Sante Marie

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Sante Marie
comune
Sante Marie – Stemma
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Lorenzo Berardinetti (centro-sinistra) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 42°06′16″N 13°12′05″E / 42.104444°N 13.201389°E42.104444; 13.201389 (Sante Marie)Coordinate: 42°06′16″N 13°12′05″E / 42.104444°N 13.201389°E42.104444; 13.201389 (Sante Marie)
Altitudine 850 m s.l.m.
Superficie 40,82 km²
Abitanti 1 192[1] (30-11-2014)
Densità 29,2 ab./km²
Frazioni Castelvecchio, San Giovanni, Santo Stefano, Scanzano, Tubione, Val dei Varri
Comuni confinanti Borgorose (RI), Carsoli, Magliano de' Marsi, Pescorocchiano (RI), Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale 67067
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066089
Cod. catastale I326
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 852 GG[2]
Nome abitanti santemariani
Patrono san Quirico, santa Giulitta, san Nicola, santa Filomena
Giorno festivo 16 luglio, 27 e 28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sante Marie
Sante Marie
Posizione del comune di Sante Marie all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Sante Marie all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Sante Marie è un comune italiano di 1 192 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Marsicana ed membro dell'associazione nazionale Città del Castagno[3].

Geografia Fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio confina con i comuni di Carsoli, Tagliacozzo, Magliano dei Marsi, con la provincia di Rieti e conseguentemente con il Lazio. È quasi completamente circondato da rilievi dell'Appennino centrale: Monte Bove (1340 m s.l.m.), Monte Sant'Angelo (1100 m s.l.m.) e Monte Faito (1485 m s.l.m.). Il centro (la zona di casteglio) si trova a 850 m s.l.m. Il territorio circostante si presta molto bene all'escursionismo a piedi e a cavallo grazie ai caratteristici boschi di castagno e a dei sentieri che permettono di raggiungere le frazioni di Santo Stefano, Castelvecchio, Scanzano, ed altre poste sui rilievi circostanti, così da coprire l'intero territorio del comune di Sante Marie. Di interesse per gli speleologi è l'inghiottitoio di Luppa da dove si dipartono una serie di caverne che si addentrano nelle viscere della Terra. Dista circa 82 km da Roma, oltre 60 km dal capoluogo abruzzese e circa 23 da Avezzano[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del paese

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni sono propensi a sostenere che l'abitato sia stato fondato prima dell'anno 1000 in seguito alla distruzione operata dai saraceni nella contrada di Varri. Ma la più antica testimonianza dell'esistenza del centro è del 1187 e si trova nel cosiddetto Catalogo de Baroni, straordinaria forza militare arruolata dall'imperatore normanno Guglielmo II detto il Buono per una crociata in terrasanta a Gerusalemme. La seconda testimonianza ci arriva da una bolla di Papa Clemente III del 1188 in cui venivano elencate le chiese marse di giurisdizione vescovile tra cui:

Sancti Quirici, Sancti Marcelli, Sanctae Mariae, Sancti Nicolai, Sancti Andreae, Sanctae Justae, Sancti Veri, S. Joannis in Alto (Castro) Sanctae Mariae[5].

Feudalesimo (1187 ca. - 1806)[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze riguardo al feudo di Sante Marie ci arrivano dal sopracitato catalogo dove viene elencato il numero di militi da prestare all'imperatore, in base alla consistenza demografica dei vari feudi, e i feudatari dell'epoca. Sante Marie era nelle mani dei figli di Oderisio De Pontibus; Rainaldo signore di Tagliacozzo e Teodino signore di Tremonti. All'indomani della Battaglia di Tagliacozzo, risulta investito come feudatario di Sante Marie, Scanzano e Saluro, Francesco De Pontibus e nel 1279 risulta essere il Conte di Albe, Oddo di Toucy.

