Diocesi di Anagni-Alatri

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Diocesi di Anagni-Alatri
Dioecesis Anagnina-Alatrina
Chiesa latina
Facade et campanile cathédrale Santa-Maria d'Anagni.JPG
Regione ecclesiastica Lazio
Mappa della diocesi
Vescovo Lorenzo Loppa
Vicario generale Alberto Ponzi
Sacerdoti 66 di cui 41 secolari e 25 regolari
1.354 battezzati per sacerdote
Religiosi 28 uomini, 210 donne
Diaconi 2 permanenti
Abitanti 92.050
Battezzati 89.400 (97,1% del totale)
Superficie 737 km² in Italia
Parrocchie 56
Erezione V secolo (Anagni)
VI secolo (Alatri)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Annunziata
Concattedrali San Paolo
Indirizzo Via Leone XIII n. 2, 03012 Anagni [Frosinone], Italia
Sito web www.diocesianagnialatri.it
Dati dall'Annuario pontificio 2016 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo dei papi di Anagni, dove avrebbe avuto luogo l'episodio dello schiaffo di Anagni, ai danni di papa Bonifacio VIII, il 7 settembre 1303.
Il monastero di San Sebastiano nei pressi di Alatri.

La diocesi di Anagni-Alatri (in latino: Dioecesis Anagnina-Alatrina) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2015 contava 89.400 battezzati su 92.050 abitanti. È retta dal vescovo Lorenzo Loppa.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende, oltre alle città di Alatri e Anagni, vari comuni compresi nella provincia di Frosinone (Trevi nel Lazio, Fiuggi, Piglio, Fumone, Acuto, Filettino, Morolo, Sgurgola, Torre Cajetani, Trivigliano, Vico nel Lazio, Guarcino, Collepardo) e, in misura minore, nella provincia di Roma (Carpineto Romano, Gorga, Vallepietra). Appartiene alla diocesi inoltre la località di Porciano, frazione di Ferentino e un tempo comune autonomo.

Sede vescovile è la città di Anagni, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Annunziata.[1] Ad Alatri sorge la concattedrale di San Paolo.

Il territorio si estende su 737 km² ed è suddiviso in 56 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna diocesi è frutto della piena unione, stabilita nel 1986, di due antiche diocesi: Anagni, attestata dal V secolo, e Alatri, i cui primi vescovi sono documentati nel VI secolo.

Alatri[modifica | modifica wikitesto]

La vicinanza della città di Alatri a Roma suggerisce che il cristianesimo sia giunto nei primi secoli dopo Cristo, anche se non ci sono prove della tradizione locale circa una sua origine apostolica. Il primo vescovo noto di Alatri è Pascasio, che seguì papa Vigilio a Costantinopoli in occasione dello scisma tricapitolino: è tra i firmatari dell'atto con cui il papa, il 14 agosto 551, pronunciò la condanna di Teodoro Ascida, vescovo di Cesarea di Cappadocia; la sua firma si trova anche in calce al Constitutum di papa Vigilio del 553, con il quale il pontefice si espresse sulla questione dei Tre Capitoli.

Relativamente ridotto è il numero dei vescovi alatrini conosciuti per il primo millennio, la maggior parte dei quali prese parte ai sinodi convocati a Roma dai pontefici. Il primo di questi è Saturnino, che fu presente al sinodo del 680 con cui papa Agatone condannò nuovamente l'eresia monotelita.

Importanti siti monastici attestano l'antichità della presenza religiosa nel territorio alatrino. Dalle lettere di Gregorio Magno (590-604) si evince la presenza di un cenobio in Campaniae partibus fondato dal patrizio Liberio verso la metà del VI secolo, che alcuni autori identificano con il monastero di San Sebastiano, situato a pochi chilometri da Alatri.[2] Ben più significativa la fondazione di un monastero benedettino ad opera di Domenico di Sora sul finire del X secolo nei pressi del sito dove, nel 1204, fu fondata dai cistercensi la certosa di Trisulti. A Guarcino venne fondata una delle più antiche comunità religiose del territorio, il monastero delle benedettine di San Luca, che nel XVI secolo si trasferirono nel centro di Alatri.[3]

Importante fu la traslazione nella cattedrale di Alatri delle reliquie di san Sisto I papa, avvenuta nel 1132. Persasi la loro memoria nel corso del tempo, furono riscoperte nel 1584; papa Giovanni Paolo II visitò la comunità alatrina nel IV centenario del ritrovamento delle reliquie di san Sisto nel 1984. Ad Alatri è pure legato il fatto prodigioso avvenuto nel 1228, noto come miracolo eucaristico di Alatri, in cui un'ostia consacrata si sarebbe trasformata in carne, tuttora conservata nella cattedrale di Alatri.

Nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Alatri è custodita una statua lignea della Madonna, splendido esempio di arte romanica del XII secolo.[4]

Nel Cinquecento si segnala la presenza sulla cattedra alatrina del vescovo Ignazio Danti (1583-1586), noto cosmografo e matematico dell'epoca, membro della commissione che preparò la riforma del calendario gregoriano; nel 1584 celebrò il primo sinodo diocesano per l'attuazione della riforma voluta dal concilio di Trento, impegnandosi soprattutto nella riforma del laicato e delle confraternite. Più laboriosa fu l'istituzione del seminario; dopo alcuni primi tentativi falliti, fu eretto stabilmente nel 1684 dal vescovo Stefano Ghirardelli (1683-1708). Benemerita istituzione cittadina fu la scuola aperta nel 1729 dagli scolopi, ininterrottamente presenti ad Alatri fino al 1970.

All'inizio dell'Ottocento, per la sua opposizione all'occupazione francese, il vescovo Giuseppe della Casa (1802-1818) venne deportato in Francia.

Al momento della plena unione con Anagni nel 1986, la diocesi comprendeva i comuni di Alatri, Collepardo, Fumone, Guarcino, Torre Cajetani, Trivigliano e Vico nel Lazio.[3]

Anagni[modifica | modifica wikitesto]

Alla diocesi di Anagni la tradizione locale attribuisce un'origine apostolica, espressa nella vita di san Pietro di Anagni (XII secolo) con le parole «fundatam primitus apostolicis fundamentis».[5] Testimonianze archeologiche sembrano attestare una presenza cristiana organizzata nel territorio anagnino almeno dal IV secolo.[6]

La diocesi di Anagni è attestata per la prima volta nella seconda metà del V secolo, quando il vescovo Felice fu presente al concilio lateranense convocato nel 487 da papa Felice III.[7] A lui succede il vescovo Fortunato, che prese parte ai concili indetti da papa Simmaco tra il 499 e il 502.[8]

Nell'Alto Medioevo Anagni rientrò nel patrimonio fondiario pontificio e i papi riconobbero ai suoi vescovi speciale considerazione. Zaccaria di Anagni fu legato di papa Nicola I al sinodo di Costantinopoli dell'861, in cui si decise della validità dell'elezione di Fozio al patriarcato. Nell'896 il vescovo Stefano di Anagni divenne papa con il nome di Stefano.

Mentre papa Alessandro II era presente ad Anagni, avvenne nel 1062 l'elezione del vescovo Pietro di Salerno, canonizzato nel 1110, a cui si deve il rifacimento dell'antica cattedrale anagnina. Durante il suo episcopato, nel 1088, fu ratificata da papa Urbano II l'unione della diocesi di Trevi con quella di Anagni, ai cui vescovi era già stata data in amministrazione dai papi precedenti.[9]

Nel XII e XIII secolo in più occasioni Anagni vide la presenza o divenne la dimora dei pontefici romani. Adriano IV vi morì nel 1159 e Lucio III (1181-1185) vi risedette diverse volte. Papa Alessandro III si rifugiò in Anagni per sfuggire a Federico Barbarossa e fu proprio dalla cattedrale di Anagni che nel 1160 scomunicò Federico Barbarossa e l'antipapa Vittore IV sostenuto dall'imperatore; lo stesso pontefice ad Anagni canonizzò Bernardo di Chiaravalle nel 1174, stipulò il cosiddetto Pactum anagninum nel 1176 e consacrò la cattedrale nel 1179. Diversi papi ebbero forti legami con Anagni: Innocenzo III (1198-1216); Gregorio IX (1227-41), già canonico della cattedrale, che pose la diocesi sotto l'immediata soggezione della Santa Sede; Innocenzo IV (1243-54), che fu eletto papa nel palazzo dei canonici di Anagni; Alessandro IV (1254-61), anch'egli membro del capitolo dei canonici, che ricompensò elevando a 24 i suoi membri, e che canonizzò santa Chiara nella cripta della cattedrale; e infine Bonifacio VIII (1294-1303), noto per l'episodio passato alla storia con il nome di "schiaffo di Anagni". Tutti questi papi elargirono ampi benefici a favore della Chiesa e della cattedrale anagnina.

