Vivaro Romano

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Vivaro Romano
comune
Vivaro Romano – Stemma Vivaro Romano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitana Città metropolitana di Roma Capitale - Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Beatrice Sforza (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 42°06′02″N 13°00′27″E / 42.100556°N 13.0075°E42.100556; 13.0075 (Vivaro Romano)Coordinate: 42°06′02″N 13°00′27″E / 42.100556°N 13.0075°E42.100556; 13.0075 (Vivaro Romano)
Altitudine 757 m s.l.m.
Superficie 12,54 km²
Abitanti 182[1] (31-12-2015)
Densità 14,51 ab./km²
Comuni confinanti Carsoli (AQ), Oricola (AQ), Orvinio (RI), Pozzaglia Sabina (RI), Turania (RI), Vallinfreda
Altre informazioni
Cod. postale 00020
Prefisso 0774
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058113
Cod. catastale M095
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti vivaresi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vivaro Romano
Vivaro Romano
Vivaro Romano – Mappa
Posizione del comune di Vivaro Romano nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Vivaro Romano (U Juaru in dialetto locale) è un comune italiano di 182 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trova il monte Croce, alto 1.080 m sul livello del mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona E, 2855 GG

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'attuale comune di Vivaro Romano fu abitato dagli equi a partire dal III secolo a.C. Fu poi assorbito dai romani: con la fondazione della vicina colonia latina di Carseoli, nel territorio di Vivaro fu insediato un allevamento di bestiame che sfruttava le abbondanti risorse idriche dell'area. Il toponomastico del paese deriva probabilmente proprio dal latino vivarium, che avrebbe indicato questo primitivo vivaio.

Vivaro seguì quindi le vicissitudini dell'impero romano; dopo le invasioni barbariche divenne parte del longobardo Ducato di Spoleto. Nei secoli X e XI appartenne all'importante Abbazia di Farfa; tale possedimento fu confermato dall'imperatore Enrico VI nel 1118.

Durante il feudalesimo sul paese si avvicendarono diverse signorie: dal XIV secolo spettò agli Orsini, che incominciarono la costruzione del castello nel 1440. A questi successero i Brancaleone, i Cenci, i Vitelli, i Ceuli. Da un documento del novembre 1525 risulta che il signore di Vivaro, Alimonte Brancaleoni, difese con successo il suo privilegio sul paese in una complicata controversia ereditaria contro i Cherubini e i Coppari. In seguito a tali eventi gli abitanti del borgo si costituirono in communitas o universitas, cercando di mantenere la loro indipendenza dai signori del castello. Nel 1609 il papa Paolo V Borghese acquistò il feudo a vantaggio del nipote Marco Antonio II.

Vivaro nel 1798 si schierò contro la Repubblica romana, una delle repubbliche sorelle filo-francesi, e insorse. Fu quindi attaccata dai francesi, ma la popolazione si asserragliò nel castello e condusse una fiera resistenza; alla fine però furono costretti a capitolare e la rocca fu distrutta (1799).

Durante il Risorgimento, Vivaro si schierò per l'Unità e accolse con tutti gli onori il passaggio di Garibaldi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa parrocchiale di San Biagio.
  • Il Santuario di Santa Maria Illuminata. Sorge sul Colle di Santa Maria, a 3 km dal paese. La fondazione è incerta, forse è da ricercare nel XIII secolo, dato che il santuario viene citato per la 1ª volta nel 1282 in una bolla di Urbano VI. L'edificazione di tale santuario è da ascrivere al culto della sacra immagine della Madonna conservato all'interno dell'edificio. Il nome di Illuminata fu aggiunto in seguito alla leggenda locale che narra che un fascio di luce portò al luogo dove si trovava l'immagine della Madonna che, ora, è nella chiesa. A ricordo di tale evento, nella notte tra il 4 agosto e il 5 agosto si tiene la processione con le fiaccole e le torce che dal Santuario di S. Maria, a tre chilometri da Vivaro, accompagna la Madonna in Paese. Le finestre lungo il tragitto vengono illuminate a festa e a giorno. Nel 1952 il santuario fu restaurato. Il restauro riportò alla luce il dipinto della Madonna Illuminata originario, il quale sostituì, dopo il ritrovamento, la copia che era stata creata a scopo cautelativo contro il furto che avvenne nel 1983.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • I ruderi del castello.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[3] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di otto persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 6 3,13%

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1872 Vivaro cambia denominazione in Vivaro Romano.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Provincia di Roma, Info, Provincia di Roma, 2005. URL consultato il 15-07-08.
  • Prometheo, Info, comuni-italiani.it, 2004/2008. URL consultato il 15-07-08.
  • digilander, Info, digilander, 10/10/2000. URL consultato il 15-07-08.
Controllo di autorità VIAF: (EN259199479
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