Dal 1294 al 1497 feudataria di Tagliacozzo e dintorni fu la famiglia degli Orsini a cui seguirono i Colonna quando a Ferdinando II di Napoli successe Federico I di Napoli. I Colonna rimasero al potere fino al 1806 quando il re di Napoli Giuseppe Bonaparte abolì i feudi. Nel periodo della dominazione colonnese, le terre di Sante Marie furono sotto il dominio spagnolo. Nel 1743, quando gli austriaci penetrano nel regno di Napoli, viene registrata la loro presenta anche a Sante Marie. Negli anni a seguire ci fu una carestia (1764) e un enorme siccità (1779).

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Editto di Saint Cloud (1804 Napoleone stabilì che le sepolture venissero effettuate fuori dalle mura cittadine) Sante Marie si adeguò cessando di seppellire i propri morti nell'ossario della chiesa di San Nicola e aprendo un nuovo cimitero (ora andato perduto) alle porte del paese.

Con il ritorno dei Borboni nel 1815 cominciarono ad esser migliorate le vie di comunicazione con il Lazio e il resto dell'Abruzzo. La situazione resta tuttavia ancora critica perché agli itinerari che passano per Sante Marie vengono preferiti quelli suggeriti da Avezzano. Nel 1861 Sante Marie si aggrega al Regno d'Italia in seguito ai plebisciti popolari indetti in quello stesso anno nel sud d'Italia.

Nel luglio del 1888 venne inaugurata la tuttora esistente ferrovia Roma-Pescara passante per Sante Marie. Questa fu una delle opere previste dai governi post-unitari per rammodernare il paese. Tra Colli di Monte Bove e Sante Marie venne scavata la galleria di Monte Bove (è lunga quasi 6 km) e durante le fasi di scavo si estrasse talmente tanta terra che servì per costruire il terrapieno su cui passa la ferrovia tra Sante Marie e Poggetello, frazione di Tagliacozzo.

Uccisione di Josè Borjés (1861)[modifica | modifica wikitesto]

Sante Marie destò l'attenzione della nazione quando nel 1861, subito dopo l'Unità e nel pieno del Brigantaggio, si trovò a passare per la Valle di Luppa il generale catalano José Borjés, ex alleato del brigante lucano Carmine Crocco. Questi, inseguito dalle forze piemontesi, condusse un gruppo di 11 soldati fedeli ai Borboni nel tentativo di incontrarsi con il sovrano Francesco II, per informarlo dell'alleanza rotta con Crocco. Egli si servì per la fuga di una guida santemariana che però appena possibile avvisò la guardia nazionale del paese che il bandito si trovava presso il casale Mastroddi nella Valle di Luppa. La guardia nazionale santemariana partecipò all'assalto insieme alle forze militari piemontesi. Borjés e i suoi soldati vennero catturati alle porte del paese e fucilati a Tagliacozzo[6], i cadaveri vennero bruciati, eccetto quello di Borjés che venne consegnato all'ambasciata francese presso lo Stato Pontificio. Le esequie furono celebrate nella chiesa del Gesù a Roma[7].

Nel 1966 il comune fece apporre un cippo nel luogo della battaglia in cui veniva esaltata la figura del comandante Enrico Franchini[8], dei suoi soldati e delle guardie nazionali di Sante Marie "fidenti nell'Unità d'Italia". Questo cippo è stato rimosso e sostituito da un'associazione "monarco-borbonica" con un altro che inneggia al martirio dell'eroe Borjés su cui capeggia il vessillo borbonico. Ogni anno un piccolo gruppo di questa associazione ricorda quest'evento in chiave revisionista[9].

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

La notizia del disastroso del terremoto che all'alba del 13 gennaio 1915 sconquassò gran parte del territorio della Marsica fu segnalata da Sante Marie soltanto nel tardo pomeriggio. Gli effetti del sisma furono tali da bloccare per diverse ore i rudimentali mezzi di comunicazione dell'epoca. Il paese e le sue frazioni subirono gravi danni, tuttavia, nonostante l'immane tragedia, anche questi territori seppero risollevarsi[10].

