Tagliacozzo

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Tagliacozzo
comune
Tagliacozzo – Stemma Tagliacozzo – Bandiera
Piazza dell'Obelisco
Piazza dell'Obelisco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Giovagnorio (Prospettiva Futura) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 42°04′10″N 13°15′17″E / 42.069444°N 13.254722°E42.069444; 13.254722 (Tagliacozzo)Coordinate: 42°04′10″N 13°15′17″E / 42.069444°N 13.254722°E42.069444; 13.254722 (Tagliacozzo)
Altitudine 750 m s.l.m.
Superficie 87,4 km²
Abitanti 6 866[1] (30-6-2016)
Densità 78,56 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Capistrello, Cappadocia, Carsoli, Castellafiume, Magliano de' Marsi, Pereto, Sante Marie, Scurcola Marsicana
Altre informazioni
Cod. postale 67069
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066099
Cod. catastale L025
Targa AQ
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti tagliacozzani
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno e ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tagliacozzo
Tagliacozzo
Posizione del comune di Tagliacozzo all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Tagliacozzo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« ...a Ceperan, là dove fu bugiardo
ciascun Pugliese, e là da Tagliacozzo,
ove sanz'arme vinse il vecchio Alardo... »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXVIII canto, vv. 16-18)

Tagliacozzo è un comune italiano di 6 866 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Per numero di abitanti è il terzo comune della Marsica dopo Avezzano e Celano e tra i maggiori in Abruzzo per superficie territoriale[2]. Centro propulsore delle attività culturali è stato elevato a città con decreto del presidente della Repubblica[A 1]. Fa parte dei borghi più belli d'Italia[3]. Tagliacozzo è un'importante meta turistica abruzzese[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è situata nella parte occidentale della Marsica, nell'area dei Piani Palentini, non distante dai confini che separano l'Abruzzo dal Lazio, in posizione adagiata lungo le pendici del monte Civita. È raggiungibile da Roma attraverso l'omonima uscita autostradale dell'A24 oppure attraverso la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria passando per Carsoli. Dall'Aquila, Pescara, Avezzano e Sulmona attraverso la A25 oppure percorrendo la SS 5. Non lontano dal centro abitato si trova la stazione sciistica di Marsia, posizionata sulle pendici orientali del monte Midia (1737 metri slm), lungo la catena dei monti Carseolani.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è caratterizzata da clima montano mediterraneo[5], con inverni rigidi ed estati che possono attraversare periodi moderatamente caldi. Le medie delle temperature minime sono piuttosto basse, caratteristica comune a molte località abruzzesi dell'interno montano. La temperatura media annua è di 10,8 °C[6]. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,5 °C e il più caldo è agosto con 19,6 °C. La temperatura più alta registrata a Tagliacozzo corrisponde a 40,0 °C.[6] La temperatura minima assoluta più bassa mai registrata a Tagliacozzo da una stazione meteorologica ufficiale è di -17 °C, mentre sono ufficiosi i -30° toccati nel settore cittadino più a valle, soggetto ad un regime termico più basso[7].

La piovosità storica è di circa 970 mm annui distribuiti in 102 giorni con precipitazioni.[6] La stagione più piovosa è l'autunno, seguita dall'inverno e dalla primavera quando sono frequenti e talvolta copiose le nevicate. L'estate non è però particolarmente asciutta, essendo segnata da quasi 130 mm di pioggia in 18 giorni piovosi. Sono presentati di seguito i valori climatici medi di riferimento ufficiali per Tagliacozzo pubblicati dall'Arssa[A 2][8].