Thomas Becket durante la sua fuga fu ricevuto dai canonici di Anagni, e una cappella in suo onore fu successivamente fatta erigere nella cattedrale su richiesta di Enrico II d'Inghilterra; la cappella è divenuta successivamente il luogo di sepoltura dei canonici.

Nel Cinquecento diversi cardinali si succedettero sulla cattedra di Anagni. Nella seconda metà del secolo, i vescovi cominciarono ad applicare le normative di riforma del concilio di Trento. Gaspare Viviani (1579-1605) celebrò il primo sinodo diocesano e per primo fece la visita ad limina a Roma. Il successore Antonio Seneca (1607-1626) fondò il seminario nel 1608.

Nel Seicento i problemi di giurisdizione tra varie diocesi con la vicina e potente abbazia di Subiaco furono risolti con una serie di transazioni, approvate dai pontefici; nel 1639 la diocesi di Anagni cedette all'abbazia i territori di Jenne e di Trevi, sui quali Subiaco ebbe autonoma e sovrana giurisdizione; tale transazione fu approvata da papa Urbano VIII il 21 luglio 1639.[10]

«All'inizio del XVIII secolo la diocesi comprendeva una decina di località per un totale di ventisei parrocchie (sei nel capoluogo), i cui 12.500 abitanti contavano su 119 sacerdoti».[6]

Con la fine dell'occupazione francese, il vescovo Gioacchino Tosi fu sospeso dalle sue funzioni e costretto a dimettersi per aver prestato il giuramento di fedeltà all'Impero (1815); la diocesi rimase vacante per oltre vent'anni, durante i quali fu gestita da amministratori apostolici.

Nel 1897 papa Leone XIII, originario della diocesi, fondò ad Anagni il Pontificio Collegio Leoniano, affidandone la responsabilità ai padri della Compagnia di Gesù, che mantennero la gestione fino al 1984. Con Pio X divenne seminario per la formazione dei sacerdoti delle diocesi del Lazio. Dal 1931 è divenuto seminario regionale per il Lazio meridionale e per le sedi suburbicarie.

Anagni-Alatri[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 novembre 1972 Vittorio Ottaviani, già vescovo di Alatri, fu nominato anche vescovo di Anagni, unendo così in persona episcopi le due diocesi, che rimasero unite anche con il successivo vescovo Umberto Florenzani.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le due sedi sono state fuse in una sola diocesi con il nome attuale di Anagni-Alatri.

