Acciano

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Acciano
comune
Acciano – Stemma Acciano – Bandiera
Acciano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoFabio Camilli (Lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate42°10′36.37″N 13°43′04.19″E / 42.17677°N 13.71783°E42.17677; 13.71783 (Acciano)Coordinate: 42°10′36.37″N 13°43′04.19″E / 42.17677°N 13.71783°E42.17677; 13.71783 (Acciano)
Altitudine600 m s.l.m.
Superficie32,22 km²
Abitanti314[1] (31-5-2019)
Densità9,75 ab./km²
FrazioniBeffi, Roccapreturo, San Lorenzo, Succiano
Comuni confinantiCaporciano, Molina Aterno, Navelli, San Benedetto in Perillis, Secinaro, Tione degli Abruzzi
Altre informazioni
Cod. postale67020
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066001
Cod. catastaleA018
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 362 GG[2]
Nome abitantiaccianesi
Patronosanta Petronilla
Giorno festivo31 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Acciano
Acciano
Acciano – Mappa
Posizione del comune di Acciano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Acciano è un comune italiano di 314 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo, nella zona della valle Subequana e dell'altopiano delle Rocche. Fa anche parte della comunità montana Sirentina.

Entrata laterale alla parrocchia di San Lorenzo, via vecchio Ospedale, sede della Confraternita dell'Addolorata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Circondato dal verde dei boschi di quercia, Acciano è arroccato su uno sperone di roccia tra i monti Bufame e Pietre Fitte dal quale si gode una bellissima vista delle creste rocciose del Sirente.

I ripidi pendii che delimitano il paese incorniciano la valle nella quale scorre il fiume Aterno.

Il territorio del comune risulta compreso tra i 450 e i 1 303 metri di altitudine sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 853 metri.

Dista dal capoluogo L'Aquila circa 35 km percorrendo la strada regionale "Valle Subequana" 261, e da Sulmona 37 km.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Acciano (Hacciànë) è stabilizzato nel 1028 nella forma Acciano. Deriva dal nome gentilizio romano Accius, con il significato di "podere della famiglia Accia". Oggi il comune di Acciano è formato da Acciano Capoluogo e dalle frazioni di Succiano, Beffi, Roccapreturo e San Lorenzo. Nei catasti onciari e nelle numerazioni dei fuochi fatte tra i secoli XV-XVI rispettivamente si chiamavano: Castrum Acciani, Villa Socciani, Castrum Beffi, Rocca di Preturo e Villa Sancti Laurentii.

Castrum Acciani e Castrum Beffi: la prima parte del toponimo si riferisce al castrum romano, poi castellum, luogo fortificato ed anche cittadella, bastione. Villa Socciani e Villa Sancti Laurentii: la prima parte del toponimo deriva dal latino villa, in origine dimora di campagna, fattoria con podere e successivamente modesto insediamento, poi quasi sinonimo di paese. Rocca di Preturo: Rocca – roccia – e più tardi fortezza sull'alto di un monte, cittadella, voce nata in Abruzzo dal XII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La recente scoperta, tra la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il cimitero, in contrada S. Lorenzo, di una struttura in opera quadrata, identificabile probabilmente in un tempietto italico-romano, nonché i notevoli frammenti ceramici rinvenuti nel corso del saggio eseguito dalla Sovrintendenza archeologica di Chieti, testimoniano l'esistenza di un insediamento databile tra l'età repubblicana e la prima età imperiale.

Vecchi ritrovamenti di tombe ad inumazione e diversi frammenti di vasi di bucchero italico, raccolti dal celebre archeologo Giuseppe Fiorelli in varie occasioni intorno alla Chiesa di San Lorenzo, la scoperta di Antonio De Nino in contrada Vicenna di sudari antichi e, accanto al Cimitero, di gallerie scavate nel tufo con varie diramazioni e tracce evidenti di pavimento a mosaico, costituiscono elementi sufficienti a confermare che qui sorgeva un abitato antico (per la mancanza di fondi oggi questi scavi sono stati ricoperti dal terreno in attesa di poter essere al meglio apprezzati).

Nel 1092 tal Ugo di Girberto/Giliberto, franco vivente secondo la legge longobarda, donò il 15 aprile alla chiesa di S. Pelino il Monastero di San Benedetto in Perillis, costruito dal vescovo Trasmondo, con tutti i suoi beni compresi quelli nel castello di Acciano[3]. Nel 1183 nella bolla di papa Lucio III sono menzionate le seguenti chiese: S. Pietro, Santa Petronilla, S. Lorenzo, S. Comizio e Santa Maria in Acciano. Nel 1188 il Monastero di S. Benedetto in Perillis possiede in Acciano la quarta parte della chiesa di S. Lorenzo e S. Petronilla e riceve in enfiteusi il feudo tenuto da Rinaldo di Guglielmo.

Nel 1223 nella bolla di papa Onorio III è citata la chiesa Sancti Antonini in Azano.

Nel 1294 Celestino V passa per Acciano e qui opera un miracolo, così riportato dal Marino: "Mentre egli passava per il borgo di detto castello di Acciano per andare in L'Aquila a ricevere la corona dell'Apostolato a cui era stato assunto, guarì con la sua benedizione dal male caduco (epilessia) Dorricello, fratello di Berardo di Gordiarno di Acciano, come riferirono Velletta d'Acciano (teste 35) ed Odorisio d'Acciano (teste 37)".

Nel 1316 Tommaso d'Acciano, per ordine di re Roberto, viene tassato in relazione al possesso della quarta parte del borgo.

Nel 1360 la terra di Acciano non risulta ancora registrata fra quelle delle diocesi valvense. Cronologicamente Acciano verrà annessa dalla città dell'Aquila, poiché ceduta da Francesco di Cantelmo (1419) e quindi diviene contado della città stessa, ma re Ladislao la ritoglie a quest'ultima in segno di condanna per aver appoggiato il partito di Luigi d'Angiò.

Nel 1383 Carlo III di Durazzo dona Acciano a Matteo Gentile fratello del vescovo dell'Aquila per la ribellione di Caterina Cantelmi figlia di Restaino e moglie di Bartolomeo di Rillona.

