Castel di Sangro

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Castel di Sangro
comune
Castel di Sangro – Stemma Castel di Sangro – Bandiera
Castel di Sangro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Angelo Caruso (lista civica di centro-destra Continuità per il Progresso) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate 41°47′03.2″N 14°06′30.69″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)Coordinate: 41°47′03.2″N 14°06′30.69″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)
Altitudine 793 m s.l.m.
Superficie 84,44 km²
Abitanti 6 627[1] (31-03-2017)
Densità 78,48 ab./km²
Frazioni Roccacinquemiglia, Torre di Feudozzo
Comuni confinanti Montenero Val Cocchiara (IS), Rionero Sannitico (IS), Rivisondoli, Roccaraso, San Pietro Avellana (IS), Scontrone, Vastogirardi (IS)
Altre informazioni
Cod. postale 67031
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066028
Cod. catastale C096
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 676 GG[2]
Nome abitanti castellani
Patrono san Rufo
Giorno festivo 27 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel di Sangro
Castel di Sangro
Castel di Sangro – Mappa
Posizione del comune di Castel di Sangro all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Castel di Sangro (Caštiéllë in dialetto castellano) è un comune italiano di 6627 abitanti[1] della Provincia dell'Aquila in Abruzzo. Costituisce il principale centro dell'Alto Sangro. È un attivo centro turistico data la vicinanza agli impianti sciistici di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro visto da Colle S. Giovanni.

La città sorge sul limitare di una valle molto ampia, sulla riva destra del Sangro. Le sorgenti di questo corso d'acqua si trovano nei pressi della cittadina di Pescasseroli, nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Prima di raggiungere il territorio comunale di Castel di Sangro, il Sangro si immette nel Lago di Barrea, un bacino artificiale creato nel 1951. Dopo aver attraversato l'abitato di Castel di Sangro, il Sangro riceve l'acqua di altri affluenti e può essere considerato non più torrente ma fiume. Presso Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, il Sangro si immette nel Lago di Bomba, un altro bacino artificiale. Il Sangro termina il proprio percorso sfociando nel Mar Adriatico.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Castel di Sangro.
La Basilica di Santa Maria Assunta
Convento della Maddalena in una giornata nevosa

Castel di Sangro è caratterizzata da un clima appenninico, reso più rigido dagli influssi di aria fredda provenienti dall'Adriatico e dalla vicinanza ai massicci montuosi del Greco e delle Mainarde. Le estati sono secche e ventilate, con temperature che possono superare i 30 gradi. Rispetto al resto dell'Alto Sangro, gode di un clima più gradevole e relativamente meno nevoso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla scoperta, ad opera di Antonio De Nino alla fine del XIX secolo, della vasta necropoli di Campo Consolino, presso la vicina Alfedena, è possibile affermare che le prime testimonianze certe di popolazioni stanziali nell'area di Castel di Sangro risalgono al VII secolo a.C.

La posizione della necropoli non è casuale poiché nelle sue vicinanze sorgeva l'antica Aufidena, un abitato di età italica, descritto nelle fonti antiche come uno dei principali insediamenti sanniti dell'intera area. Probabilmente, questo insediamento preromano si trovava sul monte dove successivamente è stata edificata la parte più alta e antica di Castel di Sangro. Nel 298 a. C., nel periodo conclusivo delle guerre sannitiche, Aufidena venne conquistata dai romani. Così, l'Alta Valle del Sangro subì la romanizzazione, con tutti i mutamenti sociali, politici ed economici che questo processo comportava. Successivamente, il territorio di Aufidena venne inserito nella IV regione augustea Sabina et Samnium ed attribuito alla tribù rustica Voltinia.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Il lungo periodo di pace interna assicurato dalla conquista romana si interruppe tra gli ultimi decenni del VI secolo e la metà del VII secolo, quando il territorio corrispondente all’ attuale Abruzzo fu diviso fra i due ducati longobardi di Spoleto e di Benevento. Per tutto l'alto Medioevo, nonostante il territorio di Castel di Sangro facesse parte del ducato di Benevento, fu l'ordine benedettino, rappresentato dal monastero di San Vincenzo al Volturno, a costituire l'unico vero centro di potere nella zona. Verso la metà dell'XI secolo, l'abitato di Castel di Sangro si trovava nell'attuale sito e per indicarlo comparirono le prime attestazioni del nome Castrum Sari.

In questo periodo storico, su Colle S. Giovanni, fu eretto un castello sui resti di fortificazioni preesistenti, probabilmente di età antica.