Nel 2002 la diocesi si ingrandì con il territorio delle parrocchie del comune di Trevi nel Lazio, appartenute in precedenza all'abbazia territoriale di Subiaco.[11]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Alatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Pascasio † (prima del 551 - dopo il 553)[12]
  • Saturnino † (menzionato nel 680)
  • Vitale † (menzionato nel 721)
  • Sebastiano o Sabazio † (menzionato nel 743)
  • Anonimo (…ninus) † (menzionato nel 769)
  • Leone I † (prima dell'853 - dopo l'871)
  • Giovanni I † (menzionato nell'875)
  • Lucido † (menzionato nell'898)
  • Giovanni II † (menzionato nel 920)
  • Leone II † (menzionato nel 930)
  • Ildebrando (o anonimo) † (menzionato nel 963)[13]
  • Giovanni III † (menzionato nel 1015)
  • Giovanni IV † (menzionato nel 1059)
  • Adamo I † (prima del 1074 - dopo il 1080)[14]
  • Lamberto † (prima del 1090 - dopo il 1101 o il 1108)[15]
  • Adamo II ? † (al tempo di papa Pasquale II)[16]
  • Crescenzio I † (menzionato nel 1113)[17]
  • Pietro † (menzionato nel 1132)
  • Michele † (prima del 1142 - dopo il 1149)
  • Adinolfo † (prima del 1152 - dopo il 1159)
  • Leone III † (prima del 1179 - circa 1192 deceduto)
  • Taddeo † (menzionato nel 1194)
  • Leandro † (prima del 1200 - prima del 21 giugno 1221 deceduto)
  • Anonimo † (menzionato nel 1222)[18]
  • Giovanni V † (prima del 1227 - circa maggio 1264 deceduto)
  • Crescenzio II, O.P. † (5 luglio 1264 - 1282)
  • Leonardo Patrasso † (16 settembre 1290 - 24 marzo 1295 nominato vescovo di Jesi)
  • Rinaldo † (2 gennaio 1296 - 1297 deceduto)
  • Leonardo, O.Cist. † (21 febbraio 1298 - gennaio 1299 deceduto)
  • Niccolò † (21 gennaio 1299 - ? deceduto)
  • Paolo Rainaldi † (31 dicembre 1316 - ? deceduto)
  • Andrea ? † (circa 1344 - dopo aprile 1362)[20]
  • Francesco de Meduli † (24 maggio 1363 - dopo aprile 1382)
  • Giovanni VI † (menzionato nel 1381 ?)
  • Cristoforo da Fumone † (18 dicembre 1387 - 1406 deceduto)
  • Giovanni VII † (28 luglio 1406 - ?)
    • Bartolomeo † (13 gennaio 1406 - dopo il 1409) (antivescovo)
  • Giovanni Angelo † (1428 - 1457 deceduto)
  • Tuccio Antonio † (28 gennaio 1457 - circa 1477[21] deceduto)
  • Giovanni Rossi † (14 gennaio 1478 - 1493 deceduto)
  • Giacomo de Silvestri † (15 aprile 1493 - 1516 deceduto)
  • Graziano Santucci, O.S.A. † (11 novembre 1516 - dopo marzo 1517) [22]
  • Filippo Lodovico Ercolani † (20 aprile 1528 - 1530 dimesso)
  • Filippo Lodovico Ercolani † (1º luglio 1530 - 10 maggio 1535 dimesso) (per la seconda volta)
  • Bernardino Visconti † (29 ottobre 1537 - 1540 deceduto)
  • Valerio Tartarini † (20 febbraio 1540 - 1545 deceduto)
  • Zaccaria Rondani † (3 luglio 1545 - 1547 deceduto)
  • Camillo Perusco † (22 aprile 1547 - 1573 deceduto)
  • Stefano Bonucci, O.S.M. † (23 gennaio 1573 - 1º ottobre 1574 nominato vescovo di Arezzo)
  • Pietro Franchi † (22 ottobre 1574 - 1583 deceduto)
  • Ignazio Danti, O.P. † (14 novembre 1583 - 10 ottobre 1586 deceduto)
  • Bonaventura Furlano, O.F.M. † (5 novembre 1586 - dicembre 1597 deceduto)
  • Luca Antonio Gigli † (dicembre 1597 succeduto - 1620 deceduto)
  • Francesco Campanari † (16 novembre 1620 - 1632 deceduto)
  • Alessandro Vittrici † (20 settembre 1632 - 1648 dimesso)
  • Michelangelo Brancavalerio † (4 maggio 1648 - 25 marzo 1683 deceduto)
  • Stefano Ghirardelli † (14 giugno 1683 - febbraio 1708 deceduto)
  • Giuseppe Guerra † (14 maggio 1708 - 30 marzo 1729 deceduto)
  • Ludovico Savageri, C.R.S. † (30 marzo 1729 succeduto - 13 gennaio 1744 dimesso)
  • Giovanni Francesco Cavallini † (16 marzo 1744 - 6 febbraio 1764 deceduto)
  • Nicola Gagliardi † (11 maggio 1764 - 30 giugno 1777 deceduto)
  • Pietro Stefano Speranza † (28 luglio 1777 - 26 giugno 1802 deceduto)
  • Giuseppe Della Casa † (20 settembre 1802 - 31 marzo 1818 deceduto)
  • Francesco Saverio Domeniconi † (25 maggio 1818 - 16 febbraio 1835 deceduto)
  • Valentino Armellini † (6 aprile 1835 - 17 dicembre 1841 deceduto)
  • Adriano Giampedi † (24 gennaio 1842 - 11 ottobre 1850 deceduto)
  • Raffaele Bocci † (17 febbraio 1851 - 27 gennaio 1855 deceduto)
  • Gaetano Rodilossi † (23 marzo 1855 - 16 dicembre 1878 deceduto)
  • Pietro Saulini † (28 febbraio 1879 - 26 maggio 1887 deceduto)
  • Francesco Giordani † (25 novembre 1887 - 13 dicembre 1902 deceduto)
  • Benedetto Spila, O.F.M. † (24 aprile 1903 - 29 aprile 1909 dimesso)
  • Americo Bevilacqua † (29 aprile 1909 - 22 gennaio 1915 dimesso)
  • Michele Izzi † (1º luglio 1915 - 31 dicembre 1917 deceduto)
  • Antonio Torrini † (23 dicembre 1918 - 15 giugno 1928 nominato arcivescovo di Lucca)
  • Mario Toccabelli † (16 settembre 1930 - 1º aprile 1935 nominato arcivescovo di Siena)
  • Edoardo Facchini † (5 maggio 1935 - 21 ottobre 1962 deceduto)
  • Vittorio Ottaviani † (19 dicembre 1962 - 10 novembre 1973 nominato vescovo dei Marsi)
  • Umberto Florenzani † (21 dicembre 1973 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Anagni-Alatri)