Nel 1409 la città dell'Aquila ritoglie Acciano a quelle persone a cui il re Ladislao l'aveva affidata. Diviene così territorio di regio demanio formando un tutt'uno con la città stessa, contribuendo con essa al pagamento delle tasse come le altre zone di quel contado.

In questo periodo si segnano i confini con quelli di Rocca Preturo e Goriano Valli che pure fanno parte del Contado e con Molina che invece ne è escluso.

Nel 1417 Acciano viene comperata dall'Aquila, in seguito passa come feudo agli Scialenghi, agli Strozzi ed ai Piccolomini e definitivamente nel 1419 la regina Giovanna II, con Real Diploma "unì ed incorporò la terra alla Città dell'Aquila, in modo che fosse alla medesima unita, incorporata e annessa, quasi membro al suo corpo, siccome erano tutte le altre Terre, Luoghi del distretto e Territorio Aquilano".

Nel 1529 il Principe d'Orange concesse Acciano in feudo, con altri 62 castelli, ai vari capitani spagnoli. Fu poi da D. Pietro di Toledo venduta per 20.000 ducati. Nel 1533 Acciano, insieme con la terra di Beffi, è posseduta da Giacomo di Scalegni, a cui successe Carlo suo figlio e poi Ludovico. Il 1534 è la data riportata sul portale della chiesa a tre navate di S. Pietro e S. Lorenzo.

Nel 1546 la moglie di Annibale Libero di Acciano fa erigere la magnifica Cappella della Pietà nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, riservandone il patronato al marito e agli eredi. Nel 1561 Ludovico vende per 25.000 ducati a Giovanni Carlo Silveri Piccolomini il feudo di Acciano.

Nel 1573 gli eredi del Notar Pietro di Sante de Galli di Acciano edificano la Cappella dei SS. Simone e Giuda nella Chiesa di S. Pietro. Nel 1669 è Signore della Terra di Acciano, come anche di Beffi, Ferrante Silverio Piccolomini. Nel 1798 con istrumento del 29 marzo per Notar Luigi Palumbo di Napoli, Marchese Giovanni Piccolomini, erede e successore del detto Giò Carlo vende al Signore Vincenzo Treccia i feudi di Acciano e di Beffi con le rispettive Ville di Socciano e S. Lorenzo per lo prezzo di 6 700 ducati.

L'incendio del 2007[modifica | modifica wikitesto]

Vista della montagna colpita dall'incendio da Piazza Municipio

Nel luglio del 2007 un grave incendio ha devastato molti ettari del bosco che caratterizza il territorio dell'intero comune. Per settimane incessante è stato il lavoro dei Vigili del Fuoco, della Guardia Forestale, dei volontari della Protezione Civile e della popolazione del territorio, aiutata anche dalla gente dei paesi limitrofi, nel cercare di spegnere l'anima distruttrice del fuoco. Sono stati impegnati per molti giorni elicotteri e Canadair, anche provenienti dalla Francia e dalla Spagna.

Uno di questi aerei atti allo spegnimento dell'incendio è accidentalmente precipitato il 23 luglio nei pressi dell'eremo di Sant'Erasmo, sul monte Offermo, ed il pilota Andrea Golfera è morto sul colpo. Alla sua famiglia si sono strette la cittadinanza e le istituzioni che hanno reso poi giusta memoria al pilota, dedicandogli il 13 dicembre un monumento alla memoria nel Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato, a L'Aquila.

In quei terribili giorni di morte della natura, la più grande risorsa di questo territorio, si è vista la grande cooperazione della gente del luogo che anche nei momenti più disperati non si è lasciata prendere dallo sconforto, ma ha cooperato con le forze dello Stato fino allo spegnimento dell'incendio, che nel frattempo si era esteso ai comuni confinanti di San Benedetto in Perillis, Collepietro e Navelli.

Il terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 2009.

Acciano, che secondo un'antica storia si trova nell'attuale posizione a seguito della totale distruzione del centro originario posto a valle, ha risentito della maggior parte delle scosse dello sciame sismico che ha investito la conca dell'Aquilano e la Valle dell'Aterno e a seguito di quella delle 3,32 del 6 aprile 2009 ha subito ingenti danni.

I centri storici del capoluogo e delle quattro frazioni sono stati evacuati e sono state create delle tendopoli, la più importante delle quali è stata organizzata nell'Aia comunale del capoluogo, punto di riferimento per le altre della zona, in quanto posta al confine del distretto aquilano della provincia.

La chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Lorenzo ha riportato gravi lesioni interne ed esterne, come la caduta di un capitello della facciata e la scomposizione delle pietre che compongono il campanile, mentre il piccolo campanile della Congrega ha ceduto, facendo cadere la campana alla base di questo.

Gravi danni hanno riportato le facciate della chiesa di Maria SS. delle Grazie e della chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista (sita in Succiano) che sono crollate. Anche la chiesa parrocchiale di San Lorenzo in San Lorenzo di Beffi ha subito danni, tanto da renderla completamente inagibile.

Il Ministero dei Beni Culturali ha inserito le chiese danneggiate nella lista dei "gioielli" che devono essere restaurati al più presto. La chiesa di Santa Petronilla e quella di San Michele Arcangelo di Beffi sono state riaperte al culto nel Natale 2009, grazie al progetto Una chiesa per Natale.

In alcuni casi anche abitazioni civili sono state dichiarate inagibili o da demolire, come nella Valletta di Acciano dove altri tetti delle antiche abitazioni abbandonate sono collassati.

Grande è stata la generosità di alcune amministrazioni comunali italiane: in particolare quella di Varallo Pombia, con il quale Acciano si è legato in un gemellaggio, e quella di Cascina che ha promosso, con lo stanziamento di alcuni fondi, la ristrutturazione del Palazzo Municipale.

