San Benedetto in Perillis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
San Benedetto in Perillis
comune
San Benedetto in Perillis – Stemma San Benedetto in Perillis – Bandiera
San Benedetto in Perillis – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoGianfranco Sirolli[1] (lista civica Movimento giovane) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate42°11′07″N 13°46′18″E / 42.185278°N 13.771667°E42.185278; 13.771667 (San Benedetto in Perillis)Coordinate: 42°11′07″N 13°46′18″E / 42.185278°N 13.771667°E42.185278; 13.771667 (San Benedetto in Perillis)
Altitudine878 m s.l.m.
Superficie19,1 km²
Abitanti103[2] (31-5-2019)
Densità5,39 ab./km²
Comuni confinantiAcciano, Collepietro, Molina Aterno, Navelli, Popoli (PE), Vittorito
Altre informazioni
Cod. postale67020
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066086
Cod. catastaleH773
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 860 GG[3]
Nome abitantisambenedettini
Patronosan Benedetto, Madonna di Casaluce
Giorno festivo21 marzo, 6 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto in Perillis
San Benedetto in Perillis
San Benedetto in Perillis – Mappa
Posizione del comune di San Benedetto in Perillis all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

San Benedetto in Perillis è un comune italiano di 103 abitanti[2] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Fino al 1947 era stata una frazione appartenente al confinante comune di Collepietro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini medievali (VII secolo ca.)[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto in Perillis è un antico borgo di origini medievale che oggi conta poco meno di 70 abitanti. Si trova a circa 850 m s.l.m., e domina tutta la conca peligna.

Ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che in zona esistesse un piccolo vicus romano, i cui abitanti comunicavano col vicino Tratturo Magno, sulla via di Navelli, che passava per la Puglia. I rinvenimenti sono conservati nel museo civico della Tradizione Popolare.

L'abitato più antico, caratterizzato da edilizia in pietra a vista e torri di guardia a interrompere una cortina muraria a pianta ellittica (tipica dell'epoca tardo longobarda), si formò intorno ad un monastero benedettino fortificato sorto in località "Perello", che conserva ancora le torri a pianta semicircolare e pentagonale emergenti dalla cinta muraria.

Medioevo ed epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto fu possesso del signore Pietro dei Marsi (IX secolo), nipote di Berardo Francisco che costituì nella Marsica la Contea di Celano. I possedimenti abbaziali furono di proprietà di San Vincenzo al Volturno, insieme alla vicina abbazia di Santa Maria di Bominaco, prima di passare come ricorda l'Antinori nei suoi Annali (libro VI), nella diocesi di Valva Sulmona.

Nel 1254 San Benedetto partecipò coi castelli vicini a fondare L'Aquila, i castellani si installano nel Quarto di Santa Maria. Le vicende successive riguardano una serie di depredazioni e danni: nel 1423 subisce l'assedio di Braccio da Montone onde impedire ribellioni a favore dell'Aquila di partito angoino, durante gli scontri per la corona di Napoli; nel 1703 il catastrofico terremoto a L'Aquila danneggia la chiesa e il borgo, che inizia a spostarsi più a valle; nel 1915 il terremoto di Avezzano danneggia la chiesa madre e il borgo, che in parte frana e viene abbandonato.

San Benedetto dal 1806 divenne frazione di Collepietro, con il decreto della riorganizzazione in distretti francesi della provincia aquilana. Riacquista l'autonomia comunale solo nel 1947.

Il borgo è rimasto legato all'economia pastorale fino al Novecento, quando si sviluppò il fenomeno migratorio. Nei primi anni 2000 si pensò addirittura, vista la drammaticità dello spopolamento, di legare il comune di San Benedetto alla vicina Popoli.

Terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 San Benedetto è stato toccato dal terremoto che colpì la città di L'Aquila e provincia: alcune case abbandonate sono crollate nel soffitto, mentre il monastero è stato puntellato, e in attesa di restauri.

Fino al 2012 parte del borgo fortificato, l'Abbazia ed il monastero benedettino sono stati inaccessibili in quanto ubicati in zona rossa post sisma e gravemente danneggiati; una parte di abitazioni crollò perché abbandonate da anni e non avevano ricevuto manutenzione.

Da considerare che il paese non rientra nel cosiddetto "cratere" del sisma [1] e pertanto fuori da ogni significante possibilità di ripristino. Infatti San Benedetto è incluso in un secondo settore di comuni colpiti, ma in maniera minore, della piana di Navelli, assieme a San Pio delle Camere, Collepietro e Caporciano.

Nel 2010 sono stati versati i fondi per la ricostruzione delle parti lesionate del monastero di San Benedetto, e di parte del vecchio centro storico, ma a causadi iter burocratici nel 2020 non ancora sono partiti i lavori di recupero della chiesa madre.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'Abbazia di San Benedetto

Monastero di San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

Edificio religioso principale del paese, fu fondato nell'VIII secolo dai Longobardi[4]. Edificato nelle sue forme romaniche dal vescovo di Valva Trasmondo e passato nel 1079 nelle mani di una potente famiglia locale di origini franche, nel 1092 l'ultimo possessore privato, tal Ugo del fu Giliberto, lo donò in punto di morte al Vescovo di Valva Giovanni insieme con tutte le sue pertinenze fondiarie, mobili ed ecclesiastiche; interessante è il toponimo di questo periodo, cioè San Benedetto in Collerotondo[5]. La chiesa, posta all'interno del borgo fortificato, cone si vede dai torrioni angolari a scarpa, nella parte più elevata del rilievo, costituisce l'unica testimonianza dell'antica struttura abbaziale, che svolse una notevole opera di diffusione del monachesimo nella valle Tritana ed in tutto l'aquilano, insieme alla vicina ex abbazia di santa Maria Assunta di Bominaco.

