Lecce nei Marsi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lecce nei Marsi
comune
Lecce nei Marsi – Stemma
Lecce nei Marsi – Veduta
Torre dell'antica chiesa di San Martino in Agne
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Gianluca De Angelis (Lista civica Lecce futura) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 41°56′05″N 13°41′16″E / 41.934722°N 13.687778°E41.934722; 13.687778 (Lecce nei Marsi)Coordinate: 41°56′05″N 13°41′16″E / 41.934722°N 13.687778°E41.934722; 13.687778 (Lecce nei Marsi)
Altitudine 740 m s.l.m.
Superficie 66,4 km²
Abitanti 1 670[1] (28-2-2017)
Densità 25,15 ab./km²
Frazioni Vallemora, Lecce Vecchio
Comuni confinanti Collelongo, Gioia dei Marsi, Ortucchio, Pescasseroli, Villavallelonga
Altre informazioni
Cod. postale 67050
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066050
Cod. catastale E505
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti leccesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo ultima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lecce nei Marsi
Lecce nei Marsi
Lecce nei Marsi – Mappa
Posizione del comune di Lecce nei Marsi all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Lecce nei Marsi è un comune italiano di 1 670 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Il paese è incluso nell'area del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato sul versante sud-sud est della piana del Fucino, nel cuore della Marsica. L'area urbana è posta a 740 m s.l.m. mentre, in posizione dominante si trova la località di Lecce Vecchio (1270 m s.l.m.) . Il paese, insieme a Gioia dei Marsi, rappresenta la porta fucense del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sul versante montano della valle del Giovenco. In altura si trovano, in piena area protetta, anche le località di La Guardia (circa 1420 m s.l.m.), Vallone di Lecce Vecchio, Coppo dei Lepre, Passo della Fontecchia e il Valico Monna Rapanella[2]. Il paese dista circa 30 chilometri da Avezzano[3], oltre 80 dall'Aquila e circa 130 da Roma[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Lecce nei Marsi

L'origine del nome sarebbe legata al fitonimo latino "Quercus ilex", che significa "la pianta del leccio", di cui era piena la valle sottostante l'antico abitato originario. Ipotesi smentita però da alcuni studiosi e storici locali che legano il nome del paese marsicano alla presenza di diverse famiglie di origine asiatica che, al seguito delle crociate, deviarono il loro tragitto verso sud, stanziando intorno al lago del Fucino, sulle alture dell'attuale abitato. Esattamente nell'area montana dove insistono le rovine di Lecce nei Marsi, ovvero il nucleo abitativo originario, posto a quota 1270 metri slm. Il paese, quindi, sarebbe stato fondato, intorno al X secolo, dalla popolazione dei Licii, della storica regione dell'Asia minore della Licia.

Ruderi di Sierri

Questa ipotesi etimologica è stata supportata da questi studiosi attraverso alcuni fattori. Fra tutti la commemorazione del Santo Patrono di Lecce, ovvero San Biagio, venerato soprattutto in Asia Minore e il nome della località Maqrana che deriverebbe dal termine arabo "Macran", ovvero "terra lontana". Anche il nome stesso del paese che non è, come nel caso di molti altri centri della Marsica, seguito da "dei Marsi", bensì da "nei Marsi". Un elemento, questo, che segnerebbe una certa estraneità rispetto ai luoghi, da parte di queste popolazioni venute da lontano[4]. Tuttavia non ci sono certezze sull'origine del nome. Quest'ultima ipotesi è, infatti, giudicata perlomeno fantasiosa da altri storici[5].

Di certo fu l'antica "Litium" (o "Litum") nel territorio dei Marsi, popolo italico che abitò la regione del Fucino e dell'Abruzzo montano. Lecce sarebbe risorta in epoca longobarda, dopo la distruzione dell'antico castello marso durante la guerra sociale detta anche "guerra Marsica", combattuta dagli italici contro i romani. Era costituita, come molti centri marsicani, da vari casali che col tempo sono confluiti nell'abitato principale. Le prime tracce del nome delle sue località e delle sue chiese si trovano nella Bolla di Papa Clemente III (anno 1188). Nel prezioso documento figurano le chiese dedicate a Santa Maria e San Pietro, appartenenti all'antico castello Licio, e i tre castelli di Macrano, Agne ed Angre[6].