Nel dicembre 2010 il sindaco di Novara Silvana Moscatelli, per dare una mano alle popolazioni colpite dall'evento sismico del 6 aprile, ha raccolto tramite un conto corrente 14 000 euro, cinquemila destinati al paesino di Ofena, altri cinquemila a Navelli e i restanti quattromila ad Acciano[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Petronilla[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della parrocchia dei Santi Pietro e Lorenzo

Posta in posizione elevata rispetto all'abitato nella zona sud-est, la chiesetta dell'amata patrona, edificata a partire dal XII secolo, racchiude un'edicola laterale a tutto sesto in cui si incornicia un grazioso affresco cinquecentesco di scuola aquilana raffigurante la “Madonna col bambino e Santi”. Documentata in una bolla papale di Sisto III dal 1183, ha una facciata a coronamento orizzontale in pietra grezza, la tipica facciata quadrata dell'area aquilana con portale romanico ad arco a tutto sesto e oculo centrale; l'interno ha l'affresco rinascimentale della Madonna col Bambino. Gli affreschi che sono presso l'edicola della sagrestia sono attribuiti a Sebastiano di Cola da Casentino

Il pomeriggio del 30 e la mattina del 31 maggio la popolazione si reca qui rispettivamente per celebrare i Vespri e i Solenni Festeggiamenti in onore della Protettrice.

A seguito del terremoto del 2009 il Santuario è stato l'unico luogo di culto ristrutturato in tempi record: è infatti rientrato nella lista del Governo delle chiese da ristrutturare per Natale, come da patto stipulato con la Curia Arcivescovile aquilana[senza fonte].

Chiesa di S. Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

X- XV secolo; Cappella della Pietà (1546). La chiesa si trova nel bosco, poco oltre il cimitero. Anche questa chiesa è menzionata nella bolla di Sisto III. L'impianto è rettangolare, sul lato si trova un bel portale romanico con un affresco ripulito della Madonna col Bambino, nella lunetta dell'arco a tutto sesto. La facciata è quadrata in stile aquilano, il portale è cinquecentesco, con architrave sorretto da mensole con il simbolo del Trigramma Bernardiniano IHS; sull'architrave c'è il timpano a cuspide pronunciata, forse realizzato nell'Ottocento nell'epoca del revival gotico, sovrastato al centro di facciata da un oculo.

Dalla sagrestia si accede alla cappella della Madonna della Pietà, accessibile anche dal portale laterale romanico, fu voluta da Annibale Libero signore di Acciano nel XVI secolo, fino agli anni '90 era abbellita da conci lapidei scolpiti, poi rubati; l'antica campana del campaniletto a vela è stata smontata, custodita dapprima nel nuovo palazzo comunale, e po nella torre medievale di Beffi.

La prima domenica del mese di maggio vi si celebra la S. Messa per l'apertura del mese mariano.

Durante il Ventennio fascista i ragazzi del borgo erano portati nella località attigua alla chiesa per un breve soggiorno nell'ambito del programma della "colonia estiva".

Il sisma che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile 2009 ha provocato il crollo parziale della facciata duecentesca, la parte superiore ed è così stata inserita tra i monumenti da ricostruire. Attualmente ancora non sono partiti i lavori[senza fonte].

Chiesa dei SS. Pietro e Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della Chiesa dei SS. Pietro e Lorenzo, con sottostante casa parrocchiale.

La chiesa è la parrocchia di Acciano, nel cuore del borgo, risalente sicuramente al Medioevo, citata nelle bolle papali, ma rifatta dopo il terremoto del 1456. Con un pregevole portale manierista in concio di pietra tagliata, datato al 1534 sormontato da una lunetta ad affresco. L'impianto della nuova cornice in pietra tagliata è chiaramente rinascimentale, con i capitelli fogliati in stile corinzio, tuttavia si è conservato il portale preesistente con la cornice dell'arco a tutto sesto. L'interno è ricco di stucchi barocchi e numerose sculture in pietra adornano gli altari laterali e il fonte battesimale. Sempre all'interno ammiriamo il battistero rinascimentale e una croce processionale d'argento del Seicento. All'esterno invece s'innalza un bel campanile a vela.

Dopo recenti opere di restauro è tornato alla luce un affresco risalente al XVI secolo raffigurante la Crocifissione con l'Addolorata, Giovanni e l'Arcangelo Gabriele che raccoglie il sangue di N. S.

Oltre a vari dipinti, nella Chiesa parrocchiale sono custodite molte reliquie di Santi, come quelle di S. Petronilla, di S. Antonio da Padova, di S. Rocco e di S. Pietro, che vengono esposte durante le celebrazioni sacre.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009 la Chiesa ha riportato ingenti lesioni esterne ed interne: dalla facciata si è staccato un capitello prontamente recuperato; la cupola sembra dall'interno stia per collassare; e il campanile appare scomposto in più parti. È così stata inserita tra i beni culturali da restaurare dopo il sisma. Tuttavia non sono presenti puntellamenti o rinforzi[senza fonte].

Chiesa della Madonna della Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Dove S. Pietro da Morrone, mentre si dirigeva verso L'Aquila per essere incoronato pontefice con il nome di Celestino V, nel 1294 guarì miracolosamente un disabile del posto.

Ogni 20 agosto, al passaggio del "Fuoco del Morrone" che ricorda proprio il passaggio di papa Celestino,, nell'ambito delle celebrazioni che culminano il 28 agosto con la Perdonanza Celestiniana, vi si celebra una Messa solenne alla presenza delle autorità locali civili e religiose. Al termine della manifestazione la fiaccola viene riportata in paese e pernotta nella chiesa parrocchiale, dopo l'accensione di un braciere nella piazza comunale.

Oratorio Maria SS. Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

L'Oratorio Maria SS. Addolorata, conosciuto come "la Congrega".

Datato al 1781, è sede della Confraternita di Maria SS. Addolorata, si trova accanto la parrocchia di San Lorenzo.

All'interno, interamente affrescato, sono custodite le insegne della confraternita come il gonfalone, e la statua della Madonna Addolorata.

Nel retro troviamo due file di scranni una posta di fronte all'altra, in legno lavorato e bronzo risalente al XIX secolo.