Con il periodo normanno, l'Alta Valle del Sangro venne unificata al resto del Mezzogiorno, del quale condividerà l'assetto politico nei secoli a venire. Castel di Sangro, nel XII secolo, dopo essere stato un possedimento della famiglia dei Borrello passò sotto il controllo dei Di Sangro.

Per quanto riguarda il XIII secolo, nel 1228 le truppe del cardinale Colonna incendiarono e distrussero il borgo e il castello di Castrum Sari per punire l'appoggio dato da Rinaldo II di Sangro all'imperatore Federico II di Svevia.

Nel frattempo, sul trono del Regno di Sicilia, alla dinastia normanna seguì quella sveva che regnò fino al 1266 quando venne sconfitta da Carlo d’ Angiò. Nel 1273, il primo re angioino spezzò l'unità amministrativa del Justitiaratus Aprutii creando due nuove province: l’ Abruzzo Ulteriore e l’ Abruzzo Citeriore. L'Alto Sangro, trovandosi a sud del fiume Pescara, venne inserito nell'Abruzzo citeriore con capitale Chieti. Intanto, la dinastia dei Di Sangro si estingueva nella linea maschile e tra il XIII secolo e il XVI secolo furono le famiglie dei D'Aquino, dei D'Avalos, dei D'Afflitto e dei Caracciolo a contendersi il dominio di Castel di Sangro e degli altri feudi alto sangrini.

Nella seconda metà del XV secolo, l'industria armentizia, in seguito al riordino attuato dall'amministrazione aragonese, rappresentava la principale fonte di reddito per le popolazioni dell'Abruzzo montano. Castel di Sangro, difatti, trovandosi lungo i percorsi di due importanti tratturi, quali il Pescasseroli-Candela e L'Aquila-Foggia, costituiva uno dei principali centri attraversati dalla Via degli Abruzzi, l'asse commerciale che attraverso gli altipiani e le valli fluviali dell'Abruzzo interno collegava Napoli alle fiorenti città dell'Italia centrale come Perugia e Firenze. Nonostante a Castel di Sangro si fosse sviluppata, grazie ai commerci, una piccola borghesia, la maggior parte della popolazione viveva di un’economia prevalentemente di sussistenza che ne rendeva omogenee le condizioni di vita.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1656, gli abitanti di Castel di Sangro furono colpiti da un'epidemia di peste che però non spense la vivacità della piccola borghesia castellana tanto che quasi un secolo più tardi, nel 1744, Carlo III di Borbone insignì Castel di Sangro del titolo di Città.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro non beneficiò dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Inoltre, la generale crisi della fine del XIX secolo contribuì al declino della pastorizia transumante.

Per quanto riguarda il XX secolo, le dirette conseguenze della Seconda Guerra Mondiale furono sofferte dai castellani a partire dal 1943, quando, nei pressi delle loro case, si assestò il fronte della linea Gustav, a cui seguì, il 7 novembre dello stesso anno, la distruzione dell'intero centro abitato compiuta dalle truppe tedesche per rallentare l'avanzata delle forze alleate.

Le sofferenze subite dalla popolazione castellana durante il periodo bellico vennero riconosciute mediante il conferimento alla cittadinanza della medaglia di bronzo al merito civile.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione di re Carlo III di Napoli e Sicilia»
— 1744
Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Resisteva impavidamente ai bombardamenti e alle vessazioni del nemico invasore, subendo dure perdite di vite umane e di beni materiali. Ottobre 1943 - Maggio 1944
— Castel di Sangro (AQ)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Immagine di età medievale ritraente la Crocifissione, conservata presso il Convento della Maddalena.
Basilica di Santa Maria Assunta

È la Chiesa principale del paese. Di origini medievali, fu riedificata in forme barocche tra il 1695 e il 1725. Conserva l'originaria pianta basilicale semi ottagonale con tre navate. In seguito al terremoto del 1706, fu l'architetto Giovan Battista Gianni a lavorare al consolidamento della struttura. L'impianto è costituito da un vano centrale a ottagono coperto da una cupola rialzata con quattro ambienti di forma rettangolare. Ha una facciata con un portico a due ordini. Quest' ultima è abbellita da logge di santi e da due campanili gemelli laterali. All'interno sono presenti tele di Francesco De Mura e Domenico Vaccaro, appartenenti alla scuola napoletana settecentesca.

