Rocca di Botte

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Rocca di Botte
comune
Rocca di Botte – Stemma Rocca di Botte – Bandiera
Rocca di Botte – Veduta
La torre dell'orologio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoFernando Antonio Marzolini (lista civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate42°01′38″N 13°04′07″E / 42.027222°N 13.068611°E42.027222; 13.068611 (Rocca di Botte)Coordinate: 42°01′38″N 13°04′07″E / 42.027222°N 13.068611°E42.027222; 13.068611 (Rocca di Botte)
Altitudine750 m s.l.m.
Superficie31,1 km²
Abitanti846[1] (31-10-2017)
Densità27,2 ab./km²
Comuni confinantiArsoli (RM), Camerata Nuova (RM), Cappadocia, Cervara di Roma (RM), Oricola, Pereto
Altre informazioni
Cod. postale67066
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066080
Cod. catastaleH399
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiroccatani, roccabottani
Patronosan Pietro l'eremita
Giorno festivo30 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rocca di Botte
Rocca di Botte
Rocca di Botte – Mappa
Posizione del comune di Rocca di Botte all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Rocca di Botte è un comune italiano di 846 abitanti[1] della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Fa parte del club dei Borghi autentici d'Italia[2].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Rocca di Botte è un comune situato a 750 m s.l.m., posto tra l'Abruzzo e il Lazio, alle falde nord-occidentali dei monti Carseolani al confine con i monti Simbruini. Segna il confine della piana del Cavaliere con l'alta valle dell'Aniene. Il nucleo abitato è adagiato sul versante settentrionale del monte La Corte che corona di verde il borgo antico, mentre nella parte pianeggiante del suo territorio a 672 m s.l.m. si trova la zona residenziale di Casaletto[3], località attraversata dal corso del Fosso Fiojo.

Dista circa 50 chilometri da Avezzano[4], 63 dall'Aquila[4] e circa 70 dalla capitale[4].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La vecchia rocca edificata tra l'XI e il XII secolo è situata nella parte più alta del monte La Corte nei pressi della fonte a Monte e presentava una forma difensiva tipica di un castello-recinto. La forma della fortezza avrebbe dato origine al nome di Rocca di Botte[5][6]. L'ipotesi etimologica che il nome derivi dal principe tracio Bitty o De Butis è stata giudicata inverosimile. Mentre, stando ad alcuni documenti dell'XI secolo, il nome del paese deriverebbe dal serbatoio idrico, a forma di botte o bottino, presente sulle falde del monte San Fabrizio che veniva utilizzato per rifornire di acqua il nucleo abitato.

Durante l'epoca dell'incastellamento risulta in alcuni documenti il solo nome di "Rocca" o di "Butte", mentre nel XVII secolo, su alcuni documenti ecclesiastici appare con altri nomi: "Arx" o "Castro Arcis Vegetis", "Arx Samnitum", "Arx Fortium"[6]. In un catalogo angioino del XIII secolo è riportato il nome di "Rocca de Labucco"[2], mentre dal Basso Medioevo in poi il paese venne citato con i nomi di Rocca de Bucte, Rocca de Butta o Roccabotte[7][8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Se c'è una cosa che subito colpisce di Rocca di Botte
è che, nonostante la lontananza dalle grandi vie di comunicazione e, forse, la modestia dell'economia,
è stata per lunghi secoli un vero e proprio centro di attività artistiche »

(Ernesto Pomilio[9])
Belvedere di Rocca di Botte

L'ocres posto in altura su un'area rocciosa del monte San Fabrizio veniva identificato nel medioevo con il nome di Sancti Fabrizi[10].

Il paese risulta di origine antica, tuttavia le prime notizie certe risalgono solo al X secolo, molto probabilmente Rocca di Botte era già sede di un monastero basiliano o benedettino. Qui nell'XI secolo nacque e visse fino all'adolescenza san Pietro l'eremita, soprannominato "Cavaliere itinerante", che è il protettore del paese. Morto a Trevi nel Lazio, fu proclamato santo il primo ottobre 1215 dal vescovo di Anagni, Giovanni IV.