Vescovi di Anagni[modifica | modifica wikitesto]

  • Felice † (prima del 487 - dopo il 495 ?)[12]
  • Fortunato † (prima del 495 ? - dopo il 502)[12][23]
  • Pelagio † (menzionato nel 595)[12]
  • Opportuno † (menzionato nel 649)
  • Maurizio † (menzionato nel 680)
  • Gregorio † (menzionato nel 721)
  • Cesario † (menzionato nel 743)
  • Costantino † (prima del 757 - dopo il 761)
  • Nirgozio † (menzionato nel 769)
  • Romualdo † (menzionato nell'826)
  • Sebastiano † (menzionato nell'847)
  • Niccolò I † (menzionato nell'853)
  • Zaccaria † (prima dell'860 - 863 deposto)
  • Albino o Alboino † (863 - dopo l'869 deceduto)
  • Zaccaria † (circa 872 - dopo l'877 deceduto) (per la seconda volta)
  • Stefano † (circa 883 - prima dell'11 giugno 896[24] eletto papa con il nome di Stefano VI)
  • Giovanni I † (prima del 963 - dopo il 969)[25]
  • Giovanni II † (prima del 993 - dopo il 997)
  • Luitardo o Litardo † (menzionato nel 999/1003)[26]
  • Trasmondo † (menzionato nel 1008)[25]
  • Benedetto † (prima del 1015 - dopo il 1028)[27]
  • Rumaldo (o Romualdo o Grimando) † (metà circa dell'XI secolo)
  • Bernardo ? † (menzionato nel 1061)[28]
  • San Pietro I † (1062 - 5 agosto 1105 deceduto)
  • Oddone † (1105 - dopo il 1111)
  • Pietro II †
  • Oiolino †[29]
  • Raone † (menzionato nel 1133)
  • Lotario o Eleuterio † (prima del 1154 - dopo il 1155)
  • Nuclerio † (menzionato nel 1161)[30]
  • Asaele † (menzionato nel 1179)
  • Giovanni III † (prima del 1180 - dopo il 1185)
  • Giovanni IV † (1196 - prima del 9 dicembre 1220 deceduto)
  • Giovanni V † (1221 - circa 1224 deceduto)[31]
  • Alberto † (1224 - 1237 deceduto)
  • Pandolfo † (prima di giugno 1237 - dopo agosto 1255 deceduto)
  • Niccolò II † (menzionato nel 1257)
  • Giovanni Compatre † (menzionato il 22 aprile 1257)[32]
  • Landolfo (o Lando) † (21 ottobre 1262 - dopo il 1272 deceduto)
  • Pietro Gaetani † (1276 - 1277 deceduto)
  • Niccolò III † (1278 - ?)[33]
  • Pietro III † (menzionato nel 1280)
  • Gerardo † (prima di maggio 1289 - 4 marzo 1290 nominato vescovo di Spoleto)
  • Pietro IV, O.Cist. † (15 maggio 1290 - 1295 deceduto)
  • Pietro di Torrita † (20 settembre 1295 - 3 agosto 1299 nominato vescovo di Aversa)
  • Leonardo † (3 agosto 1299 - ? deceduto)
  • Pietro Ferri † (7 aprile 1320 - 20 marzo 1327 nominato vescovo dei Marsi)
  • Alemanno † (20 marzo 1327 - 1330 deceduto)
  • Giovanni Pagnotta, O.E.S.A. † (5 novembre 1330 - 1341 deceduto) [34]
  • Giovanni de Scrofanis † (19 luglio 1342 - 1348 deceduto)
  • Pietro de Grassinis, O.P. † (5 novembre 1348 - 1363 deceduto)
  • Gian Giacomo de Medulis † (30 ottobre 1363 - circa 1382 deposto)
  • Tommaso Morganti † (prima del 1382 - 1398 deposto)
  • Giovanni Zancati, O.E.S.A. † (? - 1399 deposto)
  • Giacomo di Trevi † (8 luglio 1399 - 14 dicembre 1401 nominato vescovo titolare di Calcedonia) [35][36]
  • Angelo degli Afflitti † (14 dicembre 1401 - 1418 deceduto)
  • Angelotto Fosco † (4 febbraio 1418 - 22 maggio 1426 nominato vescovo di Cava de' Tirreni)
