Raiano

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Raiano
comune
Raiano – Stemma Raiano – Bandiera
Raiano – Veduta
Veduta della piazza principale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Marco Moca[1] (Lista Civica Raiano in Comune) dal 30-3-2010 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°06′12″N 13°48′56″E / 42.103333°N 13.815556°E42.103333; 13.815556 (Raiano)Coordinate: 42°06′12″N 13°48′56″E / 42.103333°N 13.815556°E42.103333; 13.815556 (Raiano)
Altitudine 390 m s.l.m.
Superficie 28,99 km²
Abitanti 3 000[2] (31-12-2010)
Densità 103,48 ab./km²
Comuni confinanti Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Corfinio, Goriano Sicoli, Molina Aterno, Pratola Peligna, Prezza, Vittorito
Altre informazioni
Cod. postale 67027
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066077
Cod. catastale H166
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti raianesi
Patrono san Venanzio
Giorno festivo 18 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Raiano
Raiano
Raiano – Mappa
Posizione del comune di Raiano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Raiano è un comune italiano di 2.969 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Sorge a 390 m s.l.m. nella parte occidentale della Valle Peligna, al km 170 della Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria, sul tracciato dell'antico tratturo Celano-Foggia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Aterno, che nelle Gole di San Venanzio concentra tutta la sua forza impetuosa e demolitrice e si calma all'uscita della valle, trovando la condizione di equilibrio nel deposito alluvionale da esso stesso provocato e su cui è sorto il paese, è all'origine del nome "Raiano"; da accadico raḫû, "riversarsi, depositarsi", con la terminazione dei nomi di luogo e dei luoghi affacciati ai fiumi: da accadico enum, semitico ain, "fiume, sorgente"; Ra-ḫi-um, in antico accadico è nome di fiume.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza principale e municipio
Chiesa della Madonna delle Grazie
Veduta di Raiano dalla sua valle

Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis historia, ci offrì una famosa tripartizione delle genti peligne e dei loro territori: "Paelignorum Corfinienses, Superequani et Sulmonenses".

Per la sua collocazione geografica, alla destra della valle scavata dal fiume Aterno, Raiano ricade nel territorio dei Corfinienses a soli 3 km dai resti dell'antica città italica di Corfinium. Sulla collina del Castellone, sorse nel medioevo la Villa Ragiani o CASTRUM RADIANI, la cui prima notizia certa risale nell'anno 872 d.C. Questo primo nucleo abitato, che nel X secolo ospitò per breve tempo gli imperatori Ottone I ed Ottone III, seguì per tutto il medioevo le vicende feudali del circostante territorio e del Regno Meridionale (soggetto alle successive monarchie Normanna, Sveva, Angioina, Aragonese), rivestendo però notevole importanza a causa della sua posizione strategica e di presidio nord occidentale della Valle Peligna lungo il tracciato del vecchio Tratturo Celano-Foggia e l'antica via Tiburtina Valeria.

Il vecchio centro fu abbandonato nella seconda metà del XV secolo in seguito ad eventi tellurici (ad uno di questi forti terremoti è legata la formazione del lago detto "Quaglia"); i suoi abitanti tornarono ad insediarsi più a valle, su una modesta altura ai margini della via Consolare nel punto in cui da essa si separa il Tratturo: nasce così l'insediamento ancor oggi chiamato Raiano Vecchio ("Rajane Uiécchie", espressione attestata in documenti del 1731), coincidente con l'attuale quartiere S. Antonio, dal nome dell'antica chiesa ivi esistente dedicata a sant'Antonio abate, compatrono di Raiano.

Sui vicinati stretti ed irregolari (a causa delle gradinate esterne di ingresso alle case, cosiddette Bajitte) si affacciano alcuni palazzi nobiliari ascrivibili, nella loro forma attuale, a dopo il terremoto del 1706. La popolazione di questo borgo si aggirava nel 1532, secondo ricerche di Benedetto Croce, intorno a 800 abitanti, con una punta massima di 1600 abitanti nel 1648.

Benedetto Croce stesso era solito passare tempo a Raiano, ospite al palazzo Sagaria Rossi. Oltre a Croce, altri personaggi illustri visitavano la famiglia Sagaria Rossi: Cesare De Lollis, Antonio Anile e l'editore Giovanni Laterza. Quest'ultimo scrisse:"A Raiano ed al palazzo Rossi Sagaria è legata la storia degli “Scrittori italiani”".