Dal 1173 il paese fu soggetto alla signoria di Ottone De Montanea, la cui famiglia governò fino al XIV secolo[11], successivamente passò sotto il controllo degli Orsini e dal 1496 divenne feudo della famiglia romana dei Colonna grazie alla donazione fatta a questa dinastia da parte di Federico I di Napoli seguendo le vicende delle baronie della Marsica, in particolare del ducato di Tagliacozzo.

Il paese subì la grave epidemia di peste nel 1656 che ne causò un brusco spopolamento[12].

Il 27 dicembre del 1907 Rocca di Botte conquistò ufficialmente l'autonomia amministrativa, grazie anche all'impegno del comitato civico[13]. Il paese, come tutti i centri della piana del Cavaliere, subì danni a seguito del terremoto di Avezzano del 1915 ma non esiti distruttivi paragonabili a quelli dell'area del Fucino e della valle Roveto[14].

Negli anni duemila il comune ha fatto registrare un boom demografico raddoppiando quasi il numero dei residenti rispetto agli anni settanta-novanta[15]. Il paese, situato a ridosso del Parco regionale dei monti Simbruini, è considerato una salubre località di villeggiatura[16].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro Apostolo
Chiesa di Santa Maria della Febbre

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Madonna dei Bisognosi.
Santuario della Madonna dei Bisognosi
Situato nel mezzo del confine tra Rocca di Botte e Pereto, sul monte Serra Secca. Venne eretto secondo la tradizione nell'anno 608. Internamente è ospitata la statua scolpita in legno di ulivo di Maria santissima con in grembo il bambino Gesù, proveniente da Siviglia[17]. In questo luogo papa Bonifacio IV si recò per consacrare la chiesa e per ringraziare la Madonna per la sua guarigione, donando il crocifisso processionale ancora esposto. Il santuario internamente è decorato da affreschi del tardo quattrocento raffiguranti scene del paradiso e dell'inferno relative al giudizio universale[18].
Chiesa di San Pietro Apostolo
Chiesa madre del paese, venne dichiarata agli inizi del Novecento monumento nazionale. Conserva due preziosi lavori in marmo del XII secolo, l'ambone e il tabernacolo[19][20]. Conserva due organi, quello antico già presente nel 1636 e quello nuovo attribuibile all'artista di Affile, Cesare Catarinozzi[21]. Una lunga fase di restauro, nei primi anni del XXI secolo, li ha riportati all'originario splendore[22].
Chiesa di San Pietro Eremita
Verosimilmente risalente al 1215, l'anno della canonizzazione, la chiesa è dedicata al sano patrono, San Pietro l'eremita, di sicuro appare citata in un catalogo angioino del 1273. Contigua alla casa natale del santo venne ricostruita nel 1777[23]. È situata nella parte più antica del borgo[24].
Chiesa di Santa Maria della Febbre
Risalente al XII-XIII secolo presenta due piani, uno superiore dedicato a santa Maria del Pianto e uno inferiore[25]. Il nome della chiesa sarebbe legato alle epidemie di peste dell'epoca, l'edificio venne infatti utilizzato anche come ospedale[26]. Conserva affreschi tardo quattrocenteschi raffiguranti la Pietà, il Cristo benedicente, san Giacomo e sant'Onofrio[27][28].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'orologio
Torre campanaria con orologio che domina il paese. Situata in piazza Umberto I è uno dei simboli del comune[29].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Stazione dei Carabinieri reali
Istituita con l'Unità d'Italia per contrastare il fenomeno del brigantaggio postuniano la sede dei Carabinieri reali di Rocca di Botte fu chiusa nel 1874, pochi anni dopo la presa di Roma. Il portale in pietra dell'ingresso principale è sovrastato da uno stemma, all'interno dell'ex caserma si trovano alcuni dipinti murali risalenti al XIX secolo[30].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana del Colle: antico fontanile situato dinanzi la sede municipale[31].