Tagliacozzo (1951-2000) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,3 9,0 12,2 15,3 20,7 24,4 27,7 27,9 23,8 18,4 11,9 7,6 8,0 16,1 26,7 18,0 17,2
T. min. mediaC) −2,4 −1,6 0,4 3,0 6,7 9,5 11,3 11,3 8,7 4,9 1,4 −1,2 −1,7 3,4 10,7 5,0 4,3
Precipitazioni (mm) 80 85 74 87 68 51 36 42 68 102 147 126 291 229 129 317 966
Giorni di pioggia 9 9 9 10 9 7 6 5 7 9 11 11 29 28 18 27 102

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Diverse le ipotesi relative all'origine del nome. Quella più accreditata fa derivare il toponimo da due termini latini Talus e Cotium, ovvero taglio nella roccia. Il borgo, infatti, si è sviluppato lungo la fenditura che taglia in due il monte Civita[9].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio era stato abitato nell'antichità prima dagli Equi poi dai Marsi, fiero popolo di indomiti guerrieri e sacerdoti. Esistono sicuri cenni storici di un abitato, nell'attuale località alta di Tagliacozzo, le cui origini risalgono a partire dall'XI secolo. Prima di allora si sono ritrovati, in alcuni testi imperiali Carolingi del 964 e del 998, riferimenti al monastero di San Cosma, con la nota “in Heloritu” (cioè sito in un bosco di alloro). Prima ancora di ciò, sussistono tracce di insediamenti in grotte, alcuni addirittura risalenti all'epoca neolitica e all'età del Bronzo. Il centro abitato, di cui si è detto, si sarebbe sviluppato attorno a tre parrocchie: San Nicola, Sant'Egidio e San Pietro, nella parte alta dei monti Arunzo (o Aurunzo) e Civita, che sovrastano l'attuale città[10].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione della Battaglia di Tagliacozzo
Scorcio fotografico del borgo vecchio

Nel corso dell'XI secolo il territorio fu inglobato nella Contea dei Marsi, enucleata dal Ducato Longobardo di Spoleto e attribuita, nel 926, a Berardo il Francigeno, capostipite del casato Berardi. Nel 1074 sarebbe sorto, nel territorio in questione, un centro abitato che, avente base nel castello sul monte Civita, si estendeva verso il basso della montagna a valle. Nel 1173 il feudo passò ai De Pontibus, antica famiglia della zona. Nel 1268 (23 agosto) il territorio, e precisamente i Piani Palentini furono teatro della famosa Battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò; essa segnò il destino del potere del Regno di Sicilia, a favore degli Angioini sugli Svevi, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa.

La battaglia fu vinta con uno stratagemma ideato da Alardo di Valéry, che sgominò le truppe avversarie, ormai sicure della vittoria e senza più difese, giungendo alle loro spalle di nascosto. Dante Alighieri ricorda tale battaglia nel XXVIII canto dell'Inferno. In tale occasione si consolidò il potere dei De Pontibus che appoggiarono Carlo D'Angiò. Questi, sotto la spinta papale, che temeva la forza antagonista di un impero centrale voluto dagli Svevi, lottava per l'affermazione degli stati nazionali.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con il matrimonio di una dei De Pontibus con Napoleone Orsini, il possesso del feudo passò alla famiglia Orsini, che lo mantenne fino alla metà del XV secolo. Si ricordano in particolare il governatorato di Rinaldo per il grande sviluppo territoriale impresso alla contea – divenuta tale nel 1250 circa e di Giacomo, il cardinale che ne concretizzò lo sviluppo economico. Quest'ultimo fu peraltro uno dei protagonisti, dopo lo scisma d'occidente, nelle contese per la limitazione del potere temporale del Papa.

Nel 1400 circa il Papa Alessandro V, quale premio per l'appoggio ottenuto in una contesa territoriale, staccò la Contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e lo aggregò allo Stato Pontificio, confermandone la titolarità a Giacomo Orsini. Intorno al 1410 gli Orsini ottennero di aprire in Tagliacozzo una Zecca nella quale si batté il "Bolognino". Sotto Don Ferrante, passato il feudo per pochi anni ai Colonna, nella zecca si batté il “Cavallo” col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi (si veda "I cavalli dei Colonna"). Agli Orsini di Roma – ramo che si estinse – subentrarono nel possesso della contea gli Orsini di Bracciano che, in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d'arte.

