Tagliacozzo

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Tagliacozzo
comune
Tagliacozzo – Stemma Tagliacozzo – Bandiera
Tagliacozzo – Veduta
Veduta di Tagliacozzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoVincenzo Giovagnorio (lista civica Prospettiva futura) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate42°04′10″N 13°15′17″E / 42.069444°N 13.254722°E42.069444; 13.254722 (Tagliacozzo)Coordinate: 42°04′10″N 13°15′17″E / 42.069444°N 13.254722°E42.069444; 13.254722 (Tagliacozzo)
Altitudine740 m s.l.m.
Superficie87,4 km²
Abitanti6 607[1] (31-12-2019)
Densità75,59 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiCapistrello, Cappadocia, Carsoli, Castellafiume, Magliano de' Marsi, Pereto, Sante Marie, Scurcola Marsicana
Altre informazioni
Cod. postale67069
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066099
Cod. catastaleL025
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantitagliacozzani
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno e ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tagliacozzo
Tagliacozzo
Tagliacozzo – Mappa
Posizione del comune di Tagliacozzo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Tagliacozzo (Tajacózzo in dialetto marsicano) è un comune italiano di 6 607 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Il comune della Marsica è stato elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica del 18 agosto 2000[2].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è situata nella parte occidentale della Marsica, nell'area dei piani Palentini, non distante dai confini che separano l'Abruzzo dal Lazio, in posizione adagiata lungo le pendici del monte Civita a 740 m s.l.m.[3] Non lontano dal centro abitato si trovano la stazione sciistica di Marsia, posizionata lungo la catena dei monti Carseolani sulle pendici orientali del monte Midia (1737 m s.l.m.) e la località residenziale della Piccola Svizzera lungo la strada che sale a Cappadocia.

Il fiume Imele attraversa il territorio comunale dando il nome al parco geologico delle risorgenti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è caratterizzata da clima montano mediterraneo[4], con inverni rigidi ed estati che possono attraversare periodi moderatamente caldi. Le medie delle temperature minime sono piuttosto basse, caratteristica comune a molte località abruzzesi dell'interno montano. La temperatura media annua è di 10,8 °C. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,5 °C e il più caldo è agosto con 19,6 °C. La temperatura più alta registrata a Tagliacozzo corrisponde a 40,0 °C.

La piovosità storica è di circa 970 mm annui distribuiti in 102 giorni con precipitazioni. La stagione più piovosa è l'autunno, seguita dall'inverno e dalla primavera quando sono frequenti e talvolta copiose le nevicate. L'estate non è però particolarmente asciutta, essendo segnata da quasi 130 mm di pioggia in 18 giorni piovosi. Sono presentati di seguito i valori climatici medi di riferimento ufficiali per Tagliacozzo pubblicati dall'Arssa[5][6].

Tagliacozzo (1951-2000) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,39,012,215,320,724,427,727,923,818,411,97,68,016,126,718,017,2
T. min. mediaC) −2,4−1,60,43,06,79,511,311,38,74,91,4−1,2−1,73,410,75,04,3
Precipitazioni (mm) 808574876851364268102147126291229129317966
Giorni di pioggia 99910976579111129281827102

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Diverse le ipotesi relative all'origine del nome. Quella più accreditata fa derivare il toponimo da due termini latini Talus e Cotium, ovvero taglio nella roccia. Il borgo, infatti, si è sviluppato alle pendici del monte Civita, cima separata da una fenditura dal monte La Difesa[7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu abitato nell'antichità dagli Equi, posti al confine settentrionale dei Marsi. Esistono sicuri cenni storici di un abitato, nella contemporanea località di Altolaterra, le cui origini risalgono a partire dall'XI secolo. Prima di allora si sono ritrovati, in alcuni testi imperiali Carolingi del 964 e del 998, riferimenti al monastero di San Cosma, con la nota "in Heloritu" (cioè sito in un bosco di alloro). Prima ancora di ciò, sussistono tracce di insediamenti in grotte, alcuni addirittura risalenti all'epoca neolitica e all'età del Bronzo. Il centro abitato, di cui si è detto, si sarebbe sviluppato attorno a tre parrocchie: San Nicola, Sant'Egidio e San Pietro, nella parte alta dei monti Aurunzo e Civita, che sovrastano la città contemporanea[8].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione della battaglia di Tagliacozzo
Piazza dell'Obelisco