    • Oddone Vari † (prima del 26 agosto 1426 - 1429) (amministratore apostolico)
  • Francesco I da Genazzano † (28 gennaio 1429 - 1451 dimesso)
  • Salvatore da Genazzano † (14 aprile 1451 - dopo il 1455 deceduto)
  • Giovanni Cremonesi † (14 agosto 1478 - ? deceduto)
  • Gentile da Spoleto † (9 settembre 1478 - circa 1484 deceduto)
  • Francesco Macabrini (o Mascambruni) † (13 ottobre 1484 - ?)
  • Ferdinando di Lanciano † (11 maggio 1502 - 1515 deceduto)
  • Jacopo Bongalli † (16 dicembre 1515 - 5 novembre 1516 nominato vescovo di Nepi e Sutri)
  • Luca Giovannini † (4 marzo 1523 - 1525 dimesso)
  • Corrado Monaldeschi della Cervara † (7 giugno 1525 - 1534 dimesso)
  • Michele Torelli † (6 aprile 1541 - 1572 deceduto)
  • Benedetto Lomellini † (17 marzo 1572 - 24 luglio 1579 deceduto)
  • Gaspare Viviani † (3 agosto 1579 - 25 gennaio 1605 deceduto)
  • Vittorio Guarini † (4 luglio 1605 - 1607 deceduto)
  • Antonio Seneca † (25 giugno 1607 - 29 agosto 1626 deceduto)
  • Gian Gaspare Melis † (16 settembre 1626 - gennaio 1642 deceduto)
  • Sebastiano Gentili † (24 marzo 1642 - 3 dicembre 1646 dimesso)
  • Pier Francesco Filonardi † (3 dicembre 1646 - 1662 deceduto)
  • Gian Lorenzo Castiglioni † (13 marzo 1662 - 9 dicembre 1680 nominato vescovo di Acquapendente)
  • Bernardino Masseri † (23 giugno 1681 - agosto 1695 deceduto)
  • Pietro Paolo Gerardi † (21 maggio 1696 - 31 maggio 1708 deceduto)
  • Giovanni Battista Bassi † (3 ottobre 1708 - 19 dicembre 1736 deceduto)
  • Gian Antonio Bachettoni † (11 febbraio 1737 - 1º dicembre 1749 nominato vescovo di Recanati e Loreto)
  • Domenico Monti † (19 gennaio 1750 - 14 aprile 1766 nominato arcivescovo di Urbino)
  • Giovanni Battista Filipponi Tenderini † (14 aprile 1766 - 11 settembre 1778 dimesso)
  • Cirillo Antonini † (28 settembre 1778 - 20 gennaio 1789 deceduto)
  • Giovanni Devoti † (30 marzo 1789 - 26 marzo 1804 dimesso)
  • Gioacchino Tosi † (26 marzo 1804 - 21 marzo 1815 dimesso)
    • Sede vacante (1815-1838)[37]
  • Vincenzo Annovazzi † (15 febbraio 1838 - 12 settembre 1846 dimesso)
  • Pietro Paolo Trucchi, C.M. † (21 settembre 1846 - 21 dicembre 1857 nominato vescovo di Forlì)
  • Clemente Pagliaro † (21 dicembre 1857 - 9 marzo 1875 deceduto)
  • Domenico Pietromarchi † (31 marzo 1875 - 7 febbraio 1894 deceduto)
  • Antonino Sardi † (18 maggio 1894 - 8 luglio 1912 dimesso)
  • Silvio Gasperini † (2 dicembre 1912 - 24 ottobre 1923 deceduto)
  • Luigi Mazzini † (9 novembre 1923 - 24 giugno 1926 dimesso)
  • Gaudenzio Manuelli † (8 luglio 1927 - 18 febbraio 1931 nominato arcivescovo di L'Aquila)
  • Attilio Adinolfi † (5 maggio 1931 - 1º settembre 1945 deceduto)
  • Giovanni Battista Piasentini, C.S.Ch. † (18 febbraio 1946 - 31 gennaio 1952 nominato vescovo di Chioggia)
  • Enrico Romolo Compagnone, O.C.D. † (10 marzo 1953 - 9 marzo 1972 nominato vescovo di Terracina-Latina, Priverno e Sezze)
  • Vittorio Ottaviani † (30 novembre 1972 - 10 novembre 1973 nominato vescovo dei Marsi)
  • Umberto Florenzani † (21 dicembre 1973 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Anagni-Alatri)