Reliquie del Beato Tommaso da Celano (Chiesa di San Francesco)
La fontana dell'Obelisco

La famiglia Orsini, proprietaria di altri feudi e con un potere che andava dal Tirreno all'Adriatico, nel 1497 fu privata dal Papa del feudo – divenuto Ducato – di Tagliacozzo, assegnato invece alla famiglia Colonna, che anche in questo caso batté un “Cavallo” col simbolo della colonna sino a poco tempo fa attribuito a Brindisi, tenendo poi il feudo fino al 1806, (Il primo duca fu Odoardo; famosi furono poi Prospero e soprattutto Marcantonio, coinvolti pienamente nelle contese dell'epoca).

Con tale nuovo dominio il centro del ducato si spostò gradualmente verso Avezzano, dove fu ampliato il castello costruito dagli Orsini. Iniziarono per la cittadina secoli oscuri che la resero poco inserita nell'evoluzione maturata nei restanti territori abruzzesi. A causa delle intolleranze patite nel regno di Napoli nel XVI secolo una nutrita comunità di ebrei scelse di vivere nel borgo vecchio, situato non distante dal confine con lo stato della Chiesa. Nel 1515 tuttavia la comunità subì l'esilio dall'intero regno e dovette abbandonare la cittadina. Dall'epoca della loro presenza in Marsica gli ebrei acquisirono il cognome "Tagliacozzo"[11][12]. In questi periodi si ricordano tre personaggi di spicco: Giovanni Capoccio, uno dei 13 italiani vittoriosi nella famosa Disfida di Barletta (novembre 1503); il matematico ed astronomo Andrea Argoli (1570 – 1649) e la poetessa Petronilla Paolini Massimi (1663 – 1729). È incerta invece l'origine tagliacozzana di Gaspare Tagliacozzi, il primo chirurgo estetico italiano, morto a Bologna nel 1599.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del borgo antico

Nel 1794 Tagliacozzo risultava il centro più popoloso della zona, con circa 12.000 persone. Dopo l'unità d'Italia, anche Tagliacozzo fu toccata dal fenomeno del brigantaggio postunitario. A Tagliacozzo venne giustiziato il generale spagnolo José Borjes, inviato da Francesco II di Borbone, (in esilio a Roma), per riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie. Il generale Borjes aveva ricevuto dal re il mandato di riorganizzare le bande di briganti filoborbonici e di cercare anche l'aiuto e l'appoggio della popolazione calabrese e lucana fedele ai Borbone. Detto Regno delle Due Sicilie era stato perduto dopo la spedizione dei Mille avvenuta nel 1860 e l'invasione dell'esercito del Regno di Sardegna.

José Borjes, per contrasti tattico-militari, aveva da poco tempo interrotto l'alleanza con il capo-brigante Carmine Crocco e dalla Basilicata si stava recando con pochi uomini a Roma (passando per la Marsica) per informare il re Francesco II di quanto era avvenuto. Forse per delazione di alcuni abitanti della zona di Tagliacozzo, fu scoperto e inseguito da un reggimento di bersaglieri comandati dal maggiore Enrico Franchini. Il generale Borjes, catturato dopo un conflitto a fuoco venne fucilato, assieme ai suoi militari senza alcun processo, l'8 dicembre 1861[13]. In quello stesso anno nella zona vi furono violenti moti contro il nuovo Stato Piemontese, sedati con grande spargimento di sangue.

Nel 1915 a seguito del terremoto della Marsica il vescovo Pio Marcello Bagnoli spostò la sede della diocesi dei Marsi nel palazzo Ducale di Tagliacozzo prima del trasferimento definitivo da Pescina ad Avezzano avvenuto formalmente nel 1924[14][15][16].

Il borgo antico di Villa San Sebastiano, sua frazione, situato alle pendici del monte Aurunzo venne devastato dall'alluvione del 1955. Il borgo nuovo fu costruito a un chilometro di distanza[17].