Il sisma del 6 aprile 2009 ha compromesso la struttura interna dell'Oratorio, allargando le crepe strutturali risalenti al sisma del 1984 della Valle di Comino, mai restaurate, e facendo crollare il campanile a vela, la cui unica campana fortunatamente si è salvata restando in bilico sulla base del campanile stesso, venendo poi smontata.

Chiesa della Madonna di Loreto[modifica | modifica wikitesto]

Chiesetta rupestre, posta lungo la strada orientale di Corso Roma; vi si celebra solitamente la S. Messa il lunedì dell'Angelo e la domenica di settembre in prossimità della festa della Madonna di Loreto. La chiesa ha impianto rettangolare, realizzata in pietra irregolare e friabile della montagna: la facciata è ornata da un portale in pietra concia bianca, con architrave a timpano spezzato i cui bracci si raccordano a volute a ricciolo, attorno all'icona centrale a finestrella con l'affresco della Madonna. L'edicoletta è sovrastata dal finestrone centrale di facciata. L'interno a navata unica ha il soffitto a copertura a capriate lignee, all'altare si trova la nicchia con la statua processionale.

Nei decenni scorsi le celebrazioni in questa Chiesa erano occasioni di scampagnate presso il vicino laghetto, e ultimamente questa tradizione sta riprendendo posto nella cultura accianese.

Ruderi della Chiesa S. Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

All'interno si notano ancora oggi magnifici affreschi posti sui quattro lati della Chiesa che rappresentano vite di Santi e in particolare di Sant'Antonio.

Sul lato ovest della struttura e riconoscibile un campanile a una vela.

Negli ultimi anni sono stati stanziati finanziamenti dalla Regione Abruzzo, dalla Comunità Montana Sirentina e dall'Unione europea volti alla ristrutturazione dell'edificio[senza fonte].

Chiesa di San Pasquale[modifica | modifica wikitesto]

Piccola chiesa posta nella parte bassa del borgo, oggi in disuso. Viene solitamente aperta in occasione della Solenne Processione del Corpus Domini.

Altre chiese di Acciano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria della Sanità
trattasi poco più che una cappella, posta all'intero dell'area attrezzata "senza barriere" del Parco regionale del Sirente-Velino, a sud di Acciano. La chiesetta ha un aspetto tardo rinascimentale del XVI secolo, a impianto rettangolare con soffitto a capanna, e facciata ornata da un portale tardo romanico ad arco a tutto sesto, con l'affresco della Madonna ancora intatto nella lunetta.
Chiesa di Santa Lucia
posta sul corso Roma, periferia est di Acciano dopo la via comunale, è poco più che una cappella realizzata Nell'Ottocento, a impianto a capanna, intonacata di bianco a calce, con la grata di ferro per l'accesso, e l'affresco della santa con la statuetta votiva.

Chiese delle contrade[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna degli Angeli – Beffi[modifica | modifica wikitesto]

chiesa situata verso la discesa di Beffi Inferiore, però stante nel villaggio di Beffi Alta, risale al XV secolo, come dimostra l'aspetto ancora tardo romanico, con facciata quadrata all'aquilana, oculo centrale e portale romanico con arco a tutto sesto, che prima accoglieva un affresco; il portale è coevo dell'ingresso laterale. L'interno è in stile ottocentesco.

Chiesa della Madonna del Rifugio – Beffi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Rifugio a Beffi

si trova a Beffi Superiore, ed è la chiesa principale di questo sobborgo; attualmente si presenta in stile tardo settecentesco, ospitò la confraternita della Madonna di Loreto. Presenta una facciata piana divisa da cornice, con in basso un bel portale architravato a timpano spezzato, sopra una piccola edicoletta quadra con la statua della Madonna, sopra l'architrave di portale, con il timpano spezzato, i cui bracci terminano a volute a girale. Anche il finestrone centrale ha un bell'architrave a timpano spezzato, con la decorazione di una testa d'angelo con ali, e del simbolo della confraternita. L'interno è a navata unica, intonacato di bianco. L'ex convento annesso fu sede del Comando dei Carabinieri di Acciano.

Chiesa di Santa Maria Silvana all'Aterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fa parte della frazione di Beffi, necessita di restauro, si trova lungo il fiume Aterno, più a sud di Beffi medievale. Risale forse all'epoca romanica, attualmente si presenta come un'edicola di campagna a pianta quadrata, preceduto da un grosso arco che occupa tutta la facciata, precedendo l'entrata vera e propria mo' di semplice portale.

Eremo di Sant'Erasmo[modifica | modifica wikitesto]

Posta sul monte Offermo, nel territorio di Roccapreturo, la piccola chiesa è stata probabilmente costruita intorno al XVI secolo su una preesistente edicola votiva dedicata allo stesso santo; conserva alcuni locali utilizzati in passato per il ricovero dei pastori. Nella piccola cappella un altare in pietra è incastrato in una nicchia ed un affresco che raffigura Sant'Erasmo viene invocato per le malattie intestinali.

Chiesa di San Sebastiano – Roccapreturo[modifica | modifica wikitesto]

Principale chiesa di Roccapreturo, nella piazza principale, risale al Medioevo, ma dopo il terremoto del 1703 è stata rifatta completamente. Attualmente si presenta in un impianto rettangolare in pietra irregolare di fiume con contrafforti laterali, denunciando un interno a tre navate. La chiesa è forse della scuola di Giambattista Gamba, mostrando varie affinità con la chiesa di San Giovanni in contrada Campana di Fagnano Alto, non molto distante. La facciata è quella piana quadrata della scuola aquilana, con un portale architravato molto semplice. Sul retro si erge il piccolo campanile a torre. L'interno è a tre navi con una bella statua del santo. La chiesa è stata danneggiata dal terremoto del 2009, con spostamento parziale della facciata, che è stata puntellata.

Eremo della Madonna della valle – Roccapreturo[modifica | modifica wikitesto]

Situata sulla montagna, oltrepassando in salita la torre medievale di Roccapreturo. Trattasi di piccola cappella rurale rettangolare con soffitto spiovente, e piccolo portale di ingresso di stile tardo romanico, ad arco a tutto sesto.