Dati più certi si hanno a partire dal XV secolo. Lecce, chiamata nel medioevo Licine (o Liciae), figurava tra i castelli del "comitatus Celani", ovvero la contea di Celano. Il paese, infatti, fu soggetto come quasi tutti gli altri centri del territorio fucense ad Odoardo Colonna e a sua moglie Covella. Nel XVI secolo anche Lecce passò sotto il controllo dei Piccolomini. La chiesa di S. Pietro, abbandonata e quasi distrutta all'epoca della peste (anno 1656), negli anni immediatamente successivi "fu ricostruita per voto sotto il titolo di Sant'Elia", stando a quanto scritto dal famoso storico Pietro Antonio Corsignani. La chiesa di San Martino, invece, posta nell'antico borgo montano di Agne (corrispondente o alla località di Taroti o a Castelluccio), surrogata all'antica chiesa parrocchiale di Santa Maria, ottenne da Urbano VIII il privilegio di indulgenze speciali per chi visitasse i suoi sette altari. In epoca moderna, nel 1915, il paese è stato devastato dal terremoto della Marsica del 13 gennaio. Anch'esso, come tutti i centri marsicani colpiti dal sisma, è stato pazientemente ricostruito[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Torre di San Martino in Agne
Chiesa Santa Maria Assunta di Lecce nei Marsi

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta;
  • Chiesa di San Biagio a Vallemora;
  • Chiesetta di Sant'Antonio (denominata sulle carte Madonna delle Grazie) in località Macchia;
  • Torre campanaria dell'antica chiesa di San Martino in Agne;
  • Chiesa della Madonna del Pozzo, chiusa al culto;
  • Chiesa di Sant'Elia[8].

Sierri e Buccella[modifica | modifica wikitesto]

Il terremoto del 1915 che distrusse molti centri della Marsica causò l'abbandono dei paesi posti in altura e, al contempo, il quasi definitivo allontanamento dall'economia pastorale non più fiorente, favorirono la ricostruzione a valle. Questo avvenne anche a Lecce nei Marsi dove le vetuste località di Sierri, Ca' Marino, Ca' Buccella, Ca' Carlone, Ca' Scappone e Macchia già in parziale rovina furono quasi completamente distrutti dal sisma e abbandonati dai pochi superstiti[4][9].

Lecce Vecchio[modifica | modifica wikitesto]

I resti del castello, appartenuto ai marchesi Trasmondi, e della torre medievale di Litium sono situati nei pressi della località La Guardia a circa 1300 metri slm in posizione dominante rispetto ai casali abbandonati[10]. Altre testimonianze e rinvenimenti archeologici accreditano in quest'area la presenza di un oppidum denominato Vicus Anninus risalente all'epoca romana. Nel XIV secolo l'area era anche nota con il nome di Castrum Litii[11].