Tagliacozzo diviene, con l'inizio del Novecento, una importante sede di villeggiatura, specie per i romani facoltosi. Tale fenomeno turistico si è prolungato, dopo una stasi nel periodo dell'ultima guerra, fino agli anni settanta. Tuttora è meta turistica e di ferie, invernali ed estive, per la salubrità dell'aria, per la bellezza dei luoghi e per la bontà della sua cucina.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale stemma di Tagliacozzo è stato riconosciuto con Decreto del presidente della Repubblica nel 1992[A 3][18].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Tagliacozzo si fregia del titolo di città[A 1][19].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Madonna dell'Oriente e Chiesa e convento di San Francesco (Tagliacozzo).
« …Non ho mai visto nulla di più maestoso dell'ingresso a Tagliacozzo:
è un burrone a precipizio, che in apparenza
sembrerebbe fatto ad arte »
(Edward Lear[20])
Santuario della Madonna dell'Oriente
Porta dei Marsi
Porta Valeria

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Piazza dell'Obelisco
Attorno ad essa si sviluppa il borgo antico. È contornata di palazzi storici e di un loggiato con archi a tutto sesto e finestre rinascimentali. In origine, chiamata "piazza da' Piedi", era contornata da portici, chiusi nel 1810 per ordine di Gioacchino Murat, re di Napoli. Al centro della piazza c'era, al posto dell'omonima fontana edificata nel 1824, un pilozzo di pietra dove venivano fatti sedere i debitori insolventi esposti alla pubblica gogna[26][27].
Teatro Talia
ex monastero benedettino adibito a luogo di spettacolo nel 1686. Nel 1832 la struttura, dedicata al re, Ferdinando II, fu completamente modificata ed inaugurata. Un primo importante restauro fu compiuto nel 1887-1888 dopo l'incendio appiccato nel 1860 dai garibaldini. Fu chiamato Talia dal nome della musa che, stando alla leggenda, viveva nei pressi del fiume Imele. Ristrutturato nel 2002 ospita stagioni di prosa e musica in inverno ed alcuni spettacoli del Festival internazionale di mezza estate nei mesi di luglio ed agosto[28].
Palazzo Ducale
Risalente al XIV secolo, voluto dagli Orsini fu portato a termine nel quattrocento da Roberto Orsini nelle forme rinascimentali, passando dalla famiglia Colonna ai Barberini[29].
Palazzo Mastroddi
Situato in piazza Argoli il palazzo fu voluto nei primi anni del XIX secolo dal conte Alessandro Mastroddi. Spazioso atrio e scalone baronale presentano statue, iscrizioni e preziosi affreschi[30].
Fontana del 1200
Grazie ad opere di restauro è stata eletta monumento nazionale[31].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco Geologico Risorgenti dell'Imele[modifica | modifica wikitesto]

Area naturale che presenta l'antico sentiero delle risorgenti del fiume Imele tra la località di Capoacqua e le rapide della Valle delle Mole dove sono visibili i ruderi di otto antichi mulini ad acqua. Il fiume Imele le cui sorgenti si trovano a Verrecchie, nel versante abruzzese dei monti Simbruini, s'insinua nella pietre carsiche del territorio per riemergere nei pressi di Altolaterra, dando vita ad un percorso naturalistico e geologico ricco della biodiversità caratteristica del territorio[35].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[36]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto sabino.

