Cerreto Laziale

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Cerreto Laziale
comune
Cerreto Laziale – Stemma Cerreto Laziale – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
Città metropolitanaProvincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
SindacoPietro Mastrecchia (lista civica) dal 13/04/2008
Territorio
Coordinate41°56′42″N 12°58′58″E / 41.945°N 12.982778°E41.945; 12.982778 (Cerreto Laziale)Coordinate: 41°56′42″N 12°58′58″E / 41.945°N 12.982778°E41.945; 12.982778 (Cerreto Laziale)
Altitudine520 m s.l.m.
Superficie12,08 km²
Abitanti1 118[1] (30-6-2017)
Densità92,55 ab./km²
Comuni confinantiCiciliano, Gerano, Pisoniano, Rocca Canterano, Sambuci, Saracinesco
Altre informazioni
Cod. postale00020
Prefisso0774
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058027
Cod. catastaleC518
TargaRM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantiCerretani
PatronoSan Sebastiano
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cerreto Laziale
Cerreto Laziale
Cerreto Laziale – Mappa
Posizione del comune di Cerreto Laziale nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Cerreto Laziale è un comune italiano di 1.118 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cerreto Laziale è un paese della valle del Giovenzano. È posizionato su una collina, leggermente staccata dai monti che la sovrastano, a 520 metri sul livello del mare. Alle spalle verso nord, ci sono tre rilevi appartenenti ai Monti Ruffi.

In un primo piano vi sono i Fossicchi (m. 985) fino al fosso del Fioio, che segna i confini di Cerreto con Sambuci e Saracinesco. Il versante Ovest scende, attraverso i Vignali, fino alla valle del Giovenzano; il versante Est scende alle valli (in dialetto locale Le Vagli) che separano i Fossicchi da Costa Sole; lì passa la mulattiera per Saracinesco.

In secondo piano vi è la montagna che ha una prima cima nel monte Scrima (m. 1060) e poi sale fino al monte Costasole (m. 1251), la cima più alta dei M. Ruffi, detta nel Resgesto Sublacense "caumen montium". Al comune di Cerreto appartiene il versante Ovest di Costa Sole, fino a Forca Tradella: è un punto in cui confinano Cerreto, Saracinesco, Anticoli e Rocca Canterano.

La terza montagna, in territorio di Rocca Canterano, è Ceresola: di lì si scende a Est a Rocca di Mezzo, Rocca Canterano, Canterano e poi, per l'Empolitana II e la Sublacense si prosegue a Subiaco. Cerreto dista da Subiaco km. 22,8.

Il comune di Cerreto confina con quello di Gerano. A est la collina di Cerreto scende fino ai pressi di Colle Careone (in dialetto locale la zona viene chiamata "fontana a balle"), e a sud attraverso i Serroni e Colle Chiuvittu scende fino al prato S. Anatolia, che è di Gerano.

Poco oltre il prato incomincia la pianura di Cerreto. Questa si estende a sud-ovest lungo la via Empolitana II fino a Ponte Terenzio, e a nord-ovest fino alle pendici dei Fossicchi, lungo la via Ponte Varano-Sambuci e lungo il corso del Giovenzano, affluente dell'Aniene e subaffluente del Tevere. Per un tratto confina con Pisoniano e poi con Ciciliano; i confini toccano poi P. Terenzio, passano a est di Colle Passero e di Monte Carbone, attraversano il Giovenzano e,lungo le falde dei Fossicchi, risalgono fino al Fioio.

La pianura di Cerreto è discretamente vasta; essa costituisce gran parte del territorio comunale (in tutto ettari 1187), e nel Medioevo era il nucleo centrale della "Massa jubenzana".

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni il nome del paese si riferisce al Monte “Cerretum”, nei pressi del quale è situato il paese. Secondo altri deriva dal latino “Quercus cerris”, ossia cerro (poiché, in precedenza, il territorio dove ora sorge il paese era ricoperto da cerri) con l'aggiunta del suffisso collettivo “etum” che indica abbondanza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu abitato fin dall'antichità, come ci testimoniano le mura poligonali e gli edifici romani (probabilmente adibiti a granai) in contrada Fonte Farolfa e Arnale. Nel V secolo a.C. divenne territorio degli Equi e dopo la loro sconfitta, divenne dominio romano, fino alle invasioni barbariche.

Nei secoli che seguirono, i territori della valle del Giovenzano, vennero accorpati in una Colonia chiamata ”Massa Giovenzana”, amministrata prima da un Governatore e poi dal Monastero di Santa Scolastica.