Il bombardamento del 20 gennaio 1944[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica invernale
Alba a Sante Marie

Il 20 gennaio del 1944, alle ore 10 circa, 12 caccia-bombardieri americani attaccano il piccolo paese che in quel periodo, per via degli sfollati da Avezzano, contava più di 2000 abitanti. Quando videro i 12 aerei i paesani non si preoccuparono di mettersi al riparo perché più volte era successo che passassero aerei per bombardare le grandi città del nord, ma questa volta fu diverso. Gli abitanti, sgomenti, ebbero a malapena il tempo di ripararsi nelle loro povere case. L'azione fu rapida e durò meno di 10 minuti, un arco di tempo in cui le bombe distruggono il palazzo di Serafino Rossi alla Casata, abbattono un piano del caseggiato all'angolo tra via delle Tre Cannelle e via Roma e radono al suolo un intero agglomerato di case a Palatera, esattamente a via Como, ribattezzato lo Spallato per ricordare la distruzione delle bombe. Inoltre molte bombe non esplodono subito e danno così il tempo di evacuare la zona di via Castello dove sono cadute, esploderanno solo la sera procurando ingenti danni nell'attuale Largo 20 gennaio[11][12].

Questa azione difficilmente può trovare una giustificazione, forse la causa è stata un errore di valutazione della Resistenza locale. Infatti nei pressi di Tagliacozzo agiva una cellula che segnalava gli spostamenti delle truppe tedesche e gli obiettivi da colpire. A Sante Marie i tedeschi avevano requisito la villa dell'avvocato Mari e vi avevano installato un'officina dove lavoravano delle Osttruppen, la villa si trova a circa un chilometro dal paese e a pochi metri dalla stazione. I tedeschi si dimostrarono subito crudeli nei confronti della popolazione tanto che il quarantasettenne Francesco Di Berardino fu passato per le armi con l'accusa di aver tagliato i cavi del telefono sul Monte Faito ed Antimo Ermili fu ucciso da un colpo di rivoltella mentre reclamava la restituzione del bestiame requisito. Una quarantina di antifascisti invece si radunò intorno al parroco e capo partigiano don Beniamino Vitale che formò la cosiddetta banda del Bardo.

Dunque l'obiettivo del bombardamento sarebbe dovuto essere quello di cercare di interrompere la ferrovia Roma-Pescara, bombardando la stazione, e di colpire il comando tedesco presso la villa dell'avvocato Mari, ma, forse per via di una segnalazione errata del controspionaggio, gli esiti del bombardamento sono stati ben diversi. Al momento di ritirarsi la villa dell'avvocato venne fatta saltare in aria con l'esplosivo. Una parte della villa, che non fu completamente distrutta, è tuttora abitata dagli eredi dell'avvocato e all'interno si possono apprezzare delle vetrate costruite dai soldati durante l'occupazione. Dove sorgeva il resto della villa è ora presente il giardino in cui sono visibili i resti dei muri abbattuti e su cui è stata posta una targa per ricordare l'occupazione tedesca[13][14].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del centro storico