Il borgo fortificato di Litium situato su due colli è circondato da una cerchia muraria dotata di tre porte. Il colle a nord ovest che guarda verso il Fucino è denominato Collemino dove, accanto alla chiesa di Sant'Elia, c'era Porta Caiòla. Posta a strapiombo sulla valle costituiva la porta principale poiché metteva il borgo in comunicazione con il piano tanto da essere chiamata "Pila" (ovvero "Porta" per antonomasia), tanto da dare il nome a tutto il quartiere. Il colle dominante a sud est, più vicino al monte Turchio, è denominato colle dell'Ospedale. Qui sono visibili i ruderi della chiesa parrocchiale e della porta del Campanile. La terza porta si trovava nel mezzo, situata fra i due colli. Il suo nome era "Porta di Metta" o "Porta della Corte" che vuol dire "Porta della Città"[4][A 1].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Litium
Il centro fortificato, detto anche Lice, era costituito da cita muraria e necropoli. Situato sul sentiero del monte Turchio nella località dove i marsi nel V secolo a.C. eressero uno degli oppida difensivi sulle alture del lago Fucino. Dell'antico castello non fortificato, è visibile in parte la cinta muraria. Dai ruderi di Lecce Vecchio è emersa la necropoli di epoca imperiale con innumerevoli reperti tornati alla luce. Il centro fortificato della località Cirmo, risalente al periodo italico (III-I secolo a.C.) costituì, con ogni probabilità, l'acropoli del Vicus Anninus. Le operazioni di studio e scavo hanno riportato alla luce, anche qui, diversi reperti archeologici. In località Torrente Tavana (o Rio Tana) sono visibili, invece, i resti di sistemi d'arginatura antica. In Marsica altre arginature di età repubblicana sono state rinvenute presso i torrenti Fossato di Angizia a Luco dei Marsi e Rio ad Aielli[12].
Grotta dei Mandrilli
Oltre i ruderi di Lecce Vecchio ed il rifugio di località La Guardia, superato il fontanile del torrente Tavana, una forra conduce all'ingresso principale della grotta, praticabile solo in periodo di secca. L'area è ricca di piccole sorgenti e presenta un laghetto, il piccolo inghiottitoio Giardinetti con risorgente e, non distante, la cavità della grotta dell'Orso[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro urbano
  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate;
  • 3 febbraio: festa patronale di San Biagio a Lecce nei Marsi e Vallemora;
  • aprile: festa di Sant'Antonio e della Madonna delle Grazie;
  • Settembre: festa della Madonna Addolorata e festa patronale di San Biagio;
  • 11 novembre: festa di San Martino;
  • 13 dicembre: festa e mercato di Santa Lucia presso la località Valle di Santa Lucia[15].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Patrimonio dell'umanità UNESCO[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 i cinque nuclei di faggete vetuste ricadenti in una superficie di 937 ettari inclusa tra i comuni di Lecce nei Marsi (Moricento), Opi (Val Fondillo-Valle Iancino), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto) e Villavallelonga (Valle Cervara), databili intorno ai 600 anni, sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanità unitamente alle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa. Si tratta del primo riconoscimento UNESCO per l'intera regione abruzzese[16][17].