In un documento di papa Giovanni XVIII (21 luglio 1005) e in un altro di papa Benedetto VIII (settembre 1015), risulta il nome di un monte detto Cerreto che, insieme ad altri beni, venivano donati ai monaci sublacensi, in cui dovevano costruire un castello. segno che nel 1015 il castello ancora non c'era, ma c'era già il progetto di costruirlo. Mentre nel privilegio di San Leone IX del 31 ottobre 1051, c'è una variante decisiva: si dona il monte Cerreto in cui già c'è il castello. Quindi Cerreto è sorto, per opera dei monaci sublacensi, in un anno tra il 1015 e il 1051.

Il governo dei monaci (1051-1456)[modifica | modifica wikitesto]

Cerreto sorse nello Stato della Chiesa, in cui restò fino al 1870. Così fino al 1456, l'alto governo civile di Cerreto spettò all'abate di S. Scolastica, per passare poi all'abate commendatario (fino al 1753) e poi alla Congregazione del buon governo (fino al 1870). Appena nato, Cerreto fu subito strappato con la forza al monastero sublacense da Lando di Civitella, imprigionando lo stesso abate. Eletto un nuovo abate (Giovanni di Farfa), quest'ultimo, riuscì a rioccupare Cerreto (1077-1078). Cerreto fu anche conteso tra Subiaco e Tivoli. Una pace tra queste due città fu stipulata il 16 maggio 1169. Purtroppo si trattò più di tregua che di pace, infatti i Tiburtini recarono danni sensibili a diversi comuni, tra cui Cerreto, verso la fine del XIII secolo. Grazie anche a Bonifacio VIII tali molestie cessarono.

Il governo dei monaci commendatari (1456-1753)[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1456 e il 1753 fu retta da abati commendatari, tra i quali figurarono rappresentanti delle potenti famiglie dei Borgia, dei Colonna (famiglia), dei Borghese (famiglia) e dei Barberini.

La fortezza[modifica | modifica wikitesto]

Una vera fortezza fu costruita all'inizio del governo dell'abate Tommaso da Celano: di forma quadrangolare, con ingresso ingresso unico (a Sud), quattro torrioni agli angoli e in mezzo, di fronte all'ingresso, fu posto il maschio, la grande torre ancora intatta. Per la sua costruzione fu imposta una tassa a tutti i comuni circostanti. L'erezione della fortezza portava con sé la presenza di una piccola guarnigione nel comune. Fu proprio in questo castello che gli abitanti si rifugiarono il 10 aprile del 1592 per resistere all'assedio dei briganti di Marco Sciarra.

Marco Sciarra cattura Torquato Tasso

L'assedio di Marco Sciarra[modifica | modifica wikitesto]

I briganti di Marco Sciarra, attaccarono Cerreto e i cittadini furono costretti a rifugiarsi nella fortezza. Così i malviventi decisero di tenere Cerreto sotto assedio, intenti a sterminare la sua popolazione. Gli abitanti, riuscirono ad inviare una lettera a Roma, per informare la Chiesa dell'accaduto, ma quest'ultima rifiutò la richiesta. Ma i Cerretani non si diedero per vinti e chiesero l'aiuto dei paesi vicini, che acconsentirono. Così la notte tra il 24 e il 25 aprile 1592, i Cerretani legarono della stoffa imbevuta di pece alla coda di una gatta (la quale darà il nome alla festa popolare di Cerreto) e, dopo averle dato fuoco, la buttarono nei fienili dove i briganti riposavano. La gatta, correndo impaurita, diede fuoco ai fienili.

Le fiamme erano il segnale che era stato deciso tra Cerreto e alleati per dare inizio alla battaglia. Così, al divampare delle fiamme, i Cerretani armati uscirono dalla fortezza e, insieme agli alleati, sconfissero i briganti. Poiché l'incendio divampò per tutto il borgo, i Cerretani fecero una processione in onore di S. Agata che, si dice, avrebbe sedato le fiamme.

Prima e seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima guerra mondiale, Cerreto ebbe 21 morti. Numerosi morti ci furono nella successiva epidemia d'Influenza spagnola. Nella seconda guerra mondiale i morti e i dispersi furono 7. Il paese fu anche bombardato, il 27 maggio 1944, senza però danni di rilievo: tre case distrutte ed altre danneggiate, qualche persona cavata fuori dalle macerie e una ragazza ferita; nessun morto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta, una chiesa costruita intorno al XII-XIII secolo nelle vicinanze della vecchia Porta del Castello.
  • Chiesa di San Sebastiano, nominata nel Regesto Sublacense del 1572, e per questo si presume che la costruzione della chiesa sia terminata prima di questa data.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Mura poligonali

Queste mura, costruite a secco con grandi massi a forma irregolare, si trovano in territorio di Cerreto nella contrada Le Jonte, vicino alla Fonte di Farolfo. Un muro, poco sopra la Fonte, è lungo oltre 40 metri; resti minori sotto l'Arnale.

