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Arsoli

Coordinate: 42°02′25.66″N 13°01′04.12″E
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Arsoli
comune
Arsoli – Stemma
Arsoli – Bandiera
Arsoli – Veduta
Arsoli – Veduta
Il castello Massimo
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Amministrazione
SindacoGabriele Caucci (lista civica Impegno e Trasparenza) dal 26-5-2014 (3º mandato dal 9-6-2024)
Data di istituzione28 giugno 997
Territorio
Coordinate42°02′25.66″N 13°01′04.12″E
Altitudine666 m s.l.m.
Superficie12,2 km²
Abitanti1 345[1] (28-2-2026)
Densità110,25 ab./km²
Comuni confinantiCervara di Roma, Marano Equo, Oricola (AQ), Riofreddo, Rocca di Botte (AQ), Roviano
Altre informazioni
Cod. postale00023
Prefisso0774
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058010
Cod. catastaleA446
TargaRoma o RM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 199 GG[3]
Nome abitantiarsolani
Patronosan Bartolomeo apostolo e Madonna di Guadalupe
Giorno festivo24 agosto e ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arsoli
Arsoli
Arsoli – Mappa
Arsoli – Mappa
Posizione del comune di Arsoli nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Arsoli (IPA: /ˈarsoli/ Àrsoli, Àrzuli in dialetto arsolano[4]) è un comune italiano di 1 345 abitanti[1] della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Geografia fisica

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Arsoli sorge a poca distanza dal confine geografico del Lazio con l'Abruzzo marsicano; il territorio comunale è circondato dalla catena dei monti Simbruini.

Castello Massimo

Appartenente già dal IX secolo ai monaci del monastero di Subiaco, come confermato da una bolla di Papa Gregorio IV dell'864[5], che edificarono un monastero, trasformato successivamente in castello, quando nel secolo XIII la signoria di Arsoli passò alla famiglia Passamonti, che forse a loro volta la ebbero per diritto di conquista, e la mantennero sino al 1536, eccetto il periodo dal 1495 al 1502 nel quale fu tenuta, per forza d'armi, dai Colonna. Durante l'ultima fase del dominio dei Passamonti, la stessa casata era stata colpita da un grave dissesto finanziario, oltre al fatto che la peste dei lanzichenecchi aveva quasi completamente spopolato il borgo e che la famiglia aveva perso Amico Passamonti, signore di Arsoli, trucidato da Marzio Colonna. Queste ragioni indussero la famiglia Passamonti a vendere nel 1536 il castello di Arsoli agli Zambeccari, mediante strumento notarile del 21 settembre[senza fonte].

La cittadina di Arsoli si trovava allora in tristissime condizioni dal momento che oltre alla mancanza di popolazione le case erano in rovina ed i terreni agricoli erano incolti o pantanosi, con pochissime attività ancora attive. A questa situazione disperata ed al sostanziale disinteresse manifestato dagli Zambeccari per il borgo, si aggiunse la guerra della Campagna Romana che infuriò sotto Paolo IV dal 1557, dal momento inoltre che il borgo era posto a breve distanza da Oricola, piazzaforte di tedeschi e spagnoli[senza fonte].

Dopo poco tempo, San Filippo Neri, che era confessore, direttore spirituale e consigliere per quelle materiali del principe Fabrizio Massimo, gli consigliò l'acquisto di Arsoli ed il contratto con Flaminio Zambeccari venne siglato il 30 ottobre 1574 per gli atti del notaio Prospero Campano[senza fonte].

Sotto i Massimi il borgo iniziò a risplendere nuovamente dal momento che Fabrizio si occupò del rifacimento della chiesa e della riordinazione dei benefici ecclesiastici, probabilmente su impulso dello stesso Neri. Si occupò inoltre come feudatario di emanare dei decreti per la corretta amministrazione della giustizia e fece costruire un acquedotto nuovo per rifornire di acqua il borgo e la rocca presente in loco[senza fonte].

Durante la seconda guerra mondiale il paese fu occupato dai nazisti e trasformato in città ospedaliera[6].