Vescovi di Anagni-Alatri[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2015 su una popolazione di 92.050 persone contava 89.400 battezzati, corrispondenti al 97,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Anagni
1959 41.300 41.302 100,0 95 36 59 434 60 253 29
1970 42.666 42.666 100,0 91 34 57 468 62 200 32
1980 48.480 48.500 100,0 63 29 34 769 39 200 34
diocesi di Alatri
1950 30.000 30.000 100,0 67 35 32 447 32 100 16
1959 38.950 39.000 99,9 51 26 25 763 74 110 16
1970 31.260 31.291 99,9 48 26 22 651 25 112 22
1980 31.153 31.153 100,0 41 27 14 759 16 50 22
diocesi di Anagni-Alatri
1990 81.500 81.809 99,6 93 57 36 876 38 310 53
1997 83.000 84.969 97,7 68 44 24 1.220 31 270 53
2000 83.500 84.000 99,4 70 45 25 1.192 27 270 54
2001 83.500 84.000 99,4 72 45 27 1.159 29 270 54
2003 85.200 86.000 99,1 71 43 28 1.200 2 31 220 56
2004 85.200 86.000 99,1 72 44 28 1.183 1 30 220 56
2006 85.250 86.200 98,9 74 45 29 1.152 1 30 210 56
2012 89.500 92.390 96,9 63 41 22 1.420 2 24 213 56
2015 89.400 92.050 97,1 66 41 25 1.354 2 28 210 56