Nel corso dell'XI secolo il territorio fu inglobato nella contea dei Marsi, enucleata dal Ducato Longobardo di Spoleto e attribuita, nel 926, a Berardo detto "il Francisco", capostipite della casata dei Berardi. Nel 1074 sarebbe sorto, nel territorio in questione, un centro abitato che, avente base nel castello sul monte Civita, si estendeva verso il basso della montagna a valle. Nel 1173 il feudo passò ai De Ponte, nobile famiglia dell'Italia centrale. Nel 1268 (23 agosto) il territorio, e precisamente i Piani Palentini furono teatro della famosa Battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò; essa segnò il destino del potere del Regno di Sicilia, a favore degli Angioini sugli Svevi, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa.

La battaglia fu vinta con uno stratagemma ideato da Alardo di Valéry, che sgominò le truppe avversarie, ormai sicure della vittoria e senza più difese, giungendo alle loro spalle di nascosto. Dante Alighieri ricorda tale battaglia nel XXVIII canto dell'Inferno. In tale occasione si consolidò il potere dei De Ponte che appoggiarono Carlo D'Angiò. Questi, sotto la spinta papale, che temeva la forza antagonista di un impero centrale voluto dagli Svevi, lottava per l'affermazione degli stati nazionali.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con il matrimonio di una dei De Ponte con Napoleone Orsini, il possesso del feudo passò alla famiglia Orsini, che lo mantenne fino alla metà del XV secolo. Si ricordano in particolare il governatorato di Rinaldo per il grande sviluppo territoriale impresso alla contea – divenuta tale nel 1250 circa e di Giacomo, il cardinale che ne concretizzò lo sviluppo economico. Quest'ultimo fu peraltro uno dei protagonisti, dopo lo scisma d'occidente, nelle contese per la limitazione del potere temporale del Papa.

Nel 1409 il Papa Alessandro V, quale premio per l'appoggio ottenuto in una contesa territoriale, staccò la Contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e lo aggregò allo Stato Pontificio, confermandone la titolarità a Giacomo Orsini. Intorno al 1410 gli Orsini ottennero di aprire in Tagliacozzo una zecca nella quale si batté il Bolognino. Sotto Don Ferrante, passato il feudo per pochi anni ai Colonna, nella zecca si batté il cavallo col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi. Agli Orsini di Roma – ramo che si estinse – subentrarono nel possesso della contea gli Orsini di Bracciano che, in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d'arte.

La fontana dell'Obelisco

La famiglia Orsini, proprietaria di altri feudi e con un potere che andava dal Tirreno all'Adriatico, nel 1497 fu privata dal Papa del feudo – divenuto Ducato – di Tagliacozzo, assegnato invece alla famiglia Colonna, che anche in questo caso batté un cavallo col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi, tenendo poi il feudo fino al 1806, (il primo duca fu Odoardo; famosi furono poi Prospero e soprattutto Marcantonio, coinvolti pienamente nelle contese dell'epoca).

Con tale nuovo dominio il centro del ducato si spostò gradualmente verso Avezzano, dove fu ampliato il castello trecentesco. Ebbe così inizio per la cittadina un lungo periodo di decadenza. A causa delle intolleranze patite nel Regno di Napoli nel XVI secolo una nutrita comunità di ebrei scelse di vivere nel borgo vecchio, situato non distante dal confine con lo Stato della Chiesa. Nel 1515 tuttavia la comunità subì l'esilio dall'intero regno e dovette abbandonare la cittadina. Dall'epoca della loro presenza in Marsica gli ebrei acquisirono il cognome "Tagliacozzo"[9][10]. In questi periodi si ricordano tre personaggi di spicco: Giovanni Capoccio, uno dei 13 italiani vittoriosi nella disfida di Barletta del 1503; il matematico ed astronomo Andrea Argoli (1570 – 1649) e la poetessa Petronilla Paolini Massimi (1663 – 1729). È incerta invece l'origine tagliacozzana di Gaspare Tagliacozzi, il primo chirurgo estetico italiano, morto a Bologna nel 1599.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del borgo antico