Chiesa di Sant'Antonio abate – Succiano[modifica | modifica wikitesto]

In via Nazionale di Succiano; forse era medievale, attualmente si presenta in un aspetto del XVI-XVII secolo. La chiesa è in pietra intonacata di calce, a pianta rettangolare, con un portale di ingresso architravato e rettangolare, con conci di pietra tagliata, stessa cosa per il rivestimento della finestra rettangolare. Il campanile è a vela. L'interno è a navata unica, con volte a botte lunettata, ricco di affreschi di ambito popolare, fatti di recente, la pittura della volta in celeste a simboleggiare il cielo, e la pittura gialla dell'altare con la nicchia e la statua del santo, a simboleggiare le tentazioni infernali di Sant'Antonio.

Cappella della Madonna di Loreto – Succiano[modifica | modifica wikitesto]

In via Madonna di Loreto, discesa laterale della strada maggiore che attraversa Succiano, venendo da Roccapreturo. La chiesa risale al XVIII secolo, è poco pi+ che una capanna riadattata a chiesa, con il soffitto tagliato obliquamente, l'ingresso rivolto a valle, con un semplice portale e un rosone. L'interno accoglie la statua nella nicchia.

Chiesa di Santa Cecilia di Roccapreturo[modifica | modifica wikitesto]

Situata nel cimitero della contrada Roccapreturo, probabilmente è medievale, attualmente si presenta in uno stile tardo rinascimentale barocco, con l'impianto rettangolare, la facciata piana quadrata all'aquilana, il portale in pietra tagliata a formare l'architrave piano. L'interno a navata unica accoglie una pregevole statua della santa.

Chiesa e convento di Santa Lucia – contrada Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Nella contrada San Lorenzo, nella discesa a valle del borgo, si trova la chiesa col monastero delle Celestine femmine, attualmente in disuso, di Santa Lucia. Il monastero è documentato dal XIII secolo, rispondeva alla chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, nel centro dell'Aquila. La chiesa ha impianto rettangolare con facciata piana aquilana, decorata da portale in stila tardo romanico e finestrone sovrastante centrale; il campanile è a vela. L'interno a navata unica è tardo barocco con volta a botte lunettata, e pregevole statua della santa.

Chiesa di San Michele Arcangelo – Beffi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo a Beffi.

Vi sono conservati arredi sacri del Cinquecento. Di origine longobarda, come testimonia il culto del santo, era fuori le mura, presso l'abitato medievale di Beffi, introdotto dalla poderosa torre medievale pentagonale.

È stata l'unica chiesa di Beffi ristrutturata e ad essere sede della parrocchia della frazione, essendo rientrata nella lista delle chiese da ristrutturare per il Natale 2009, come da accordo tra Governo e Curia Arcivescovile: l'edificio è stato riaperto al culto nel mese di marzo del 2010 con una solenne celebrazione presieduta da S. E. Mons. Giovanni D'Ercole, vescovo vicario dell'Aquila.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Beffi

Torre medievale di Beffi[modifica | modifica wikitesto]

La torre di Beffi (XII-XIV secolo), all'ingresso del borgo medievale di Beffi Inferiore rientra nella tipologia della torre castellata, cioè che in origine era la sede del signore del borgo, e attorno al recinto si rifugiavano gli abitanti in caso di assedio, realizzazione maggiormente accurata di torre cintata, ossia di quella struttura piuttosto articolata, in cui la torre era meno esposta all'attacco ed il recinto diventava una vera e propria trappola per l'assalitore. La torre di Beffi si presenta a pianta poligonale irregolare realizzata a vani sovrapposti con struttura muraria a piccoli conci di pietra irregolari e ammorsature in grossi conci squadrati agli angoli. Presso la torre ci sono i resti del borgo di Beffi.

La Torre di Beffi si presenta a pianta poligonale irregolare, realizzata a vani sovrapposti con struttura muraria in piccoli conci di pietra irregolari ed ammorsature in grossi conci squadrati agli angoli. L'ingresso era a quota primo piano con scala retrattile. All'interno del recinto merlato ci sono, in una estrema varietà planimetrica, i locali abitativi edificati successivamente al XIII secolo. Ancora ben conservata la porta d'ingresso al recinto con arco a sesto acuto, sormontata dall'antico Stemma di Beffi: S. Michele sopra una Torre.

Torre medievale di Roccapreturo[modifica | modifica wikitesto]

Torre di Roccapreturo

Su uno sperone roccioso in posizione elevata rispetto al centro abitato si imposta la torre medievale di Roccapreturo (XIII- XIV secolo). La tipologia in cui rientra è quella della torre cintata, ossia la torre conclude la parte superiore del triangolo difensivo; tuttavia le mura di cinta del perimetro, con i secoli sono crollate, definitivamente con i terremoti del 1703 e del 1915. A sezione pentagonale, per le sue naturali condizioni di sicurezza la torre non ha nessun apparecchio ossidionale, scarpa o spuntone per la difesa da un attacco dall'alto. Lo sviluppo della cinta segue la difficile orografia del terreno roccioso ed era atto a contenere gli abitanti del paese in caso di pericolo.

Borgo fortificato di Acciano[modifica | modifica wikitesto]

Vista dell'antico borgo – via Fuori le Mura.

Il piccolo paese di certa origine longobarda conserva ancora case fortificate di origine medioevale, attorno alla cinta muraria di case fortificate che a forma ellittica abbraccia il circuito viario di piazza Municipio, via Fuori le Mura, via Armando Sole, via Italia, via Torrione, via dei Fossi, per ritornare alla porta di ingresso, oggi scomparsa, dalla piazza Municipio. Il centro storico di Acciano, racchiuso entro le mura perimetrali tuttora esistenti, soprattutto il tratto di via Torrione, e via Fuori le Mura, denota la sua condizione originaria di borgo fortificato dove si accedeva attraverso tre porte: Porta Torrone, Porta Martino, e Porta dell'Aia. L'orografia del terreno ha influenzato in maniera preminente la sua tipologia urbana che si adagia su ripidi pendii a sinistra del fiume Aterno. La cronologia dell'intero borgo va dal XIV secolo, data della sistemazione delle mura, al XVI secolo, data di ricostruzione o riadattamento di numerosi edifici. Nel cuore del centro sorge la parrocchia di San Lorenzo con la cappella della confraternita dei Morti.