Persone legate a Lecce nei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

La Vergine di Andrea De Litio, nota come Madonna di Cese (Museo d'arte sacra della Marsica a Celano)
  • Andrea De Litio, (Lecce nei Marsi, 1420 circa – Atri, 1495 circa), pittore del Rinascimento;
  • Aulo Virgio Marso, (Vicus Anninus - Vëcennë Santa Lucia, 20 a.C. ca. – 40 d.C. ca.), si arruolò nell'esercito romano prestando servizio nella Legione III Gallica di stanza in Siria. La carriera: "primipilo", il più alto in grado fra i sessanta centurioni della legione. Comandante, "primus pilus, strenuus vir peritusque militiae", ovvero uomo valoroso ed esperto dell'arte militare (Tito Livio, VIII, 8) del primo manipolo dei triari, soldati più anziani e di sperimentato valore, "spectatae virtutis". Comandante di campo in Egitto; comandante del genio; tribuno della quarta coorte dei pretoriani a guardia dell'imperatore Augusto; tribuno della undicesima coorte dei pretoriani a guardia dell'imperatore Tiberio (tra il 23 d.C., creazione delle coorti X-XII, e il 37 d.C. morte di Tiberio). Si ritirò in congedo a la Vëcennë, (sud-est di Taroti). Rivestì la carica di quadrumviro a Marruvio (San Benedetto dei Marsi), municipio da cui dipendeva il Vicus Anninus[A 2][18];
  • Erminio Sipari, (Alvito, 1879 – Roma, 1968), deputato, naturalista ed ambientalista. Artefice e primo presidente del parco nazionale d'Abruzzo, è stato anche il promotore della condotta forestale marsicana, primo consorzio forestale d'Italia. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria nel 1925[A 3].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Lecce nei Marsi dal 1985 ad oggi[19].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Alfredo Spallone Lista civica Sindaco
1999 2004 Alfredo Spallone Lista civica Sindaco
2004 2006 Andrea Favoriti Lista civica Sindaco
2007 2012 Andrea Favoriti Lista civica Sindaco
2012 2017 Gianluca De Angelis Lista civica Sindaco
11 giugno 2017 in carica Gianluca De Angelis Lista civica Lecce futura Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale di calcio di Lecce nei Marsi è stato il Lycia Lecce che ha militato nei tornei dilettantistici della regione Abruzzo prima di modificare la denominazione[23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catasto di Lecce del 1736, pp. 140,149. Catasto di Lecce del 1754, pp.27,59,181,208,636.
  2. ^ Cesare Letta "Le imagines Caesarum di un Praefectus Castrorum Aegypti e l'XI coorte pretoria", ATHENAEUM Vol.LVI. Fasc.I-II- 1978 - Università di Pavia. Cesare Letta "Fucino cento anni - Atti 1877-1977", E.R.S.A. - Avezzano.
  3. ^ Deliberazione 29 marzo 1925.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2017 (dati provvisori) - Lecce nei Marsi
  2. ^ Paesi del Parco: Lecce nei Marsi, ParcoAbruzzo.it.
  3. ^ a b Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ a b c Cenni storici - le origini, Comune di Lecce nei Marsi.
  5. ^ Perché Lecce nei Marsi e non "dei Marsi", TerreMarsicane (Berardo Ettorre).
  6. ^ Profilo storico, TerreMarsicane (Angelo Melchiorre).
  7. ^ Storia di Lecce nei Marsi, Comune di Lecce nei Marsi.
  8. ^ Chiese e monumenti di Lecce nei Marsi, TerreMarsicane.
  9. ^ Carlo Finocchietti, Terremoto del Fucino. Il borgo vecchio di Lecce nei Marsi, Wordpress. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  10. ^ Da non perdere, TerreMarsicane.
  11. ^ L'antico "Litium" nel territorio dei Marsi, TerreMarsicane (Silvia Terra-Abrami).
  12. ^ Sito archeologico di Lecce nei Marsi, Regione Abruzzo.
  13. ^ Grotta dei Mandrilli, Grotte aquilane (Città delle Grotte).
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Feste, fiere e sagre di Lecce nei Marsi, TerreMarsicane.
  16. ^ Riconoscimento UNESCO delle faggete vetuste abruzzesi, Regione Abruzzo. URL consultato il 9 luglio 2017.
  17. ^ Giacomo Talignani, Un premio a quegli alberi di 600 anni: le faggete vetuste italiane sono Patrimonio dell'Umanità, La Repubblica, 8 luglio 2017. URL consultato il 9 luglio 2017.
  18. ^ La carriera di Aulo Virgio Marso, AcademiaEdu.
  19. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  20. ^ Delegazione rumena visita Lecce nei Marsi, Il Centro, 6 settembre 2006. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  21. ^ Gemellaggio tra Lecce nei Marsi ed Atri, Comune di Lecce nei Marsi. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  22. ^ Consiglio comunale di Atri del 7 novembre 2013 (PDF), Comune di Atri. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  23. ^ U.S. GioiaLecce calcio (PDF), FIGC.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Terra, Storia di Lecce nei Marsi: dagli inizi del XIV alla fine del XIX secolo. Il castello e le sue chiese, il periodo feudale, l'universita di Litium, i personaggi, i briganti di Lecce vecchio, Cerchio, Adelmo Polla, 2001, SBN IT\ICCU\TER\0002497.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marsica Portale Marsica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marsica