Sant'Angelo Romano

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Sant'Angelo Romano
comune
Sant'Angelo Romano – Stemma Sant'Angelo Romano – Bandiera
Sant'Angelo Romano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitana Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Martina Domenici (lista civica) dal 23/05/2014
Territorio
Coordinate 42°02′N 12°43′E / 42.033333°N 12.716667°E42.033333; 12.716667 (Sant'Angelo Romano)Coordinate: 42°02′N 12°43′E / 42.033333°N 12.716667°E42.033333; 12.716667 (Sant'Angelo Romano)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 21,36 km²
Abitanti 5 016[1] (31-12-2014)
Densità 234,83 ab./km²
Frazioni Molino, Montardone, Osteria Nuova, Ponte delle Tavole, Selva
Comuni confinanti Fonte Nuova, Guidonia Montecelio, Mentana, Palombara Sabina
Altre informazioni
Cod. postale 00010
Prefisso 0774
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058098
Cod. catastale I284
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti santangelesi
Patrono San Michele Arcangelo e Santa Liberata
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Angelo Romano
Sant'Angelo Romano
Sant'Angelo Romano – Mappa
Posizione del comune di Sant'Angelo Romano nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Sant'Angelo Romano (fino al 1885 denominato Sant'Angelo in Capoccia[2]) è un comune italiano di 5.016[3] abitanti della provincia di Roma; sorge su una delle cime dei Monti Cornicolani (Monte Patulo). Dista 23,7 km dalla Capitale che lo fanno il comune più vicino al capoluogo laziale fra quelli non confinanti con esso[4]. Il comune si costituì autonomo nel 1874.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Angelo Romano sorge sul Monte Patulo (400 metri s.l.m.) e prese il nome attuale in onore di San Michele Arcangelo.

Nel territorio comunale nasce il Pratolungo, piccolo affluente dell'Aniene.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sant'Angelo Romano ha una temperatura media non molto diversa da quella di Roma Urbe. Le caratteristiche climatiche sono mediterranee, con una piovosità moderata nell'arco dell'anno e molto contenuta nei mesi estivi. Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio[6].

SANT'ANGELO ROMANO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,7 14,0 16,2 18,7 23,7 27,9 31,7 31,9 27,4 22,2 16,7 13,6 13,4 19,5 30,5 22,1 21,4
T. min. mediaC) 2,0 2,5 4,4 6,7 10,6 14,2 16,7 17,1 14,2 10,5 6,0 3,2 2,6 7,2 16,0 10,2 9,0
T. max. assolutaC) 19,9
(1971)
22,8
(1990)
27,8
(1991)
28,0
(2000)
32,2
(1994)
37,8
(1998)
39,6
(1998)
40,4
(1998)
37,8
(1987)
33,0
(1990)
26,7
(1971)
23,0
(1989)
23,0 32,2 40,4 37,8 40,4
T. min. assolutaC) −14,0
(1985)
−7,0
(1993)
−7,2
(1971)
−3,0
(1995)
2,6
(1982)
5,7
(1975)
9,6
(1978)
8,6
(1989)
5,2
(1977)
−0,1
(1978)
−6,0
(1973)
−6,7
(1973)
−14,0 −7,2 5,7 −6,0 −14,0
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 1 8 22 22 7 0 0 0 0 1 52 7 60
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 10 7 3 1 0 0 0 0 0 0 2 7 24 4 0 2 30
Precipitazioni (mm) 59,3 71,9 58,6 80,7 59,6 44,8 27,7 41,3 80,0 102,5 108,1 78,2 209,4 198,9 113,8 290,6 812,7
Giorni di pioggia 7 7 7 9 7 5 3 4 6 9 10 8 22 23 12 25 82
Giorni di nebbia 1 1 1 1 0 0 0 0 0 0 1 1 3 2 0 1 6
Umidità relativa media (%) 75 71 70 71 70 67 66 66 69 74 78 77 74,3 70,3 66,3 73,7 71,2