Palazzo "La Corte"[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in contrada San Lorenzo, principale casone fortificato di origine rinascimentale, come denuncia il cortile porticato all'interno. Riadattato nei secoli, era residenza dei signori di Acciano come luogo di svago estivo; è stato di recente recuperato e adibito a ristorante.

Fontana pubblica del Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Con una nicchia sormontata da un arco a tutto sesto impostato su due poderose colonne, è una fonte a muro posta addosso a un palazzo in piazza Municipio, fuori dal centro antico. Nella nicchia due mascheroni in pietra, dall'aspetto umano-bestiale, da cui si dipartono motivi floreali fanno presupporre la data della costruzione per la prima metà del Quattrocento.

È stata l'unica fonte di approvvigionamento idrico del paese, a parte un abbeveratoio per bestie e zona di incontro di lavandaie sulla via di Succiano, fino a quando non sono state poste una fontana in località "Aia comunale" e un'altra nella piazza Municipio, entrambe realizzate con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno intorno agli anni settanta. Presso la fontana si conservano ancora delle iscrizioni in cui si ainneggia al fascismo nell'anno 1919, e ancora negli anni '30, in cui ci si dichiara a favore della guerra in Etiopia.

Palazzo Galli[modifica | modifica wikitesto]

XV secolo, dal notevole interesse architettonico, antica sede dei signori di Acciano, e forse fu ricavato dall'antico castello; è annesso alla chiesa madre di San Lorenzo, e ha i bastioni rivolti in via Fuori le Mura. È stato sede municipale fino al 1915, quando fu interessato da una serie di crolli avvenuti con il terremoto della Marsica. Gravemente danneggiato dopo il terremoto del 2009.

Nuovo palazzo comunale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale

In piazza Municipio, fuori dal borgo medievale; fu costruito negli anni '30 in stile monumentalista come casa del Fascio. Successivamente dopo la guerra divenne sede del Municipio, data l'inagibilità dell'antico palazzo dentro le mura. Si presenta in stile eclettico classico, con fasciature in finto bugnato, tre portali monumentali di ingresso, ordine di finestre al primo piano con la balconata al settore centrale e l'arco monumentale della finestra, e infine la torretta centrale con l'orologio pubblico.

Antico mulino ad acqua con frantoio e segheria[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al X- XI secolo, vi ha sede il Museo dell'Acqua, da poco aperto con i fondi della Comunità Montana Sirentina e dell'Unione europea. È rimasto in uso fino al 1960.

Piccionaia medievale – Succiano[modifica | modifica wikitesto]

Situata in via Nazionale, alla biforcazione verso il borgo, con la chiesa di Sant'Antonio, è un imponente edificio rinascimentale che si caratterizza per la sua forma di casa-masseria, con doppio loggiato di archi, e parte terminale della torre in quattro piccoli pilastri angolari, che sorreggono la tettoia in legno.

Ponte Medievale sul fiume Aterno – Beffi[modifica | modifica wikitesto]

Struttura a doppia arcata con strada tagliata nella roccia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le cantine e il vino buono di Acciano[modifica | modifica wikitesto]

Acciano è celebre per le sue cantine scavate nella roccia calcarea. In alcune cantine si può ancora ammirare una grossa pietra cilindrica chiamata volgarmente "pinnerone" che serviva a spremere le vinacce. Detta pietra si usava in tempi più antichi del torchio di legno e testimonia come in Acciano si è da sempre coltivata la vite. La fierezza di tale tradizione vinicola è ancora palpabile nelle calde sere d'estate, quando le cantine vengono riaperte in occasione della tradizionale "Festa del vino".

La principale coltivazione è la vite che per il tipo di vitigno, Montepulciano, per il tipo di terreno, per l'esposizione e per il clima produce un'uva speciale, dalla quale si ottiene uno dei vini più pregiati della provincia dell'Aquila. Le uve accianesi, infatti, sono acquistate oltre che dai commercianti della provincia, anche da quelli delle provincie settentrionali dell'Abruzzo e non.

Le "Feste di Maggio"[modifica | modifica wikitesto]

I festeggiamenti in onore dei Protettori di Acciano, Santa Petronilla e i Santi Lorenzo e Pietro, che trovano il loro culmine nella giornata del 31 maggio, hanno una lunga preparazione alle spalle. Il giorno in cui si festeggia San Rocco, il 16 agosto, il parroco durante la funzione religiosa dà pubblica lettura dei nomi dei quattro compaesani scelti per estrazione a organizzare le feste dell'anno successivo.

Le Feste di maggio cominciano la sera del 23 maggio con la celebrazione della Novena a Santa Petronilla, preghiera che dura tutte le sere fino al 30 dello stesso mese. Il giorno 29 si ha la S. Messa Vespertina e il primo sparo artificiale in onore di Sant'Antonio di Padova, la cui festa avviene il giorno seguente. Alle 8 della mattina uno sparo apre la giornata e la banda comincia il suo giro nelle vie del borgo, fino alle 10 e 30 quando l'Amministrazione Comunale pone una corona di alloro al monumento eretto in piazza in Memoria dei Caduti di tutte le guerre e viene intonato, dopo l'Inno nazionale e la Leggenda del Piave, il Silenzio.

Il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e ai Caduti sul Lavoro, con la statua marmorea di Santa Barbara.