Chiesa di San Giovanni Battista

Fu costruita nel 1430 per volere della famiglia Marchesini. Nel XVII secolo subì rimaneggiamenti barocchi che andarono in parte perduti con il bombardamento del 1943. La chiesa fu ricostruita fedelmente al progetto originale, con facciata monumentale in pietra, animata da due ordini di lesene. L'interno medievale è a tre navate, con l'oratorio rinascimentale del Santissimo Rosario. Vi sono dipinti dei Misteri del Rosario risalenti al XVIII secolo.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

È una cappella dell'XI secolo. Venne edificata accanto al castello con pietre prelevate sul luogo di costruzione. Ha una pianta rettangolare con abside posteriore e campanile turrito. L'interno, in stile romanico, è molto sobrio.

Chiesa di Orazione e Morte

Venne edificata nel 1736 per volontà della Confraternita di Morte e Orazione.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Civita e castello medievale[modifica | modifica wikitesto]

La Civita è il quartiere più alto e antico della città dove si trova la Basilica di Santa Maria Assunta. È costituita da case fortificate risalenti al XVI secolo. Si distingue il Palazzo De Petra, all'interno del quale oggi si trova la Pinacoteca patiniana. Il palazzo ha mantenuto l'originario aspetto risalente al XV secolo. Ha arcate gotiche e una torretta merlata.

Il castello è stato costruito nell'XI secolo su Colle S. Giovanni, sui resti di fortificazioni preesistenti, probabilmente di età antica. Il restante borgo, invece, si sviluppò nel XIII secolo. Il castello di Castel di Sangro serviva da presidio militare ma fu abbandonato nel XV secolo. Del castello rimane la pianta quadrata irregolare, delimitata dalle basi di tre torrioni circolari. In mezzo alle torri, si trova la chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Borgo medievale di Roccacinquemiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo si trova lungo la strada statale che collega Castel di Sangro a Roccaraso. È adagiato sopra uno sperone roccioso, e nacque nell'XI secolo, quando fu costruito a protezione della locale abbazia dipendente dal monastero di San Vincenzo al Volturno. Il borgo, nel corso dei secoli, ha mantenuto la struttura circolare formatasi attorno al castello, dove più tardi venne costruita la chiesa di San Giovanni. Nel 1943, il paese venne distrutto dalle truppe tedesche in ritirata. A testimonianza di tali fatti d'armi resta la diruta chiesa di San Giovanni.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Pista ciclopedonale lungo il fiume Sangro.

Palazzo De Petra[modifica | modifica wikitesto]

L'antica famiglia nobile De Petra possedeva beni feudali in Campania, Abruzzo e Molise fin dal tempo della dominazione normanna dell'Italia meridionale. Il Palazzo è abbellito da un leone in pietra, detto il Marzocco, che con la zampa destra artiglia un capo mozzato. Il leone compare anche sul blasone nobiliare dei De Petra. Vengono qui di seguito elencati i personaggi importanti della famiglia:

  • Niccolò I de Petra, firmatario di un appello a Roberto d'Angiò per un'esenzione dalle tasse a favore della città di Castel di Sangro (Registro Angioino del 1335/1336);
  • Nicola II de Petra, barone di Castel di Sangro e proprietario del palazzo detto "dei due scudi", costruito accanto alla Basilica di Santa Maria Assunta. Il 5 marzo del 1383, Nicola II de Petra ricevette un diploma da Carlo III d'Angiò con il quale gli venne concessa l'esenzione dalle tasse;
  • Giovanni, figlio di Nicola II de Petra, fu Signore di Collalto, Maestro Razionale della Gran Corte e Auditore di tutti gli Officiali del Regno durante il regno di Ladislao;
  • Michele de Petra, fu Vice Protonotario del regno e Presidente del Sacro Consiglio nel 1468, durante il regno di Ferdinando d'Aragona;
  • Donato Antonio Camerario di Castel di Sangro, il 23 dicembre 1530, per Privilegio dell'imperatore Carlo V, divenne Signore di Collalto e di Rocchetta al Volturno. Sua moglie, Caterina Quatrari, mediante un pubblico istrumento, redatto da Notar Onofrio Valentini il 5 marzo 1563, ottenne in enfiteusi una casa del Regio Capitolo di Santa Maria di Castel di Sangro;
  • Prospero de Petra, famoso giurista, fu Regio Uditore di Principato Citra e secondo barone di Vastogirardi. A Castel di Sangro sono presenti gli atti notarili risalenti al 1620 circa, con i quali acquistò il feudo di Varalli;
  • Vincenzo de Petra, aggiunse il feudo di Caccavone agli altri possedimenti della famiglia e fu l'ultimo dei De Petra a dimorare a Castel di Sangro poiché suo figlio, Carlo I de Petra, Regio Consigliere di Santa Chiara, eletto il 29 maggio 1679 Preside della provincia di Abbruzzo Citra, si trasferì a Napoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto di Castel di Sangro rientra pienamente nei dialetti centro-meridionali secondo la più moderna classificazione dei dialetti italiani. Vengono qui di seguito elencati i fenomeni linguistici che il castellano possiede in comune con il resto del sistema centro-meridionale: vocalismo di tipo «napoletano», le cui caratteristiche più evidenti sono il sistema vocalico a quattro gradi di articolazione e il dittongamento metafonetico, generale scadimento nell'indistinta [ə] delle vocali atone, betacismo, assimilazione consonantica dei nessi -ND- > [nn], -MB- > [mm] e -LD- > [ll], lenizione postnasale, palatalizzazione dei nessi consonantici con [l] come secondo elemento, uso del possessivo enclitico con i nomi di parentela e l'uso dei continuatori del verbo TENĒRE in luogo dei continuatori del verbo HABĒRE (quando non svolge la funzione di ausiliare ma quella di possedere).[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Via Paradiso di Teofilo Patini (Pinacoteca Patiniana)

