Vicovaro

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Vicovaro
comune
Vicovaro – Stemma Vicovaro – Bandiera
Vicovaro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
SindacoFiorenzo De Simone (Lista Civica - PD) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate42°01′04.15″N 12°53′48.88″E / 42.01782°N 12.89691°E42.01782; 12.89691 (Vicovaro)Coordinate: 42°01′04.15″N 12°53′48.88″E / 42.01782°N 12.89691°E42.01782; 12.89691 (Vicovaro)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie35,94 km²
Abitanti3 949[1] (30-4-2018)
Densità109,88 ab./km²
FrazioniSancosimato, Cerreto, Pratarelle
Comuni confinantiCastel Madama, Mandela, Roccagiovine, Sambuci, San Polo dei Cavalieri, Saracinesco, Tivoli
Altre informazioni
Cod. postale00029
Prefisso0774
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058112
Cod. catastaleL851
TargaRM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantivicovaresi
Patronosant'Antonio Abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vicovaro
Vicovaro
Vicovaro – Mappa
Posizione del comune di Vicovaro nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Vicovaro (Vicuàru in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 3 949 abitanti[1] della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Dista dalla capitale circa 45 km e si trova lungo il percorso della S.R. 5 Tiburtina.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vicovaro sorge a 300 metri di altezza sul livello del mare, sulle propaggini meridionali dei monti Lucretili. Il territorio comunale è attraversato anche dai monti Tiburtini. L'Aniene scorre nel territorio comunale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento umano all'interno dell'attuale comune di Vicovaro risale ad epoca preistorica: nei dintorni del paese furono rinvenuti, nel 1912, resti del Neolitico - Bronzo finale.

L'abitato moderno sorge nella località stessa dell'antica Varia. La sua posizione sulla grande arteria che metteva alla pianura di Roma, procurò a Varia ripetuti attacchi di Longobardi che nel 589 e nel 593 la saccheggiarono. Ma furono i Saraceni che nell'877 vi resero impossibile la permanenza degli abitanti. La vecchia località venne allora abbandonata e solo nel sec. XII, a invasioni finite, sulle rovine cadenti tornò a formarsi un modesto villaggio, cui troviamo dato il nome di Vico Varie onde Vicovaro. Nel 1191 Celestino III donò Vicovaro agli Orsini, conti di Tagliacozzo, che lo fortificarono e lo ampliarono, facendone il vero antemurale di Roma. Nel castello Valde forte di Vicovaro Alessandro VI ebbe nel 1494 un convegno con Alfonso II di Aragona che si vedeva minacciato dalle mire di Carlo VIII; nel 1503 Vicovaro resistette agli assalti del Valentino; ma venne preso nel 1556 dal duca d'Alba viceré di Napoli, alleato dei Colonna contro il papa, che lo recuperò nel 1577. Col 1672 cessò a Vicovaro il dominio degli Orsini e con esso ebbe termine l'importanza militare della località. Lelio Orsini vendette la terra a Paolo e Ferdinando Bolognetti che ne furono gli ultimi signori.