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1174 a.C. il paese risulta menzionato, chiamato all'epoca Medullia dagli antichi Romani che in seguito lo conquistarono.[7]. Sulla cima più alta sorgeva un'antica fortezza romana forse adibita anche a prigione. Con la caduta dell'impero romano divenne rifugio per molti abitanti delle ville romane vicine. Successivamente dalle ceneri della fortezza, nacque la rocca già nell'XI secolo circondata di cinta muraria. Essa prima appartenne ai Capocci e poi agli Orsini che ne fecero un castello fortificato. Nel 1594 il feudo venne acquistato dai Cesi, e fu in questo periodo che conobbe il suo periodo di massimo splendore. Nel 1612 Papa Paolo V ne fece un Principato con a capo Federico Cesi (1585-1630), fondatore nel 1603 della celebre Accademia dei Lincei, la più antica d'Italia con sede nella Capitale. Nel 1678 il castello con tutto il feudo venne ceduto ai Borghese sempre come principato.

Nel 1886 il paese assunse il nome attuale abolendo il precedente Sant'Angelo in Capoccia (dato in precedenza in onore della famiglia che aveva preso possesso del castello, i capocci) con Regio Decreto nº 3150 del 28 maggio 1885.

Nel 1989 il comune acquistò il castello e nel 1993 iniziarono i restauri e le ristrutturazioni per l'apertura al pubblico. I Santi patroni sono San Michele e Santa Liberata.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa parrocchiale di Santa Maria e San Biagio. Questa chiesa venne costruita a discapito della precedente chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria degli Angeli, con consacrazione il 19 giugno 1759, con successivi restauri (1863 e 1976). L'interno consta di altare maggiore e 5 cappelle laterali dedicate a San Giuseppe, San Francesco di Paola, Madonna di Pompei, Anime del Purgatorio e a Cristo Salvatore. Inoltre vi sono conservati un quadro della "Beata Vergine" del 1522 realizzato da Federico Barocci ed un trittico del XV secolo attribuito ad Antoniazzo Romano.
  • La chiesa di Santa Liberata. Questa chiesa è del XIV secolo, distante all'epoca della fondazione di trovava a circa 500 metri dell'abitato, ma in seguito inglobata dallo stesso. Fu restaurata nel 1695, e nel 1737 fu ampliata insieme all'annesso convento da Giovanni da Evora. All'interno vi è un coro ligneo del XVIII secolo e, al centro dell'altare maggiore un dipinto, tempera su tavola, di metà del XV secolo, raffigurante la santa titolare rivolta verso l'Eterno, opera di artista anonimo nell'ambito di Antoniazzo Romano. La chiesa sembra fosse stata consacrata da Bernardo da Chiaravalle (Viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Canonizzato nel 1174 da papa Alessandro III, fu dichiarato Dottore della Chiesa, da papa Pio VIII nel 1830. Nel 1953 papa Pio XII gli dedicò l'enciclica Doctor Mellifluus. Si dice fosse anche uno dei capi dell'ordine dei Cavalieri Templari).
  • La chiesa di San Michele. La tradizione locale la vuole consacrata da Papa Eugenio III. Secondo vari dati la chiesa originaria si trovava in un luogo non ben identificato ma distante. È certo però che il campanile venne inaugurato il 10 aprile del 1677 dal vescovo di Tivoli. Utilizzata per sepolture e riti funebri fino agli inizi del XX secolo, nel 1867 divenne dormitorio dei garibaldini. Venne restaurata nel 1935 e nel 1997. All'interno si trovano una tela ad olio e una statua dell'Arcangelo Michele.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello Orsini-Cesi

All'inizio il castello fu proprietà dei Capocci, quindi dal 1379 degli Orsini (i quali erano in perenne lotta con i Colonna, i Savelli di Palombara e gli Odescalchi) e, dalla fine del Cinquecento dei Cesi.

Nel 1660 il castello risulta essere proprietà dei Borghese; in questo periodo cominciò un inesorabile periodo di declino.

Nel XIX secolo il castello sopportò l'occupazione garibaldina per l'unità d'Italia e successivamente, durante la seconda guerra mondiale, delle truppe germaniche.

In seguito venne acquistato dal comune e restaurato. Dall'alto del borgo il castello Orsini-Cesi domina l'Agro Romano e la bassa Sabina. Dai suoi spalti merlati, lo sguardo arriva ai castelli romani, ai Monti Cornicolani, a Roma e fino al mare.