Media[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro è sede del quotidiano online TeleAesse.it. In passato, la città è stata sede di due televisioni private: Rete Sangro TV e TeleAesse, quest' ultima non più attiva dal 2012. Esisteva anche Radio Antenna Sangro, un'emittente radiofonica privata oggi non più in funzione.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Estate Organistica (17-22 agosto), viene organizzata una serie di concerti. Il più importante di questi si tiene ogni anno all'interno della Basilica di Santa Maria Assunta;
  • Aufidena Musica, spettacoli musicali e teatrali;
  • Festa patronale di San Rufo (27 agosto);
  • Made in Italy Film Festival (ottobre-novembre), festival del cinema italiano d'autore.

La Matunata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Maitunata.

Una tradizione castellana ormai caduta in disuso è quella della Matunata: il giorno di Capodanno, i giovani castellani giravano casa per casa cantando una canzone, detta la Matunata, con la quale chiedevano delle offerte.

Persone legate a Castel di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Contrade[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro può essere diviso in otto contrade:

Civita[modifica | modifica wikitesto]

È la parte più alta e antica della città.

Stazione

È il quartiere della stazione ferroviaria. Vi si trova l'ospedale.

Colle

Quartiere residenziale di recente fondazione.

Codacchiola

La Cudacchiola, quartiere posto a valle rispetto a quello della Civita.

Ara

Vi si trova lo stadio.

Piazza

La piazza prospiciente il Comune.

Ponte Nuovo

Il quartiere dove sono ubicate gran parte delle scuole secondarie di secondo grado della città.

Santa Lucia

Area agricola attraversata dal fiume Zittola.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Roccacinquemiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge su un colle a 5 km dall'abitato di Castel di Sangro. È posta a 1.121 m. s.l.m. e conta 335 abitanti.

Torre di Feudozzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre di Feudozzo.

È una località situata all'estremo sud del territorio comunale, in prossimità del confine con la regione Molise. Ospita il Centro per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato dove sono allevate rare razze bovine ed equine.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il Pontone è una località situata nella parte settentrionale del territorio comunale.

Località Sant'Angelo, è una zona residenziale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività tipiche è possibile annoverare quella della tessitura. A Castel di Sangro vengono prodotti tappeti e arazzi di pregio, arricchiti con figure geometriche.[5]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Via XX Settembre in una giornata nevosa

Per via della sua posizione, Castel di Sangro è definito la "porta d'Abruzzo".

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade sono:

Autobus[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro è collegato mediante una rete di trasporto pubblico con Roma, Napoli, Pescara, il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e Avezzano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione FS di Castel di Sangro

La stazione di Castel di Sangro era connessa con due linee ferroviarie oggi non più in funzione:

  • Sangritana (Castel di Sangro - Lanciano), gestita dalla società omonima, ebbe importanza strategica durante la Seconda guerra mondiale. Successivamente, in seguito sia al processo di spopolamento della valle del Sangro che alla apertura della superstrada Fondovalle Sangro, venne chiusa al traffico ferroviario. Fino alla metà del XX secolo la Sangritana era armata con binari a scartamento ridotto. Nel 2011 è stato avviato il processo di smantellamento dei binari e dei tralicci.
  • Ferrovia Sulmona-Isernia, gestita da RFI, dal 2011 non è più in funzione per gli stessi motivi che hanno portato alla chiusura della Sangritana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Roberto Fiocca Centro-destra Sindaco
14 giugno 2004 31 maggio 2015 Umberto Murolo Il Popolo della Libertà Sindaco
1 giugno 2015 in carica Angelo Caruso Centro-destra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Canada Kentville, dal 2017

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Teofilo Patini.

