Pietrasecca

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Pietrasecca
frazione
Foto panoramica di Pietrasecca
Foto panoramica di Pietrasecca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune Carsoli-Stemma.png Carsoli
Territorio
Coordinate 42°08′05″N 13°07′45″E / 42.134722°N 13.129167°E42.134722; 13.129167 (Pietrasecca)Coordinate: 42°08′05″N 13°07′45″E / 42.134722°N 13.129167°E42.134722; 13.129167 (Pietrasecca)
Altitudine 908 m s.l.m.
Abitanti 267[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 67065
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Targa AQ
Nome abitanti pietraseccani
Patrono S. Stefano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietrasecca
Pietrasecca

Pietrasecca è una frazione di Carsoli (AQ), collocata tra questo comune e quello di Sante Marie, in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del borgo antico

L'abitato del centro storico presenta case costruite per difesa a picco su uno sperone roccioso, denominato Vena Cionca posto sopra la località di valle Marino. Un notevole sviluppo abitativo si ebbe dopo il 1860 e portò le costruzioni fino all'attuale Piazza delle Canapine con un'estensione che include parte di monte Dritto. Il paese si è poi espanso verso est dove con la costruzione di alcuni palazzi delle case popolari.

Nuove costruzioni sono sorte in località Ara delle Pietre (in dialetto locale "ar'elleprete") mentre il centro storico è rimasto quasi del tutto disabitato, se si esclude il periodo estivo quando si ripopola con gli abitanti emigrati soprattutto nella Capitale che tornano in villeggiatura. Suggestiva è la visione del paese vecchio arroccato a mo' di presepe dalla sottostante autostrada A24 Roma-Teramo. Tra Pietrasecca e il comune confinante di Sante Marie si estendono due riserve naturali, la riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e la riserva naturale regionale Grotte di Luppa. Il paese è noto anche per la presenza di alcune falesie sullo sperone roccioso della Vena Cionca molto frequentate dagli arrampicatori.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni meteorologiche sono situate sulla via Tiburtina Valeria e sulla strada che collega il paese con la frazione carseolana di Tufo[2][3]. Qui l'estate è calda ma non eccessivamente (raramente si superano i 30 °C). A volte è intervallata da temporali estivi che rendono fresche le serate con punte intorno ai 10 °C. Sia in primavera che in autunno si gode di temperature molto fresche. La pioggia cade molto frequentemente, i mesi più piovosi normalmente sono ottobre ed aprile. Tuttavia capita ogni tanto una nevicata tardiva o precoce, mai con accumuli importanti. In inverno nevica spesso, ma gli accumuli non sono mai rilevanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Rocce nella parte più alta del paese

Nel luogo si trovava con ogni probabilità un centro fortificato degli Equi, mentre la presenza romana è testimoniata da frammenti ceramici e da un'iscrizione funeraria.

Secondo la tradizione locale la fondazione dell'attuale abitato si deve al Re Pipino che non distante dall'abitato contemporaneo avrebbe fondato il castello di Luppa[4] dove sarebbe morto nell'810 per essere sepolto in località Fosso Feca. Pietrasecca venne espugnata, insieme a Saracinesco, dai saraceni in ritirata sulla via Valeria e successivamente riconquistata dalle truppe papali. Si apprezzano ancora i resti delle opere fortilizie erette nei secoli sia con tecniche occidentali che orientali. La struttura della cittadella interna presenta una poderosa muraglia di cui, dopo i terremoti occorsi nei secoli, si conservano le tracce che sono ben visibili. L'imponente rocca originaria è osservabile soprattutto dal lato nord-ovest, in prossimità dell'odierno cimitero.

Da questa angolazione si può infatti osservare la maggior parte delle opere fortilizie superstiti. La località fu fortificata fin da epoca remota, già prima della dominanza equa, per la sua posizione strategica. Posizione che conservò in epoca romana sulla direttrice della via consolare Valeria e rafforzò in epoca medioevale per essere al confine tra i ducati longobardi di Spoleto e quelli di Benevento. I resti del castello hanno caratteristiche costruttive simili a quelle di altre strutture difensive del territorio della Marsica e della confinante Sabina, costruite tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo, ma recano in sé anche opere murarie arabe oltre che occidentali medioevali.

Il toponimo di Petram Siccam è citato per la prima volta in un documento del 1074. Nel XV secolo passò dal dominio degli Orsini, conti di Tagliacozzo, alla baronia di Collalto Sabino e alla fine dello stesso secolo ai signori Savelli. Nel 1655 è documentata una forma di autonomia amministrativa con la presenza dell'università di Pietrasecca. Uno spaccato dell'economia e della vita sociale dell'epoca è documentata nel Catasto del 1749.

