibile in parte la cinta muraria. Dai ruderi di Lecce Vecchio è emersa la necropoli di epoca imperiale con innumerevoli reperti tornati alla luce. Il centro fortificato della località Cirmo, risalente al periodo italico (III-I secolo a.C.) costituì, con ogni probabilità, l'acropoli del Vicus Anninus, luogo in cui visse dopo la carriera militare Aulo Virgio Marso. Le operazioni di studio e scavo hanno riportato alla luce, anche qui, diversi reperti archeologici. In località Torrente Tavana (o Rio Tana) sono visibili, invece, i resti di sistemi d'arginatura antica. Nella Marsica altre arginature di età repubblicana sono state rinvenute presso i torrenti Fossato di Angizia a Luco dei Marsi e Rio ad Aielli[12].
Grotta dei Mandrilli
Oltre i ruderi di Lecce Vecchio ed il rifugio di località La Guardia, superato il fontanile del torrente Tavana, una forra conduce all'ingresso principale della grotta, praticabile solo in periodo di secca. L'area è ricca di piccole sorgenti e presenta un laghetto, il piccolo inghiottitoio Giardinetti con risorgente e, non distante, la cavità della grotta dell'Orso[13].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Miniere di Bauxite
Situate in località Collerosso ad oltre 1400 m s.l.m. furono realizzate nel 1901 ed inaugurate ufficialmente nel 1905 rappresentando un importante sito minerario del suo genere in territorio italiano. Sono state operative fino al 1930 per la produzione dell'alluminio[14].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro urbano

L'ultima domenica di settembre di ogni anno si celebra la festa patronale in onore di san Biagio, patrono del comune di Lecce nei Marsi[16].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Patrimonio dell'umanità UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 i cinque nuclei di faggete vetuste ricadenti in una superficie di 937 ettari inclusa tra i comuni di Lecce nei Marsi (Selva Moricento), Opi (Cacciagrande e Valle Jancino in Val Fondillo), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto) e Villavallelonga (Val Cervara), databili intorno ai 600 anni, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità unitamente alle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa. Si tratta del primo riconoscimento UNESCO per l'intera regione abruzzese[17][18].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Lecce nei Marsi dal 1985 ad oggi[19].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Alfredo Spallone Lista civica Sindaco
1999 2004 Alfredo Spallone Lista civica Sindaco
2004 2006 Andrea Favoriti Lista civica Sindaco
2007 2012 Andrea Favoriti Lista civica Sindaco
2012 2017 Gianluca De Angelis Lista civica Sindaco
11 giugno 2017 in carica Gianluca De Angelis Lista civica Lecce futura Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale di calcio di Lecce nei Marsi è stata il Lycia Lecce che ha militato nei tornei dilettantistici della regione Abruzzo prima di modificare la denominazione[23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catasto di Lecce del 1736, pp. 140,149. Catasto di Lecce del 1754, pp.27,59,181,208,636.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2017 (dati provvisori) - Lecce nei Marsi
  2. ^ Paesi del Parco: Lecce nei Marsi, Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  3. ^ a b Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ a b c d Cenni storici, Comune di Lecce nei Marsi. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  5. ^ Berardo Ettorre, Perché Lecce nei Marsi e non "dei Marsi", Terre Marsicane, 14 gennaio 2013. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  6. ^ Bolla di papa Clemente III, Pereto.info. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  7. ^ Angelo Melchiorre, Profilo storico, Terre Marsicane. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  8. ^ Chiese e monumenti di Lecce nei Marsi, Terre Marsicane. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  9. ^ Carlo Finocchietti, Terremoto del Fucino. Il borgo vecchio di Lecce nei Marsi, Wordpress. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  10. ^ Da non perdere, Terre Marsicane. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  11. ^ Silvia Terra-Abrami, L'antico Litium nel territorio dei Marsi, Terre Marsicane. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  12. ^ Sito archeologico di Lecce nei Marsi, Regione Abruzzo. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  13. ^ Grotta dei Mandrilli e grotta dell'Orso, ASD Natura d'Abruzzo, 26 agosto 2013. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  14. ^ Roberto Mastrostefano, Le miniere di Lecce nei Marsi (PDF), Deputazione abruzzese di Storia Patria, 8 novembre 2009. URL consultato il 4 maggio 2018.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Festa di San Biagio, MiBACT. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  17. ^ Riconoscimento UNESCO delle faggete vetuste abruzzesi, Regione Abruzzo. URL consultato il 9 luglio 2017.
  18. ^ Giacomo Talignani, Un premio a quegli alberi di 600 anni: le faggete vetuste italiane sono Patrimonio dell'Umanità, La Repubblica, 8 luglio 2017. URL consultato il 9 luglio 2017.
  19. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  20. ^ Delegazione rumena visita Lecce nei Marsi, Il Centro, 6 settembre 2006. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  21. ^ Gemellaggio tra Lecce nei Marsi ed Atri, Comune di Lecce nei Marsi. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  22. ^ Consiglio comunale di Atri del 7 novembre 2013 (PDF), Comune di Atri. URL consultato il 21 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  23. ^ U.S. GioiaLecce calcio (PDF), FIGC.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Terra, Storia di Lecce nei Marsi: dagli inizi del XIV alla fine del XIX secolo. Il castello e le sue chiese, il periodo feudale, l'universita di Litium, i personaggi, i briganti di Lecce vecchio, Cerchio, Adelmo Polla, 2001, SBN IT\ICCU\TER\0002497.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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