L'edificio, nell'attuale configurazione del XII secolo, ripulito da intonaci ottocenteschi da Mario Moretti soprintendente, mostra i notevoli rimaneggiamenti subiti. Recenti restauri hanno smantellato la veste a stucco interna, e la finestra della facciata posticcia, riportando alla luce le originarie strutture altomedievali.

La facciata è a salienti, con portale romanico a tutto sesto, molto semplice, presso la facciata si trova un loggiato di finestre cieche; lateralmente si trovano dei torrioni, che introducono anche al borgo antico con un arco ogivale; tali torri erano coeve a quelle delle abbazie abruzzesi di Santa Maria di Bominaco, San Clemente a Casauria, San Pelino di Valva, San Bartolomeo a Carpineo; dal lato orientale, con la seconda facciata posticcia e il portale romanico, si trova il campanile a vela dell'800.

L'interno, a tre navate con pilastri circolari che formano le arcate, è coperto da una copertura lignea rifatta nel 1968, custodisce tracce di preziosi affreschi del XIII secolo dal carattere ancora romanico bizantino. La pianta rettangolare è composta da due facciate, quella principale con logge cieche e un torrione di avvistamento sul fianco, e la seconda facciata rinascimentale con campanile a vela. La chiesa appartenne al ducato di Spoleto fino alla costituzione dell'Abruzzo nel XIII secolo con capoluogo Sulmona.

Danneggiata dai terremoti del 1703 e da quello del 2009, è in attesadi restauro.

Borgo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo medievale è perfettamente conservato a forma ellittica. I bastioni del vecchio castello del IX secolo, si uniscono con le torri alle case medievali del XIII secolo, e al torrione di avvistamento del monastero di San Benedetto, che era l'oggetto della difesa del borgo, che si sviluppò solo in seguito. Alle mura di basso è legata la chiesa della Madonna delle Grazie, che consiste nella rielaborazione di un frammento di castello, cone dimostra il bastione laterale a torre, da cui è stata ricavata una casa, con aggiunta di campanile e decorazioni.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Da vedere la chiesa della Madonna delle Grazie, il Museo della Cultura Materiale, il Museo Civico, ubicato nei locali di un ex frantoio settecentesco restaurato, e l'antica chiesetta di S. Sebastiano. Molto suggestive le "grotte" (locali sotterranei scavati nella roccia e destinati un tempo a stalle ed altri servizi), che caratterizzano un'ampia area del piccolo centro storico e vengono utilizzate per manifestazioni ricreative e culturali.

Una particolarità di San Benedetto in Perillis è l'originale serratura da esterno in legno, ancora visibile in parecchie delle case più antiche del borgo.

Chiesa della Madonna delle Grazie
In via Cavalluccio, risale al XIII secolo, ricavata da una parte del castello, in origine si trovava nella periferia del borgo, rimaneggiata dopo il terremoto del 1703. La chiesa è piccola, con facciata a capanna e semplice portale romanico a tutto sesto, con lunetta. L'interno intonacato conserva la statua processionale.
Chiesa di San Sebastiano
Dopo i danni all'abbazia, è sede provvisoria della parrocchia. Si affaccia su piazza Don Luigi Sturzo, risale al XIII secolo, molto piccola, collocata fuori le mura medievali. Ha pianta rettangolare, ha l'esterno in blocchi di pietra a vista, e ha un portale romanico a tutto sesto, il soffitto è a spiovente.

Tratturo L'Aquila-Foggia[modifica | modifica wikitesto]

Il tratturo aquilano, oltrepassato il monte sovrastante Ofena e superato Forca di Penne con il suo ramo principale, discende, con quello secondario, verso Navelli e Collepietro, raggiungendo San Benedetto in Perillis dove è stata determinante l'influenza della civiltà pastorale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Associazioni e circoli culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Associazione Donne d'Abruzzo, associazione non profit, associazione sociale e culturale.
  • Associazione Perill'Arte: associazione non profit, sociale e culturale[7]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 giugno è il giorno mandatorio della festa del santo patrono San Benedetto. In questo giorno viene anche celebrato il culto della Madonna di Casaluce, paese della provincia di Caserta con cui San Benedetto in Perillis è spiritualmente gemellato da anni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Sindaco: Gianfranco Sirolli
  • Vice Sindaco: Laura D'Abrizio
  • Assessore: Elisio Piero Saturni
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Pasquale Benedetto Marini Lista Civica di Centro sindaco [8][9]
14 giugno 2004 30 maggio 2015 Giancaterino Gualtieri Lista Civica Le Torri sindaco [10][11]
31 maggio 2015 in carica Gianfranco Sirolli lista Civica Movimento giovane sindaco [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ M. Moretti, "Architettura medievale in Abruzzo", voce sull'abbazia, 1968, citando Anton Ludovico Antinori "Corografia istorica degli Abruzzi, voce "San Benedetto", Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, L'Aquila
  5. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1092 sub voce "Sulmona - Corfinio".
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Associazione Culturale Perill'Arte, su perillarte.weebly.com.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'Abruzzo