Nel 1794 Tagliacozzo risultava il centro più popoloso della zona, con circa 12.000 persone. Dopo l'unità d'Italia, anche Tagliacozzo fu toccata dal fenomeno del brigantaggio postunitario. A Tagliacozzo venne giustiziato il generale spagnolo José Borjes, inviato da Francesco II di Borbone, in esilio a Roma, per riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie. Il generale Borjes aveva ricevuto dal re il mandato di riorganizzare le bande di briganti filoborbonici e di cercare anche l'aiuto e l'appoggio della popolazione calabrese e lucana fedele ai Borbone. Detto Regno delle Due Sicilie era stato perduto dopo la spedizione dei Mille avvenuta nel 1860 e l'invasione dell'esercito del Regno di Sardegna.

José Borjes, per contrasti tattico-militari, aveva da poco tempo interrotto l'alleanza con il capo-brigante Carmine Crocco e dalla Basilicata si stava recando con pochi uomini a Roma, passando per la Marsica, per informare il re Francesco II di quanto era avvenuto. Forse per delazione di alcuni abitanti della zona di Tagliacozzo, fu scoperto e inseguito da un reggimento di bersaglieri comandati dal maggiore Enrico Franchini. Il generale Borjes nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1861 venne catturato nel Casale Mastroddi nei pressi di Castelvecchio di Sante Marie dopo un conflitto a fuoco. Venne fucilato assieme ai suoi militari senza alcun processo l'8 dicembre in piazza dell'Obelisco[11]. In quello stesso anno nella zona vi furono violenti moti contro il nuovo Stato Piemontese sedati con grande spargimento di sangue.

Nel 1915 in seguito al terremoto della Marsica il vescovo Pio Marcello Bagnoli spostò momentaneamente la sede della diocesi dei Marsi nel palazzo Ducale di Tagliacozzo prima del trasferimento definitivo da Pescina ad Avezzano avvenuto formalmente nel 1924[12][13][14].

Il borgo antico di Villa San Sebastiano, sua frazione, situato alle pendici del monte Aurunzo venne devastato dalla frana del 1955. Il borgo nuovo fu edificato più in basso a circa un chilometro di distanza[15].

Tagliacozzo diviene, con l'inizio del Novecento, una importante sede di villeggiatura, specie per i romani facoltosi. Tale fenomeno turistico si è prolungato, dopo una stasi nel periodo dell'ultima guerra, fino agli anni settanta. Tuttora è meta turistica e di ferie, invernali ed estive, per la salubrità dell'aria, per la bellezza dei luoghi e per la bontà della sua cucina.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma di Tagliacozzo è stato riconosciuto con Decreto del presidente della Repubblica nel 1992[16][17].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Tagliacozzo si fregia del titolo di città[2][18].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Tagliacozzo.

«…Non ho mai visto nulla di più maestoso dell'ingresso a Tagliacozzo:
è un burrone a precipizio, che in apparenza
sembrerebbe fatto ad arte»

(Edward Lear[19])
Santuario della Madonna dell'Oriente
Chiesa di Santa Maria del Soccorso
Monastero dei Santi Cosma e Damiano
Chiesa del Calvario
Porta dei Marsi