Dopo questa cerimonia ha inizio nella chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Lorenzo la S. Messa alla fine della quale si snoda per le vie del paese la processione con le statue di entrambi i Patroni e le grandi bandiere con le immagini dei Santi. Giunta all'altezza di viale Italia, la processione si ferma ed ha inizio un lungo gioco di fuochi artificiali, le statue vengono girate verso i fuochi, come a invitare i santi veri e propri ad ammirare lo spettacolo. Rientrate in parrocchia, le figure dei Santi Patroni non ne riusciranno prima del pomeriggio, quando un'altra processione parte alla volta del Santuario di Santa Petronilla, in località Fonte di Lecchio, dove è celebrata una Messa Vespertina in onore della Santa, la cui statua viene poi riportata in paese dalle donne al suono delle campane.

La mattina del 31 maggio i festeggiamenti solenni si aprono nuovamente alle ore 8 con lo sparo, con il giro della banda e con la prima Celebrazione eucaristica. Alle ore 10 e 30 c'è la Messa Solenne alla quale partecipa tutto il paese di Acciano e gente proveniente da fuori, la Confraternita dell'Addolorata, l'Amministrazione Comunale e una delegazione del paese di Paterno di Avezzano, con cui Acciano è gemellato. Al termine della funzione dalla chiesa esce la solenne processione con statue, stendardi e vessilli alla volta del santuario sulla montagna, accompagnata dal suono continuo delle campane, della banda e dalle preghiere e gli inni dei fedeli. La statua della Protettrice, scortata dalle donne, è nuovamente lasciata lì dopo preghiere e una particolare benedizione, in attesa dell'anno successivo.

Le sere del 30 e del 31 sono allietate da un'orchestra e da giochi in piazza Municipio, che si concludono con un meraviglioso gioco di fuochi d'artificio organizzati anch'essi dal Comitato Festeggiamenti.

Il pellegrinaggio all'eremo di Sant'Erasmo[modifica | modifica wikitesto]

Partita da Beffi e Succiano, frazioni di Acciano, la processione ha superato la valle del Santo, ha poi risalito " i calmi" e le coste di S. Erasmo (1303 m s.l.m.) che divide la media valle dell'Aterno dalla Piana di Navelli. La zona, coltivata un tempo con legumi e cereali, viene benedetta dal sacerdote che precede il corteo religioso. Gli stendardi, insieme alle due statue dei santi hanno attraversato un paesaggio impervio, segnando così il territorio che di volta in volta viene benedetto per propiziare i nuovi raccolti agricoli, secondo gli intendimenti della tradizione popolare. I tre stendardi (azzurro, la Madonna di Loreto; bianco, S. Antonio; rosso S. Erasmo) vengono portati a turno dalla comunità di Succiano insieme alla statua del santo. Le donne portano nell'ultimo tratto del percorso la statua del santo: una prova penitenziale per sciogliere il voto a S. Erasmo.

La celebrazione della messa davanti alla chiesa di S. Erasmo, con le due statue dei santi di Beffi e Succiano, segna la raggiunta concordia tra le due comunità che per secoli si sono contese il diritto di precedenza sul "sentiero di S. Erasmo", assegnato poi alla statua di Beffi.

Le offerte dei pellegrini. S. Erasmo è uno dei santi "ausiliatori" a cui i cristiani fanno ricorso per particolari necessità. La devozione sembra essere sorta nel XIII secolo in Germania. Ha avuto larga diffusione nell'Europa centro - meridionale. Il pellegrinaggio che interessa l'area di Acciano si compie la prima domenica di giugno.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Confraternita di Maria SS. Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

La "Mater Dolorosa", simbolo della Confraternita.

Il 16 agosto 2005 con una solenne cerimonia nella parrocchia dei SS. Pietro e Lorenzo ad Acciano si è ricostituita la Confraternita di Maria SS. Addolorata di Acciano, approvata secondo decreto da parte del Re di Napoli e di Sicilia nel XVII secolo. La Confraternita fa da scorta alle statue dei Santi durante le solenni processioni per le vie del borgo. La festa della Confraternita avviene il 15 settembre, giorno della festa dell'Addolorata.

Ogni prima domenica del mese, nei giorni di culto dedicati alla Madonna e nelle feste Solenni dell'Anno Liturgico la Confraternita si riunisce nella sua sede, l'Oratorio dell'Addolorata, e recita il Sacro Ufficio, in cui i confratelli e le consorelle affidano le proprie anime a Maria, affinché interceda presso il Signore per la loro salvezza.

Per accedere alla Confraternita è necessario fare richiesta al Priore che decide in seduta con gli altri confratelli e con il padre spirituale (solitamente il parroco) se far iscrivere nuovi candidati. Un giorno di festa dell'anno liturgico poi, durante una celebrazione solenne in parrocchia i nuovi confratelli presteranno solenne giuramento sullo Statuto della Confraternita dinanzi all'Addolorata e a Dio e al popolo riunito, ricevendo così la fascia blu cinta d'oro, simbolo della Confraternita, benedetta dal celebrante.

Dal maggio 2007 la Confraternita dell'Addolorata di Acciano fa parte dell'Associazione delle Confraternite Italiane.

Il 10 novembre dello stesso anno ha partecipato all'incontro nazionale delle confraternite con papa Benedetto XVI in piazza San Pietro a Roma.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono veri e propri musei, ma due centri visita, collegati al Parco naturale regionale Sirente-Velino, in cui è possibile osservare come il paese si sia evoluto nel tempo, e per offreire ai turisti consigli e supporto per visite guidate nel parco e nel paese.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Periodo di Pentecoste: festa della Madonna della Valle nella frazione di Roccapreturo
  • Prima domenica di maggio: celebrazione solenne nella chiesa di S. Maria delle Grazie ad Acciano
  • 30 e 31 maggio: Acciano, festeggiamenti in onore dei santi patroni: sant'Antonio da Padova e santa Petronilla
  • Prima domenica di giugno: festa di sant'Erasmo, processioni da Succiano e Beffi sul Monte Offermo dove si trova la chiesetta di Sant Erasmo
  • Ultimo fine settimana di luglio: sagra degli Arrosticini, tartufo e vino a Succiano
  • Fine luglio/inizio agosto: festa del vino ad Acciano (attualmente non viene più festeggiata)
  • 10 agosto: festeggiamenti in onore di san Lorenzo (nella frazione omonima e nel capoluogo)
  • 16 agosto: festeggiamenti in onore di san Rocco nel capoluogo e nella frazione di Beffi
  • 17-18-19 agosto: Festa della Pizza Fritta di Acciano e della Birra Artigianale
  • 20 agosto: passaggio della fiaccola di Celestino V e solenne celebrazione nella Chiesa Madonna della Sanità ad Acciano
  • Prima domenica di settembre: celebrazione solenne nella chiesa della Madonna della Sanità ad Acciano
  • Seconda domenica di novembre: fiera della capra di Beffi