Il dialetto di Tagliacozzo si inserisce nel gruppo tagliacozzano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 gennaio: processione dalla Chiesa dei SS. Cosma e Damiano al Santuario della Madonna dell'Oriente. Commemorazione di scampato pericolo dal terremoto della Marsica del 1915 e da quello dell'Aquila del 2009;
  • Domenica in Albis: festa del Volto Santo;
  • Venerdì Santo: lunga processione per le strade del centro storico con il lutto rappresentato da uomini incappucciati vestiti di tunica nera
  • 13 giugno: festa di Sant'Antonio di Padova, Patrono della città;
  • Ultima domenica di giugno: festa di San Vincenzo Ferrer;
  • Seconda domenica di agosto: festa di Santa Agnese e Sant'Antonio Abate;
  • 13 agosto: nella frazione di Villa San Sebastiano si svolge la caratteristica sagra della polenta fuori stagione;
  • 15 agosto: processione mattutina dell'Assunta;
  • ultima domenica di agosto: festa di Sant'Antonio da Padova, patrono della città;
  • Prima domenica di settembre: festa di Sant'Emidio, San Rocco e della Madonna dell'Oriente;
  • 8 dicembre: festa dell'Immacolata Concezione;
  • 10 dicembre: festa della Madonna di Loreto;
  • estate: feste patronali nelle numerose frazioni di Tagliacozzo;
  • Seconda settimana di luglio: si svolge Antiqua, mercato dell'antiquariato.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Talia
Palazzo Ducale

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca monastica "Beato Tommaso da Celano", annessa al convento di San Francesco;
  • Biblioteca monastica "Santa Maria Orientale", situata nel santuario della Madonna dell'Oriente;
  • Biblioteca comunale "Petronilla Paolini Massimi"[37].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Orientale, ospitato all'interno del santuario della Madonna dell'Oriente presenta antichità egiziane, orientali, etiopiche, ed un'interessante raccolta numismatica e filatelica. Di particolare interesse alcuni dipinti ex-voto, risalenti dal XVII al XIX secolo, donati alla Vergine, gli arredi sacri, diverse monete antiche e rare icone bizantine. Nell'annessa biblioteca monastica sono custoditi antichi volumi.[38][39];
  • Area museale comunale "Beato Tommaso da Celano", presente nel convento di San Francesco.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Magazine Vivere la Marsica[40]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del centro storico

Numerosi gli eventi di carattere culturale che si svolgono a Tagliacozzo[42][43]:

  • Tra luglio ed agosto si svolge in città il Festival internazionale di Mezza estate, che ha raggiunto le XXX edizioni e che vede la partecipazione di compagnie e personaggi internazionali della danza, prosa, musica, jazz, lirica e dei più disparati generi culturali;
  • Tra luglio ed agosto: festival cinematografico Tagliacozzo in film[44];
  • Nella seconda settimana di luglio, si svolge Ascanio, manifestazione rinascimentale, che ha raggiunto le XX edizioni, ispirata al condottiero delle crociate, Ascanio appunto. Vengono riproposti cibi e usanze dell'epoca: cucina rinascimentale, antichi mestieri, arcieri, sbandieratori, mangiafuoco e trampolieri;
  • Penultima settimana di agosto: si svolge Gironi Divini, manifestazione culturale medievale dedicata a Dante Alighieri e alla citazione di Tagliacozzo sulla Divina Commedia con rievocazioni e degustazioni eno-gastronomiche[45].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Piatti tipici della cucina locale sono:

  • Gnocchetti con ceci
  • Agnello, cacio e uova
  • Polenta con salsicce e spuntature servita in piatti di legno (le scifellette)
  • Prodotti di panificazione artigianale realizzati con farina di grano Solina

Persone legate a Tagliacozzo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica della frazione di Gallo
Ruderi del castello di Tremonti

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Altolaterra, il quartiere più antico, situato nella parte più alta della città.
  • Camerata, situata lungo la via Tiburtina Valeria.
  • Marsia, località turistica alle pendici del monte Midia[47].
  • Nuovo Borgo Rurale, situato alle porte della cittadina.
  • Oriente o Santa Maria d'Oriente, posta tra il santuario della Madonna dell'Oriente e la frazione di Sfratati.
  • Piccola Svizzera, località turistica situata lungo la strada provinciale 23[48].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Attività commerciali del centro storico

Allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è il fulcro del progetto nato con la denominazione "Le carni buone della Marsica" promosso nel 2009 dalla soppressa comunità montana Marsica 1 e portato avanti in tutta la provincia dal gruppo di azione locale Gran Sasso-Velino. Innovativi processi di qualità certificati rilanciano sempre più il settore zootecnico e la produzione e vendita dei prodotti lattiero caseari. Nella cittadina hanno sede numerose aziende che si distinguono per la qualità delle carni[49][50].