L'8 dicembre del 1860, a circa due chilometri dal paese, avvenne in località Casale Mastroddi di Sante Marie la cattura del generale legittimista spagnolo José Borjès venuto in Italia per riconquistare il perduto regno borbonico di Francesco II, sperando in un'alleanza con il brigante lucano Carmine Crocco. Deluso dal comportamento delle bande brigantesche meridionali finanziate dalla stesso re, stava andando a Roma per dissuaderlo dal continuare a spendere inutilmente il suo denaro. Ad 8 km dal confine pontificio fu catturato e fucilato lo stesso giorno a Tagliacozzo, senza alcun processo, dai bersaglieri del regno al comando del maggiore Enrico Franchini.

A causa del terremoto di Avezzano del 1915 crollò la chiesa di Santo Stefano, ricostruita in seguito più in basso all'ingresso del paese. Agli inizi del XX secolo il paese superava i 1.000 abitanti. Lo spopolamento è stato determinato da scarse possibilità di occupazione nel posto e dalla conseguente emigrazione soprattutto nella vicina Roma.

Nel 1984 è stata scoperta la meravigliosa Grotta grande del Cervo che, unitamente alla già conosciuta grotta dell'Ovito, ha determinato la rivitalizzazione del centro e la valorizzazione turistica del territorio. Ciò è avvenuto soprattutto attraverso l'istituzione nel 1992 da parte dell'ente Regione Abruzzo della riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca[5][6][7].

In occasione della scoperta della Grotta del Cervo nell'aprile del 1984 furono ritrovate dal CAI di Roma anche 18 monete di epoca romana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna delle Grazie

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, l'antica chiesa di Santa Maria, citata a partire dal 1188. Si conserva nell'abside un affresco denominato Incoronazione della Vergine, riscoperto e restaurato negli anni duemila. L'affresco è datato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI. La chiesa è decorata anche da una serie di dipinti con soggetti legati all'ordine francescano, secondo quanto ha individuato la studiosa Ramadori[8]. Si tratta delle tele raffiguranti la Madonna del Suffragio delle Anime del Purgatorio, San Rocco, la Madonna del Rosario, il Transito di San Giuseppe e San Francesco in adorazione del Bambino con Santo Stefano[9];
  • Chiesa di Santo Stefano, situata nella parte bassa del paese[10].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Grotte di Pietrasecca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca.
Interno della grotta del Cervo

Non distante dall'abitato si trova la riserva naturale delle Grotte di Pietrasecca, dal 1992 riserva naturale regionale gestita dal comune di Carsoli con superficie di 110 ettari. La riserva è situata in un'area dei monti Carseolani[11].

In essa si trovano due grotte che si sono formate a causa dei fenomeni carsici:

  • Inghiottitoio dell'Ovito con il percorso sotterraneo del torrente che forma laghetti, rapide, cascate e un ampio lago sotterraneo risorgendo sotto la Vena Cionca.
  • Grotta del Cervo, riscoperta nel 1984. Sono state rinvenute ossa di animali, tra cui le corna calcificate di un cervo, da cui la grotta ha preso il nome e 18 monete del IV e V secolo d.C. e del XV secolo. Le monete romane depositate in piccole vaschette calcaree naturali possono rappresentare offerte votive ad una divinità in un'epoca in cui la grotta doveva essere più facilmente accessibile e quando, probabilmente, le stesse monete non avevano più valore legale. In seguito, forse a causa di alluvioni o in occasione di un terremoto nel 1456 l'apertura verosimilmente si ostruì per tornare praticabile nel 1984 a seguito di studi e ricerche sul posto da parte del club alpino italiano di Roma e del gruppo speleologico romano[12].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli zampognari di Pietrasecca
  • La festa patronale, in onore di Santa Maria delle Grazie e di Santo Stefano protomartire si svolge nel primo fine settimana di settembre. Molto suggestiva la processione che si svolge inerpicandosi per le vie del borgo con le statue dei Santi che vengono portate a spalla, preventivamente battute all'asta per aggiudicarsi l'onore di portarle. Gli zampognari di Pietrasecca allietano questa ed altre celebrazioni[7].
  • Si svolge, ogni 13 agosto, la manifestazione Grotte del Vino, manifestazione eno-gastronomica organizzata da Pro Loco ed Associazione Italiana Sommelier che fa registrare sempre un'alta partecipazione di residenti e villeggianti. Si svolge in suggestivi grottini e cantine del borgo antico messi a disposizione dai proprietari per ospitare i convenuti. Vengono presentati i variegati vini e prodotti tipici abruzzesi e marsicani[13].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 l'associazione Lumen pubblica trimestralmente il Foglio di Lumen, riscoprendo il valore e la documentazione dei monumenti di Pietrasecca e di tutto il territorio della Marsica e della Piana del Cavaliere[14].