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Piazza dell'Obelisco
Attorno ad essa si sviluppa il borgo antico. È contornata di palazzi storici e di un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali. In origine, chiamata "piazza da' Piedi", era contornata da portici, chiusi nel 1810 per ordine di Gioacchino Murat, re di Napoli. Al centro della piazza c'era, al posto della fontana edificata nel 1824, un contenitore in pietra dove, esposti alla pubblica gogna, venivano fatti sedere i debitori insolventi[22][23].
Teatro Talia
Ex monastero benedettino adibito a luogo di spettacolo nel 1686. Nel 1832 la struttura, dedicata al re, Ferdinando II, fu completamente modificata ed inaugurata. Un primo importante restauro fu compiuto tra il 1887 e 1888, anno della nuova inaugurazione e dell'intitolazione alla musa Talia. Ristrutturato nel 2002 ospita stagioni di prosa e musica in inverno ed alcuni spettacoli del Festival internazionale di mezza estate nei mesi di luglio ed agosto[24].
Palazzo Ducale
Risalente al XIV secolo, voluto dagli Orsini fu portato a termine nel quattrocento da Roberto Orsini nelle forme rinascimentali, passando dalla famiglia Colonna ai Barberini-Corsini[25].
Palazzo Mastroddi
Situato in piazza Argoli, il palazzo fu voluto nei primi anni del XIX secolo dal conte Alessandro Mastroddi. Spazioso atrio e scalone baronale presentano statue, iscrizioni e preziosi affreschi[26].
Fontana duecentesca
Risalente al XII secolo, in seguito ad opere di restauro è stata eletta monumento nazionale[27].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Marsia
La località è uno degli accessi della faggeta dei monti Simbruini, situata tra Abruzzo e Lazio. Tra le più vaste faggete presenti in Europa, nell'area marsicana di Cappadocia, Pereto e Tagliacozzo presenta vari accessi, oltre a Marsia, il rifugio montano di Campo Catino, Camporotondo e Roccacerro[31]. La località, nota anche come stazione sciistica, si trova sul versante orientale del monte Midia.
Piccola Svizzera
Area residenziale situata a cinque chilometri dal centro urbano a circa 1000 m s.l.m. Nel suo territorio ci sono maneggi e circoli ippici.
Parco geologico risorgenti dell'Imele
Area naturale che presenta l'antico sentiero delle risorgenti del fiume Imele tra la località di Capacqua e le rapide della valle delle Mole dove sono visibili i ruderi di otto antichi mulini ad acqua. Il fiume Imele le cui sorgenti si trovano a Verrecchie, nel versante abruzzese dei monti Simbruini, s'insinua tra le rocce del monte La Difesa per riemergere a Capacqua, dando vita ad un percorso geologico, storico e naturalistico, ricco della biodiversità caratteristica del luogo[32].
Cammino dei Briganti
Itinerario costituito da diverse tappe che tocca comuni dell'Abruzzo e del Lazio per un totale di circa 100 chilometri. Il percorso inizia a Sante Marie e tocca altre località della Marsica estendendosi fino alla valle del Salto e al Cicolano, riscoprendo la storia e i luoghi dei briganti, al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie[33].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[34]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetti della Marsica.

Il dialetto di Tagliacozzo si inserisce nel gruppo tagliacozzano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

«...a Ceperan, là dove fu bugiardo
ciascun Pugliese, e là da Tagliacozzo,
ove sanz'arme vinse il vecchio Alardo...»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXVIII canto, vv. 16-18)
Disegno di Tagliacozzo di Amy Atkinson, In The Abruzzi - Anne Macdonell, 1908

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Orientale, ospitato all'interno del santuario della Madonna dell'Oriente presenta antichità egiziane, orientali, etiopiche, ed un'interessante raccolta numismatica e filatelica. Di particolare interesse alcuni dipinti ex-voto, risalenti dal XVII al XIX secolo, donati alla Vergine, gli arredi sacri, diverse monete antiche e rare icone bizantine. Nell'annessa biblioteca monastica sono custoditi antichi volumi[40][41].
  • Area museale comunale "Beato Tommaso da Celano", presso il convento di San Francesco.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 uscì il film Desiderio di Marcello Pagliero e Roberto Rossellini di cui alcune scene furono girate presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso[42]. Nel 1972 in piazza dell'Obelisco e nella parte alta del borgo, in una villa su una rupe scoscesa, è stata girata la seconda parte del film I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino Nel 1979 la cittadina ha ospitato le riprese dello sceneggiato televisivo Così per gioco. Nel 2013 Tagliacozzo ha ospitato il set di Ti ricordi di me?, film di Rolando Ravello[43].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina marsicana.

Piatti tipici della cucina locale sono gli gnocchetti con i ceci; l'agnello, cacio e uova; la polenta con salsiccia e le spuntature servite in piatti di legno detti le "scifellette". Numerosi i prodotti di panificazione artigianale realizzati con la farina antica ricavata dal grano Solina[44].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra luglio ed agosto si svolge il festival internazionale di Mezza Estate, kermesse riservata a vari generi culturali come danza, prosa, musica, jazz, lirica che vede la partecipazione di compagnie e personaggi di fama mondiale[45].
  • Nella seconda settimana di luglio si svolge Ascanio, manifestazione dal carattere rinascimentale ispirata all'orafo Ascanio Mari. Cibi e usanze tipiche della cucina rinascimentale, antichi mestieri, arcieri, sbandieratori, mangiafuoco e trampolieri caratterizzano l'evento[46].
  • Nella penultima settimana di agosto si svolge Gironi Divini, manifestazione culturale dedicata a Dante Alighieri e alla Divina Commedia[47][48].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica della frazione di Gallo
Ruderi del castello di Tremonti