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Roccapreturo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1185 Rocca di Preturo era feudo di Gualtiero, figlio di Gionata di Collepietro. Nel 1355 si determinarono i confini territoriali con Beffi dopo una lunga vertenza alla camera aquilana. Nel 1360 nel registro delle chiese valvensi viene menzionato Roccapreturo con cinque chiese: Santa Maria, Cappella di San Sabino di Beffi, San Nicolò, Santa Cecilia, Santa Croce e San Pietro. Nel 1448 l'ospedale di Roccapreturo concorre a formare l'ospedale Maggiore con tutti i suoi beni. Nel 1492 gli abitanti di Roccapreturo e Beffi riacquistano la perduta concordia, stabilendo per l'abbeveraggio degli animali un pozzo comune. Tra il 1548 e il 1567 si ricordano numerose vertenze per alcune terre che le università di Roccapreturo e Navelli si contendevano. Nel 1559 si ha notizia di un ospedale situato nei locali di Santa Cecilia. Il feudo appartenente ai Pietropaoli nel 1591 è venduto a Pace Masci. che lo dona nel 1633 a Girolamo Cappelletti di Rieti.

Vi si celebra la ricorrenza della Madonna della Valle.[5]

Beffi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Beffi.
Torre medievale di Beffi

Beffi si divideva in tre ville: Beffi, San Lorenzo e Succiano. La condizione originale di Beffi era quella di borgo fortificato in posizione strategica, con la torre di controllo, che comunicava con la Torre di Goriano Valli, posta più a valle. Infatti era parte integrante con la sua torre castellata di quello scacchiere difensivo che imbrigliava il territorio dell'aquilano da Capestrano a Montereale. La prima notizia storica del Castello di Befo (castrum Befi) risale al 1060, quando tre suoi abitanti (Bezone di Bernardo, Giovanni di Guizone e Dodone di Giovanni) concedono al Monastero di Farfa, allora retto dall'Abate Bernardo, la Chiesa di San Lorenzo sita nella pertinenza dello stesso Castello[6]. Nel 1185 era posseduto per la terza parte dal figlio di Rainaldo di Beffi. Nel 1257 il papa Alessandro IV lo pose al confine del contado aquilano. Nel 1294 re Carlo II lo confermò di regio demanio e del distretto di L'Aquila. Nel 1360 lo troviamo menzionato nella diocesi valvense: probabilmente tra il vescovo di L'Aquila e quello di Valva ci fu spesso attrito per il possesso di Beffi.

Succiano[modifica | modifica wikitesto]

Paese conosciuto per la tradizionale "Festa del Tartufo e degli Arrosticini".

Il sisma del 6 aprile 2009 ha distrutto la facciata della Chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista, che è stata quindi inserita nella lista ministeriale dei beni culturali da ristrutturare.

San Lorenzo di Beffi[modifica | modifica wikitesto]

Piccolissimo villaggio di meno di 20 abitanti posto ad ovest di Acciano. A causa del sisma del 2009, oltre alla maggior parte degli edifici, è stata fortemente danneggiata la Chiesa Parrocchiale, intitolata a San Lorenzo Levita Martire e Santa Lucia. Il campanile, ristrutturato nel 1703 (dopo il disastroso terremoto dello stesso anno) ed ampliato nel 1846, è stato messo in sicurezza dai Vigili del Fuoco dopo qualche mese da questo terremoto. All'interno della chiesa parrocchiale, sopra il portone principale, vi è un organo molto antico appena ristrutturato, quindi tuttora funzionante (non ancora inaugurato, in quanto l'inaugurazione era stata programmata per il 18 aprile 2009).

Riguardo alle tradizioni, San Lorenzo e Succiano hanno sempre svolto una solenne processione in onore di Cristo Morto (ciò è stato fatto anche dopo il sisma). Prima di quest'ultima e dopo aver legato le funi delle campane, si attraversano i due paesi con uno strumento di legno che è da sempre chiamato "tric-trac", una sorta di raganella o rondella usata nel centro-sud Italia per avvertire la gente del passaggio della processione funebre, e sta a significare il lutto.

I fedeli di Succiano, il giorno dopo le celebrazioni del loro santo compatrono, Sant'Erasmo Vescovo e Martire, si recano nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, poiché lì è custodito un pregevole quadro di Sant'Erasmo, rappresentante il Suo martirio. Anche dopo il terremoto del 2009, nonostante la chiesa inagibile, il Comitato ha deciso di recarsi ugualmente a San Lorenzo per onorare il Santo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla strada regionale 261 Subequana, che lo collega da un lato a L'Aquila e dall'altro ad Avezzano, Sulmona e Pescara. Dalla SR 261, in corrispondenza di Acciano, si diramano la strada provinciale n. 48 "di Acciano" e la n. 43 "di San Benedetto in Perillis".

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Acciano è lambito dalla ferrovia Sulmona-L'Aquila, linea secondaria a binario unico e trazione diesel, la ferrovia passa sotto il colle del centro, attraverso una galleria, per uscire ad ovest, dove si trova la stazione; il capoluogo comunale è servito dalla stazione di Acciano, posta a circa 1,3 km dall'abitato, mentre le frazioni della parte settentrionale del territorio comunale (San Lorenzo, Succiano, Beffi) sono servite dalla stazione di Beffi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Alfredo Di Luzio Lista Civica Sindaco [7]
13 giugno 1999 29 marzo 2010 Americo Di Benedetto Lista Civica Sindaco [8][9]
30 marzo 2010 in carica Fabio Camilli Lista Civica Sindaco [10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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