Vallepietra

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Vallepietra
comune
Vallepietra – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Territorio
Coordinate 41°56′00″N 13°14′00″E / 41.933333°N 13.233333°E41.933333; 13.233333 (Vallepietra)Coordinate: 41°56′00″N 13°14′00″E / 41.933333°N 13.233333°E41.933333; 13.233333 (Vallepietra)
Altitudine 825 m s.l.m.
Superficie 51,73 km²
Abitanti 308[1] (31-12-2010)
Densità 5,95 ab./km²
Comuni confinanti Camerata Nuova, Cappadocia (AQ), Filettino (FR), Jenne, Subiaco, Trevi nel Lazio (FR)
Altre informazioni
Cod. postale 00020
Prefisso 0774
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058108
Cod. catastale L611
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti vallepietrani
Patrono san Cristoforo
Giorno festivo 25 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Vallepietra
Posizione del comune di Vallepietra nella provincia di Roma
Posizione del comune di Vallepietra nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Vallepietra è un comune di 323 abitanti della provincia di Roma. Vallepietra è un borgo medievale situato nella provincia di Roma, in prossimità del confine con l'Abruzzo e ai limiti della provincia di Frosinone.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Sorge al centro dell'appennino ad un'altitudine di 824 metri sul livello del mare, arroccato su uno sperone del monte Faito. A meno di 100 metri dal fondo della valle del Simbrivio, è incorniciata dai Monti Simbruini con montagne alte fino a 2000 metri, come i monti Tarino, Tarinello, Autore e Tagliata.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Dall'arco montuoso della Valle sorgono sette torrenti che forniscono acqua a moltissimi comuni, tanto da essere il bacino di sorgenti d'acqua più esteso d'Europa. Il simbrivio sorge 1100 metri di altitudine circa, riceve affluenti da tutta la valle e affluisce all'Aniene, che a sua volta solca l'omonima valle, attraversando i comuni di Subiaco, Tivoli e Roma. Una volta la diga Acea navigabile a fondo valle raccoglieva le acque del torrente.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Dal fondo valle a 750 metri, interamente coltivato negli 11 secoli dell'esistenza del paese, si sale agli 800 metri, arricchiti dal verde dei fitti boschi di latifoglie e conifere, oltre i 1300 metri i fitti boschi lasciano il posto ai radi pascoli erbosi e alle rocce nude rivestite di muschi e licheni.

Negli ultimi anni le specie animali stanno nuovamente aumentando grazie allo spopolamento del paese, e all'abbandono delle attività agricole e pastorizie a causa della migrazione nelle città come Roma, e le città dell'agro pontino. Sono presenti mammiferi erbivori come la Marmotta montana ad alte quote, onnivori come il cinghiale e l'orso Marsicano e carnivori come il tasso a fondo valle e il lupo appenninico, sono presenti rapaci come il falco pellegrino, l'aquila reale (esemplari presenti solo nel comune di Vallepietra, ormai scomparsi dalle zone appenniniche) e la Quagliana dalla coda rossa.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Vallepietra dispone delle prime 4 cime più alte della provincia di Roma, e tra le più alte del Lazio, tra cui Monte Autore (1853), Monte Tarino (cima condivisa con Filettino FR) (1959), Monte Tarinello (1742), Colle della Tagliata (massiccio del Monte Autore) (1670) sede del santuario della santissima Trinità (1240). Le estreme propagini del centro abitato vanno da un'altitudine di 772 metri sino agli 880, tutti concentrati tra viuzze e piazzette, il Municipio, posto nella piazza principale (piazza Italia) è posto a 824 metri di altitudine (altitudine ufficiale del comune). Il paese è posto sul versante settentrionale del Monte Faito (1442), propagine settentrionale di Monte Tarino; il paese è esposto al versante meridionale del Monte Autore (Vallepietra), oltre il quale si trova la nota località sciistica appenninica di Monte Livata (1370) (Subiaco), verso occidente, e ad est, ben più in alto, i campi della Monna dell'orso (1700) (Vallepietra); il paese è esposto al versante occidentale del Monte Trinello (1742) (Vallepietra) e del colle della Tagliata (1670) (Vallepietra) oltre i quali si estende il Campo della Pietra (1400/ 1550), set del celebre film "Lo chiamavano Trinità". Tra il versante nord-orientale del monte Tarino e la vetta del monte Tarinello, si apre una conca a una quota di circa 1800 metri ricca di numerosissimi nevai; proprio a ridosso del versante nord-orientale del Tarino si trova il "pozzo della neve", un punto in cui la neve si conserva durante tutto l'arco dell'anno. I versanti delle montagne che fanno da pendici della valle del Simbrivio, sono costituiti da un dislivello che va dai 600 ai 1000 metri, sono estremamente ripidi e in alcuni punti quasi a strapiombo. Gli amanti della montagna non possono fare a meno di visitare tali luoghi, che specialmente in serene giornate si inverno offrono spazi incontaminati brulicanti di boschi e distese erbose, che coperti di neve e immobilizzati dal gelo offrono panorami nordici, tra i sentieri battuti, coperti di neve abbondante quasi quattro mesi l'anno, incorniciati dalle fronde ghiacciate degli alberi stanchi, carichi di neve, ci si imbatte in scenari suggestivi, incontrando animali selvaggi quali lupi, orsi e volpi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Essendo situato ad un'altitudine considerevole, e essendo accerchiato da montagne molto elevate (che comportano un irradiamento solare, nel periodo invernale non superiore alle tre ore giornaliere), il paese presenta un clima ben più freddo da quello di zone alla sua stessa latitudine come Roma.