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Altolaterra, il quartiere più antico, situato nella parte più alta della città.
  • Camerata, località situata nei pressi della via Tiburtina Valeria tra Poggio Filippo e Colle San Giacomo.
  • Marsia, località turistica alle pendici del monte Midia[49].
  • Nuovo Borgo Rurale, situato alle porte della cittadina.
  • Oriente o Santa Maria d'Oriente, posta tra il santuario della Madonna dell'Oriente e la frazione di Sfratati.
  • Piccola Svizzera, località turistica situata lungo la strada provinciale 23[50].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Attività commerciali del centro storico

Allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è il fulcro del progetto nato con la denominazione "Le carni buone della Marsica" promosso nel 2009 dalla soppressa comunità montana Marsica 1 e portato avanti in tutta la provincia dal gruppo di azione locale Gran Sasso-Velino. Innovativi processi di qualità certificati rilanciano sempre più il settore zootecnico e la produzione e vendita dei prodotti lattiero caseari. Nella cittadina hanno sede numerose aziende che si distinguono per la qualità delle carni[51].

Commercio ed artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Il settore del commercio e dell'artigianato si sviluppa soprattutto grazie ai contenuti ma numerosi e variegati negozi del centro storico e della villa comunale. Il mercato settimanale del giovedì che si svolge lungo le strade del centro e nei dintorni di piazza Duca degli Abruzzi richiama un alto numero di ambulanti, espositori ed acquirenti. Le qualificate iniziative culturali permettono al settore di trainare l'economia del luogo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo fa parte dell'associazione nazionale I borghi più belli d'Italia[52] ed è un'importante meta turistica abruzzese[53], grazie alla bellezza del borgo antico, della piazza dell'Obelisco, tra le più armoniche e belle piazze d'Italia e simbolo della cittadina e ai luoghi incontaminati che la circondano, capaci di richiamare ogni anno i numerosi villeggianti. Il festival internazionale di Mezza estate e le numerose iniziative culturali richiamano migliaia di turisti e amanti dell'arte[54].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è raggiungibile da Roma attraverso l'omonima uscita autostradale dell'A24 oppure attraverso la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria attraversando l'area di Carsoli. Dall'Aquila, Pescara, Avezzano e Sulmona attraverso la A25 oppure percorrendo la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia Roma-Pescara attraversa il comune di Tagliacozzo servendolo con due stazioni, quella del capoluogo comunale e quella di Villa San Sebastiano situata nei pressi del borgo nuovo dell'omonima frazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo municipale

Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Tagliacozzo dal 1985 ad oggi[55].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1972 1976 Stefano Grossi DC Sindaco
1976 1980 Gaetano Blasetti DC Sindaco
1980 1985 Benedetto Jacomini DC Sindaco
1985 1990 Franco Giovagnorio DC Sindaco
1990 1995 Franco Giovagnorio DC Sindaco
23 aprile 1995 3 agosto 1996 Vincenzo Casale lista civica di centro Sindaco [56]
17 novembre 1996 12 maggio 2001 Vincenzo Casale liste civiche di centro-sinistra Sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Giampietro Pendenza lista civica di centro-destra Sindaco
29 maggio 2006 15 maggio 2011 Dino Rossi lista civica Insieme Sindaco
16 maggio 2011 22 maggio 2016 Maurizio Di Marco Testa lista civica di centro-destra Fai partire la rinascita Sindaco [57]
23 maggio 2016 4 giugno 2016 Maria Cristina Di Stefano Comm. pref.
5 giugno 2016 in carica Vincenzo Giovagnorio lista civica Prospettiva futura Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia formazione del Tagliacozzo calcio
Foto aerea dell'Ippodromo dei Marsi

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Tagliacozzo 1923 che milita nei tornei dilettantistici abruzzesi[59]. Disputa le partite casalinghe sul manto in erba sintetica dello stadio "Luca Poggi" che dal 2020 ha sostituito lo storico stadio "Leo Attili"[60].