Commercio ed artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Il settore del commercio e dell'artigianato si sviluppa soprattutto grazie ai contenuti ma numerosi e variegati negozi del centro storico e della villa comunale. Il mercato settimanale del giovedì che si svolge lungo le strade del centro e nei dintorni di piazza Duca degli Abruzzi richiama un alto numero di ambulanti, espositori ed acquirenti. Le qualificate iniziative culturali permettono al settore di trainare l'economia del luogo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Tagliacozzo è una delle mete turistiche più visitate in Abruzzo. Questo grazie alla bellezza del borgo antico, della piazza dell'Obelisco, tra le più armoniche e belle piazze d'Italia e simbolo della cittadina e ai luoghi incontaminati e selvaggi che la circondano, capaci di richiamare ogni anno i numerosi villeggianti. Il festival internazionale di Mezza estate e le numerose iniziative culturali richiamano migliaia di turisti e amanti dell'arte e della natura[51].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico di Tagliacozzo

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Tagliacozzo dal 1985 ad oggi[52].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Benedetto Jacomini Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Gaetano Blasetti Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Franco Giovagnorio Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Franco Giovagnorio Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1996 Vincenzo Casale Lista Civica Sindaco
1996 2001 Vincenzo Casale Centro-Sinistra Sindaco
2001 2006 Gianpietro Pendenza Centro-Destra Sindaco
2006 2011 Dino Rossi Lista Civica Sindaco
2011 2016 Maurizio Di Marco Testa Centro-Destra Sindaco [53]
2016 2016 Maria Cristina Di Stefano Commissario straordinario
2016 in carica Vincenzo Giovagnorio Lista Civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Foto aerea dell'Ippodromo dei Marsi

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Tagliacozzo che milita nei tornei dilettantistici abruzzesi[55]. Spesso gioca il derby con l'A.S.D. Villa S. Sebastiano[56].

Ippica[modifica | modifica wikitesto]