Lo stemma e il gonfalone del comune di Arsoli è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 13 novembre 2002.[7]

«D'azzurro, alla fenice d'oro, sulla sua immortalità, essa fenice fissante l'ombra di sole d'oro, posta nel cantone destro del capo. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'azzurro, il motto in lettere maiuscole d'oro post fata resurgo. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa del SS. Salvatore (XVI secolo)
  • Chiesa di San Lorenzo (XV secolo)
  • Chiesa di San Bartolomeo (XIII secolo)
  • Chiesa di San Rocco (XVI secolo)
  • Chiesa della SS. Trinità, si trova nella località Stazione. È stata edificata nel 1956 da un vecchio edificio fatiscente divenendo un punto di riferimento per tutta la comunità. Nella chiesetta, dalla semplice pianta rettangolare spicca, sopra l’altare, la raffigurazione della SS. Trinità dipinta dalla stessa Paolina Morani. Da notare come le “Tre Persone” impartiscano la benedizione con la tipica simbologia delle chiese bizantine e cioè usando le tre dita per rappresentare i tre elementi della Trinità che si riuniscono in Dio. Il soffitto della chiesa raffigura una volta stellata, ispirata dalla decorazione della navata della basilica di S. Francesco ad Assisi. La tradizione orale del posto vuole anche che le stelle rappresentino gli abitanti della Stazione che collaborarono alla edificazione della chiesetta. Nell’estate 2021 la chiesa ha avuto un importante intervento di restauro guidato dal Parroco di Arsoli Don Dario. In particolare l’operazione ha riguardato il cielo stellato e ha visto l’inserimento di alcune opere artistiche come le sei nuove vetrate in piombo realizzate da Filomena Zarroli, degli Artisti della Valle del Cavaliere, e una Via Crucis con le Stazioni dipinte da Mauro Alfani.

Architetture militari

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  • Castello Massimo (X secolo)
Le nuove vetrate artistiche e la Via Crucis

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere

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Il recente restauro della chiesa

Secondo i dati ISTAT[9] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 180 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Palazzo Massimo è stato utilizzato come set della miniserie televisiva La baronessa di Carini.

Il Castello Massimo è stato il set principale del film La morte negli occhi del gatto (1973) di Antonio Margheriti. Gli esterni del cimitero del film del 1994 Dellamorte Dellamore di Michele Soavi sono stati girati nel camposanto di Arsoli.

Teatro La Fenice, che si trova all'interno del palazzo del Comune, che dal 1999 ospita una rassegna di spettacolo dal vivo con particolare attenzione al teatro per l'infanzia. Dal 2015 il teatro è diventato Residenza artistica nazionale riconosciuta dal MiBACT e dalla Regione Lazio[senza fonte].

Infrastrutture e trasporti

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  • nel territorio comunale passa l'autostrada A24, che collega Roma a Teramo.
  • SP 39/b, la strada provinciale che collega Arsoli a Cervara di Roma.
  • SS 5 Tiburtina strada statale che collega Roma a Pescara

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Stefano Banini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco [14][15]
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Claudio Bruni Lista civica Sindaco [16]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Paolo Martino Lista civica Per Arsoli domani Sindaco [17]
26 maggio 2014 in carica Gabriele Caucci Lista civica Impegno e trasparenza Sindaco [18]

Altre informazioni amministrative

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Fa parte della Comunità montana dell'Aniene.

Fa parte dell'Unione MedAniene.

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 41, ISBN 88-11-30500-4.
  5. Antonio Nibby,Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Arsoli.
  6. Arsoli. Dal XIV al XX secolo, su tibursuperbum.it. URL consultato il 1º giugno 2025.
  7. Arsoli, decreto 2002-11-13 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato.
  8. Dati tratti da:
  9. Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 20 gennaio 2012 (archiviato il 25 gennaio 2012).
  10. Potrete rivivere le tradizioni e la storia di Arsoli con il progetto dell’Ecomuseo, su visitarsoli.it.
  11. Museo della civiltà contadina, su halleyweb.com.
  12. La stazione di Arsoli diventa museo multimediale interattivo, su confinelive.it.
  13. Il Museo Diffuso, su arsolicittamuseo.it.
  14. Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  15. Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 1999, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  16. Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 2004, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  17. Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno
  18. Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, Speciale elezioni europee e amministrative 2014, la Repubblica
  19. (BS) Gradovi prijatelji, su mostar.ba. URL consultato il 23 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2020).

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 236100049
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