È anche palazzo comunale, delegato alla celebrazione di matrimoni di rito civile nella sala Cesi o sugli spalti panoramici.

Nel 1989 è stato acquistato dal Comune, che vi ha costituito un museo archeologico all'interno[8].

Il castello Orsini-Cesi accoglie il museo preistorico e protostorico del Territorio Tiberino-Cornicolano. Il castello e il museo sono visitabili nel weekend[9].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Porta Capocci Orsini

Chiamata così in onore di chi ne commissionò la costruzione. Nel XV secolo risulta essere la porta principale di Sant'Angelo Romano.

Questa porta constava di saracinesca di maglia di ferro rigida la quale veniva fatta scorrere nella nicchia, dello stesso materiale, dietro la porta. La porta, di cui rimangono però solo i cardini, era di legno.

Torre dell'Orologio

È stata fatta edificare sui resti di una più antica torre della cinta muraria; il meccanismo dell'orologio, installato probabilmente agli inizi del XIX secolo, è stato rinnovato negli anni trenta e successivamente nel 1990. La torre è stata restaurata negli anni 1999-2000.

Piazza Medullia

Pur nelle sue piccole dimensioni (non più di 100 m²), era fino agli inizi del XX secolo la piazza principale del paese. Vi si aprivano un'osteria, l'antico forno e alcune botteghe artigiane. Nell'ultimo decennio è stata completamente ripavimentata come gran parte del centro storico.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pozzo del Merro.

Nelle vicinanze si trova la voragine carsica indicata come Pozzo del Merlo nella cartografia ufficiale, ma il cui nome corretto è Pozzo del Merro, sita nella frazione Selva, all'interno dell'area protetta regionale a gestione provinciale Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, istituita con LR 22/97. Il Pozzo del Merro è il sinkhole (voragine carsica che ospita sul fondo un laghetto di appena 20 m di diametro) più profondo del mondo. All'inizio degli anni 2000, è stato raggiunto l'ipotetico fondale (grazie al contributo di un ROV dei vigili del fuoco), posto a circa 392 m. dalla sua superficie.

D'interesse è anche il Bosco di Grotta Cerqueta, sempre facente parte della RN Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco. Il Bosco di Grotta Cerqueta ha un'area di circa 30-35 ettari ed è sito su di un colle calcareo. Ospita 3 doline e una grotta carsica, la quale dà il nome al bosco.

Nel 1971 questo bosco è stato inserito nell'elenco dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale stilato dalla Società Botanica Italiana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Angelo Romano, al 31/12/2009, contava 4.542 abitanti e un numero di famiglie pari a 2.030, portando a 2,24 il numero medio di componenti per famiglia. La densità è cresciuta molto negli ultimi anni: dai 143,50 abitanti per chilometro quadro del 2001, quando il comune contava 3.078 abitanti, ai 211,75 ab./km² del 2009.

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le stime Istat aggiornate al 1º gennaio 2011, i cittadini stranieri residenti nel comune di Sant'Angelo Romano risultavano essere 867[11].

Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2003 264[12]
2004 369[13]
2005 407[14]
2006 446[15]
2007 590[16]
2008 659[17]
2009 770[18]
2010 867[19]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto originario di Sant'Angelo Romano (così come nei comuni della valle dell'Aniene) è il Dialetto sabino, anche se ormai, con il passare degli anni e con il sopravvento sempre più forte del Romanesco, tale dialetto sembra andare in via d'estinzione fra le nuove generazioni ed è utilizzato ormai soltanto dalla popolazione anziana.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ultima domenica di giugno: Sagra degli arrosticini (nella frazione di Osteria Nuova), dal 2009
  • Seconda domenica di luglio: Festival Internazionale del Folklore, dal 1992.
  • Terza domenica di luglio: Sagra dei fagioli con le cotiche, dal 2008.
  • Luglio-agosto: Estate santangelese.
  • 1ª domenica di agosto: Sagra dello Strengozzo (tipo di pasta fatta con uova e farina e condita con fagioli).
  • Ultima domenica di agosto: Sagra dei Cellitti al sugo di castrato, dal 2010.
  • Prima domenica di settembre: Sagra della Pizza Fritta (nel Rione Pineta), dal 1991.
  • Ultima domenica di maggio: Sagra delle cerase e festeggiamenti dei Santi padroni (San Michele e Santa Liberata).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Sant'Angelo Romano vi sono 5 frazioni: Osteria Nuova, Ponte delle Tavole, Selva, Molino e Montardone. Con i loro oltre 2400 abitanti, le frazioni di Sant'Angelo Romano rappresentano più del 50% della popolazione dell'intero comune: infatti Sant'Angelo Romano, negli ultimi decenni, ha conosciuto un notevole sviluppo nelle campagne sottostanti il paese.