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Pietrasecca è ampiamente descritto nel romanzo Vino e pane di Ignazio Silone, anche se, i luoghi descritti non trovano corrispondenze precise con il paese[15].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Viadotto di Pietrasecca sull'autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo

Dal paese prende il nome un viadotto dell'Autostrada A24 (Italia), tra le uscite di Tagliacozzo e Carsoli. Il viadotto è stato spesso al centro delle cronache televisive a causa di vari suicidi che vi si sono verificati. In particolare, fu teatro nel dicembre 1995 di un fatto di cronaca che fece molto scalpore: il suicidio di una madre e dei suoi tre figli adulti, che si gettarono dal ponte[16]. Il lungo viadotto nel 2005 è stato dotato di un'alta rete di protezione ed episodi simili, almeno in modo così clamoroso, non si sono più ripetuti[17].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Viadotto di Pietrasecca sulla A24

Il paese è raggiungibile da Roma attraverso l'Autostrada A24 (Italia) dall'uscita di Tagliacozzo, da L'Aquila-Teramo dall'uscita di Carsoli percorrendo un tratto della via Tiburtina Valeria, unica via d'accesso in entrambi i sensi.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 5 quater (o Via variante della Tiburtina Valeria) collega Pietrasecca con Carsoli e Tagliacozzo, mentre la strada provinciale numero 25 con Tufo di Carsoli e la numero 26 con Pescorocchiano.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della falesia di Pietrasecca

Arrampicata[modifica | modifica wikitesto]

Pietrasecca è un sito di arrampicata sportiva del Centro Italia. I primi itinerari, di stampo alpinistico, furono chiodati da alpinisti di Tivoli tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, successivamente, circa 10-15 anni dopo, con l'avvento dell'arrampicata sportiva, Pietrasecca venne chiodata in modo sistematico e gli itinerari diventarono di stampo prettamente sportivo. La chiodatura è stata ampliata e rinnovata dal 2003 al 2005 dall'associazione romana Yama. I settori sui quali si arrampica sono due: la Vena Cionca, la falesia più grande posta sotto il paese e la Vena Viva, area più piccola situata a circa 1 chilometro di distanza dalla prima, lungo la via Variante della via Tiburtina Valeria in direzione di Carsoli[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati su Pietrasecca, ItaliaInDettaglio.
  2. ^ Stazione meteo Pietrasecca, AbruzzoMeteo.it.
  3. ^ Stazione meteo Tufo, AQ Caput Frigoris (Altervista.org).
  4. ^ Borgo di Pietrasecca, Comune di Carsoli.
  5. ^ Piano di assetto naturalistico della Riserva Naturale Regionale Grotte di Pietrasecca (PDF), Comune di Carsoli.
  6. ^ Storia di Pietrasecca, TerreMarsicane.
  7. ^ a b Pietrasecca: storia, monumenti, tradizioni e prodotti tipici, Pro loco di Pietrasecca. URL consultato il 22/09/2015.
  8. ^ "Iconografia francescana nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Pietrasecca di Carsoli"; Michela Ramadori, 2012
  9. ^ Madonna delle Grazie, TerreMarsicane (Paola Nardecchia).
  10. ^ Chiesa di Santo Stefano, BeWeB.
  11. ^ L.R. 10 marzo 1992, n. 19, Consiglio.regione.abruzzo.it.
  12. ^ Le monete della Grotta del Cervo, TerreMarsicane (Angelo Bernardini).
  13. ^ Grotte di Vino, Pro Loco di Pietrasecca.
  14. ^ Il Foglio di Lumen, lumenassociazione.it.
  15. ^ Pietrasecca in Vino e Pane, TerreMarsicane.
  16. ^ Suicidi dal viadotto di Pietrasecca, Corriere della Sera (Archivio storico)). (archiviato dall'url originale il 4-3-2016).
  17. ^ Viadotto di Pietrasecca, Abruzzoweb.it.
  18. ^ Falesia di Pietrasecca, Falesia.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ezio Burri, L'area carsica di Pietrasecca (Carsoli,. Abruzzo). Studio multidisciplinare, Chieti, 1994 (Memorie dell'Istituto italiano di speleologia, 5, serie II)
  • Angelo Bernardini (Trascrizione, commento e traduzione delle parti in latino a cura di) "IL catasto di Pietrasecca del 1749", pag. 138 Ed. Lumen, Pietrasecca, 2007
  • Paola Nardecchia "Pittori di frontiera. L'affresco quattrocinquecentesco tra Lazio e Abruzzo" Casamari 2001 cap. XVII, pag. 166
  • Michela Ramadori, Iconografia francescana nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Pietrasecca di Carsoli. Dipinti di: seguaci dei Carracci, Giuseppe Guadagnoli, seguace di Francesco Solimena e Paolo de Matteis, bottega di Francesco Trevisani, seguace dei Sarnelli e di Caspar David Friedrich, Pietrasecca di Carsoli, Ed. Lumen, 2012
  • Ezio Burri "La Riserva naturale delle Grotte di Pietrasecca e il territorio di Carsoli" Carsa edizioni, Pescara, 2002 pag. 112
  • Angelo Bernardini Attecchia , il dialetto nel territorio di Carsoli Ed. Lumen, 2003, pag. 198
  • Antonio Battisti, "Piccolo vocabolario pietraseccano" Ed. Lumen, 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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