  • Arco del Portonaccio: probabile residuo di una tenuta della famiglia De Montanea, l'arco secentesco è situato nella parte bassa del paese in località Casaletto[32][33].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • A Colle San Vito i rinvenimenti di strutture murarie riferibili ad un edificio di culto con blocchi a fregi dorici, un rocchio e, soprattutto, i resti scheletrici di 4 individui (due adulti e due infanti), hanno fatto presupporre l'esistenza di monumenti funerari. Rinvenuta anche una ciotola in maiolica arcaica (databile tra il XIV ed il XV secolo). I successivi scavi e studi hanno fatto presupporre l'esistenza in zona di un castelliere[34].
  • Schegge silicee, frammenti di terracotta e preziosi ritrovamenti di ceramiche, marmi, mosaici, tombe "alla cappuccina", epigrafi, cippi, resti di capanne ed anche frammenti architettonici farebbero presupporre la presenza dell'uomo primitivo nella valle del Fiojo e nelle località di La Prata, Casaletto, Piè di Serra Secca, Fontana Vedeca e Roccabella[35].
  • Resti dell'antico castello-recinto edificato su uno sperone roccioso nei pressi della Fonte a Monte[36][37].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Cammino di San Pietro eremita
Itinerario storico e naturalistico che ripercorre la peregrinazione di san Pietro l'eremita tra i luoghi della piana del Cavaliere, il sublacense e l'alta valle dell'Aniene, fino a Trevi nel Lazio, nel frusinate, dove il santo morì ed è sepolto[38].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[39]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Casa natale di san Pietro l'eremita
  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate.
  • 13-14 giugno: festa di sant'Antonio da Padova e Sacro Cuore.
  • 31 agosto: festa di Maria Ss. delle Grazie[40].
  • fine agosto-prima domenica di settembre: ogni anno si rinnova il rito della comparanza o del comparatico in San Pietro tra i comuni di Rocca di Botte e Trevi nel Lazio. Le celebrazioni religiose in onore di san Pietro l'eremita coinvolgono le due comunità. Ogni anno gli abitanti di Rocca di Botte si recano a Trevi nel Lazio e, nella prima domenica di settembre, in occasione dell'ottavario, ovvero otto giorni dopo, contraccambiano la visita ospitando il sindaco e gli abitanti del paese gemellato[41][42][43].
  • prima domenica di settembre: durante il comparatico si celebra il rito della Panarda con l'offerta del pane di san Pietro, un pane benedetto cotto nell'antico forno della casa natale di san Pietro l'eremita[44].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Rocca di Botte è collegata a Roma e all'Aquila tramite il casello di Carsoli-Oricola dell'Autostrada A24 ed a Pescara ed Avezzano percorrendo l'Autostrada A25 in direzione Roma. La strada provinciale III collega il paese a Pereto e agli altri centri della piana del Cavaliere.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Rocca di Botte dal 1985 ad oggi[13][45].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1956 1964 Giovanni Marzolini Sindaco
1964 1969 Americo Marzolini Sindaco
1970 1975 Giovanni Marzolini Sindaco
1975 1980 Fernando Marzolini Sindaco
1980 2004 Luigi Bonanni Sindaco
12 giugno 2004 31 maggio 2015 Renato Pietroletti Lista civica Sindaco
1º giugno 2015 in carica Fernando Antonio Marzolini Lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nuoto[modifica | modifica wikitesto]