Frazione Abitanti
1 Osteria Nuova 781
2 Ponte delle Tavole 496
3 Selva 484
4 Montardone 370
5 Molino 348
Totale Frazioni 2.479
Sant'Angelo Romano 2.437
Totale Comune 4.916
Ponte delle Tavole

La frazione di Ponte delle Tavole dista 5,79 chilometri dal comune di Sant'Angelo Romano, cui essa appartiene. Essa sorge a 68 metri sul livello del mare.

Osteria Nuova

Osteria Nuova è, dopo Molino, la frazione più vicina al comune: dista infatti da esso 2,17 chilometri. Sorge a un'altitudine di circa 151 metri sul livello del mare.

Montardone

La frazione di Montardone dista circa 3,91 chilometri dal comune di Sant'Angelo Romano, cui essa appartiene. Si trova a un'altitudine di 130 metri sul livello del mare.

Selva

La frazione di Selva è distante circa 3,98 chilometri dal comune di Sant'Angelo Romano. Sorge a un'altitudine pressappoco uguale a Osteria Nuova, ossia circa 150 metri s.l.m. La frazione è costituita da una zona esclusivamente residenziale con villette, immersa nel bosco; il nome deriva dal latino "silva", che significa appunto foresta. Al suo interno è situata l'affascinante cavità carsica del Merro, una delle più profonde al mondo (più di 392 metri di profondità), considerata dagli studiosi un monumento naturale.[20]

Molino

La frazione Molino è la più vicina al comune di Sant'Angelo Romano: si trova a soli 1,67 chilometri da esso. Sorge a 169 metri sul livello del mare.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

È uno dei comuni della provincia di Roma il cui territorio è compreso nell'area di produzione dell'Olio di Oliva Sabina (DOP).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La tratta Lunghezza - Guidonia è a binario singolo e, con una cadenza di un treno all'ora e i frequenti ritardi, non consente una valida alternativa all'utilizzo dell'auto privata. Era previsto entro il dicembre del 2014 il raddoppio dei binari in questo tratto e la costruzione della nuova stazione di Colle Fiorito con annessi 586 posti per auto e 36 stalli per le moto[21][22], situata circa 900 metri prima della vecchia stazione di Guidonia che sarà soppressa. Il raddoppio, dell'estesa complessiva di circa 10 km, è previsto in sostanziale affiancamento al binario esistente, a esclusione di un breve tratto in variante, funzionale alla realizzazione della nuova fermata di Bagni di Tivoli. La tratta, elettrificata, sarà dotata di distanziamento automatico dei treni e sistema di controllo marcia treno[23][24].

Stazione ferroviaria Montecelio - S. Angelo, attualmente stazione di Guidonia (1931)

Mobilità urbana ed extra urbana[modifica | modifica wikitesto]

La COTRAL, compagnia regionalizzata dei trasporti pubblici su gomma, assicura ben 19 corse extra-urbane giornaliere da Sant'Angelo a Roma Ponte Mammolo via Guidonia, ma anche delle corse Palombara Sabina-Sant'Angelo Romano passando per via Palombarese. Inoltre, la COTRAL fornisce corse dalla città di Tivoli via Guidonia passando per la Via Tiburtina Valeria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1872 Sant'Angelo in Capoccia cambiò denominazione in Sant'Angelo Romano.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247414319 · GND: (DE7515494-8
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