Sante Marie deve il suo nome ad un'antica denominazione presente in documenti d'epoca: Altum Sanctae Mariae. Questo nome originariamente stava ad identificare un tempio posto su di un luogo elevato evidentemente dedicato alla vergine. Dopo l'aggettivo Altum è sottintesa la parola Castrum con cui si indicavano i piccoli centri abitati. La conferma arriva da un'antica bolla con l'araldica comunale dove li legge Alto Castro S. Marie. L'odierno nome Sante Marie deriva dalla pronuncia del genitivo latino caratterizzato dal dittongo ae (in realtà nel latino imperiale questo dittongo veniva pronunciato con i anziché con e). La traduzione corretta sarebbe quindi Alto Castello di Santa Maria.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino a Castelvecchio
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
  • Chiesa di San Nicola;
  • Chiesa campestre di San Quirico;
  • Chiesa di San Martino a Castelvecchio;
  • Chiese di San Giovanni Battista e SS. Madonna della Stella a San Giovanni;
  • Chiesa di Santo Stefano protomartire a Santo Stefano;
  • Chiese di San Cipriano e Santa Giustina, San Michele Arcangelo e San Giovanni e Santa Maria del Rosario a Scanzano;
  • Chiesa di San Pietro Apostolo a Tubione;
  • Chiesa di Sant'Antonio a Val dei Varri[15].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Un ocres abitato dagli equi è stato rivenuto a ridosso del monte Faito a Santo Stefano[16];
  • In località Colle Nerino, tra i paesi di Scanzano e Santo Stefano, è stato individuato un vicus equo che è sopravvissuto alla romanizzazione[17];

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica della Valle di Luppa

Riserva naturale regionale Grotte di Luppa[modifica | modifica wikitesto]

Istituita nel 2005 è inclusa nei territori dei monti Simbruini e dei monti Carseolani. I rilievi montuosi ubertosi e scoscesi le hanno fatto guadagnare l'appellativo di Dolomiti d'Abruzzo. Il territorio è caratterizzato da una notevole circolazione idrica sotterranea. Nel cuore della riserva c'è l'inghiottitoio di Luppa di grande interesse speleologico[18].

Il sentiero di Corradino[modifica | modifica wikitesto]

Il sentiero immerso nel verde dei monti di Sante Marie ripercorre le tappe che il giovane Corradino di Svevia affrontò per raggiungere i piani Palentini dove si scontrò con Carlo I d'Angiò perdendo la decisiva battaglia di Tagliacozzo il 23 agosto 1268[19].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • A Sante Marie si festeggiano lo Spirito Santo a Pentecoste, con il rito della consegna del simbolo al festarolo dell'anno, i santi protettori, il 16 luglio, San Quirico (di cui è custodita una reliquia), ma, il 27 e 28 agosto, anche San Nicola di Bari, Santa Filomena e la Madonna delle Grazie. Oltre alle luminarie e ai fuochi pirotecnici si svolge la processione in paese con i santi a spalla;
  • 6 e 7 agosto: feste patronali (a Val dei Varri e a Santo Stefano);
  • 13 e 14 agosto: feste patronali (a S. Giovanni e a Castelvecchio);
  • 14 e 15 agosto: festa patronale (a Scanzano)[21];
  • Molto partecipata è anche la Sagra della Castagna che prevede l'allestimento del "villaggio della castagna" con percorso eno-gastronomico, attraverso i vicoli del borgo antico, con riapertura di cantine ed osterie in una scenografia molto caratteristica. La sagra, tra le più longeve della Marsica, è giunta ben oltre le 40 edizioni e si svolge ogni anno a fine ottobre o nei primi giorni di novembre[22].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo del Brigantaggio e dell'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospitato nel palazzo Covelli il museo permette di conoscere gli aspetti precedenti e successivi all'Unità d'Italia. Sono esposti abiti e comunicazioni dell'epoca, gli armamenti, la doppia monetazione dei Borboni e dei Savoia e le divise militari di tre eserciti: Pontificio, Borbonico e Savoia[23].

Museo multimediale di Astrofisica[modifica | modifica wikitesto]

  • Realizzato all'interno di alcune sale di palazzo Covelli si propone come una moderna mostra rivolta alle stelle, pianeti e galassie. Tre le sale espositive: sistema solare, stelle e universo. Il telescopio, dotato di un filtro H-alfa, permette di osservare i fenomeni e i particolari del sole[24][25].