L'ippodromo dei Marsi, inaugurato nel 2003[57], si estende su una superficie di circa 25 ettari in località Gallo di Tagliacozzo. Dati tecnici: 200 box per cavalli, settore tribune per 2500 posti a sedere, spalti, parterre per 5000 persone, cinque box per isolamento cavalli, venti locali per insellaggio, fondo in sabbia, fotofinish digitale. Lunghezza pista da gara: 1150 metri; larghezza: 25 metri. La struttura è dotata inoltre di ristorante, bar e agenzia ippica[58].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b DPR 18 agosto 2000 n. 267.
  2. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo»
  3. ^ D.P.R. del 22 settembre 1992.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico anno 2016 (dati provvisori) - Tagliacozzo
  2. ^ Comuni abruzzesi per superficie, Tuttitalia.it. URL consultato il 6-6-2016.
  3. ^ Tagliacozzo: l'antica capitale della Marsica, I borghi più belli d'Italia.
  4. ^ Storia millenaria e arte nella bella Tagliacozzo, Il Centro.
  5. ^ Clima in Abruzzo, Montagneabruzzo.it.
  6. ^ a b c Dati Arssa, Regione Abruzzo.
  7. ^ Dati ARSSA, Regione Abruzzo.
  8. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  9. ^ Guida turistica, Comune di Tagliacozzo. URL consultato il 7-3-2016.
  10. ^ Cenni storici di Tagliacozzo, TerreMarsicane.
  11. ^ Gattinara, appendice n.V, p.IV
  12. ^ Tagliacozzo accoglie 180 ebrei. Furono cacciati nel 1515, per loro targa e cittadinanza onoraria, MarsicaLive. URL consultato il 3-3-2016.
  13. ^ José Borjes, Treccani. URL consultato il 5 novembre 2016.
  14. ^ AA.VV., Tagliacozzo e la Marsica: dall'Unità alla nascita della Repubblica. Aspetti di vita artistica, civile e religiosa, pp. 24-25, MiBACT, Roma, 2005
  15. ^ La Diocesi dei Marsi, TerreMarsicane, 18 ottobre 2011. URL consultato il 5 novembre 2016.
  16. ^ Cattedrale di San Bartolomeo, BeWeB. URL consultato il 5 novembre 2016.
  17. ^ Damiano Zuccaro, Villa San Sebastiano: l'alluvione del 1955 (PDF), villasansebastiano.it. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  18. ^ Ufficio araldico -Fascicoli comunali, ACS Beni Culturali.
  19. ^ Statuto comunale di Tagliacozzo, titolo I, art.16 (PDF), Comune di Tagliacozzo.
  20. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo. Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco (PDF), Regione Abruzzo.
  21. ^ Santuario Monastero Santi Cosma e Damiano, vaticano.com. URL consultato il 31 ottobre 2009.
  22. ^ Chiese di Tagliacozzo, TerreMarsicane.
  23. ^ Storia di Gallo, Gallo di Tagliacozzo.
  24. ^ Chiesa di Santa Maria delle Grazie, BeWeB.
  25. ^ Chiesa di San Rocco, BeWeB.
  26. ^ Anita Zechender, Il cuore antico dell'Abruzzo, La Repubblica. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  27. ^ Fernando Pasqualone, Piazza Obelisco, TerreMarsicane. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  28. ^ Teatro Talia, Regione Abruzzo.
  29. ^ Palazzo Ducale, Touring Club.
  30. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo - Edward Lear - 1846 (PDF), Regione Abruzzo.
  31. ^ Chi siamo, Comune di Tagliacozzo.
  32. ^ Il castello e le mura, TerreMarsicane.
  33. ^ Rovine del castello di Tremonti, MondiMedievali.net.
  34. ^ Il castello di San Donato, SanDonatoDiTagliacozzo.
  35. ^ Parco Geologico Risorgenti dell'Imele (PDF), TagliacozzoTurismo.it.
  36. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  37. ^ Soprintendenza B.A.A.A.S. Gruppo di Tagliacozzo, TerreMarsicane.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.
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  • Giuseppe Gattinara, Storia di Tagliacozzo, Casa editrice Eirene (rist. 1981), Avezzano, 1894.
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  • Andrea Di Pietro, Storia dei paesi della Marsica: edizione completa con i mandamenti di Carsoli e Tagliacozzo, Adelmo Polla (rist.), Avezzano, 1983.
  • Federico Del Gusto, Marsica. Viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica, Centro Spaziale del Fucino Piero Fanti, 1990.
  • Andrea Di Pietro, Origine e storia di Tagliacozzo e dintorni, Adelmo Polla (rist.), Avezzano, 1996.
  • Fernando Pasqualone, Tagliacozzo. Guida storico-artistica, Editore Vincenzo Grossi, Tagliacozzo, 1996.
  • Fulvio D'Amore, La Marsica tra il viceregno e l'avvento dei Borboni (1504-1793). Vita pubblica, conflitti e rivolte, Adelmo Polla editore, Cerchio 1998.
  • Franco Salvatori, Tagliacozzo e la Marsica tra XII e XIII secolo: aspetti di vita artistica, civile e religiosa, Tipografia Abilgraph, Roma, 2002.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e leggenda, Touta Marsa editore, Luco dei Marsi, 2004.
  • AA.VV., Tagliacozzo e la Marsica: dall'Unità alla nascita della Repubblica. Aspetti di vita artistica, civile e religiosa, MiBACT, Roma, 2005.
  • Fabrizio Giuseppe Venturini, Stemmario delle razze tagliacozzane, Progetto Comune editore, Tagliacozzo, 2015.

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