Cicolano

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Cicolano
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Territorio comuni della provincia di Rieti
Superficie 1 362 km²
Abitanti 10,111 (2011)
Cicolano map.png
Mappa del Cicolano

Il Cicolano è una sub-regione del Lazio, situato nella bassa Provincia di Rieti al confine sud-est con l'Abruzzo, che comprende la valle del fiume Salto tra la Piana di San Vittorino a nord-ovest, la Sabina ad ovest, le Montagne della Duchessa a sud-est. Confina con la Marsica e con il Fucino a sud e con la zona aquilana della Valle dell'Aterno (Conca Aquilana) ad est, è da essa geomorfologicamente separato per mezzo dello spartiacque appenninico.

La regione si estende in direzione nord-ovest sud-est fra la dorsale centrale dell'Appennino Abruzzese (gruppo montuoso del Monte Nuria) e i Monti Carseolani (Monte Navegna e Monte Cervia), dando vita ai Monti del Cicolano, ed è attraversata dalla Strada statale 578 Salto Cicolana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del Cicolano con il Monte Serra e gli abitati di Pescorocchiano e Fiamignano
Cicolano meridionale - gruppo del Monte Fratta

Il Cicolano è un territorio prevalentemente montuoso e mediamente vasto che fa parte della VII Comunità Montana Salto Cicolano, comprendente i comuni di Borgorose, Concerviano, Fiamignano, Marcetelli, Pescorocchiano, Petrella Salto e Varco Sabino. Il territorio a tratti impervio e spesso boscoso scende a picco, attraverso molti rilievi e valli minori, sulla sottostante Valle del Salto comprendendo l'omonimo Lago del Salto, la piana di Civitella e quella di Borgorose-Corvaro.

Nel Cicolano si trovano due Riserve Naturali:

Altre zone di interesse naturalistico sono l'Altopiano di Rascino con il lago omonimo e i Piani d'Aquilente.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il Clima del territorio è piuttosto eterogeneo e risente della geomorfologia del territorio stesso e della quota altimetrica. Il clima è tipicamente continentale con forti escursioni termiche giornaliere ed annuali specie nella piana di Borgorose-Corvaro, di Civitella e negli altri altipiani montani, divenendo sensibilmente più mite nei pressi dell'intero bacino del Lago del Salto a causa anche della più bassa altitudine.

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

Petrella Salto, il lago, la Statale Salto Cicolana e i Monti del Cicolano; foto scattata da Poggio Vittiano

Gli accessi stradali primari sono attraverso la Strada statale 578 Salto Cicolana sia provenendo da Rieti sia dalla A24 "Roma-Teramo" attraverso l'uscita "Valle del Salto". Accessi stradali secondari montani provengono dal territorio abruzzese (Tornimparte), dalla bassa Sabina (Lago del Turano), dal carseolano (Pietrasecca) e dall'abitato di Torano-Grotti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Cicolano fu abitato in epoca remota dagli Equi, un fiero popolo italico distribuito tra la valli dell'Aniene, del Turano e del Salto. Considerato da Tito Livio come l'eterno nemico di Roma, fu sottomesso e sterminato da questa solo nel 304 a.C, subito dopo la fine della seconda guerra sannitica. A controllo del territorio sottratto agli Equi - chiamati in seguito Equicoli - i romani istituirono due colonie: Alba Fucens (303 a.C.) e Carsioli (299 a.C.), decretando l'inizio delle romanizzazione in quei luoghi. Testimonianze di questa civiltà italica si conservano ancora in alcune necropoli rinvenute nel comune di Borgorose, in particolare un tumulo funerario di dimensioni eccezionali scoperto nel 1983 nella piana di Corvaro di Borgorose. Tale struttura sepolcrale, denominata già "Montariolo" dai locali ignari, con i suoi 50 m di diametro e i quasi 4 metri di altezza è unica in Italia nella sua conformazione. L'indagine archeologica sul tumulo, intrapresa dalla Soprintendenza del Lazio a partire dal 1984, si è conclusa nel 2009 con l'ultima campagna di scavo che ha permesso di raggiungere e recuperare il ricco corredo della tomba centrale, posizionata al di sotto dell'enorme calotta di pietrame, attribuibile ad un personaggio di spicco sepolto tra la seconda metà del VII e gli inizi VI secolo a.C. L'enorme necropoli ha restituito finora 368 tombe databili tra gli inizi dell'età del Ferro e la tarda età repubblicana (IX-II sec a.C.).[1]

Durante la prima età imperiale nell'ager Aequiculanorum (=la terra degli Equicoli, come era chiamata la valle del Salto dagli storici romani di quell'epoca) furono istituiti due municipi urbani nei centri abitati maggiori: Cliternia (nei pressi dell'attuale Capradosso) e la res publica Aequiculanorum (una circoscrizione di vari villaggi uniti intorno a Nersae). La naturale evoluzione del nome in quello moderno si presenta già nel liber coloniarum di IV sec. d.C. dove la valle del Salto è menzionata come ager Ecyculanus.[2]

I numerosi rinvenimenti portati in luce dalle indagini archeologiche sul tumulo di Corvaro, sul sepolcreto arcaico di Cartore e Torano e sui santuari di epoca romana individuati nei vari comuni della valle sono ora esposti presso il Museo Archeologico Cicolano, inaugurato a Corvaro il 17 dicembre 2016 (www.museoarcheologicocicolano.it)

In epoca alto-medievale gran parte del Cicolano fu amministrato dal Monastero di Farfa, che soprattutto tra VIII e IX secolo acquistò nel suo territorio vari castelli e Casali[3]. Nel medioevo divenne feudo dei potenti conti di Mareri, ricordato anche come "Contea di Cicoli". Nel 1532 il territorio della contea fu acquistato dal cardinale Pompeo Colonna alla cui famiglia rimase fino all'eversione della feudalità (1809) nel ramo dei Palestrina-Carbognano, ovvero i Colonna Barberini di Sciarra.

Fino al 1861 il Cicolano si mantenne terra di confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Appartenne per secoli a quest'ultimo, inquadrato all'interno della provincia dell'Abruzzo Ulteriore Secondo con capoluogo Aquila. In seguito al riordino amministrativo voluto dal regime fascista di Mussolini, nel 1927 il territorio della valle del Salto viene staccato dall'Abruzzo Ulteriore Secondo e dal Circondario di Cittaducale ed assegnato alla neo-costituita Provincia di Rieti, alla quale appartiene tuttora.

Questo territorio copre un'area di 1362 km² e, benché nel 1927 contasse circa 70 000 abitanti al giorno d'oggi ne rimangono solo poco più di 10 000.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanna Alvino, Il tumulo di Corvaro di Borgorose (Ri) e il territorio degli Equicoli, in Indagini storico-culturali sul territorio degli Equi, nº 1, Roma, Associazione Aequa, 1999. URL consultato il 20 novembre 2013.
  2. ^ Popoli e culture dell'Italia preromana. Gli Equi in "Il Mondo dell'Archeologia", su www.treccani.it. URL consultato il 9 marzo 2017.
  3. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, Vol. IV, Bologna, Forni Editore, 1971, p. s.a. 761, 765, 777, 791, 793, 802.

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