Ippica[modifica | modifica wikitesto]

L'ippodromo dei Marsi, inaugurato nel 2003[61], si estende su una superficie di circa 25 ettari in località Gallo di Tagliacozzo. Dati tecnici: 200 box per cavalli, settore tribune per 2500 posti a sedere, spalti, parterre per 5000 persone, cinque box per isolamento cavalli, venti locali per insellaggio, fondo in sabbia, fotofinish digitale. Lunghezza pista da gara: 1150 metri; larghezza: 25 metri. La struttura è dotata inoltre di servizi di ristorazione e agenzia ippica[62].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ a b D.P.R. del 18 agosto 2000 n. 267.
  3. ^ Comune di Tagliacozzo, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 7 giugno 2018.
  4. ^ Clima in Abruzzo, Montagneabruzzo.it.
  5. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo»
  6. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  7. ^ Guida turistica, Comune di Tagliacozzo. URL consultato il 7 marzo 2016.
  8. ^ Fernando Pasqualone, Cenni storici di Tagliacozzo, Terre Marsicane. URL consultato il 6 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2018).
  9. ^ Gattinara, appendice n.V, p.IV
  10. ^ Raffaele Castiglione Morelli, Tagliacozzo accoglie 180 ebrei. Furono cacciati nel 1515, per loro targa e cittadinanza onoraria, Marsica Live, 21 giugno 2015. URL consultato il 6 giugno 2018.
  11. ^ José Borjes, Treccani. URL consultato il 5 novembre 2016.
  12. ^ AA.VV., Tagliacozzo e la Marsica: dall'Unità alla nascita della Repubblica. Aspetti di vita artistica, civile e religiosa, pp. 24-25, MiBACT, Roma, 2005
  13. ^ La Diocesi dei Marsi, Terre Marsicane, 18 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2016.
  14. ^ Cattedrale di San Bartolomeo, BeWeB. URL consultato il 5 novembre 2016.
  15. ^ Damiano Zuccaro, Villa San Sebastiano: l'alluvione del 1955 (PDF), villasansebastiano.it. URL consultato il 12 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  16. ^ D.P.R. del 22 settembre 1992.
  17. ^ Ufficio araldico -Fascicoli comunali, ACS Beni Culturali.
  18. ^ Statuto comunale di Tagliacozzo, titolo I, art.16 (PDF), Comune di Tagliacozzo (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2015).
  19. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo. Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 18 maggio 2018.
  20. ^ Santuario Monastero Santi Cosma e Damiano, vaticano.com. URL consultato il 31 ottobre 2009.
  21. ^ Chiese di Tagliacozzo, Terre Marsicane. URL consultato il 6 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2018).
  22. ^ Anita Zechender, Il cuore antico dell'Abruzzo, La Repubblica. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  23. ^ Fernando Pasqualone, Piazza Obelisco, Terre Marsicane. URL consultato il 13 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  24. ^ Teatro Talia, Regione Abruzzo. URL consultato il 23 dicembre 2017.
  25. ^ Palazzo Ducale, Touring Club.
  26. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo - Edward Lear - 1846 (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 6 giugno 2018.
  27. ^ Chi siamo, Comune di Tagliacozzo (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2015).
  28. ^ Fernando Pasqualone, Il castello e le mura, Terre Marsicane. URL consultato il 6 giugno 2018 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  29. ^ Rovine del castello di Tremonti, Mondi Medievali.
  30. ^ Luca Giannotti, Il castello di San Donato, Il Cammino dei Briganti, 29 luglio 2013. URL consultato il 29 gennaio 2018.
  31. ^ È nella Marsica la faggeta più grande d'Europa, tra Cappadocia e Tagliacozzo, Marsica Web, 22 novembre 2018. URL consultato il 17 gennaio 2019.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Andrea Di Pietro, Storia dei paesi della Marsica: edizione completa con i mandamenti di Carsoli e Tagliacozzo, Adelmo Polla (rist.), Avezzano, 1983.
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  • Fabrizio Giuseppe Venturini, Stemmario delle razze tagliacozzane, Progetto Comune editore, Tagliacozzo, 2015.
  • Tagliacozzo, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 12, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 48-59, SBN IT\ICCU\TER\0031822.

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