Simili mura sono sparse qua e là nell'Italia centrale. Si ritiene che esse risalgano ai secoli VII-IV a.C. Nel caso delle mura poligonali di Cerreto fa meraviglia di trovarle quasi in pianura alle radici dei Fossicchi. In passato sono state rinvenute anche numerose tombe, alcune delle quali con ossa di proporzioni gigantesche.

La Torre

L'unica torre di Cerreto (risalente al XIV secolo) che ha resistito fino ad oggi, è quella che sovrasta il borgo antico e che, durante il medioevo, era il maschio della fortezza. Oggi viene aperta al pubblico solo in occasione di festività e ricorrenze.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[3], i cittadini stranieri a Cerreto Laziale al 31 dicembre2015 sono 124 (11,09%). La nazionalità più rappresentata è:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Agata

La Confraternita di Sant'Agata, chiamata "Sant'Agata Vergine e Martire", cura in modo diligente le attività della Festa del 5 febbraio dedicata alla Santa che, per veneranda memoria, ha salvato il paese dalle fiamme provocate dallo scontro tra la popolazione e i briganti. La Confraternita, ogni anno, con i proventi della festa compie un'opera di carità in favore di associazioni cattoliche. Nel giorno della festa, offre un pasto caldo alla popolazione del paese. L'abito della Confraternita si compone di un saio bianco, di un cingolo azzurro e di una mantellina azzurra.

  • Festa di S.Sebastiano

Non ci sono documenti sul culto di San Sebastiano professato a Cerreto Laziale. Possiamo fare riferimento all'opinione comune (leggendaria) secondo la quale nel secolo XVI sarebbe venuta a Cerreto una colonia di milanesi. Questi avrebbero portato con sé il culto del Santo che appunto, secondo S. Ambrogio, sarebbe nativo di Milano.

Un altro dato interessante riferibile alla leggenda popolare, riguarda il fatto che poco dopo la canonizzazione di San Carlo Borromeo, nella Chiesa di San Sebastiano fu costruito un altare dedicato a San Carlo, ciò si spiegherebbe se ammettiamo la presenza di questa colonia a Cerreto. La data della festività è fissata al 20 gennaio.

  • Festa della Gatta

La festa ed il palio della Gatta, la cui prima edizione risale al 1992, si svolgono a Cerreto Laziale il 24 e il 25 aprile. I festeggiamenti iniziano il 24 sera, con la tradizionale cena dei rioni di Cerreto, mentre il 25 ricorre il Palio della Gatta, disputato dagli stessi quattro rioni (Torre, Costa Sole, Trabocca, Lavaturu). Così il 24 e il 25 aprile di ogni anno si festeggia la Tatta (dal dialetto locale, che significa Gatta), con tanto di sbandieratori, di corteo storico (dove vengono esibiti abiti cerretani medievali), di una pantagruelica cena nella piazza centrale, del già citato palio fra i quattro rioni e di giochi popolari.

  • Madonna delle Grazie

La festa più importante del paese è quella dedicata alla Madonna delle Grazie, che cade la prima domenica di settembre dopo l'8. Il sabato prima della celebrazione ufficiale, verso le 17.00 vede protagonista la tradizionale “Calata”. Questo è il momento più commovente e solenne della festa, consiste nello scoprire l'immagine della Madonna dall'Altare a lei dedicato, per poi esporla alla devozione dei fedeli. Durante la domenica seguente, si tengono le celebrazioni della Madonna delle Grazie, infine il lunedì vie è la festa dedicata a Santa Maria Goretti.

Per la celebrazione della Madonna, la notte prima della festa, viene allestito un Tappeto Artistico (nei pressi della chiesa di S. Sebastiano, dove la mattina stessa viene portata la Macchina della Madonna), realizzato dai ragazzi del paese, in cui (come per le tradizionali infiorate), vengono riprodotti anniversari, eventi importanti, personaggi famosi con materiali quali: sale (che viene colorato), polvere di marmo e segatura. Il giorno della festa durante la processione, la Macchina della Madonna delle Grazie, dopo aver percorso le vie del centro storico del paese, passa sopra il Tappeto Artistico.