Antecedentemente il XVIII secolo il paese viene chiamato "Vicus Varronis", "Vicus Vari" o "Vicus Valerius".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro, occupato dalle truppe tedesche in ritirata, veniva sottoposto a violente razzie ed efferate rappresaglie che provocarono numerose vittime civili. La cittadinanza sopportava con coraggio e dignitosa fierezza le violenze naziste rendendosi protagonista di vari episodi di solidarietà e di resistenza all'oppressore.»
— Vicovaro (RM), 1943 - 1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cenci Bolognetti
  • il palazzo Cenci Bolognetti; ,Nel 1191 Papa Celestino III concede il feudo di Vicovaro ai nipoti Orsini, conti di Tagliacozzo. Grazie al loro dominio durato dal 1273 al 1464, l'antico insediamento di Vicus Variae divenne una roccaforte ghibellina. Intorno al 1600 gli Orsini, a causa dei numerosi debiti, furono costretti a vendere i loro feudi, ed anche Vicovaro fu messo all'asta. Venne acquistato nel 1692 da una nobile famiglia bolognese, da cui derivòil loro nome, Bolognetti. Dal 1693 al 1721 la famiglia Bolognetti trasforma il castello medioevale in residenza e centro di amministrazione agricola, secondo il progetto dell'architetto Sebastiano Cipriani. La nuova sistemazione prevedeva un ampliamento ed un riordino dei locali, connettendo il Palazzo con la nuova Chiesa di San Pietro Apostolo mediante una preziosa galleria affrescata con vedute e paesaggi, ad opera del pittore Salvatore Monosilio. Dell'antico castello resta un'ala nord con due torrioni cilindrici, la cordonata di accesso ed un delizioso portale gotico. Il pregio artistico del nuovo edificio sta nella facciata dalla linea austera, illuminata dal portale e dal finestrone centrale. Uno scalone d'onore conduce al corridoio che collega da un lato i saloni del vecchio castello e dall'altro conduce alle stanze degli ospiti ed a una scalinata che porta alle stanze superiori della servitù. Entrando nel palazzo, sulla parete del primo pianerottolo, il conte Ferdinando fece apporre una lapide, ancora oggi presente, con l'iscrizione 'Eccellentissimo Signor Conte Ferdinando Bolognetti, Principe di Vicovaro e Barone Romano'.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tempietto di San Giacomo
Chiesa di San Pietro
  • La chiesa di San Pietro, disegnata dall'architetto romano Girolamo Theodoli (1677-1766); la pianta della chiesa è a croce greca con dipinti su tela di Salvatore Monosilio, mentre all'esterno vi sono altri 2 dipinti sulle facciate, una sul lato sito di fronte al Palazzo Bolognetti ed un altro presso il lato della Cappella di San Giacomo.
  • La chiesa di San Sabino: costruita su resti di una palazzo in opus mixtum e pavimento in cocciopesto. Gli stipiti siti presso la porta d'accesso sono provenienti da una costruzione non ben identificata andata distrutta.
  • La chiesa di Sant'Antonio abate: questa chiesa è sita poco fuori il paese. È stata costruita a cavallo tra i secoli XV e XVI, ma rimaneggiata nei secc. seguenti. All'esterno vi è un portico con colonne romane, mentre all'interno è una statua in terracotta di sant'Antonio abate.
  • La chiesa di Santa Maria del Sepolcro: questa chiesa, invece, è sita sulla Via Valeria, presso la convergenza del Ronci e dell'Aniene, a qualche chilometro di distanza da Vicovaro. Fu già chiesa e convento dei Francescani del Terz'Ordine Regolare. Sull'altare maggiore vi erano degli affreschi e in una cappella un gruppo della Pietà costituito da statue in terracotta policroma, distrutto da vandali alcuni anni fa.
  • La chiesa di San Rocco; la chiesa è del Cinquecento, ma fu restaurata nel tardo XVII secolo, per poi raggiungere l'aspetto odierno nel secolo seguente
  • La chiesa di San Salvatore; questa chiesa è stata costruita su ruderi romani preesistenti. la cappella gotica oggi è dedicata a Loreto.
  • La chiesa di Santa Maria delle Grazie;
Convento di San Cosimato
  • Il convento di San Cosimato; nel VI secolo ospitò un monastero di proseliti. Il nome San Cosimato parrebbe essere una contrazione dei nomi: Santi Cosma e Damiano. Nel VI secolo fu distrutto dalle scorrerie dei barbari (tra i quali Totila, Autari e Agilulfo) e dei saraceni. Questi ultimi, secondo una leggenda furono battuti dalle milizie di Giovanni X nel 916. In seguito il tempio risorse come abbazia cluniacense nel X secolo sotto un certo Alberico, ma nel [1241] fu aggregato all'abbazia di San Sebastiano alle Catacombe per intercessione di Gregorio IX. Mediante la Riforma Innocenziana, nel 1656 l'abbazia fu interamente abbandonata per essere di nuovo occupata nel 1668 dai frati Francescani Riformati dei Ritiri o "Recolletati". La chiesa è stata restaurata di recente. La chiesa ospita nell'interno:
    • nella 1ª cappella: un parapetto di marmo del XII - XIII secolo.
    • nella 3ª cappella: un trittico di D. Monacelli del 1868.
    • nella 4ª cappella: degli affreschi di arte sacra del tardo XV secolo.
    • nella 5ª cappella (in stile gotico): altri affreschi, dello stesso periodo di quelli della cappella precedente.
    • sull'altare maggiore del Cipriani vi è un crocifisso ligneo.
    • nella cappella di Sant'Anna (restaurata nel 1628) un altare, delle tempere e un cenotafio.
    • nell'absidiola dell'altare vari affreschi, tra cui alcuni raffiguranti storie francescane e benedettine.