A Castel di Sangro ha sede la società di calcio Associazione Sportiva Dilettantistica Castel di Sangro che ha disputato anche la serie B dal 1996 al 1998.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

A Castel di Sangro si trovano lo stadio di calcio intitolato a Teofilo Patini, un palazzetto dello sport e diversi campi da tennis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Davide Boccia, Fonetica del dialetto di Castel di Sangro (AQ), in Academia.edu.. URL consultato il 21 giugno 2017.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 16.
  6. ^ Apre l'ultimo tratto di superstrada Molise raggiungibile in 15 minuti - Cronaca - il Centro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Balzano Vincenzo, La storia di Castel di Sangro raccontata a scuola, Bologna 1889, Tip. Mareggiani.
  • Balzano Vincenzo, Dove fu Aufidena, Castel di Sangro 1899, Tip. Oriente Putaturo.
  • Balzano Vincenzo, Bassorilievi medievali in Castel di Sangro, Castel di Sangro 1901, Tip. Oriente Putaturo.
  • Balzano Vincenzo, Avanzi della città pelasgica-osca-sannitica in Castel di Sangro, Aquila 1907, Santini Editore.
  • Balzano Vincenzo, Aufidena Caracenorum, ai confini settentrionali del Sannio: memorie storiche intorno all'antichita di Castel di Sangro, Roma 1923, Arti graf. e fotomeccaniche P. Sansaini.
  • Balzano Vincenzo, La diocesi di Aufidena, Casalbordino 1933, Tip. Nicola De Arcangelis.
  • Balzano Vincenzo, Documenti per la storia di Castel di Sangro, III voll., Città di Castello-Roma-Aquila 1915-1935, Ed. Lapi -Tip. delle Mantellate - Ed. Vecchioni.
  • Balzano Vincenzo, La vita di un Comune del reame: Castel di Sangro, Castel di Sangro 1985, Lighea.
  • Fiocca Lorenzo, Aufidena oggi Castel di Sangro, Roma 1899, Tip. Vincenzo Spada.
  • Marzano Tommaso, La ceniscia, piccolo dizionario castelsangrino, Isernia 2014, Grafica Isernina.
  • Salmon Edward Togo, Il Sannio e i Sanniti, Torino 1985, Einaudi.
  • Sansonetti Adelchi, Savastano Cosimo, La Basilica di Castel di Sangro : a trecento anni dalla posa della prima pietra, Castel di Sangro 1995.
  • Savastano Cosimo, Amore amore e parleme d’ amore, Pescara 1966, Attraverso l'Abruzzo.
  • Savastano Cosimo, Dente a na scionna, Pescara 1967, Attraverso l'Abruzzo.
  • Savastano Cosimo, L' arte di Teofilo Patini, Sulmona 1971, Rotary Club.
  • Savastano Cosimo, Nu parlà zettenne: poesie nell’ antica lingua di Castel di Sangro, L'Aquila-Roma 1982, Japadre.
  • Savastano Cosimo, Teofilo Patini e la sua gente, L'Aquila 1982, Japadre.
  • Savastano Cosimo, Uomini e territorio : fra l'Altosangro e l'altopiano delle Cinquemiglia : la comunità montana dell'Altosangro e dell'altopiano delle Cinquemiglia, Sant’ Atto di Teramo 1993, Edizioni grafiche italiane.
  • Savastano Cosimo, Chi chiu: poesie nell’ antica lingua di Castel di Sangro, Sant’ Atto di Teramo 1994, Edigrafital.
  • Savastano Cosimo, Due chiese e un borgo: la parrocchia di San Giovanni Battista a Castel di Sangro, Sant’ Atto di Teramo 1995, Edigrafital.
  • Savastano Cosimo, Jummelle de parole: poesie nell’ antica lingua di Castel di Sangro, Sant’ Atto di Teramo 2000, Edigrafital.
  • Savastano Cosimo, La Pinacoteca civica T. Patini in Castel di Sangro, Castel di Sangro 2007.
  • Savastano Cosimo, Patrioti dell'Alto Sangro, Castelli 2014, Verdone Editore.
  • Teti Alessandro, Castel di Sangro, 13 maggio 1815. Una battaglia dimenticata, Trento 2015, Edizioni del Faro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Roccacinquemiglia[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

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