Presso la località residenziale del Casaletto, in via Bonifacio Graziani, c'è la piscina semi-olimpionica dotata anche di piscina per bambini e vasca idromassaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2017 (dati provvisori) - Rocca di Botte
  2. ^ a b Rocca di Botte (Abruzzo), Borghi Autentici d'Italia. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  3. ^ Dati su Casaletto, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  4. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  5. ^ Grossi, 2002, p. 156.
  6. ^ a b Dante Zinanni, L'ambiente naturalistico, il sito e il nome, Terre Marsicane. URL consultato il 3 dicembre 2016.
  7. ^ Di Pietro, 1869, pp. 311-320.
  8. ^ Bolla di Papa Clemente III, Pereto.Info. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  9. ^ Cenni artistici, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  10. ^ Grossi, 2002, p. 147.
  11. ^ Zinanni, 1988, p. 212.
  12. ^ Storia di Rocca di Botte, Comune di Rocca di Botte. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  13. ^ a b Dante Zinanni, Nel secolo XX, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  14. ^ 1915-2015 Terremoto nella marsica; il Carseolano senza danni – Solidarietà, Confine Live. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  15. ^ Censimenti popolazione Rocca di Botte 1861-2011, TuttItalia. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  16. ^ Del Gusto, 1988, p. 70.
  17. ^ Santuario della Madonna dei Bisognosi, Diocesi di Avezzano. URL consultato il 4 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2016).
  18. ^ Affreschi. Chiesa della Madonna dei Bisognosi, Regione Abruzzo. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  19. ^ Alfred Steinitzer, Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo, 1911. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  20. ^ Chiesa di San Pietro Apostolo, BeWeB. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  21. ^ Melchiorre, Del Gusto, 1990, p. 161.
  22. ^ Gianluca Tarquinio, I restauri degli organi antichi della Marsica e i nuovi documenti per l'organo di Ortona, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  23. ^ Michela Ramadori, La chiesa di San Pietro Eremita a Rocca di Botte, Academia.edu, agosto 2014. URL consultato il 21 aprile 2017.
  24. ^ Chiesa di San Pietro Eremita, BeWeB. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  25. ^ Chiesa Madonna della Febbre sec. XII, Pro Loco di Rocca di Botte. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  26. ^ Melchiorre, Del Gusto, 1990, p. 160
  27. ^ Nardecchia, 2001, pp. 142-144.
  28. ^ Chiesa della Madonna della Febbre, BeWeB. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  29. ^ Piazza Umberto I, ItaliaVirtualTour. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  30. ^ Ivan Cicchetti (a cura di), Historia – Rocca di Botte; 1861 Carabinieri Reali, Confine Live. URL consultato il 24 febbraio 2018.
  31. ^ Zinanni, 1988, p. 229.
  32. ^ Zinanni, 1988, p. 218.
  33. ^ Ivan Cicchetti, Rocca di Botte, San Pietro Eremita…, Cavaliere News, 20 agosto 2016. URL consultato il 24 febbraio 2018.
  34. ^ Rocca di Botte (AQ). Area sacra di Colle San Vito, MiBACT. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  35. ^ Dante Zinanni, Dalla protostoria alla storia. L'età romana, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  36. ^ I comuni nella provincia di L'Aquila (PDF), Provincia dell'Aquila, 1999, p. 346. URL consultato il 3 novembre 2016.
  37. ^ Rocca di Botte - Carsoli, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2016).
  38. ^ Enzo D'Urbano, Nasce il cammino di San Pietro eremita, La Valle del Cavaliere, 5 settembre 2017. URL consultato l'8 marzo 2018.
  39. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  40. ^ Feste, fiere e sagre a Rocca di Botte, Terre Marsicane. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  41. ^ Rocca di Botte e Trevi nel Lazio per gli 800 anni della canonizzazione di san Pietro Eremita, Confine Live. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  42. ^ Angelo Bernardini, Gli uomini illustri di Rocca di Botte e Carsoli, Il Foglio di Lumen, dicembre 2009, p. 39. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  43. ^ Mauro Marzolini e Franco Ricci, San Pietro Eremita. Sulle orme del Santo da Rocca di Botte a Trevi nel Lazio una storia di devozione e di fede (PDF), associazioneadop.it. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  44. ^ Francesca Marzolini, San Pietro Eremita, Cammino San Pietro Eremita. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  45. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 4 ottobre 2016.
  46. ^ San Pietro Eremita, gemellaggio tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio, Confine Live. URL consultato il 4 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Del Gusto, Marsica: Viaggio nel tempo, Avezzano, Paolini Nobile, 1988, SBN IT\ICCU\PBE\0039777.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazioni delle popolazioni attuali della diocesi dei Marsi, Avezzano, Tipografia marsicana, 1869, SBN IT\ICCU\SBL\0110716.
  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\1890083.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica: viaggio storico turistico attraverso i Comuni della Marsica, Ortucchio, Centro Spaziale del Fucino Piero Fanti, 1990, SBN IT\ICCU\AQ1\0061048.
  • Paola Nardecchia, Pittori di frontiera: l'affresco quattro-cinquecentesco tra Lazio e Abruzzo, Pietrasecca, Associazione culturale Lumen, 2001, SBN IT\ICCU\BVE\0235769.
  • Dante Zinanni, Pietro eremita. L'uomo della speranza. Da Rocca di Botte a Trevi, Casamari, Tipografia dell'Abbazia, 1988, SBN IT\ICCU\RML\0082240.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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