L'espansione del paese sulla pianura circostante si svolse dapprima in prossimità del vecchio nucleo abitato, attorno a costruzioni preesistenti come l'attuale Torre dell'Orologio e la quattrocentesca chiesa di S. Maria (poi divenuta l'attuale Chiesa Parrocchiale S. Maria Maggiore), per poi seguire le direttrici della via Tiburtina e dell'antico Tratturo, ai margini dei quali sorsero nel '600 i due conventi dell'Ordine dei Francescani, il primo dei Padri Osservanti Minori detti Zoccolanti (odierna sede del municipio), il secondo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

Intorno a queste fondamentali vie di comunicazione e di commercio si svolge il successivo sviluppo urbano di Raiano, paese oggi non più arroccato e chiuso in sé stesso, ma aperto ai fermenti culturali più vivi della società contemporanea.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Eremo di San Venanzio
  • Eremo di San Venanzio: fu costruito nel XV secolo presso le gole omonime. Fu visitato dal filosofo Benedetto Croce, che vi lasciò alcune osservazioni. L'accesso alla chiesa principale è fornito da un ponte a loggia che sta sopra il fiume. La struttura esterna della chiesa è molto semplice, a capanna. L'interno rettangolare ha navata unica con volta a botte. Due altari laterali ospitano le statue di San Giovanni Battista e San Pietro Celestino. In un corridoio si va alla via delle celle degli eremiti, e alla scala Santa, scavata nella roccia.
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Fiume Aterno tra le gole di San Venanzio
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore: situata in Piazza U. Postiglione, fu costruita nel XV secolo, consacrata nel 1470 e ricostruita in forme barocche dopo il terremoto della Maiella del 1706. La facciata monumentale è suddivisa da paraste verticali e da cornicioni. Il campanile a torre è l'elemento medievale conservatosi. L'interno è a tre navate con volte piatte, tagliate da un transetto suddiviso a due cappelle. Il presbiterio termina a forma poligonale. Il primo altare della navata sinistra ha una statua di San Sebastiano, il secondo quella di San Rocco, il terzo il quadro della Sacra Famiglia di Domenico Mazzullo. Nel quarto altare c'è la pregevole statua settecentesca di San Venanzio.

Il fastoso altare è del 1797, con tela di Vincenzo Conti; il coro è intagliati intagliato in noce del maestro Bencivenga. Molti sono i reperti della chiesa antica distrutta dal terremoto prima della costruzione barocca, come la statua della Madonna col Bambino e la tela seicentesca di San Biagio.

  • Chiesa della Madonna delle Grazie: chiesetta del XII secolo, appena fuori il centro, con facciata quattrocentesca in stile rinascimentale. La chiesa ha pianta a croce greca, con apertura di bracci triangolari. Un'iscrizione interessante mostra l'avvento di un'eclissi solare del 9 aprile 1567.
  • Chiesa di Sant'Andrea - convento dei Padri Zoccolanti: fondato nel 1642, composto da 21 celle, una libreria e un ospedaletto. L'interno ha forma ad aula come l'eremo di Sant'Onofrio al Morrone di Sulmona, con due cappelle sul lato sinistro. Le colonne inquadrano la pala centrale di sant'Andrea, Santa Chiara e San Francesco sotto la Madonna degli Angeli. Altri quadri raffigurano Santa Barbara e Santa Apollonia. Il ciborio è a tempietto, intagliato in ebano e intarsiato di avorio. Presso il transetto delle nicchie sostengono la trabeazione della cupola a cipolla.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre dell'Orologio: è l'unico elemento superstite del vecchio castello del IX secolo. Oggi è annessa al palazzo comunale in stile neoclassico. La torre ha pianta cilindrica con base a scarpa. Su ambedue i fuochi estremi ha i due cerchi dell'orologio che corona la cresta. Sulla cima ci sono due campane per l'orario.
  • Palazzo Lepore: struttura settecentesca in stile rococò.
  • Palazzo Muzi: struttura neoclassica in piazza Postiglione.

Riserva naturale Gole di San Venanzio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio.

Attraversate dal fiume Aterno, le gole sono un corridoio ecologico tra il Parco Nazionale della Majella e il Parco regionale naturale del Sirente-Velino. Tra i luoghi d'interesse ci sono l'eremo di San Venanzio e la lapide di Umberto Postiglione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Raiano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Giuseppe Pipponzi Lista Civica Sindaco [5]
28 aprile 1997 15 febbraio 2004 Enio Mastrongioli Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [6][7][8]
16 febbraio 2004 13 giugno 2004 Panfilo Serafini Lista Civica di Centro-sinistra Prosindaco [9]
14 giugno 2004 29 marzo 2010 Enio Mastrangioli Lista Civica Sindaco [10]
30 marzo 2010 in carica Marco Moca Lista Civica Raiano in Comune Sindaco [1][11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Raiano 1968, che storicamente ha disputato importanti campionati regionali.

La società ebbe il periodo florido agli inizi degli anni '70. Il "sogno rosso-blu" fu possibile grazie all'eccezionale qualità di alcuni giocatori dell'epoca guidati dal Masoni, (Di Fabio, Rossi, Santucci e Tiberi).

La squadra si rese protagonista di grandi imprese calcistiche a livello regionale e non, dominando tutti campionati e facendo sognare la caldissima valle Peligna con l'Abruzzo stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Giovanni Semerano. Le Origini della Cultura Europea pp.273,520
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 48 del 27 febbraio 2004, Decreto presidente della Repubblica 16 febbraio 2004, gazzettaufficiale.biz.
  9. ^ Anagrafe degli Amministratori locali e regionali del Ministero dell'Interno, Scheda di Panfilo Serafini, amministratori.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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