La temperatura media minima nel mese più freddo (gennaio) è di -4 °C, mentre quella media massima non va oltre i 5 °C. Punte massime di freddo si possono verificare due o tre volte a inverno, in queste giornate la temperatura può scendere anche a -15 °C.

Come nella notte del 6 gennaio 1985 quando la temperatura scese sotto i -20 °C, oppure nelle prime ore mattutine di venerdì 17 dicembre 2010, quando la temperatura scese oltre i -15 °C. Le precipitazioni nevose sono molto comuni nei mesi freddi, citabili le nevicate del gennaio del 1985, le quali isolarono il paese privandolo di acqua, corrente elettrica, riscaldamenti e comunicazioni per più di 15 giorni, ala fine i viveri giunsero agli abitanti del paese attraverso rifornimenti aerei dell'esercito, e una nevicata del gennaio 2005 che portò oltre 150 cm di neve. Nel mese più caldo (luglio) la temperatura media massima è di 24 °C, mentre quella minima di 16 °C, durante picchi di calore la temperatura può superare i 30 °C.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il monumento più rilevante di Vallepietra è il Santuario della Santissima Trinità (diocesi di Anagni-Alatri), probabile insediamento rupestre neolitico, luogo di antico culto popolare collegato agli insediamenti benedettini di Subiaco, ancor oggi mèta di pellegrinaggi di intere comunità - spesso condotti a piedi.

La sua collocazione ne fa il punto di convergenza di antichi percorsi di transumanza che collegavano i territori e le comunità montane di una parte rilevante delle odierne province di Roma e Frosinone, il che spiega la sua perdurante popolarità nonostante l'apparente isolamento del sito.
Ancora oggi il santuario, che è parte di un eremo, è aperto solo dal 1º maggio al 31 ottobre.

Il centro del culto popolare è un affresco della Trinità (detta popolarmente "la Santissima") databile attorno al XII secolo, che, come gli altri del santuario e delle sue catacombe, denota forti connotazioni bizantine.
La festa della Santissima è mobile, cadendo la domenica dopo la Pentecoste, cioè circa 2 mesi (8 settimane) dopo Pasqua.

  • Chiesa di San Giovanni Evangelista ristrutturata nel 2010. L'edificio del XII secolo fu completamente rinnovato nel XVIII secolo con successivi restauri nel XIX, sopra il portale principale si può ammirare un affresco a lunetta che raffigura San Giovanni Evangelista.

L'interno conserva la struttura settecentesca ad una navata e tre campate, coperte da volte a crociera affrescate, con un cielo azzurro stellato, probabilmente ottocentesco.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[3] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 6 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Bulgaria Bulgaria 4 1,30%

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il sostentamento principale della popolazione nei lunghi secoli della storia, consisteva nell'agricoltura praticata a fondo valle, basata principalmente su fagioli, Patate (negli ultimi decenni), farina di polenta, farina bianca, cavolfiori.

I mestieri tradizionali del paese erano quello del cerchiaio (produzione dei cerchi per le botti) e del carbonaro (fabbricazione di carbone vegetale). Un altro lavoro tradizionale dei valligiani era costituito dal costruire canestri di corteccia, da vendere poi sul mercato romano. A tal fine gli abitanti avevano l'uso civico sui boschi in origine compresi nel feudo. Tale uso civico, con le relative vertenze giudiziarie, rimase anche nel dopoguerra.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT

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