Mentre all'esterno ospita un'edicoletta con un dipinto raffigurante San Benedetto vestito da abate con un mano un libro con su scritto: BENEDICTUS QUI VENIT IN NOMINE DOMINI.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • il sepolcro di Caio Menio Basso; il sepolcro è sito al km 42,300 di Via Tiburtina-Valeria
  • Monumento Martiri delle Pratarelle monumento è stato eretto nel 1964 a perenne memoria delle vittime della strage avvenuta il 7 Giugno 1944 in località Pratarelle per mano dei nazisti. Le truppe alleate comandate dal sottotenente francese Louis Domissy erano alle porte, quando un'ultima guarnigione di truppe tedesche trucidarono 26 cittadini Vicovaresi, dopo aver ucciso altri 3 contadini appena due giorni prima (5 Giugno 1944) nei pressi di Villa Spada in contrada S.Vito. Tali atroci fatti furono preceduti dall'arresto, il 7 novembre 1943 a Vicovaro di 10 presunti anti-fascisti, tra cui Riccardo Di Giuseppe; dopo essere stati torturati presso il Palazzo Cenci-Bolognetti vennero trasferiti a Regina Coeli, dove furono trattenuti per molto tempo in attesa di giudizio. Riccardo Di Giuseppe, considerato un sovversivo per essersi rifiutato di fare atto di sottomissione al regime fascista, fu ripetutamente torturato presso via Tasso ed infine processato dalla corte militare tedesca che lo condannò a morte per fucilazione: morì a Forte Brevetta il 22 Novembre 1943. Il monumento riporta i nomi dei martiri delle Pratarelle, di Villa Spada e di Riccardo di Giuseppe. L'A.N.P.I sezione 'Riccardo Di Giuseppe e Franco Perozzi', insieme al Comune di Vicovaro, l'Associazione Martiri delle Pratarelle e l'Associazione per la Memoria e la Storia della Resistenza nella Valle dell'Aniene ogni anno ricordano le 30 vittime del massacro nazi-fascista attraverso la deposizione di fiori presso il monumento ai Martiri delle Pratarelle, ai Martiri di Villa Spada e a Riccardo di Giuseppe, una messa solenne in loro ricordo, e varie manifestazioni. In questo modo si contribuisce a non far dimenticare un pezzo tragico della storia del nostro paese, mantenendo viva nella mente della popolazione la grave perdita subita durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Dei secoli IV e V sono rimaste delle tombe nelle località presso il paese di "Colle Ambu", "Pratarelle", "Ronci", ecc.

Nei dintorni del paese vi sono gli acquedotti dell'"Acqua Claudia" e dell'"Acqua Marcia".

A Piazza San Sabino vi è un edificio in "opus coementicium" e "opus mixtum" a pianta rettangolare.

Eremi di San Benedetto

Grazie ad un recente restauro, gli Eremi di San Benedetto sono stati aperti al pubblico, dopo l'inaugurazione del 3 ottobre 2015.

Scendendo le scale scavate nella roccia, è possibile osservare la particolarità e la bellezza del complesso roccioso plasmato e modellato dall'azione carsica, creando un gioco di specchi e insenature, insolito e suggestivo.

Al termine della scalinata, sulla sinistra, si scorge una piccola grotta, destinata ad ossario e successivamente murata, ed una grotta più grande, trasformata in cappella rupestre e dedicata a San Michele Arcangelo.

L'entrata è caratterizzata dalla presenza di un portale a pietra modanata del XV secolo, proveniente dalla soprastante chiesa e qui di seguito riadattato.

Entrando è possibile osservare un vano scavato nella roccia con nicchia absidale e, nelle pareti laterali due grandi affreschi: a destra la rappresentazione del tentato avvelenamento di San Benedetto; a sinistra S. Francesco che tenta di convertire il Sultano; mentre al centro, nella nicchia absidale una Regina Angelorum in trono tra gli Arcangeli Raffaele e Gabriele.

Tutte le decorazioni e i dipinti sono opera del Rosati e risalgono alla fine del '600. In realtà il complesso rupestre è caratterizzato da un secondo gruppo di grotte non più comunicanti con questa prima area, dove è possibile visitare la cappella dedicata a San Benedetto, ritenuta la sua cella personale. Per accedervi è presente una seconda entrata, in corrispondenza del giardino posto sul retro del convento, ma l'incuria e l'azione del tempo non ne permettono la fruibilità.

Il vano della cappella di San Benedetto, sorretto da un pilone naturale, è in parte scavato nella roccia ed in parte chiuso in una muratura. Al suo interno vi sono due altari: uno più piccolo con una nicchietta a mezzaluna, l'altro realizzato nel 1683 dal Rosati con piccola edicola quadrata al cui interno sono rappresentati San Francesco e San Benedetto in adorazione.

Nella parte in muratura della cappella, un finestrone permetteva ai fedeli che non potevano accedere alla clausura, di vedere l'altare dalla strada, beneficiando dell'indulgenza.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[4] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 414 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Francia Saint-Chéron[senza fonte]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • l'A.S.D. Vicovaro 2003 milita in Promozione gir. B; (Un attaccamento particolare lega il popolo vicovarese alla propria compagine calcistica, spesso durante gli incontri casalinghi si possono trovare spalti completamente pieni e partite piene di colore e tifo)
  • l'A.S.D. Atletica Vicovaro 1981
  • A.S.D. Circolo Tennis Vicovaro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 700.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito Ufficiale: www.comunedivicovaro.it
  • Sito Turistico: www.vicovaroturismo.it


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