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il titolo completo della cattedrale dal sito web dei beni culturali della diocesi di Anagni.
  2. ^ Sandra Gatti, Maria Romana Picuti (ed.), Fana, templa, delubra. Corpus dei luoghi di culto dell'Italia antica (FTD), 1, Regio I. Alatri, Anagni, Capitulum Hernicum, Ferentino, Veroli, Ponza, Roma 2008, p. 27.
  3. ^ a b Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web (Alatri).
  4. ^ Fogolari, Sculture in legno del secolo XII, in L'Art, 1903, I, IV; anche Venturi. Storia dell'arte italiana, III, 382
  5. ^ Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 166.
  6. ^ a b Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web (Anagni).
  7. ^ Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, vol. VII, Florentiae 1762, col. 1171.
  8. ^ Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894, pp. 393-455.
  9. ^ Kehr, Italia pontificia, II, p. 137.
  10. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web (Subiaco).
  11. ^ AAS 94 (2002), pp. 761-763.
  12. ^ a b c d Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, 2 volumi, Roma 1999-2000.
  13. ^ Secondo Ughelli e Schwartz, nel concilio indetto contro papa Giovanni XII nel 963 prese parte un vescovo di Alatri, il cui nome non è indicato; per Cappelletti quell'anonimo vescovo aveva nome Ildebrando.
  14. ^ Schwartz attesta la presenza di questo vescovo alla consacrazione della chiesa di San Tommaso a Subiaco nel 1074 (1077 per Cappelletti) e in un atto di papa Gregorio VII del 20 luglio 1080. Secondo Ughelli e Cappelletti, nel 1075 un vescovo Lamberto avrebbe consacrato un altare nella chiesa di Montecassino, in base a quanto racconta la cronaca di Lupo Protospatario; Schwartz tuttavia afferma che la cronaca suddetta non riporta affatto questa informazione.
  15. ^ Schwartz documenta l'esistenza del vescovo Lamberto dal 1090 al 1101; Cappelletti prolunga l'episcopato di Lamberto fino al 1106 e al 1108, ma senza addurre documentazione probante.
  16. ^ La cronaca sublacense riferisce che un vescovo Adamo di Alatri consacrò un altare nella chiesa di San Benedetto a Subiaco. Per Cappelletti questo vescovo è il medesimo attestato nel 1077 e la consacrazione avvenne dopo il 1093; per Schwartz invece si tratta di un vescovo omonimo, vissuto all'epoca di Pasquale II (1099-1118).
  17. ^ Sottoscrisse un placito di papa Pasquale II il 16 ottobre 1113 (Schwartz, pp. 267-268).
  18. ^ Eubel, Hierarchia catholica, II, p. XII.
  19. ^ Vescovo omesso da Eubel, secondo il quale Leonardo fu nominato alla sede alatrina per la morte di Crescenzio.
  20. ^ Vescovo escluso da Eubel, per il quale Francesco de Meduli fu nominato alla sede alatrina per la morte di Paolo Rainaldi.
  21. ^ In quest'anno papa Sisto IV concede a Tuccio la facoltà di redigere il testamento (Eubel). Lo stesso Eubel tuttavia inserisce il vescovo Antonio Jacobucci nel 1463, mentre Gams Taddeo II nel 1462. Forse Tuccio Antonio dette le dimissioni dalla sede alatrina.
  22. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano, Agustiniana, Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 431.
  23. ^ Gli atti del concilio indetto da papa Gelasio I nel 495 non indicano la sede di appartenenza dei vescovi che vi presero parte. A questo concilio parteciparono, tra gli altri, i vescovi Felice e Fortunato: secondo Pietri, uno dei due potrebbe essere un vescovo anagnino.
  24. ^ Biografia nell'Enciclopedia Dei Papi.
  25. ^ a b Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens…, pp. 268-269.
  26. ^ Vescovo il cui nome è riportato da De Magistris (Istoria della città e S. basilica cattedrale d'Anagni, Roma 1749), che lo dice confermato da papa Silvestro II (999-1003); indicato come dubbio da Schwartz.
  27. ^ Queste sono le date estreme documentate da Cappelletti, mentre Schwartz attesta Benedetto solo nel 1026 e 1027; inoltre, nel diploma del 1015 (Ughelli, I, col. 158) non è riportata la sede di appartenenza di Benedetto.
  28. ^ Vescovo ignoto a Ughelli, ma riportato da Cappelletti. Schwartz documenta come questo Bernardo fosse in realtà l'omonimo vescovo di Palestrina.
  29. ^ I vescovi Oddone, Pietro II e Oiolino sono menzionati, senza indicazioni cronologiche precise, nella Translatio del vescovo Pietro I, riportata da Cappelletti VI pp. 307 e seguenti (sui tre vescovi cfr. pp. 322-323). Solo per Oddone si può stabilire con certezza la sua partecipazione al concilio di Veroli nel 1111.
  30. ^ Kehr, Italia pontificia, II, pp. 138-139, nn. 14-15.
  31. ^ Incerta e confusa è la cronotassi episcopale di Anagni di questo periodo. A Giovanni IV, Cappelletti fa seguire Giovanni V e poi, dal 1224, Alberto. Eubel (Hierarchia catholica, II, p. XIII) documenta come alla morte di Giovanni IV, avvenuta prima del 9 dicembre 1220, fu eletto Alberto, documentato come vescovo eletto fin dal 13 febbraio 1221.
  32. ^ Il 13 settembre 1262 papa Urbano IV concesse al capitolo della cattedrale la facoltà di eleggere un nuovo vescovo, indizio che il precedente vescovo anagnino (Giovanni Compatre ?) era morto. Eubel, Hierarchia catholica, I, p. 86, nota 3.
  33. ^ Questo terzo vescovo di nome Niccolò è inserito da Cappelletti al 1278, ma senza alcun riferimento documentario; escluso da Gams e da Eubel.
  34. ^ Lazcano, op. cit., vol. I, p. 472-476.
  35. ^ Lazcano, op. cit., vol. I, p. 477.
  36. ^ Tra Giacomo di Tréveris e Angelo degli Afflitti Gams inserisce Tommaso da Celano.
  37. ^ Nel periodo di sede vacante, sono stati amministratori apostolici Luca Amici (1815-1816), ? Biordi (1816-1817), Giuseppe Maria Lais (1817-1834), Pier Francesco Muccioli (1834-1838).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Anagni[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Alatri[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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