La Confraternita della Madonna delle Grazie, è responsabile dell'organizzazione di tutte le manifestazioni della festa: concerti con artisti nazionali, spettacoli pirotecnici, mostre artistiche, gare di poesie dialettali e fotografiche.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Banda Musicale Giuseppe Verdi

Le prime notizie certe circa l'esistenza della Banda musicale a Cerreto, risalgono al 1876, anno in cui risulta che il "Concerto di Cerreto" suonò per la festa patronale. Da quel giorno Cerreto ha avuto sempre la sua banda che ormai ha superato i 130 anni di vita.

A fine '800 il Maestro Andrea Leo fece raggiungere al Concerto un notevole livello artistico, portando la sua musica in molte occasioni nelle piazze e giardini di Roma con numerosi concerti domenicali al Pincio. Neanche le due guerre mondiali riuscirono ad impedire alla Banda di continuare la sua attività che con i maestri Roccardi, Piccioni ed Aleandri era divenuta ormai punto di riferimento per tutti i comitati delle feste della Provincia di Roma.

La sua fama giunse alle orecchie del Maestro Manfredo Siciliani, che sul finire degli anni '30 iniziò una proficua collaborazione con il complesso cerretano che portò considerevoli frutti tuttora rintracciabili nel repertorio artistico.

Nel secondo dopoguerra, con l'evolversi dei mezzi di trasporto, l'impegno del Maestro Mario Ilari e il crescente numero di componenti, la Banda, che nel frattempo aveva preso il nome Giuseppe Verdi, aumentò le prestazioni fuori delle mura cittadine arrivando a suonare per un mese intero senza sosta per le vie d'Italia.

Gli anni '60 e '70 furono anni difficili a causa soprattutto del progresso e dell'inurbamento della popolazione, gran parte della quale si trasferì nelle città limitrofe, specie Roma, per avere maggiori opportunità di lavoro.

Furono gli anni del M° Vito Buè, siciliano, a Cerreto dagli anni '40, che prese in mano le redini dopo il M° Ilari, a portare alla banda il suo antico splendore. Buè lavorò affinché, anche a ranghi e ritmi ridotti, la Banda continuasse la sua attività.

A metà degli anni '80 si formarono due complessi bandistici, costole del vecchio gruppo: La Rossini e la Verdi, che, grazie anche ad una sana competizione, aumentarono di gran lunga il numero dei musicanti del paese, avendo più di sessanta elementi ciascuna.

A metà degli anni '90 le due bande tornarono unite per dare vita all'attuale complesso bandistico, oggi diretto dal M° Daniele Piccioni. Attualmente i componenti sono circa 30.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Pizzarelle

Le Pizzarelle, simili a fettuccine ma più corte e più spesse preparate con farina di grano e una parte di farina di granturco, sono un tipico piatto locale servito nelle tradizionale "scifette" (contenitori in legno) con il sugo di pistacchio (pesto di aglio e peperoncino con l'aggiunta facoltativa di acciughe). A questo piatto tipico della cucina locale è dedicata una frequentata sagra di Cerreto Laziale.

Persone legate a Cerreto Laziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Sciarra, brigante italiano che assediò Cerreto Laziale nella primavera del 1592.
  • Gervasio Federici, nato a Cerreto Laziale, è stato un partigiano italiano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

IL territorio comunale è attraversato, oltre che dalla via Cerreto-Sambuci, dall'ultimo tratto dell'Empolitana II, da Madonna della Pace a P. Terenzio. Quest'ultimo è un nodo stradale importante. A sinistra, per la Pedemontana, si va a Pisoniano e poi a San Vito Romano, Genazzano, Palestrina; a destra l'Empolitana I, costeggiando le rovine di San Valerio, di Saxula e di Empulum, conduce a Ciciliano, Castel Madama, Tivoli. Da Cerreto a Tivoli sono km 19,4 e fino a Roma km 51,2.

La SP 42/a collega Cerreto a Sambuci.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1872 Cerreto cambiò denominazione in Cerneto, poi nel 1885 la cambiò in Monterufo, e quindi nel 1886 in Cerreto Laziale. Il sindaco è Pietro Mastrecchia (Lista civica) dal 13/04/2008.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana dell'Aniene

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Cerreto possiede due squadra di calcio: La A.S.D. Cerreto Laziale Calcio, fondata nel 1997 che gioca nel campionato di Promozione del Lazio e la A.S.D. Atletico Cerreto, fondata nel 2012 che disputa il campionato di seconda categoria. Inoltre Cerreto ha anche due squadre di calcio a 5: F.C.D. Vicolo maschile e F.C.D. Vicolo femminile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN233920351
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