Persone legate a Sante Marie[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista a San Giovanni

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Castelvecchio (detto anche Castelvecchio in Val di Luppa)
  • San Giovanni (anticamente chiamata Villa San Giovanni[27])
  • Santo Stefano
  • Scanzano
  • Tubione
  • Val dei Varri

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Sante Marie può essere raggiunta tramite la SS5 quater costruita negli anni '60 -'70. Conosciuta anche come "la variante", serve a creare un'alternativa più comoda e veloce alla SS5 che passa sul Monte Bove e che inizialmente era l'unica strada per raggiungere Carsoli e da lì Roma. La SS5 si ricongiunge alla SS5 quater appena dopo l'abitato di Carsoli dopo essersene separata a Tagliacozzo.

La SS5 quater collega Sante Marie ai comuni di Tagliacozzo, direzione Pescara, e Carsoli, direzione Roma, nonché all'Autostrada A24 (uscita di Tagliacozzo) e all'Autostrada A25 (uscita di Magliano dei Marsi).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Sante Marie.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Sante Marie dal 1985 ad oggi[28].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 30 marzo 2010 Giovanni Nanni Lista civica Sindaco
30 marzo 2010 in carica Lorenzo Berardinetti Centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Mezza Maratona sui Sentieri di Corradino[modifica | modifica wikitesto]

Gara podistica sulla distanza dei 21 chilometri che ripercorre i sentieri di Corradino di Svevia toccando i vari paesi del territorio di Sante Marie e il centro di Tagliacozzo[30].

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Elenco associati Città del Castagno (PDF), CittaDelCastagno.it.
  4. ^ Comune di Sante Marie, ItaliaInDettaglio.
  5. ^ Bolla Clemente III, Pereto.info.
  6. ^ Il generale Josè Borjés e la battaglia di Luppa (PDF), Brigantaggio.net.
  7. ^ Josè Borges: la fine di un eroe (PDF), Brigantaggio.net.
  8. ^ Enrico Franchini, TuttoStoria.net (Donato D'Urso).
  9. ^ Sante Marie commemora l'eroe catalano Josè Borjés, Il Centro.
  10. ^ Catalogo dati Terremoto del 1915, Ingv.it.
  11. ^ Ricordo della strage del 1944, Il Centro.
  12. ^ Il bombardamento, per non dimenticare, ParrocchiaSanteMarie.it.
  13. ^ Cenni storici: comune di Sante Marie, Marsica.it.
  14. ^ Storia di Sante Marie, TerreMarsicane.
  15. ^ Chiese e monumenti di Sante Marie, TerreMarsicane.
  16. ^ Santo Stefano di Sante Marie (capitolo frazioni - PDF), Comune di Sante Marie.
  17. ^ Scanzano dei Marsi (PDF), RilievoArcheologico.it.
  18. ^ Riserva naturale regionale Grotte di Luppa, CittaDelleGrotte.it/.
  19. ^ Il sentiero di Corradino, CamminareNellaStoria.it.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Sante Marie: manifestazioni ed eventi, Regione Abruzzo.it.
  22. ^ Sagra della Castagna di Sante Marie, Abruzzo Promozione Turismo.
  23. ^ Museo del Brigantaggio, Comune di Sante Marie.
  24. ^ Museo multimediale di Astrofisica, Comune di Sante Marie.
  25. ^ Estrellas y Planetas, Estrellasplanetas.org.
  26. ^ Giorgio Gatti: cittadino onorario di Sante Marie, Vivere la Marsica.
  27. ^ San Giovanni frazione di Sante Marie, Takephoto.it.
  28. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  29. ^ Sante Marie, gemellaggio con la Romania per sviluppare turismo e artigianato, MarsicaLive.
  30. ^ 1/2 Maratona sui Sentieri di Corradino di Svevia, Irunners.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Belmaggio, Sante Marie e le sue frazioni nella storia, pag. 208, editore Vincenzo Grossi, Tagliacozzo, 2000.
  • Giorgio Gatti, Un paese della Marsica: Sante Marie, pag.16, Papirografica '87, Roma, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]